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Discussione: Solito Report....

  1. #61
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    Predefinito Riferimento: Solito Report....

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Il merito è il seguente: se la bistecca biologica è più buona di quella lager lo deve scegliere il consumatore non la politica e nemmeno Report, solo che Report almeno tira fuori il problema del fatto che lo sta scegliendo la politica.

    Poi tu potrai contestare il fatto che Report patteggi per il biologico, però forse in maniera soggettiva potrai condividere il fatto che la bistecca del tuo allevatore di fiducia è più buona di quella del supermercato. :giagia:
    Purtroppo è l'economia di mercato a dettare le regole.
    Per mantenere alta la produzione ed il prezzo accessibile a tutti il produttore è spinto a ridurre i costi ed ottimizzare la produzione con il risultato di dovere offrire un prodotto "industriale" e quindi "meno naturale" con i risultati che abbiamo potuto vedere nel servizio di report.

    Purtroppo non si può evitare a meno di mangiare meno carne, più cara e forse meno igienicamente controllata.

    Detto questo Report fa un ottimo servizio sociale sollevando la questione in modo da rendere il consumatore resposabile e conscio di ciò che acquista.

    Che poi si sia costretti ugualmente a mangiare "quella carne" e "prodotta in quel modo" deve essere una scelta consapevole del consumatore.

    Senza tante polemiche e fraintendimenti.

    Saluti

  2. #62
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    Predefinito Riferimento: Solito Report....

    Le mucche degli allevamenti intensivi non potrebbero sopravvivere in natura e vivino meno. Penso non ci sia nulla da aggiungere
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  3. #63
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    Predefinito Riferimento: Solito Report....

