Re: ...e allora Mussolini?
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Lars
Lo stesso san Tommaso nella Summa dice che la pena di morte è lecita solo in alcuni casi: " lecito, anzi doveroso, estirpare un membro malato per salvare tutto il corpo, così quando una persona è divenuta un pericolo per la comunità o è causa di corruzione degli altri, essa viene eliminata per garantire la salvezza della comunità".
Pure Beccaria dice la stessa cosa di Tommaso (per questo fu lecito eliminare il duce in quanto pericoloso anche se prigioniero, poteva provocare rivolte e guerre con la sua sola presenza). Ma cosa ha di lecito uccidere un ergastolano (cosa che fanno ad esempio in USA)?
Guarda che non si sta dicendo che la pena di morte va utilizzata in qualsiasi caso, è superfluo persino specificarlo. Si sta dicendo che per la dottrina cattolica, che si basa su elementari principi di giustizia, accertata la responsabilità del reo, può essere lecito ricorrere alla pena di morte, purché la pena sia proporzionata alla colpa. E' chiaro comunque che questo principio può avere delle applicazioni diverse nel tempo a seconda dell'efficacia dei mezzi repressivi a disposizione dell'autorità e delle circostanze concrete.
Gli eretici venivano condannati alla pena di morte dopo un regolare processo che ne accertava la responsabilità e veniva data loro ampia possibilità di pentimento. La morte veniva inflitta nel momento in cui l'imputato mostrava un ostinato rifiuto di pentirsi oppure nei casi di recidività, che implicitamente si collegavano ad un atteggiamento di impenitenza ostinata.
Re: ...e allora Mussolini?
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Lars
la comprendo benissimo, ma è una scelta del reo
Eh certo, secondo te dev'essere il reo a scegliersi la pena? Dai su...
Re: ...e allora Mussolini?
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Tiresia
Anche accanto a "non commettere atti impuri" c'è un asterisco.
Chissà cosa c'è scritto in piccolo a pie' di tavola.
Cos'è, cambi per l'ennesima volta argomento?
Re: ...e allora Mussolini?
https://www.youtube.com/watch?v=F0aFKxSEumI
La guerra l'hanno fatta anche i nostri nonni e queste cose ce le hanno raccontate , ora finalmente certe verità nascoste dalla sinistra stanno venendo fuori , che strano sono gli stessi efferati delitti che i nostri nonni ci hanno raccontato .Ora si può parlare , prima tutto si diceva sotto voce se no si andava in galera .
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Guarda che non si sta dicendo che la pena di morte va utilizzata in qualsiasi caso, è superfluo persino specificarlo.
quindi mi aspetto che tu firmi gli appelli per la commutazione di tutte le condanne capitali in ergastolo fatti (anche) dalla comunità di Sant'Egidio, dato che l'ergastolano non costituisce alcun pericolo per la società, specie se pentito, redento o sospetto innocente, quindi è contrario all'opinione dell'aquinate uccidere un uomo che non costituisce pericolo di contaminazione della società con il suo crimine.
Re: ...e allora Mussolini?
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Lars
quindi mi aspetto che tu firmi gli appelli per la commutazione di tutte le condanne capitali in ergastolo fatti (anche) dalla comunità di Sant'Egidio, dato che l'ergastolano non costituisce alcun pericolo per la società, specie se pentito, redento o sospetto innocente, quindi è contrario all'opinione dell'aquinate uccidere un uomo che non costituisce pericolo di contaminazione della società con il suo crimine.
Non li firmo perché sta gente è un pericolo sociale, esattamente come diceva l'Aquinate. Poi bisognerebbe valutare caso per caso, ovviamente.
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Non li firmo perché sta gente è un pericolo sociale, esattamente come diceva l'Aquinate. Poi bisognerebbe valutare caso per caso, ovviamente.
pericolo sociale per chi?
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Cos'è, cambi per l'ennesima volta argomento?
L'argomento è sempre il medesimo : il vostro doppiopesismo.
Le regoli che vorreste imporre agli altri sono quelle da cui tentate di sottrarvi.
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
I "metodi squadristi", come dovresti sapere, furono la risposta al "bullismo" violento e rapace dei rossi che occupavano impunemente terre e fabbriche, imponevano i propri iscritti (al sindacato o al partito) come manodopera, occupavano le amministrazioni comunali, taglieggiavano quelli che si rifiutavano di piegarsi al monopolio rosso, ecc. Ma qualcuno ad un certo punto si ruppe davvero i coglioni e allora venne fuori lo squadrismo: vim vi repellere licet, no?
Mi riferivo al bullismo che avevi minacciato al collega forumista.
Tra neri e rossi potete scannnarvi come meglio credete, come tra cristiani e muslim.
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
L'ipocrisia è l'architrave del liberalismo democratico. Da che pulpito viene la predica!
Il liberalismo dice: nessuna tolleranza verso chi predica l'intolleranza e la propria superiorità. Chiunque accetta di tollerare visioni opposte alla sua, è libero. Evidentemente i fascioclericali e gli stalinisti una volta giunti al potere eliminerebbero la dissidenza, che invece il liberalismo accetta entro i limiti delle leggi penali, infatti tu e la De Santis siete liberi di scrivere le vostre cose fasciste.