Ritorno a linkare(questa volta in modo corretto) un sunto dei vari tipi di multiverso
http://space.mit.edu/home/tegmark/multiverse.pdf
in cui la problematica da te evidenziata viene superata.


Ritorno a linkare(questa volta in modo corretto) un sunto dei vari tipi di multiverso
http://space.mit.edu/home/tegmark/multiverse.pdf
in cui la problematica da te evidenziata viene superata.
Ultima modifica di claddav; 22-07-10 alle 16:00


Scusa ma a me la teoria del multiverso mi sembra un pò troppo artificiosa, e pensare che esista un'altro me da qualche parte va contro ogni mia convinzione religiosa.
Per carità la teoria avrà pure evidenze quantistiche ma la considero una teoria che verrà superata prima o poi.
Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
Dillo, se hai tanta intelligenza!
Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
o chi ha teso su di essa la misura? Giobbe 38:4-5


Quello da te rappresentato è il multiverso di livello 3 o everettiano.
Gli altri non presuppongo l'esistenza di altri te.
Tu ponevi problemi di generazione dal nulla , in queste classi di teorie il problema non si pone.
Per quanto riguarda l'accettarle o meno è una questione di priorità personali.
Le mie sono differenti dalle tue.


... altra teoria che supera l'ostacolo "generazione dal nulla":
Loop Quantum Gravity
http://relativity.livingreviews.org/...s/lrr-2005-11/
Ultima modifica di Giordi; 23-07-10 alle 08:17
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Ma vi rendete conto ?
Ai cattolici si contesta il fatto che ricorrono a Dio per spiegare l'origine dell'universo, mentre per gli atei, "più semplicemente" l'universo ha avuto origine dal Big Bang che ormai è generalmente accettato.
Alla contestazione: "e prima che c'era ?", ne escono di tutti i colori dai multiversi di non sò quanti livelli (uno per ogni tipo di obiezione) al BigBounce usando strutture matematiche della quantizzazione non perturbativa della teoria di Gauge a diffeomorfismo invariante.
Ma scusate, c'è una teoria per ogni tipo di contestazione, le teorie sono in contraddizione le une con le altre, ma sono tutte plausibili, il Big Bang è plausibile, la meccanica quantistica è sperimentata, ma ambedue sono in contraddizione tra loro.
Non possiamo accettare che se parliamo di nulla usiamo una teoria, se parliamo di universo usiamo un'altra, se parliamo di origine del mondo una terza.
Ammettetelo, la scienza è in difficoltà a capire l'origine dell'universo, l'origine della vita sulla terra e lo sviluppo dell'intelligenza umana.
Nessun problema, non prendiamo punti noi cattolici e non ne perdete voi.
Ma in molti interventi si sente quell'arroganza (non è questo post il caso) di chi si atteggia ad avere la verità in mano quando in realtà gli sfugge.
Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
Dillo, se hai tanta intelligenza!
Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
o chi ha teso su di essa la misura? Giobbe 38:4-5


Per me vedi contraddizioni dove non ci sono , se invece vuoi evidenziare che ci manca la teoria che tutto spiega o solamente una teoria(verificata) che riconcili la relatività generale con la meccanica quantistica , teoria ovviamente necessaria per sfrondare le varie ipotesi su questo sono pienamente d'accordo.
Quello che voglio e continuo ad evidenziare è l'errore di invocare come NECESSARI enti che necessari non sono.
Che poi nell'ignoranza ognuno possa invocare il modello che più gli piace non lo discuto e non mi sembra di averlo mai messo in discussione.


diciamo che la tua è una Fede incondizionata nell'ateismo, e che in virtù di questa Fede vorresti farci credere come plausibili delle teorie che non hanno nulla di scientifico e di sensato (materia eterna, generazione casuale dal nulla).
Mentre i cattolici propongono una linea generale di soluzione in armonia con la logica e la scienza che sicuramente è molto più razionale.
E' chiaro che dopo un po' un cattolico si scoccia di sentire in nome della scienza portare avanti le scemenze più assurde.
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Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!