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Una delle caratteristiche delle trasmissioni della Gabbanelli è quello di far vedere presunti scoop mostrando o esponendo in forma particolare determinati aspetti tecnici dei problemi.
    Ad esempio ieri sera , uno sui punti sui quali si è impuntata è stato il fatto , per lei sorprendente , che negli allevamenti avicoli il pollo raggiunga il peso di macellazione di un chilo e mezzo in 60 giorni anzichè 4 o 5 mesi come una volta.
    Dal modo come ne parlavano , sembrava di arguire chissà quali schifezze davano a queste povere bestie per farle arrivare velocemente a quel peso.
    Tranne i pochi , come il sottoscritto , che conoscono qualcosa di alimentazione e nutrizione animale , penso che la maggior parte di chi ha visto la cosa si sia fatta un'idea negativa della cosa stessa , appunto lo "scoop".
    Penso che non ci sia niente di peggio che evitare di parlare ,anche genericamente , di processi che sono il frutto di decenni di studio della biochimica e della nutrizione.
    Mi riferisco ovviamente alla scoperta degli amminoacidi essenziali , e alla formulazione di razioni e diete calibrate , contenenti appunto quegli amminoacidi essenziali , soprattutto triptofano.
    Che tra l'altro hanno permesso di diminuire enormemente la quantità di mangime da somministrare , da circa 10 chilogrammi / per kilo di carne , a 3 - 4 , con un enorme risparmio di cereali ( a proposito di un altro "scoop " , cioè lo spreco di cereali che si ha nel passaggio all'alimentazione carnea).
    Aumento di consumo di cereali che senz'altro c'è ma che appunto gli studi e le ricerche nell'ambito nutrizionale hanno ridotto enormemente (parlo di polli e tacchini , e maiali cioè di monogastrici.Per i ruminanti il discorso è diverso).
    Ma non è questo il punto , cioè il merito dei singoli problemi che via via la trasmissione tratta.
    Quello che mi ha spinto all'aperturta del thread è stato il taglio , il paradigma della trasmissione.
    E cioè , una volta posto un certo tema , ecco che i servizi vengono fatti prima in situazioni dove vi sarebbero negatività , e qui immancabilmente saltano fuori sempre in Veneto e Lombardia ; a cui seguono i servizi dove invece le cose vanno bene e sono fatte a modo , ed ecco che sempre immancabilmente si spostano sulle dolci colline dell'Umbria , piuttosto che nella solita coopoerativa emiliana , e qui lo speaker cambia anche il tono della voce .
    Sempre così , si parli di qualsiasi cosa.
    Dopo , sul contenuto e sul merito , ripeto , possiamo discutere.
    Però , ripeto , questa costanza della Gabbanelli e dei suoi giornalisti di locare il male sempre da una parte e il bene da una cert'altra , ha sempre attirato la mia attenzione.
    Qualcuno dice : " trasmissioni a tesi ".
    Sarà : ma a cosa servono ?
    PAragonare la carne da allevamento intensivo a quella biologica è dura...
    Scagliati pure contro report, io lo santifico: un programma che fa attivare il cervello. In 10 quante volte Vespa ha affrontato l'argomento? O un qualsiasi argomento un pò scomodo?
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  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Le mucche degli allevamenti intensivi non potrebbero sopravvivere in natura e vivino meno. Penso non ci sia nulla da aggiungere
    Ripeto : sui singoli temi si può discutere , quello che contestavo io era il "taglio" della trasmissione , a "tesi" come ha ben detto qualcuno.
    Non solo le mucche : circa il 90% delle piante coltivate , dai cereali alla patata a molte piante orticole , non sarebbero in grado nè di sopravvivere nè di riprodursi (vedi mais).
    E' l'effetto di 6000 anni di selezione e miglioramento genetico degli organismi.
    Le attuali piante coltivate , e molte specie animali (vacche da latte , galline ovaiole ecc.) sono i veri organismi geneticamente modificati , al punto tale da essere incapaci di sopravvivere senza le cure dell'uomo.
    Sono cose arcinote.
    Solo che , tornando al tema , uno che avesse visto la trasmissione ieri sera , avrebbe subito pensato che il collasso puerperale da superproduzione lattifera piuttosto che la sterilità o l'acidosi ecc. erano caratteristiche di quella stalla di Cremona dove è stato girato il servizio.
    E invece sono cose che succedono dovunque , anzi all'estero è pure peggio , dato che anni fa alcuni paesi , sempre allo scopo di forzare la produzione di latte , avevano autorizzato l'uso della prolattina , ormone specifico.
    D'altra parte , lo vogliamo il latte a 1 euro al litro , circa un decimo di quello , in termini valore monetario , che costava decenni fa ?
    E allora succedono queste cose , se non peggio.
    Vogliamo introdurre principi etici negli allevamenti , con divieti di forzatura , stop al miglioramento genetico ecc. ?
    E allora rassegnamoci a pagare un litro di latte 4 o 5 o 10 euro.
    Il problema è tutto qui.

  5. #65
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    Predefinito Riferimento: Solito Report....

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    PAragonare la carne da allevamento intensivo a quella biologica è dura...
    Scagliati pure contro report, io lo santifico: un programma che fa attivare il cervello. In 10 quante volte Vespa ha affrontato l'argomento? O un qualsiasi argomento un pò scomodo?
    Portami qui dei valori o delle tabelle , dove risulti che un bovino alimentato in forma "intensiva" ha una composizione in proteine o aminoacidica delle sue masse muscolari diversa da quello che ha mangiato solo erba.
    Le proteine sono proteine , sono sequesnze di ammnoacidi.
    Se questi derivano da fieno , oppure da farina di soia , sono sempre gli stessi.
    Dopo sulla qualità e gusto delle carni , l'argomento è un poco vasto.
    Posso comunque dirti che in genere le razze europee hanno una struttura dei muscoli nei quali la carne è nettamente separata dal grasso.
    Le razze inglesi e americane invece , hanno il grasso finemente incuneato e inframezzato con le fibre muscolari (carni cosiddette marezzate).
    Questo spiega perchè quelle razze diano bistecche che dopo la cottura sono estremamente tenere e gradevoli , dato che il grasso sciogliendosi con la cottura , rende la struttura più porosa.
    Con la carne delle nostre razze invece , è un'esperienza di tutti i giorni che , escluso il famoso filetto , è molto difficile trovare carni tenere e gustose , se non dopo discutibili trattamenti come la frollatura.
    Quindi il biologico non conta e non c'entra niente.
    Il biologico è come la griffe degli stilisti : è una tua convinzione e motivazione personale a spendere per qualcosa che è perfettamente uguale al resto , ma che è riuscito a circondarsi di un'aureola di santità.

