Essendo che i detrattori del Sì hanno tutto sommato ragione, lo voto. Aprioristicamente favorevole a qualunque emendamento all'abominio della costituzione, scorgo una flebile deriva autoritaria che, seppur di matrice evidentemente degenero-europeista, qualora vincesse, potrebbe contribuire a destare dalla stasi paludosa quei pseudo-nazionalisti della politica che conta, in quanto ipoteticamente alle strette col loro elettorato, che potrebbe a sua volta intraprendere una campagna di becero marketing civico volto a plasmare una nuova coscienza sociale tra la marmaglia ignava. Per esser stringenti: il Sì come dovere morale al cospetto del prurito intimo degli adulatori dei padri gostituenti, il Sì come acqua gelata disvelante lo status satellitare tra la coscienza e l'immaginario collettivo, il Sì come pietra tombale di Renzi e viatico ad un futuro che chissà, tra gangli più arditi e favor di popolo... Mal che vada sarà grasso antipasto di crepuscolo.




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