



E' vero, anche io fatico a considerarlo un libertario tout court, ma a lui va il merito di aver palesato come il dominio si manifesti nelle varie forme. non solo nella forma Stato o nella forma - lavoro, ma anche nei rapporti tra gli individi o nella scala sociale.
"Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
Tristan Tzara
Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
(L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)


Il pensatore francese ha fornito strumenti, poi spetta al lettore scegliere se adoperarli in modo efficace oppure farli ammuffire nei dipartimenti e nelle aule.
Quest'ultimo destino sembra oggi quello più comune, almeno nella gran parte dei casi.
Sebbene non si fosse prefissato l'obiettivo di stilare un programma politico, indossare i panni del militante o proporre un "modello alternativo", Foucault, soprattutto nella fase del suo percorso intellettuale in cui si concentro sulle manifestazioni del potere, non risparmiò certo le critiche agli apparati coercitivi vigenti (si pensi all'interesse per le istituzioni repressive quali il carcere, le cliniche, la scuola etc.).
"Una salus victis, nullam sperare salutem"


Vorrei arricchire questo thread con il contributo dopo aver finalmente concluso queste letture.
https://www.ibs.it/post-anarchismo-s.../9788896904312
A me, l'autore già piaceva, avendo letto in passato alcuni libri ed avendone apprezzato la vena polemica e creativa. Amo la filosofia greca e le sue correnti anti-idealistiche, e Onfray fa una bell'opera di revisione di tali correnti, appunto dalla classicità latina, passando per il post-medioevo fino ai giorni nostri.
E' chiaramente un nietzscheano, è un anti-hegeliano, quindi un libertario ed un individualista ascrivibile alle correnti della sinistra intellettuale borghese francese che si richiama a filosofi come Sartre, Camus e Foucault.
Fatta questa premessa, mi è sempre piaciuto il modo in cui ha riletto l'anarchismo in chiave filosofica, ricollocandolo in una dimensione (non solo nicciana) non idealistica, immanente, materialistica ed epicurea. Perciò slegandolo dai legami dogmatici con i pensatori ottocenteschi come Bakunin, Stirner e Kropotkin. Particolarmente in questo libro, esalta la corrente della "French Theory" che al posto dei suddetti intellettuali, guarda più al post-strutturalismo e ad una visione antidogmatica dell'anarchismo, che rifiuta l'idea messianica di una rivoluzione che un giorno arriverà e condurrà al paradiso in terra dell'anarchia. Altresì propone un anarchismo come pratica esistenziale, individualista e comunitario, da vivere nel 'qui ed ora', contrattuale ed immanente. Rifiuta i dogmi del non voto (quando serve) e delle piccole forme amministrative, che devono essere il più possibile democratiche e dirette naturalmente, per limitare fortemente l'oppressione autoritaria (Teoria di gulliver). E' chiaro che siamo lontani anni luce dal pensiero classico dell'anarchia, ma comunque (almeno per me) molto interessante.


Pur non apprezzando tutti i lati del suo pensiero, giudico qualsiasi invito a muoversi nel "qui e ora" sempre gradito, specie in tempi bui come questi.
"Una salus victis, nullam sperare salutem"


La sostanza del ragionamento è che cerca di proporre un anarchismo ontologico e immanente contrapposto all'utopia del mondo libero che verrà grazie alla rivoluzione e al "siamo tutti buoni, in fondo", a cui Onfray (giustamente) non crede. Il presupposto utopic su cui si fonda l'anarchismo classico è rousseaiano: l'uomo è buono e quindi è possibile realizzare un regno anarchico dell'abbondanza. Non è così. E oltre tutto, il pensiero libertario classico, a differenza del marxismo, non propone una mutazione culturale tramite la rivoluzione e la sua fase rieducativa immediatamente successiva, bensì la liberazione dalle catene dell'autorità e del lavoro, da fare subito.


In pressoché tutte le regioni del pensiero all'apparenza distanti dalle lande cristiane, l'immanente è sempre troppo trascurato in favore del trascendente.
Ben vengano, dunque, richiami al hic et nunc, anche se non inseriti in un percorso intellettuale del tutto convincente.
"Una salus victis, nullam sperare salutem"


Credo che solo il lento scioglimento della società attuale (che Foucault ha studiato) anche facendone emergere i paradossi provocatoriamente come faceva Troll prima che diventasse fascio e come faccio a volte pure io (tipo quando provoco i putiniani dicendo forza usa e quando invece dico forza comunisti ai filo usa, ecc. : si fa per dimostrare che destra e sinistra sono la stessa faccia del criptoreazionarismo), anche sfruttandola nelle parti migliori, possa migliorare il tutto e dare inizio a qualcosa di nuovo, almeno in piccolo per cominciare. è chiaro che essa si nasconde dietro un paravento di alcuni diritti per salvaguardare i privilegi di alcuni.