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  1. #1
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    Predefinito Masse e popolo: un'analisi critica

    Mi sono sempre chiesto una cosa (e qui esce fuori la parte stirneriana e nietzschana di me).
    Anarchici, socialisti, comunisti, da sempre, esaltano il Popolo, le Masse (operaie), la Gente in contrapposizione al modello borghese e produttivo di vita.
    Ma più volte mi sono posto questa domanda: perché da socialista, da anarchico, da comunista la vedo (non io) in un certo modo e poi mi "tuffo" tra il popolo, le masse, la gente, e mi rendo conto (soprattutto in questi tempi di degrado morale e disgregazione sociale) quanto in verità, ci sia poco da lodare il ruolo delle masse nella storia, che le correnti storiche della sinistra hanno esaltato? Voglio dire... alcuni antropologi (forse vicini o essendolo stati, al progressismo ecc) ritengono che non esista una natura umana specifica volta alla sopraffazione, all'egoismo, alla distanza, ma che sia "modellabile" dal modello sociale che si sta costruendo, e ciò giustificherebbe socialisticamente e non un amore per il prossimo e per il popolo, come entità astratta da far rientrare nel binario metastorico.
    Perché , da libertario (forse influenzato, e mai negato, da alcune tendenze 'aristocratiche' finché non scadono nel ridicolo , come avviene a destra) rifiuto questa idea e realisticamente - cioranianamente - penso che in realtà esista una natura umana diversa da quella enunciata dai teorici della sinistra anarchica e socialista, che non mi fa amare il populismo, l'esaltazione del popolano - che oggi i media cavalcano nello scontro fra civiltà - ignorante e fiero di esserlo, che io penso che da socialista o libertario non ce la faresti mai ad inquadrare in una logica rivoluzionaria messianica che lo conduca ad un'autocoscienza filosofica volta agli ideali appena spiegati?
    Ve lo siete mai domandati? (io credo che @Egomet mi abbia compreso)

  2. #2
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    Predefinito re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Infatti io non ti ho compreso molto...
    Prima si dovrebbe arrivare ad una definizione condivisa di Populismo, vista le diverse interpretazioni e le diverse valenze, positive o dispregiative che ad oggi si danno al termine.
    Ma soprattutto dovresti darla di popolo: ti rendi conto che dire "l'esaltazione del popolano - che oggi i media cavalcano nello scontro fra civiltà - ignorante e fiero di esserlo", è quella definizione spregiativa che di popolo danno, ad esempio, proprio quelle fazioni libdemprog col dente avvelenato per i risultati della Brexit, di Trump, o del referendum di Renzi?
    A contrario si potrebbe pure esaltare il popolo proprio per questi risultati, che manifestano, da un altro punto di vista, vitalità e voglia di reagire.
    Il popolo, in senso generico, non è ignorante e fiero di esserlo, è pragmatico e concreto, idealista anche, ma fine ad un certo limite, limite che si chiama realismo. Forse si potrà cominciare a comprenderne la vitalità e la forza quando si smetterà di credere di poter affrontare ed analizzare i problemi reali stando avvinghiati a formule "stirneriane", "nicciane" o "cioraniane", e scendendo a terra dall'iperuranio dei vari intellettualismi.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  3. #3
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    Predefinito re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Infatti io non ti ho compreso molto...
    Prima si dovrebbe arrivare ad una definizione condivisa di Populismo, vista le diverse interpretazioni e le diverse valenze, positive o dispregiative che ad oggi si danno al termine.
    Ma soprattutto dovresti darla di popolo: ti rendi conto che dire "l'esaltazione del popolano - che oggi i media cavalcano nello scontro fra civiltà - ignorante e fiero di esserlo", è quella definizione spregiativa che di popolo danno, ad esempio, proprio quelle fazioni libdemprog col dente avvelenato per i risultati della Brexit, di Trump, o del referendum di Renzi?
    Me ne rendo conto, ma io non sono un salviniano e non mi difendo con le loro armi della retorica. Con questo non significa che io sia piddino o che condivida le istanze delle èlite liberali ed economiche al potere, che sono economicamente anti-popolari in maniera diversa dal mio ragionamento.