E' una buona risposta, ma è una risposta parziale - oltre a essere essa stessa nichilistica, di quel nichilismo che pure si attribuiva a Razionalista. Ti faccio inoltre notare che l'esclusione che il nulla sia produttore non può essere avanzata sulla base della mancanza di una causa generante, perchè l'esistenza stessa del rapporto causa-effetto va giustificata. I primi che iniziarono a filosofare cominciarono a rivolgersi, per la prima volta alla totalità delle cose. Questo rivolgersi alla totalità è la stessa capacità di escludere che oltre di essa si dia qualcosa di ulteriore, oltre di essa non vi è niente. Le cose sono abitatrici del tutto, nascendo e corrompendosi non provengono nè vanno a finire in una dimensione estranea al tutto, non si portano oltre di esso: si generano e periscono a partire e nella unità che sempre si conserva, permanente e immutabile, essa stessa appartenente alla totalità delle cose. D'altra parte, per quale motivo le cose dovrebbero avere un principio? I primi pensatori escludono il contrario perchè, per la prima volta nella storia dell'uomo, iniziano a pensare la distanza infinita che oppone ogni realtà al nulla, questo perchè il nulla è pensato per la prima volta come totale e assoluta assenza. Lo zero matematico è pur sempre e solo assenza di numero, il vuoto fisico di materia, il non essere che compare nelle tradizioni dell'antico testamento e dei testi indiani è da intendersi come il non essere di qualche realtà specifica, mai della realtà in quanto tale - non di rado può indicare addirittura la somma espressione del divino, in quanto assolutamente altra dagli altri esseri.
In Aristotele l'assioma che dal nulla si genera nulla è supportato da ulteriori ragionamenti, che presuppongono la sua indagine attorno alla natura del divenire: in questo processo qualcosa diventa altro da sè, maciò può accadere unicamente se qualcosa d'altro permane, un sostrato che renda conto del mutamento, altrimenti il termine finale non apparirebbe come risultato di un divenire, ma come un immediato - perciò è necessario che ogni divenire sia ex ente e non ex nihilo, altrimento nessun divenire apparirebbe. Non solo, ma se il nulla fosse il termine iniziale del processo, l'apparire del nulla sarebbe un nulla d'apparire e perciò, ancora, il terminus ad quem del processo non apparirebbe come tale - poichè non apparirebbe il terminus ad quo rispetto al quale esso è tale e quale, cioè appunto terminus ad quem.
L'assioma che dal nulla non si genera nulla è introdotto per rendere intellegibile il cambiamento e la trasformazione delle cose, perciò è esso a fondare il rapporto di causa-effetto, non viceversa - ossia proprio perchè si esclude che il nulla sia una positività è necessario dire che il divenire è comprensibile solo alla luce di una sostanza eterna e divina, dalla quale tutto sgorga e verso la quale tutto ritorna e dunque causa efficiente e finale. D'altra parte questo assioma non si avvede che, pur intendendo evitare di render positivo il nulla, finisce per tradire questo compito. Questo assioma scorge si l'oppsizione infinita tra l'ente e il niente, ma proponendosi di salvaguardarla, la nega nel profondo. L'assioma dice che il divenire è contraddittorio solo se assolutizzato, se la totalità del reale e la totalità diveniente non stanno in equazione allora la realtà corruttibile è comprensibile. Nel divenire delle cose, però, ciò che nasce, prima di nascere, era niente e una volta perito, ancora una volta è niente. Questo il motivo per cui Parmenide nega perentoriamente che il divenire attestato dai sensi sia vero, relegandolo all'opinione fallace dei mortali. In Parmenide l'immutabilità dell'essere scaturisce dall'impossibilità che l'essere non sia, ossia che l'essere sia nulla , mentre i sostenitori dell'ex nihilo nihil non provano alcun ribrezzo nel pensare un tempo in cui l'essere non sia: tanto è vero che Melisso, sulla base dell'assioma, giungeva ad affermare l'immutabilità dell'essere sulla base della considerazione che, qualora l'essere non fosse, dal nulla non potrebbe generarsi alcunchè! L'assurdo per i sostenitori dell'ex nihilo nihil non sta dunque nel fatto che l'essere non sia, cioè che l'essere sia nulla, ossia nella contraddizione, bensì nel fatto che esso si generi dal nulla. Proprio perchè partono da una concezione intorbidita della legge dell'essere, i metafisici, in quanto sostenitori dell'assioma portato alla luce dai primi filosofi, sono i responsabili autentici della sua dimenticanza, la formulazione aristotelica de principio di non contraddizione è l'espressione più incisiva del modo in cui l'assioma continua ad agire in essi: impossibile predicare al medesimo li opposti secondo lo stesso rispetto e nel medesimo tempo, il che vuole dire lasciare aperta la possibilità che vi sia un tempo in cui si possa pensare l'assurdo.
Ultima modifica di Platone; 23-07-10 alle 14:57
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


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... certo fortunatamente ci sono anche tra i cattolici, coloro che difficilmente sottostanno ai dogmi, sono proprio loro , quelli che non rimangono ancorati ai vetusti preconcetti e sono disposti a mettere in discussione ciò che viene di volta in volta interpretato dalle Sacre Scritture...hefico:
... mi fai un esempio di scemenza assurda portata avanti dagli scienziati e che sia inerente al topic?:mmm:
Ultima modifica di :Esther:; 23-07-10 alle 17:08
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


come previsto, una volta arrivati al nocciolo, il razionalista, come privato della terra sotto i piedi, si aggrappa ad ogni genere di teoria strampalata come un ubriaco al lampione