
Originariamente Scritto da
Desmond
La cosa divertente del dibattito delle ultime ore è che, gettata la maschera, il tema sia diventato seriamente "Renzi non deve candidarsi".
Ora, io capisco che una parte non lo consideri adatto a guidare il partito. È fisiologico, avviene in tutti i partiti normali, altrimenti non si farebbero congressi ma plebisciti con candidati unitari eletti segretari col 100% dei voti. È la conseguenza che fa davvero scompisciare dalle risate. Perché in un partito normale ci si organizza, si crea una piattaforma più credibile (e la minoranza PD è da oltre tre anni che dovrebbe lavorarci, hai voglia a perculare coi due mesi in più di congresso...) e si chiede alla base il sostegno necessario a prendere la guida del partito. Questi invece pretendono di decidere le candidatura avverse, dicendo chiaramente che Renzi deve ritirarsi dalla vita politica (chiarendo che della modalità di congresso non gliene importa una sega, tenendo sempre sul tavolo la carta di riserva della scissione se a vincerlo fosse sempre Renzi). Dimostrando un'idea di democrazia interna che non è definibile manco tale, e palesando pubblicamente che il tema non è né programmatico e né ideologico, ma è tutto legato alla voglia di riprendersi il partito nonostante non si abbia il sostegno della base e in tre anni non si sia creata una qualche seria alternativa. Ma, purtroppo per loro, congressi (quelli sì, farsa) stile PDS 1994 non si fanno più.