    A contrario si potrebbe pure esaltare il popolo proprio per questi risultati, che manifestano, da un altro punto di vista, vitalità e voglia di reagire.
    Il popolo, in senso generico, non è ignorante e fiero di esserlo, è pragmatico e concreto, idealista anche, ma fine ad un certo limite, limite che si chiama realismo. Forse si potrà cominciare a comprenderne la vitalità e la forza quando si smetterà di credere di poter affrontare ed analizzare i problemi reali stando avvinghiati a formule "stirneriane", "nicciane" o "cioraniane", e scendendo a terra dall'iperuranio dei vari intellettualismi.
    Il popolo è un magma indefinito. Dentro al popolo ci sono anche i borghesi, gli industriali, i liberi professionisti e gli imprenditori che sfruttano i salariati e che plaudono alle leggi statali che consentono loro di diminuire il potere d'acquisto dei lavoratori e la loro vita generale. Detto ciò, il discorso era chiaro: non amo quel populismo tanto in voga ora, che si serve degli strati più bassi della società per metterli contro altri strati più bassi, nella più pura tecnica del capitale di fomentare l'odio tra le classi dominate. Le èlite agiscono in senso anti-popolare, ma i populisti stai certo che non hanno a cuore l'elevazione culturale degli strati bassi della società, basta ricordarsi le pietose riforme dell'educazione e della scuola, e l'uso strumentale dei mezzi di comunicazione di massa che fanno per imbonire il popolo.

  4. #4
    ___La Causa del Popolo___
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    Predefinito re: Masse e popolo: un'analisi critica

    populismo

    [po-pu-lì-ʃmo] n.m. PRONUNCIA AUDIO STAMPA IL RISULTATO

    m

    pl. -i
    1. atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende all’elevamento delle classi più povere, senza riferimento a una specifica forma di socialismo e a una precisa impostazione dottrinale


    2.
    (spreg.) atteggiamento politico demagogico che ha come unico scopo quello di accattivarsi il favore della gente


    3.
    (st.) movimento rivoluzionario russo della seconda metà del XIX secolo, anteriore al diffondersi del marxismo, che teorizzava il dovere degli intellettuali di mettersi al servizio del popolo

    Fatto salvo il punto 3 che si riferisce ad un movimento specifico di un determinato periodo storico della Russia ,
    il punto 1, che ritengo la migliore definizione di Populismo che sia riuscito a trovare in rete, ha pochissimo o nulla da spartire con "salvinismi" vari, fa peculiarmente riferimento riguardo al concertto di popolo, alle classi più povere, appunto popolari.
    Quel "populismo tanto in voga ora ecc.ecc." cui fai riferimento nel tuo post è esattamente e perfettamente descritto al punto 2, e si è sempre correttamente chiamato Demagogia. Fare confusione ( voluta? ) tra 2 e 1 serve solo, a chi la fa, non mi rferisco a te, per mettere in cattiva luce il Populismo correttamente inteso, facendo di tutta l'erba un fascio.

    http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=populismo
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  5. #5
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    Predefinito re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Mi sono sempre chiesto una cosa (e qui esce fuori la parte stirneriana e nietzschana di me).
    Anarchici, socialisti, comunisti, da sempre, esaltano il Popolo, le Masse (operaie), la Gente in contrapposizione al modello borghese e produttivo di vita.
    Ma più volte mi sono posto questa domanda: perché da socialista, da anarchico, da comunista la vedo (non io) in un certo modo e poi mi "tuffo" tra il popolo, le masse, la gente, e mi rendo conto (soprattutto in questi tempi di degrado morale e disgregazione sociale) quanto in verità, ci sia poco da lodare il ruolo delle masse nella storia, che le correnti storiche della sinistra hanno esaltato? Voglio dire... alcuni antropologi (forse vicini o essendolo stati, al progressismo ecc) ritengono che non esista una natura umana specifica volta alla sopraffazione, all'egoismo, alla distanza, ma che sia "modellabile" dal modello sociale che si sta costruendo, e ciò giustificherebbe socialisticamente e non un amore per il prossimo e per il popolo, come entità astratta da far rientrare nel binario metastorico.
    Perché , da libertario (forse influenzato, e mai negato, da alcune tendenze 'aristocratiche' finché non scadono nel ridicolo , come avviene a destra) rifiuto questa idea e realisticamente - cioranianamente - penso che in realtà esista una natura umana diversa da quella enunciata dai teorici della sinistra anarchica e socialista, che non mi fa amare il populismo, l'esaltazione del popolano - che oggi i media cavalcano nello scontro fra civiltà - ignorante e fiero di esserlo, che io penso che da socialista o libertario non ce la faresti mai ad inquadrare in una logica rivoluzionaria messianica che lo conduca ad un'autocoscienza filosofica volta agli ideali appena spiegati?
    Ve lo siete mai domandati? (io credo che @Egomet mi abbia compreso)
    Il popolo, sia che si voti sia che no, ovviamente deve essere educato e libero dai condizionamenti culturali che sono stati imposti nei secoli, nonché da quelli dei mass media. Altrimenti sono solo pecore che il demagogo usa a suo piacimento, come nei populismi.

