All'uscita dalla procura, Dell'Utri ha spiegato così il suo "silenzio" davanti al procuratore aggiunto Capaldo e al sostituto Sabelli: "A Palermo 15 anni fa", ha detto dell'Utri, "ho parlato 17 ore e sono stato rinviato a giudizio sulla base della mie dichiarazioni. Ho imparato da allora"."Sono un indagato provveduto", ha continuato il senatore del Pdl, "mi sono avvalso della facoltà di non rispondere che reputo una regola fondamentale dell'indagato provveduto. Consiglio a tutti gli altri di fare come me".
(capisciammè)
"Ruolo di Dell'Utri superiore a Verdini". Secondo quanto scrive l'agenzia Ansa, i pm romani ritengono dopo gli interrogatori che il ruolo di Dell'Utri, sotto il profilo politico, sarebbe stato superiore a quello di Verdini. Sempre secondo quanto trapela da Piazzale Clodio, nonostante le nove ore di interrogatorio, le spiegazioni fornite dal coordinatore del Pdl non avrebbero convinto i magistrati, che le avrebbero trovate generiche.
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"Verdini non convince". Tra le argomentazioni del coordinatore che non avrebbero persuaso i pm ci sono le spiegazioni sui 2,6 milioni pagati dalla Società Toscana Edizione (della quale Verdini è socio) allo stesso coordinatore, alla moglie Simonetta Fossombroni ed al coordinatore toscano del partito Massimo Parisi. Altro punto poco chiaro, le cene a palazzo Pecci Blunt, la casa romana di Verdini, che per i pm sarebbero servite tra l'altro, a stabilire interventi sulla Consulta per il lodo Alfano. In merito al dossier a luci rosse per screditare la candidatura a Governatore della Campania di Stefano Caldoro, Verdini avrebbe ammesso di esserne stato a conoscenza, ma di non avere preso parte al complotto.
Bankitalia: commissariare Ccf. La Banca d'Italia propone il commissariamento della Credito Cooperativo Fiorentino, la banca di cui fino a ieri era presidente Denis Verdini, "per gravi irregolarità nell'amministrazione e gravi violazioni normative" . Lo si legge in una nota di Via Nazionale dopo "gli accertamenti ispettivi di vigilanza condotti presso il Credito Cooperativo Fiorentino - Campi Bisenzio - Società Cooperativa".
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"P3 attiva anche nel Lazio". L'inchiesta si arricchisce intanto di nuovi sviluppi. Il "gruppo", che, secondo la magistratura faceva capo a Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, si interessò anche dell'esclusione della lista del Pdl provinciale dalle elezioni regionali del Lazio. E' quanto emerge dall'ordinanza del tribunale del riesame con la quale i giudici hanno negato la scarcerazione a Carboni e Lombardi
Nell'ordinanza scrivono i giudici, "Lombardi non manca di invitare l'onorevole Ignazio Abrignani, responsabile elettorale nazionale del Pdl, a seguire una via 'parallela' rispetto a quella istituzionale (ricorso presso il Consiglio di Stato avverso l'esclusione della lista Pdl Roma e Provincia dalle elezioni regionali) suggerendogli di rivolgersi ad Antonio Martone (ex avvocato generale della Cassazione) perchè è 'molto amico' e può risolvere il problema, ma della cosa questa volta il Lombardi segnala che è meglio non parlare al telefono".
Dell'Utri non risponde ai pm: "Ho imparato..." Indagato anche il sottosegretario Caliendo - Repubblica.it
Su, continuate a difendere questa banda.
A cosa puntiate, non si capisce.
Che vantaggio pensiate di trarne, non è dato sapere.
In un paese normale rischierebbero il linciaggio proprio da parte dei propri elettori.
Ma voi siete bananas




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