







Se una donna sa in anticipo che suo figlio ha una grave malformazione non curabile e non compatibile con la vita, ritenuta "normale", ovvero, senza dolore sofferenza continua, lei deve ( potrebbe) prendere una decisione difficile, ma necessaria per far sì che la sua creatura non soffrisse. Nessuno merita di soffrire, men che meno un bimbo.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”




Ti va invece di spiegare a me per quale motivo un innocente non meriterebbe di vivere solo perché lo hai deciso tu?
Certo, ma la sofferenza è presente nella vita dell'uomo. Da sempre. Anzi, ciò che più amiamo spesso e volentieri è ciò che più costa di sacrifici e dolori.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




La sofferenza, anche atroce, non è incompatibile con la vita. Anzi, la vita - quella normale, non quella delle favole - è anche dolore e sofferenza. Questa concezione edonista e materialista della vita è parziale e quindi falsa.
Parafrasandoti: nessun essere innocente merita di morire, men che meno un bimbo.
Tu sei la classica persona che ad un pugno rimedierebbe con una fucilata.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).



