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Discussione: Tecnica tentacolare

  1. #11
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Citazione Originariamente Scritto da Batou Visualizza Messaggio
    A parte le premesse, non mi convincono molto l'impeto, dal sapore quasi futurista e messianico, e la fiducia eccessiva nelle possibilità del superamento tutto interno alla tecnica delle sue stesse trappole.
    Benché tu stesso ti sia dichiarato filo-accellerazionista, le tue posizioni mi sembrano più caute e aperte al dubbio.
    Forse bisogna anche tollerare in ogni manifesto quel tanto di apoditticità che è peculiare del modello comunicativo, tuttavia non mi riesce mai facile digerirla.
    Ti ringrazio comunque per averlo segnalato.
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  2. #12
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Citazione Originariamente Scritto da Egomet Visualizza Messaggio
    A parte le premesse, non mi convincono molto l'impeto, dal sapore quasi futurista e messianico, e la fiducia eccessiva nelle possibilità del superamento tutto interno alla tecnica delle sue stesse trappole
    Benché tu stesso ti sia dichiarato filo-accellerazionista, le tue posizioni mi sembrano più caute e aperte al dubbio.
    Forse bisogna anche tollerare in ogni manifesto quel tanto di apoditticità che è peculiare del modello comunicativo, tuttavia non mi riesce mai facile digerirla.
    Ti ringrazio comunque per averlo segnalato.
    Cito testualmente dal manifesto:

    "Vogliamo accelerare il processo dell’evoluzione tecnologica. Ma ciò di cui argomentiamo non è tecno-utopismo. Mai credere che la tecnologia sia sufficiente a salvarci. Necessaria sì, ma mai sufficiente senza azione socio-politica. La tecnologia e il sociale sono intimamente legati l’uno all’altra, e il mutamento dell’uno potenzia e rinforza il mutamento dell’altra"

    Ti consiglio di leggere anche questo scritto: sollevazione: SHARING ECONOMY: INDAGINE SUL PASSATO CHE RITORNA SOTTO MENTITE SPOGLIE di Lelio Demichelis

    In esso si parla esplicitamente di "narrazioni" e di bio-politica, penso che potrebbe interessarti.
    Prometto che questo è l'ultimo pippone iperprolisso che ti "obbligo" a leggere!
    A parte gli scherzi, non sentirti obbligato a leggere tutto quel che ti propongo.
    - Il (neo) fascista può dirsi socialista, nella medesima misura in cui Adolf Hitler pote' dirsi pittore. -

  3. #13
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    ringrazio egomet e Batou (ottimo nick) per avermi segnalato questo nuovo mondo.

  4. #14
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    ringrazio egomet e Batou per avermi segnalato questo nuovo mondo.
    Non c'è di che.
    Ti andrebbe di contribuire al dibattito, scrivendo, anche brevemente, una tua opinione in merito al tema trattato?

    (ottimo nick)
    Sei per caso, come il sottoscritto, un grande estimatore di GITS?
    - Il (neo) fascista può dirsi socialista, nella medesima misura in cui Adolf Hitler pote' dirsi pittore. -

  5. #15
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Citazione Originariamente Scritto da Batou Visualizza Messaggio
    Cito testualmente dal manifesto:

    "Vogliamo accelerare il processo dell’evoluzione tecnologica. Ma ciò di cui argomentiamo non è tecno-utopismo. Mai credere che la tecnologia sia sufficiente a salvarci. Necessaria sì, ma mai sufficiente senza azione socio-politica. La tecnologia e il sociale sono intimamente legati l’uno all’altra, e il mutamento dell’uno potenzia e rinforza il mutamento dell’altra"
    Sì, ricordavo il passo in modo chiaro e anche da quello traeva origine il mio commento: l'idea che la sostituzione del nocchiero al timone della tecnica possa quasi certamente risolvere le contraddizioni non lascia molto adito a dubbi intorno alla pericolosità insita nel mezzo stesso a prescindere dal controllo esercitato da un attore sociale o da un altro.
    Per questo motivo, nel lanciarsi all'assalto della sala macchine con la sola intenzione di rimpiazzarne il tecnico si corre il rischio di riporre eccessiva fiducia nella capacità di manipolare una forza infida, restando così intrappolati tra le sue spire e riproducendone i meccanismi*.
    Metafore a parte, tu mi sei sembrato più cauto e meno ottimista.