  6. #6
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    Predefinito Re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Su richiesta dello stesso Dean, ho modificato il titolo della discussione.
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  7. #7
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    Predefinito Re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Mi sono sempre chiesto una cosa (e qui esce fuori la parte stirneriana e nietzschana di me).
    Anarchici, socialisti, comunisti, da sempre, esaltano il Popolo, le Masse (operaie), la Gente in contrapposizione al modello borghese e produttivo di vita.
    Ma più volte mi sono posto questa domanda: perché da socialista, da anarchico, da comunista la vedo (non io) in un certo modo e poi mi "tuffo" tra il popolo, le masse, la gente, e mi rendo conto (soprattutto in questi tempi di degrado morale e disgregazione sociale) quanto in verità, ci sia poco da lodare il ruolo delle masse nella storia, che le correnti storiche della sinistra hanno esaltato? Voglio dire... alcuni antropologi (forse vicini o essendolo stati, al progressismo ecc) ritengono che non esista una natura umana specifica volta alla sopraffazione, all'egoismo, alla distanza, ma che sia "modellabile" dal modello sociale che si sta costruendo, e ciò giustificherebbe socialisticamente e non un amore per il prossimo e per il popolo, come entità astratta da far rientrare nel binario metastorico.
    Perché , da libertario (forse influenzato, e mai negato, da alcune tendenze 'aristocratiche' finché non scadono nel ridicolo , come avviene a destra) rifiuto questa idea e realisticamente - cioranianamente - penso che in realtà esista una natura umana diversa da quella enunciata dai teorici della sinistra anarchica e socialista, che non mi fa amare il populismo, l'esaltazione del popolano - che oggi i media cavalcano nello scontro fra civiltà - ignorante e fiero di esserlo, che io penso che da socialista o libertario non ce la faresti mai ad inquadrare in una logica rivoluzionaria messianica che lo conduca ad un'autocoscienza filosofica volta agli ideali appena spiegati?
    Ve lo siete mai domandati? (io credo che @Egomet mi abbia compreso)
    Mai nutrito fiducia nelle masse.
    Se il socialismo, in buona parte delle sue incarnazioni, ne ha fatto un bizzarro feticcio da adorare e allo stesso tempo istruire e guidare -ora come fa una madre amorevole e paziente con un figlio con deficit cognitivi, ora come il peggiore dei padri padroni, dispotico e violento- il populismo ha identificato - e identifica- in esse la leva privilegiata per la conquista del potere.
    In entrambi i casi, si è dato loro in pasto grandi quantità di narrati e simboli, prontamente digeriti e metabolizzati con quella dose di cretinismo che accompagna le narrazioni dacché l'uomo se ne ciba.
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  8. #8
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    Predefinito Re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Mi sono sempre chiesto una cosa (e qui esce fuori la parte stirneriana e nietzschana di me).
    Anarchici, socialisti, comunisti, da sempre, esaltano il Popolo, le Masse (operaie), la Gente in contrapposizione al modello borghese e produttivo di vita.
    Ma più volte mi sono posto questa domanda: perché da socialista, da anarchico, da comunista la vedo (non io) in un certo modo e poi mi "tuffo" tra il popolo, le masse, la gente, e mi rendo conto (soprattutto in questi tempi di degrado morale e disgregazione sociale) quanto in verità, ci sia poco da lodare il ruolo delle masse nella storia, che le correnti storiche della sinistra hanno esaltato? Voglio dire... alcuni antropologi (forse vicini o essendolo stati, al progressismo ecc) ritengono che non esista una natura umana specifica volta alla sopraffazione, all'egoismo, alla distanza, ma che sia "modellabile" dal modello sociale che si sta costruendo, e ciò giustificherebbe socialisticamente e non un amore per il prossimo e per il popolo, come entità astratta da far rientrare nel binario metastorico.
    Perché , da libertario (forse influenzato, e mai negato, da alcune tendenze 'aristocratiche' finché non scadono nel ridicolo , come avviene a destra) rifiuto questa idea e realisticamente - cioranianamente - penso che in realtà esista una natura umana diversa da quella enunciata dai teorici della sinistra anarchica e socialista, che non mi fa amare il populismo, l'esaltazione del popolano - che oggi i media cavalcano nello scontro fra civiltà - ignorante e fiero di esserlo, che io penso che da socialista o libertario non ce la faresti mai ad inquadrare in una logica rivoluzionaria messianica che lo conduca ad un'autocoscienza filosofica volta agli ideali appena spiegati?
    Ve lo siete mai domandati? (io credo che @Egomet mi abbia compreso)
    Gli anarchici, i comunisti, i socialisti non amano il popolo come pensi tu, perchè anche i fascisti e i razzisti fanno parte del popolo. Semmai, direi che anarchici e comunisti comprendono di vivere in un mondo non equo e si battono per cambiarlo in meglio (sapendo che cambiando le strutture economiche cambiano anche le sovrastrutture ideologiche). Tutto qui.