  6. #66
    .... .....
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    Predefinito Riferimento: Solito Report....

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Ripeto : sui singoli temi si può discutere , quello che contestavo io era il "taglio" della trasmissione , a "tesi" come ha ben detto qualcuno.
    Non solo le mucche : circa il 90% delle piante coltivate , dai cereali alla patata a molte piante orticole , non sarebbero in grado nè di sopravvivere nè di riprodursi (vedi mais).
    E' l'effetto di 6000 anni di selezione e miglioramento genetico degli organismi.
    Le attuali piante coltivate , e molte specie animali (vacche da latte , galline ovaiole ecc.) sono i veri organismi geneticamente modificati , al punto tale da essere incapaci di sopravvivere senza le cure dell'uomo.
    Sono cose arcinote.
    Solo che , tornando al tema , uno che avesse visto la trasmissione ieri sera , avrebbe subito pensato che il collasso puerperale da superproduzione lattifera piuttosto che la sterilità o l'acidosi ecc. erano caratteristiche di quella stalla di Cremona dove è stato girato il servizio.
    E invece sono cose che succedono dovunque , anzi all'estero è pure peggio , dato che anni fa alcuni paesi , sempre allo scopo di forzare la produzione di latte , avevano autorizzato l'uso della prolattina , ormone specifico.
    D'altra parte , lo vogliamo il latte a 1 euro al litro , circa un decimo di quello , in termini valore monetario , che costava decenni fa ?
    E allora succedono queste cose , se non peggio.
    Vogliamo introdurre principi etici negli allevamenti , con divieti di forzatura , stop al miglioramento genetico ecc. ?
    E allora rassegnamoci a pagare un litro di latte 4 o 5 o 10 euro.
    Il problema è tutto qui.
    Veramente un litro di latte da stalla biologica con mucche di 10 anni invece che di due anni..stressate e condannate al martirio..costa 1 un euro al litro..e non 10 euro..che mi sembra eccessivo e partigiano..
    E la tanto carne buona d'allevamento è tutt'acqua..c'è poco da fare..
    Sul fatto invece della necessità di cooperative piccole e artigianali..non sono d'accordo..che se il consumatore fosse meno rimbecillito e non si spaventasse a pagare la carne uno o due euro di più..si potrebbero fare allevamenti grandi e biologici..che nessuno lo vieta tranne la legge del mercato collegata a due o tre multinazionali che impongono prezzi e produzioni..
    Poi se la gente preferisce mangiare uova che non sanno di nulla rispetto a uova che sanno di uova..è un'altro discorso..
    Report mostra fatti..non teorie o teoremi o punti di vista come Santoro..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Portami qui dei valori o delle tabelle , dove risulti che un bovino alimentato in forma "intensiva" ha una composizione in proteine o aminoacidica delle sue masse muscolari diversa da quello che ha mangiato solo erba.
    Le proteine sono proteine , sono sequesnze di ammnoacidi.
    Se questi derivano da fieno , oppure da farina di soia , sono sempre gli stessi.
    Dopo sulla qualità e gusto delle carni , l'argomento è un poco vasto.
    Posso comunque dirti che in genere le razze europee hanno una struttura dei muscoli nei quali la carne è nettamente separata dal grasso.
    Le razze inglesi e americane invece , hanno il grasso finemente incuneato e inframezzato con le fibre muscolari (carni cosiddette marezzate).
    Questo spiega perchè quelle razze diano bistecche che dopo la cottura sono estremamente tenere e gradevoli , dato che il grasso sciogliendosi con la cottura , rende la struttura più porosa.
    Con la carne delle nostre razze invece , è un'esperienza di tutti i giorni che , escluso il famoso filetto , è molto difficile trovare carni tenere e gustose , se non dopo discutibili trattamenti come la frollatura.
    Quindi il biologico non conta e non c'entra niente.
    Il biologico è come la griffe degli stilisti : è una tua convinzione e motivazione personale a spendere per qualcosa che è perfettamente uguale al resto , ma che è riuscito a circondarsi di un'aureola di santità.
    Ho capito:sei direttamente coinvolto. La superiore qualità della carne è evidente. Sta nel fatto stesso di poter "vivere". E se ne è parlato proprio a report, ferro, migliore composizione lipidica, minore componente acida.
    Facciamo un paragone cannibale: mangeresti la carne di un malato d'ospedale o di un centometrista?
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

