Un prefetto super partes
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Un prefetto super partes
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Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.


Pardon non è il prefetto di Ferrara ma il prefetto capo del dipartimento migranti del Ministero dell'Interno, la cosa si inquadra un po' meglio
Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.


Chissà se può nascere qualcosa, il fatto che a reagire siano stati dei polentoni può essere indicatore che la misura è ormai colma.
Però in gran parte si tratta di gente di mare, non di contadini sgobboni o cittadini con la merdina sotto il naso, mah...


Eeehhh... fino al 4 dicembre devono andare con i piedi di piombo.
Comunque, anche così, non è che non ci sia materiale per chi abbia orecchi per intendere.
Le dichiarazioni sprezzanti del superprefetto, la vignetta di vauro, tutta la litania renzian-alfaniana sull'Italia che è un'altra cosa... le donne ed i bambini...per carità, nulla di particolarmente nuovo, ma comunque significativo, specie in contrapposizione alla spontanea reazione di gente esasperata.


Come ha già scritto qualcuno (Logomaco?), una rondine non fa primavera, vedremo le reazioni alla prossima foto stile Aylan pubblicata dai giornalai.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)




Potenziali origini polacche, sì.




è positivo ma sterile, se la cosa non viene tradotta in termini di proposta politica


Goro, Di Stefano (CasaPound) su "prefetto empatico, le migranti teste di ponte, tutti razzisti come Capalbio" - IntelligoNews - quotidiano indipendente di informazione
Ma davvero gli abitanti di Goro e Gorino hanno paura di 11 donne e 8 bambini?
Per Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, "si tratta solo di una testa di ponte, dietro c’è sempre un centro di accoglienza gestito da una coop che reclamerà sempre più immigrati, e quindi dopo le 11 donne arriveranno 100 o 200 ragazzoni africani venuti dal Senegal o dal Mali e che ciondoleranno per il paese tutto il giorno senza nulla da fare".
E a IntelligoNews lancia la provocazione:
«Ovvio che no. Allora dovremmo dire che sono tutti razzisti ed egoisti. Anche a Capalbio. Non è una questione di egoismo, è che nei piccoli centri i cittadini si sentono invasi, come del resto accade anche nelle grandi città»
È giusto parlare di egoismo o razzismo per i fatti di Goro?
«Ovvio che no. Allora dovremmo dire che sono tutti razzisti ed egoisti. Anche a Capalbio. Non è una questione di egoismo, è che nei piccoli centri i cittadini si sentono invasi, come del resto accade anche nelle grandi città»
L’obiezione che si legge spesso è: “Come si fa ad aver paura di 11 donne e 8 bambini”?
«Ovvio che non fanno paura donne e bambini. Ma tutti sanno che si tratta solo di una testa di ponte, che dietro c’è sempre un centro di accoglienza gestito da una coop che reclamerà sempre più immigrati, e quindi dopo le 11 donne arriveranno 100 o 200 ragazzoni africani venuti dal Senegal o dal Mali e che ciondoleranno per il paese tutto il giorno senza nulla da fare. Lo abbiamo visto a Casale San Nicola, dove anche lì si parlò di poche famiglie e invece poi venne un pullman carico di africani».
Goro testimonia comunque del fatto che la mobilitazione talvolta funziona.
«La mobilitazione funziona, l’azione ha ragione. Certo, a Goro hanno avuto la fortuna di trovare un prefetto empatico che è rimasto sconvolto, si è quasi messo a piangere, e alla fine è tornato sui suoi passi. Altrove – e cito di nuovo Casale San Nicola – ci sono invece prefetti che si impongono con la forza, che fanno manganellare gli italiani per far passare gli stranieri».
Lo stesso prefetto “empatico” è però anche quello che ha invitato i cittadini di Goro a emigrare in Ungheria. Non sono parole un po’ sopra le righe?
«Sono dichiarazioni da politico, così come politica è la volontà che sta dietro alla logica malata dell’accoglienza che lascia partire gli immigrati affinché rischino la vita e vengano poi salvati come “poveri cristi” che hanno passato sofferenze infinite per venire qui».
Cosa bisognerebbe fare?
«Se il governo ritiene davvero che tutti possano venire qui in Italia (cosa su cui ovviamente io non concordo assolutamente), allora sia coerente, li vada a prendere sulle coste libiche e li porti qui. Se non lo fanno sono assassini».