











AH AH AH la verità è che vorreste create nuovi valori ma non avete nemmeno la capacità di creare nuove parole o definizioni.
Per esempio, perchè non chiamarvi neo-patriottici (da non confondere con i neo-melodici) o patriottismo comunitarista, individualismo patriottico, individualismo comunistarista, ecc. ecc.
Alla fin fine, gira e rigira, quello siete, interclassisti che pongono avanti a tutto l'astrazione patriottica che di volta in volta chiamate patria, nazione, piccole patria, comunità bla bla bla...sempre la solita minestra riscaldata, manco un pò di fantasia avete...
saluti


ma che stai a dì? Da questo si vede che non hai capito niente, e vivi solo di pregiudizi, come la gran parte degli anarchici progressisti, comunisti e libertari da centro sociale occupato.
A parte che nella questione in essere, cioè il comunitarismo, non vi è niente ne' di nazionalista ne' di razzista, per il semplice fatto che personaggi come Fini non hanno mai parlato di questi temi (anzi, più volte si è detto contrario allo stato nazionale), ma semmai hanno posto l'accento su questioni come l'eventuale uscita dal capitalismo e il ritorno a un'economia di autosussistenza , sarebbe possibile solo in un'ottica di ritorno alle piccole comunità e alle polis.
non vedo questo cosa c'entri con l'interclassismo, il nazionalismo e altre cose del genere. Ovvio, voi siete di estrazione marxiana e per voi la priorità e' la lotta del povero contro il ricco (che poi il povero, oggi, venga sostituito da ben altre soggettività che non sono più l'operaio di fabbrica e' evidente ai piu' e infatti la sinistra perde sempre piu' terreno nella vecchia classe operaia), mentre per i neofascisti la questione e' l'italiano vs. l'immigrato e cose del genere.
Per me è una semplice questione di pragmatismo: la comunità, il municipio, il nucleo coeso serve solo per andare oltre il modello globalizzato che oltre ad annientare i diritti dei lavoratori, cancella quello di tutti quanti, indipendentemente dalla loro estrazione. Perche' il problema (come vogliono i comunitaristi) e' uscire dal modello produttivo capitalistico-modernista per recuperare i beni preziosi dell'individuo, che sono il suo tempo, la sua libertà.
"Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)


oh ma guarda, il creatore di nuovi valori è in realtà un creatore di luoghi comuni...
Piccole patrie, piccolo patriottismo..quindi perchè non chiamarvi neo.patriottici?
Appunto, discorso interclassista...così come i nazionalisti\patriottici mettono al centro lo stato-nazione, così i neopatriottici mettono al centro la comunità prescindendo dalle differenze sociali.


Ancora non hai capito. Ho preso spunto dal discorso di Fini per spiegare ciò che avevo già spiegato nel thread sul municipalismo libertario. Una società libertaria, mettitelo bene in testa, non può funzionare all'interno di un paradigma globalizzato e tanto meno legato all'idea di nazione (come pensavano i mazziniani) o di comunità allargata. Lo dimostrano le esperienze libertarie comunitarie (come i vostri amici hippy degli anni 60 o come l'impresa di fiume/Comune di Parigi): dove l'agglomerato di individui è minimo tanto più è possibile fuoriuscire dalle maglie del potere centralizzato (lo dice anche michel onfray nel suo manifesto edonista, di qualche anno fa, che certamente non è un filosofo vicino alle destre radicali, anzi, quando parla della filosofia di Gulliver).
Non vuoi chiamarla piccola patria? Chiamalo condominio, municipio, micro-società, come ti pare. Il concetto è sempre quello.
L'identità etnica o nazionale non m'interessa, non è quello il punto cardine (anche perché in un municipio non vedo cosa ci sia di identitario). Quando ho parlato del mio punto di vista sull'immigrazione, connettendolo con le posizioni della sinistra rizziana, avevo spiegato ampiamente che il dato identitario interesse alle destre, a "noi" interessa quello economico e sociologico.
"Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)


Guarda che non hai inventato un bel nulla, è chiaro che la società libertaria parte dal basso, ponendo al centro di tutto la comunità di individui che si uniscono poi federativamente verso l'alto. Non capisco quindi perchè ambiguamente scomodi Fini quando in realtà basta citare qualsiasi anarchico, da quelli più vecchi a quelli più recenti (da Bookchin a Colin Ward allo stesso David Graeber). Quello che non capisco è perchè si tende ad escludere o minimizzare ciò che invece per un libertario è centrale: lotta all'autoritarismo e a qualsiasi forma di gerarchia.