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  8. #68
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    Predefinito Riferimento: Solito Report....

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Veramente un litro di latte da stalla biologica con mucche di 10 anni invece che di due anni..stressate e condannate al martirio..costa 1 un euro al litro..e non 10 euro..che mi sembra eccessivo e partigiano..
    E la tanto carne buona d'allevamento è tutt'acqua..c'è poco da fare..
    Sul fatto invece della necessità di cooperative piccole e artigianali..non sono d'accordo..che se il consumatore fosse meno rimbecillito e non si spaventasse a pagare la carne uno o due euro di più..si potrebbero fare allevamenti grandi e biologici..che nessuno lo vieta tranne la legge del mercato collegata a due o tre multinazionali che impongono prezzi e produzioni..
    Poi se la gente preferisce mangiare uova che non sanno di nulla rispetto a uova che sanno di uova..è un'altro discorso..
    Report mostra fatti..non teorie o teoremi o punti di vista come Santoro..
    50 anni fa si considerava una campionessa una vacca che produceva 40 quintali di latte nella canonica lattazione di 7 mesi.
    Oggi si parla da 60 quintali in su , ma ci sono punte anche di 100 quintali di latte.
    Riportare la lattazione a 40 quintali di latte all'anno (circa 20 litri di latte di media al giorno) darebbe animali più sani longevi e non stressati.
    I problemi sono di vario genere.
    Il primo è che le attuali bovine , derivanti da una selezione genotipica (individuale) spinta da almeno 60 anni , se non frutto addirittura di altre pratiche selettive , come la poliembrionia (l'ho vista praticata in una grande stalla in Friuli ancora nel 1978) ,sono animali strutturalmente predisposti alla superproduzione , cioè anche se poniamo si riducesse l'alimentazione , produrrebbero comunque latte consumando i propri tessuti , e quindi morirebbero di varie patologie in breve tempo.
    Questo riguarda la razza lattifera più diffusa attualmente , vale a dire la "pezzata nera" frutto di un miglioramento genetico partito da bovine olandesi , incrociate in Canada con altre razze , vedi Yersey , e arrivate in Italia dopo la prima guerra mondiale (azienda Torre in Pietra degli Albertini , ex proprietari del Corriere fatti correre da Mussolini).
    E successivamente diffusasi in tutta Italia (si parla infatti di pezzata nera Canadese)
    Il problema si potrebbe risolvere dando spazio ad altre razze tuttora presenti , pezzata rossa , bruna alpina ecc. , che non sono state portate agli estremi di selezione della PN.
    Ma c'è un secondo problema , quello vero e irrisolvibile , diversamente da quello esposto sopra.
    Ed è il mercato del latte , che è libero e con un prezzo del prodotto calante.
    Tu capisci che si tocca un filo della corrente a 380.000 volt....
    Il prezzo del latte è arrivato in questi periodi a 30 centesimi al litro alla stalla , questo sotto la concorrenza tremenda delle stalle Olandesi , Tedesche e Francesi , dove certi problemi e seghe mentali che qui sviluppiamo neanche se li pongono.
    E il trend è per una ulteriore discesa , man mano che si diffonderà l'allevamento nei paesi dell'est.
    In un mercato di libera concorrenza , si potrebbero effettivamente creare spazi nuovi per produttori che garantiscano ad esempio allevamenti non forzati , nè nell'alimentazione nè nella genetica.
    Qualcuno già lo fa , però io sarei curioso di vedere le stalle di quelli che hanno cominciato ad installare i distributori di latte , per verificare come sono quelle bestie.