    Stando poi nell'ambito puramente anarchico, ci sono fazioni individualiste che hanno puro disprezzo per tutto ciò che è ha a che vedere con concetti pluralistici, chiamiamoli così...

  9. #9
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    Predefinito Re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Citazione Originariamente Scritto da Egomet Visualizza Messaggio
    Mai nutrito fiducia nelle masse.
    Se il socialismo, in buona parte delle sue incarnazioni, ne ha fatto un bizzarro feticcio da adorare e allo stesso tempo istruire e guidare -ora come fa una madre amorevole e paziente con un figlio con deficit cognitivi, ora come il peggiore dei padri padroni, dispotico e violento- il populismo ha identificato - e identifica- in esse la leva privilegiata per la conquista del potere.
    In entrambi i casi, si è dato loro in pasto grandi quantità di narrati e simboli, prontamente digeriti e metabolizzati con quella dose di cretinismo che accompagna le narrazioni dacché l'uomo se ne ciba.
    Quoto ogni virgola.
    Mi vengono in mente i "maledetti" come Baudelaire, che hanno criticato sia il feticcio borghese (il denaro) che quello socialista (il popolo), da buoni dandy, guardando con sospetto ogni tipo di velleità rivoluzionaria.
    E altresì vero, che sia il socialismo che l'anarchismo necessitano, comunque, delle masse per poter realizzare i loro intenti che, restano, indubbiamente necessari per non cadere in un atomismo mascherato da individualismo quale quello odierno.

  10. #10
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    Predefinito Re: Masse e popolo: un'analisi critica

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Gli anarchici, i comunisti, i socialisti non amano il popolo come pensi tu, perchè anche i fascisti e i razzisti fanno parte del popolo. Semmai, direi che anarchici e comunisti comprendono di vivere in un mondo non equo e si battono per cambiarlo in meglio (sapendo che cambiando le strutture economiche cambiano anche le sovrastrutture ideologiche). Tutto qui.

    Stando poi nell'ambito puramente anarchico, ci sono fazioni individualiste che hanno puro disprezzo per tutto ciò che è ha a che vedere con concetti pluralistici, chiamiamoli così...
    Buona parte delle persone che hanno gravitato attorno al mio universo amicale, soprattutto in anni molto giovanili, e che ruotavano attorno al circuito della contro cultura punk e dei centri sociali, erano dei misantropi mica da ridere (lo ero anche io a dire il vero).
    Ciò mi fa pensare che, il feticcio delle 'masse' sia più una prerogativa marxista-leninista o fascista (in chiave diversificata) che anarchica-libertaria (come dici te, specie se individualista).
    Per non parlare degli anarcici vegani che preferiscono gli animali agli esseri umani

 

 
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