
Originariamente Scritto da
Nazzareno
L'articolo mi pare un pamphlet, di non eccelso rilievo scientifico. Non perché dica cose inesatte, anzi in molti punti è interessantissimo, ma perché l'analisi che offre mi sembra un po' parziale e superficiale. Innanzitutto, la classica, catastrofica (e voluta?) confusione tra Cristianesimo, Chiesa, clero e Stato della Chiesa. Spesso sottile, ma doverosa, pena lo scadere in considerazioni generiche e demagogiche.
Poi, lo scarso peso dato al ruolo della politica nella storia della Chiesa. Mi riferisco all'uso della religione come instrumentum regni, attuato dagli Stati europei, a cominciare dall'Impero di Costantino, e scendendo fino all'età moderna. Insomma, non si può sempre dire "è colpa dei preti", troppo comodo. E non si può accusare di essere "reazionaria" una religione. Semmai il suo clero, che è cosa ben diversa.
E nell'analizzare le idee politiche e giuridiche dei chierici (da Leone Magno ad oggi), manca il riferimento a quel che costoro avevano/hanno intorno. La bestemmia, nel teocratico stato papale, era punita col taglio della lingua. Negli altri Stati europei, come era punita l'offesa ai re? Non lo so, eh, chiedo, ma sospetto che i sistemi non fossero diversi.
Manca pure il riferimento all'altra metà del cielo, le Chiese orientali (salvo l'accenno a S. Giovanni Crisostomo).
Insomma, tutto questo, e anche il crescendo di frecciatine "ironiche", mi dà l'idea che l'unico scopo di questo intervento fosse quello di dare un supporto scientificheggiante all'asserzione finale, "lottiamo per distruggere il Cristianesimo".