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Discussione: Sul comunitarismo

  1. #31
    Uomo tropicale
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    Anche Mishima non stava benissimo, dai suoi scritti si capisce che era una persona tormentata
    Può essere, ma comunque non s'è sparato nella sua stanzetta. Ha dato al suo gesto un carattere preciso, l'impronta di uno stile.
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  2. #32
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Logomaco Visualizza Messaggio
    Può essere, ma comunque non s'è sparato nella sua stanzetta. Ha dato al suo gesto un carattere preciso, l'impronta di uno stile.
    Venner si è sparato a Notre Dame non nella stanzetta

  3. #33
    Uomo tropicale
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    Venner si è sparato a Notre Dame non nella stanzetta
    Vabbè dai, non è la stessa cosa eh
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  4. #34
    Super Troll
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Logomaco Visualizza Messaggio
    Vabbè dai, non è la stessa cosa eh
    Venner voleva imitarlo, ha lasciato anche una lettera manifesto

  5. #35
    Uomo tropicale
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    Venner voleva imitarlo, ha lasciato anche una lettera manifesto
    Vabbè un'imitazione discutibile, paragoni fuori luogo come tra un Heidegger e un maestro zen
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  6. #36
    Canaglia
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Perche' un uomo libero chiama se stesso e le cose come meglio preferisce. Se Caio si sente anarco-comunitarista non penso che qualcuno possa decidere per lui cosa è e cosa non è. A me ad esempio non mi piace l'anarcobaleno, ma non vado a protestare chi lo è.

    Comunque, questo sono thread di discussione che nascono per alimentare il confronto, se voi avete degli spunti aprite dei thread e discuteremo anche su quelli.
    AH AH AH la verità è che vorreste create nuovi valori ma non avete nemmeno la capacità di creare nuove parole o definizioni.

    Per esempio, perchè non chiamarvi neo-patriottici (da non confondere con i neo-melodici) o patriottismo comunitarista, individualismo patriottico, individualismo comunistarista, ecc. ecc.
    Alla fin fine, gira e rigira, quello siete, interclassisti che pongono avanti a tutto l'astrazione patriottica che di volta in volta chiamate patria, nazione, piccole patria, comunità bla bla bla...sempre la solita minestra riscaldata, manco un pò di fantasia avete...
    saluti

  7. #37
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    ma che stai a dì? Da questo si vede che non hai capito niente, e vivi solo di pregiudizi, come la gran parte degli anarchici progressisti, comunisti e libertari da centro sociale occupato.
    A parte che nella questione in essere, cioè il comunitarismo, non vi è niente ne' di nazionalista ne' di razzista, per il semplice fatto che personaggi come Fini non hanno mai parlato di questi temi (anzi, più volte si è detto contrario allo stato nazionale), ma semmai hanno posto l'accento su questioni come l'eventuale uscita dal capitalismo e il ritorno a un'economia di autosussistenza , sarebbe possibile solo in un'ottica di ritorno alle piccole comunità e alle polis.
    non vedo questo cosa c'entri con l'interclassismo, il nazionalismo e altre cose del genere. Ovvio, voi siete di estrazione marxiana e per voi la priorità e' la lotta del povero contro il ricco (che poi il povero, oggi, venga sostituito da ben altre soggettività che non sono più l'operaio di fabbrica e' evidente ai piu' e infatti la sinistra perde sempre piu' terreno nella vecchia classe operaia), mentre per i neofascisti la questione e' l'italiano vs. l'immigrato e cose del genere.
    Per me è una semplice questione di pragmatismo: la comunità, il municipio, il nucleo coeso serve solo per andare oltre il modello globalizzato che oltre ad annientare i diritti dei lavoratori, cancella quello di tutti quanti, indipendentemente dalla loro estrazione. Perche' il problema (come vogliono i comunitaristi) e' uscire dal modello produttivo capitalistico-modernista per recuperare i beni preziosi dell'individuo, che sono il suo tempo, la sua libertà.
    "Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
    Tristan Tzara

    Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
    (L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)