    *E' una delle conseguenze dei mai sopiti influssi del positivismo di cui parlavo.

    Ti consiglio di leggere anche questo scritto: sollevazione: SHARING ECONOMY: INDAGINE SUL PASSATO CHE RITORNA SOTTO MENTITE SPOGLIE di Lelio Demichelis

    In esso si parla esplicitamente di "narrazioni" e di bio-politica, penso che potrebbe interessarti.
    Prometto che questo è l'ultimo pippone iperprolisso che ti "obbligo" a leggere!
    A parte gli scherzi, non sentirti obbligato a leggere tutto quel che ti propongo.
    Nessun obbligo, mi fa piacere.
    Anzi, arricchisci quando vuoi la sezione con documenti, articoli, riflessioni personali o altro.
    Sentiti altresì libero di dare il via a nuove discussioni o di proporre temi.
    Sebbene l'impostazione di fondo sia più di tuo gusto che mio (nulla di male in questo, tutt'altro), l'articolo è interessante.
    Allo scopo di incuriosire gli altri utenti, ne propongo qualche estratto:

    La globalizzazione & la rete scompongono, suddividono, isolano (essendo tecnica & capitalismo) per poi ricomporre in strutture unitarie e totalitarie le parti prima suddivise (il mercato globale e le sue leggi, la rete) – questa è la logica intrinseca e necessaria di ogni organizzazione, dalla prima rivoluzione industriale e dalla fabbrica di spilli di Adam Smith alla rete e alla sharing economy. Rete e globalizzazione hanno liquefatto la società aperta, ma per compensare emotivamente e relazionalmente gli individui isolati dai processi tecnici e di mercato ecco la rete che lega e apparentemente non lascia soli, ecco l’ideologia della condivisione-che-non-è-vera-condivisione, la fabbrica come comunità di lavoro e da cui deve essere ovviamente eliminato il conflitto e quindi l’immaginazione di cose diverse, il nuovo paternalismo imprenditoriale e il welfare aziendale (o sharing), il populismo tecnocratico, la favola della rete libera e democratica. Se la rete de-socializza, la rete poi comunitarizza e dà l’illusione della condivisione e quindi docilizza l’insieme (tutti noi).

    Lo scopo è questo: con-fondere - come scriveva Günther Anders - le forme tecniche di funzionamento degli apparati tecnici in forme sociali (la società che diventa società fordista, oggi che diventa società in rete e a rete); ma, e insieme sovrapporre le forme capitalistiche (tutto è mercato, tutto è competizione, tutto è scambio e merce) alle forme sociali. Una doppia sovrapposizione, una doppia sostituzione. Qualcosa che è nella logica degli apparati tecnici ed era negli obiettivi, per l’economia di mercato, dell’ordoliberalismo tedesco e del neoliberismo austro-statunitense. La società si deve cioè sciogliere, deve annullare se stessa come società aperta e come essere in-comune con gli altri/diversi (e capace di una progettualità propria) per assumere la forma standard e le norme – uniche e universali - del capitalismo e oggi della rete. Mentre ciascuno di noi (le parti dell’apparato tecno-capitalista) deve diventare sempre più mero (s)oggetto economico, quindi a capitale umano da valorizzare sempre più e incessantemente messo in vetrina per farsi comprare (oggi per lo più a prezzi di saldo), ciascuno dovendo essere sempre più non se stesso, ma imprenditore di se stesso, sempre più competitivo con gli altri ma anche a mobilitazione totale permanente e crescente nell’apparato tecno-capitalista. Questo sono oggi il lavoro in rete e la globalizzazione: una mobilitazione di tutti al lavoro o alla ricerca di un lavoro o a sviluppare nuove tecnologie e nuove applicazioni, senza più distinzione tra tempo di vita e di lavoro, tra mercato e società, tra rete e società, tutti a produttività crescente ma ad alienazione anch’essa crescente - anche se abilmente nascosta dall’apparato sotto la parole della neolingua e del proprio storytelling, ciascuno sempre più innovativo ma innovativo solo in termini di nuove tecnologie, non di innovazione sociale, culturale, politica.
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  6. #16
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Citazione Originariamente Scritto da Batou Visualizza Messaggio
    Non c'è di che.
    Ti andrebbe di contribuire al dibattito, scrivendo, anche brevemente, una tua opinione in merito al tema trattato?
    Mi associo all'invito.
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  7. #17
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    ringrazio egomet e Batou (ottimo nick) per avermi segnalato questo nuovo mondo.
    Figurati.
    Perché non partecipi anche tu?
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  8. #18
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Citazione Originariamente Scritto da Batou Visualizza Messaggio
    Sei per caso, come il sottoscritto, un grande estimatore di GITS?
    si. Di Shirow proprio.

