Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Sant'Agostino era notoriamente favorevole alla pena capitale, ma che vai dicendo?
Sosteneva che il colpevole non doveva essere ucciso perché potesse emendarsi e ricevere il perdono divino. (lettera a Macedonio)
Se lo uccidi come può pentirsi e riparare il male? E dopo che ha riparato il male, non merita più di essere ucciso se è cambiato, in sostanza.
Re: ...e allora Mussolini?
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Tiresia
non saresti il primo bullo a lamentarsi del bullismo, non appena trova uno più bullo di lui.
Parli per esperienza, immagino.
Re: ...e allora Mussolini?
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Lars
Sosteneva che il colpevole non doveva essere ucciso perché potesse emendarsi e ricevere il perdono divino. (lettera a Macedonio)
Si riferiva ad un caso particolare, non parlava in linea di principio. Anzi, in quella stessa lettera dice che l'episodio della lapidazione dell'adultera non implicò da parte di Cristo una condanna morale della pena capitale. Poi ci sono altri riferimenti nelle opere di Agostino in cui la pena di morte viene tranquillamente ammessa come eticamente lecita.
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Parli per esperienza, immagino.
Sei tu che inneggi i metodi squadristi
Re: ...e allora Mussolini?
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Josef Scveik
non sa fare altro poverina.
Ce l'hai con me ra-immondino ? Non mi spreco a parlare con gente come te e i tuoi compagni ad esempio Lars è in ignore , mi diverto solo a vedere che figure di cacca fate , io non ho la pazienza di Giò di ripetere sempre le stesse cose , ci sono 3d che confermano il mio pensiero, ancora non vai a mangiare la tua pappetta ? :D
Re: ...e allora Mussolini?
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Lars
Se lo uccidi come può pentirsi e riparare il male? E dopo che ha riparato il male, non merita più di essere ucciso se è cambiato, in sostanza.
Sant'Agostino chiede a Macedonio di non uccidere i rei pentiti. Ma non dice che la pena di morte è sbagliata 'a priori'. Anzi. Come ho già scritto, in quella stessa lettera interpreta l'episodio della mancata lapidazione dell'adultera in un senso tutt'altro che sfavorevole alla pena capitale.
Ovviamente, la morte è o può essere una forma estrema di espiazione dei propri peccati. E' una prospettiva che un non credente non può comprendere.
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
A dire il vero sta scritto: "Non far perire l'innocente e il giusto".
Anche accanto a "non commettere atti impuri" c'è un asterisco.
Chissà cosa c'è scritto in piccolo a pie' di tavola.
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Si riferiva ad un caso particolare, non parlava in linea di principio. Anzi, in quella stessa lettera dice che l'episodio della lapidazione dell'adultera non implicò da parte di Cristo una condanna morale della pena capitale. Poi ci sono altri riferimenti nelle opere di Agostino in cui la pena di morte viene tranquillamente ammessa come eticamente lecita.
Lo stesso san Tommaso nella Summa dice che la pena di morte è lecita solo in alcuni casi: " lecito, anzi doveroso, estirpare un membro malato per salvare tutto il corpo, così quando una persona è divenuta un pericolo per la comunità o è causa di corruzione degli altri, essa viene eliminata per garantire la salvezza della comunità".
Pure Beccaria dice la stessa cosa di Tommaso (per questo fu lecito eliminare il duce - esecuzione approvata anche dai membri cattolici del CLN - in quanto pericoloso anche se prigioniero, poteva provocare rivolte e guerre con la sua sola presenza, o essere graziato e tornare in politica). Ma cosa ha di lecito uccidere un ergastolano (cosa che fanno ad esempio in USA)?
Re: ...e allora Mussolini?
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Giò
Ovviamente, la morte è o può essere una forma estrema di espiazione dei propri peccati. E' una prospettiva che un non credente non può comprendere.
la comprendo benissimo, ma è una scelta del reo
Re: ...e allora Mussolini?
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Tiresia
Sei tu che inneggi i metodi squadristi
I "metodi squadristi", come dovresti sapere, furono la risposta al "bullismo" violento e rapace dei rossi che occupavano impunemente terre e fabbriche, imponevano i propri iscritti (al sindacato o al partito) come manodopera, occupavano le amministrazioni comunali, taglieggiavano quelli che si rifiutavano di piegarsi al monopolio rosso, ecc. Ma qualcuno ad un certo punto si ruppe davvero i coglioni e allora venne fuori lo squadrismo: vim vi repellere licet, no?