  8. #38
    Canaglia
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    ma che stai a dì? Da questo si vede che non hai capito niente, e vivi solo di pregiudizi, come la gran parte degli anarchici progressisti, comunisti e libertari da centro sociale occupato.
    oh ma guarda, il creatore di nuovi valori è in realtà un creatore di luoghi comuni...
    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    A parte che nella questione in essere, cioè il comunitarismo, non vi è niente ne' di nazionalista ne' di razzista, per il semplice fatto che personaggi come Fini non hanno mai parlato di questi temi (anzi, più volte si è detto contrario allo stato nazionale), ma semmai hanno posto l'accento su questioni come l'eventuale uscita dal capitalismo e il ritorno a un'economia di autosussistenza , sarebbe possibile solo in un'ottica di ritorno alle piccole comunità e alle polis.
    non vedo questo cosa c'entri con l'interclassismo, il nazionalismo e altre cose del genere.
    Piccole patrie, piccolo patriottismo..quindi perchè non chiamarvi neo.patriottici?
    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Ovvio, voi siete di estrazione marxiana e per voi la priorità e' la lotta del povero contro il ricco (che poi il povero, oggi, venga sostituito da ben altre soggettività che non sono più l'operaio di fabbrica e' evidente ai piu' e infatti la sinistra perde sempre piu' terreno nella vecchia classe operaia), mentre per i neofascisti la questione e' l'italiano vs. l'immigrato e cose del genere.
    Per me è una semplice questione di pragmatismo: la comunità, il municipio, il nucleo coeso serve solo per andare oltre il modello globalizzato che oltre ad annientare i diritti dei lavoratori, cancella quello di tutti quanti, indipendentemente dalla loro estrazione. Perche' il problema (come vogliono i comunitaristi) e' uscire dal modello produttivo capitalistico-modernista per recuperare i beni preziosi dell'individuo, che sono il suo tempo, la sua libertà.
    Appunto, discorso interclassista...così come i nazionalisti\patriottici mettono al centro lo stato-nazione, così i neopatriottici mettono al centro la comunità prescindendo dalle differenze sociali.

  9. #39
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Ancora non hai capito. Ho preso spunto dal discorso di Fini per spiegare ciò che avevo già spiegato nel thread sul municipalismo libertario. Una società libertaria, mettitelo bene in testa, non può funzionare all'interno di un paradigma globalizzato e tanto meno legato all'idea di nazione (come pensavano i mazziniani) o di comunità allargata. Lo dimostrano le esperienze libertarie comunitarie (come i vostri amici hippy degli anni 60 o come l'impresa di fiume/Comune di Parigi): dove l'agglomerato di individui è minimo tanto più è possibile fuoriuscire dalle maglie del potere centralizzato (lo dice anche michel onfray nel suo manifesto edonista, di qualche anno fa, che certamente non è un filosofo vicino alle destre radicali, anzi, quando parla della filosofia di Gulliver).
    Non vuoi chiamarla piccola patria? Chiamalo condominio, municipio, micro-società, come ti pare. Il concetto è sempre quello.
    L'identità etnica o nazionale non m'interessa, non è quello il punto cardine (anche perché in un municipio non vedo cosa ci sia di identitario). Quando ho parlato del mio punto di vista sull'immigrazione, connettendolo con le posizioni della sinistra rizziana, avevo spiegato ampiamente che il dato identitario interesse alle destre, a "noi" interessa quello economico e sociologico.
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  10. #40
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    Predefinito re: Sul comunitarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Ancora non hai capito. Ho preso spunto dal discorso di Fini per spiegare ciò che avevo già spiegato nel thread sul municipalismo libertario. Una società libertaria, mettitelo bene in testa, non può funzionare all'interno di un paradigma globalizzato e tanto meno legato all'idea di nazione (come pensavano i mazziniani) o di comunità allargata. Lo dimostrano le esperienze libertarie comunitarie (come i vostri amici hippy degli anni 60 o come l'impresa di fiume/Comune di Parigi): dove l'agglomerato di individui è minimo tanto più è possibile fuoriuscire dalle maglie del potere centralizzato (lo dice anche michel onfray nel suo manifesto edonista, di qualche anno fa, che certamente non è un filosofo vicino alle destre radicali, anzi, quando parla della filosofia di Gulliver).
    Non vuoi chiamarla piccola patria? Chiamalo condominio, municipio, micro-società, come ti pare. Il concetto è sempre quello.
    L'identità etnica o nazionale non m'interessa, non è quello il punto cardine (anche perché in un municipio non vedo cosa ci sia di identitario). Quando ho parlato del mio punto di vista sull'immigrazione, connettendolo con le posizioni della sinistra rizziana, avevo spiegato ampiamente che il dato identitario interesse alle destre, a "noi" interessa quello economico e sociologico.
    Guarda che non hai inventato un bel nulla, è chiaro che la società libertaria parte dal basso, ponendo al centro di tutto la comunità di individui che si uniscono poi federativamente verso l'alto. Non capisco quindi perchè ambiguamente scomodi Fini quando in realtà basta citare qualsiasi anarchico, da quelli più vecchi a quelli più recenti (da Bookchin a Colin Ward allo stesso David Graeber). Quello che non capisco è perchè si tende ad escludere o minimizzare ciò che invece per un libertario è centrale: lotta all'autoritarismo e a qualsiasi forma di gerarchia.

 

 
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