  9. #69
    .... .....
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    Predefinito Riferimento: Solito Report....

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    50 anni fa si considerava una campionessa una vacca che produceva 40 quintali di latte nella canonica lattazione di 7 mesi.
    Oggi si parla da 60 quintali in su , ma ci sono punte anche di 100 quintali di latte.
    Riportare la lattazione a 40 quintali di latte all'anno (circa 20 litri di latte di media al giorno) darebbe animali più sani longevi e non stressati.
    I problemi sono di vario genere.
    Il primo è che le attuali bovine , derivanti da una selezione genotipica (individuale) spinta da almeno 60 anni , se non frutto addirittura di altre pratiche selettive , come la poliembrionia (l'ho vista praticata in una grande stalla in Friuli ancora nel 1978) ,sono animali strutturalmente predisposti alla superproduzione , cioè anche se poniamo si riducesse l'alimentazione , produrrebbero comunque latte consumando i propri tessuti , e quindi morirebbero di varie patologie in breve tempo.
    Questo riguarda la razza lattifera più diffusa attualmente , vale a dire la "pezzata nera" frutto di un miglioramento genetico partito da bovine olandesi , incrociate in Canada con altre razze , vedi Yersey , e arrivate in Italia dopo la prima guerra mondiale (azienda Torre in Pietra degli Albertini , ex proprietari del Corriere fatti correre da Mussolini).
    E successivamente diffusasi in tutta Italia (si parla infatti di pezzata nera Canadese)
    Il problema si potrebbe risolvere dando spazio ad altre razze tuttora presenti , pezzata rossa , bruna alpina ecc. , che non sono state portate agli estremi di selezione della PN.
    Ma c'è un secondo problema , quello vero e irrisolvibile , diversamente da quello esposto sopra.
    Ed è il mercato del latte , che è libero e con un prezzo del prodotto calante.
    Tu capisci che si tocca un filo della corrente a 380.000 volt....
    Il prezzo del latte è arrivato in questi periodi a 30 centesimi al litro alla stalla , questo sotto la concorrenza tremenda delle stalle Olandesi , Tedesche e Francesi , dove certi problemi e seghe mentali che qui sviluppiamo neanche se li pongono.
    E il trend è per una ulteriore discesa , man mano che si diffonderà l'allevamento nei paesi dell'est.
    In un mercato di libera concorrenza , si potrebbero effettivamente creare spazi nuovi per produttori che garantiscano ad esempio allevamenti non forzati , nè nell'alimentazione nè nella genetica.
    Qualcuno già lo fa , però io sarei curioso di vedere le stalle di quelli che hanno cominciato ad installare i distributori di latte , per verificare come sono quelle bestie.
    Certo..se ci dedichiamo agli allevamenti industriali..poi perdiamo dimestichezza con le bestie normali...quelle che ci sono negli allevamenti biologici..
    Ormai c'è un mercato parallelo..e naturalmente non basta il biologico per fare qualcosa di buono..ma ci vuole anche la perizia del fattore..
    Il punto è che sono produzioni di nicchia..nella nicchia..
    e più che un normale lavoro questa attività è considerata una scelta esistenziale..
    Io comunque scelgo sempre le cose migliori a prescindere dal prezzo..e non sempre quelle biologiche sono le migliori..perchè si fondano all'oggi su scelte ideologiche e non di oggettiva superiorità..e penso alle verdure..
    Comunque è un altro mondo e la resa..non è l'unica voce da considerarsi..
    La scienza dovrebbe essere al servizio della qualità..e non della quantità..allora biologico e laboratorio si potrebbero incontrare per darci prodotti migliori e non solo economici..
    Ci sono dei formaggi che ormai non sanno di nulla..come il latte di certe marche..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #70
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    PEr il latte basterebbe produrre qualità e evidenziare la provenienza.
    Ed informare. Invece si fa concorrenza al ribasso
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

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