  9. #19
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare


    Sì,ricordavo il passo in modo chiaro e anche da quello traeva origine ilmio commento: l'idea che la sostituzione del nocchiero al timonedella tecnica possa quasi certamente risolvere le contraddizioni nonlascia molto adito a dubbi intorno alla pericolosità insita nelmezzo stesso a prescindere dal controllo esercitato da un attoresociale o da un altro. P
    erquesto motivo, nel lanciarsi all'assalto della sala macchine con lasola intenzione di rimpiazzarne il tecnico si corre il rischio diriporre eccessiva fiducia nella capacità di manipolare una forzainfida, restando così intrappolati tra le sue spire e riproducendonei meccanismi*.

    Metafore a parte, tu mi sei sembrato più cauto e meno ottimista.


    Comprendole ragioni che ti hanno indotto a scrivere queste osservazioni,osservazioni che in parte io stesso condivido. Sottoscrivo solo inparte, però, perchè non credo siano giusti i termini nei qualiintendi relegare la questione. Mi spiego meglio. In primo luogo mipare che tu parta da un preconcetto, quello secondo il quale esisteuna contrapposizione, una separazione sostanzialmente irriducibile tra uomo e tecnica, tra naturale ed artificiale, tra biologico e sintetico, una contrapposizione che, in mia opinione, ti impedisce di osservare e di comprendere appieno la natura del legame che unisce uomo e tecnica. L'uomo, infatti, si definì come tale, millenni or sono, dal momento in cui interpose fra sée la soddisfazione del suo bisogno uno strumento:fù in quel momento che nacque l’uomo! L'uomo crea la tecnica e la tecnica definisce l'uomo, vi è un'intima e vincolante dialetticatra i due soggetti in questione.Quindi, qualora mutinole prospettive dell'uomo al timone, conseguentemente muteranno anche le proiezioni tecniche che da tali prospettive scaturiscono (Ma è poi vero che oggi è l'uomo ad essere al timone? E se si in quale misura? E se non lo è chi/cosa vi è al posto suo? Ecco i miei timori che vengono a galla). In secondo luogo non leggo nei tuoi interventi nessun accenno o riferimento al ruolo d'intermediazione ed accentramento che giocano le forme di amministrazione ed organizzazione economico-sociale tipiche del regime neo-capitalista. Sembri ignorare tout court il ruolo di queste ultime , mentre preferisci affrontare la questione in maniera generica se non approssimativa , limitandoti ad argomentare una narazzione che semplifica il tutto in uno scontro tra l'uomo, che evidentemnte tu non ritieni essere pericoloso nè più, nè tanto quanto lo sviluppo tecnico di cui è fautore, e la tecnica rea di essere intrinsecamente pericolosa, anche se poi non ci spieghi il perchè e il percome.


    Ho calcato un pò... l'accelleratore () in questo post, non tanto per screditare i tuoi precedenti interventi e le tue opinion in generale in merito al tema trattato, ma, piuttosto, invece, per cercare di fare chiarezza, nei miei confusi pensieri prima di tutto, e per tentare di “costruire” una tesi alla quale rapportarsi, così da dare un corpo che sia organico il più possibile al dibattito.



    - Il (neo) fascista può dirsi socialista, nella medesima misura in cui Adolf Hitler pote' dirsi pittore. -

  10. #20
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    Predefinito Re: Tecnica tentacolare

    Metafore a parte, tu mi sei sembrato più cauto e meno ottimista.
    Cercherò di dare libero sfogo anche alle mie considerazioni pessimistiche ed ai miei dubbi amletici nei post a venire.
    - Il (neo) fascista può dirsi socialista, nella medesima misura in cui Adolf Hitler pote' dirsi pittore. -

 

 
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