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Discussione: Domanda sul credere

  1. #281
    Super Troll
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    Predefinito Re: Domanda sul credere

    Citazione Originariamente Scritto da Marietto Visualizza Messaggio
    Indubbiamente.






    Non hai risposto alla domanda.

    Evidentemente non l'ho capita bene.
    Potresti cortesemente esporla in forma maggiormente assimilabile?
    Grazie.
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
    Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"

  2. #282
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    Predefinito Re: Domanda sul credere

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Potresti cortesemente esporla in forma maggiormente assimilabile?
    Certo, ci mancherebbe: la tua fede è l'unica eccezione, tutte le altre sono accomunate dal "bisogno di fuggire da una realtà troppo scomoda da accettare"?

  3. #283
    Super Troll
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    Predefinito Re: Domanda sul credere

    Citazione Originariamente Scritto da Marietto Visualizza Messaggio
    Certo, ci mancherebbe: la tua fede è l'unica eccezione, tutte le altre sono accomunate dal "bisogno di fuggire da una realtà troppo scomoda da accettare"?
    Poni una domanda molto complessa alla quale posso dare una risposta esclusivamente soggettiva e personale.
    Questo perché, come in tutte le fedi, ogni osservante la segue a modo suo.

    Partiamo da due principi fondamentali:

    1° Non ho personalmente una fede cieca ed incrollabile nel mio credo religioso. Cioè ci credo, ma non posso escludere a priori la possibilità di sbagliarmi. Sono un essere umano, e da tale la cosa che so fare meglio è sbagliare. Se la mia fede è compatibile con i miei bisogni, la cura di ciò che mi è caro ed un rapporto armonioso col mondo che mi circonda seguirò i suoi dogmi, se questi ultimi sono incompatibili con le esigenze di cui sopra dovrò fare una scelta. Ma sarà una scelta mia personale, dettata dalla mia volontà e della quale sarò responsabile, non cieca obbedienza a regole altrui. Se tale scelta dovesse rivelarsi sbagliata mi auguro di poter contare sulla comprensione del mio Dio e sulla sua coscienza di avermi creato imperfetto, altrimenti sono fregato.

    2° Tutte le fedi sono compatibili con la realtà fin quando questa è a sua volta compatibile con la fede. Quando accade un evento o si presenta una situazione nella quale bisogna scegliere è sempre l'individuo a compiere tale scelta. Da islamico fondamentalista che sceglie di farsi saltare in aria dentro una stazione affollata di gente posso auto giustificarmi convincendomi che sto facendo il volere del mio Dio. Da tifoso sfegatato che fa finta di niente ad un fallo di un giocatore della mia squadra ma va in escandescenza per il cartellino giallo dell'arbitro al decimo fallo sto facendo gli interessi della mia squadra, non dello sport, in pratica sto volontariamente sottomettendo la mia onestà al bisogno di sentirmi parte di un gruppo coeso (che non mi perdonerebbe mai l'equità di visione).
    Una fede costituisce una fuga dalla realtà quando ad essa si sacrificano i valori più irrinunciabili, l'onestà, la giustizia, la sincerità o il rispetto verso il prossimo.

    N.B.: Come già esposto in apertura si tratta di considerazioni prettamente personali e quindi possibilmente errate, non dogmatiche ed assolute.
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
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  4. #284
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    Predefinito Re: Domanda sul credere

    [QUOTE]
    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio

    1° Infatti in medicina non esistono terapie standard rispetto ad analoghe patologie. Ecco perché esistono le terapie e gli interventi mirati. Non puoi basarti su un singolo sintomo e generalizzarne le cause. Uno sternuto può essere causato indifferentemente da un raffreddore o da una allergia, ed in questo caso allergia a cosa? Si tratta di una allergia latente o cronica? Stagionale o sistematica? Ambientale o alimentare? Provocata da fattori genetici o ambientali? O è invece una serie di allergie slegate tra loro ma concatenanti negli effetti? Non ci sono certezze in medicina, ecco perché esiste la diagnostica.
    però la medicina non è considerata scienza sociale quindi meno esatta delle altre o relativa come vorresti affermare tu

    2° Ci sono rapporti di coppia dove ci si adora, ci si comprende, ci si sopporta o si dedicano tutte le proprie energia allo sforzo di non strangolare il partner. In linea di massima un rapporto di coppia è come una automobile, per la maggior parte dei casi si limita a portarti in giro, qualche volta presenta dei problemi e devi portarla dal meccanico, altre volte il motore e l'assetto cantano come usignoli e ti permettono di beccarti una multa per eccesso di velocità, ma non esistono rapporti di coppia statici come tu ipotizzi, quelle sono le visite al museo delle cere.
    personalmente non so se considerare un rapporto d'amore con il rapporto che avrei con lamia macchina visto che parliamo di persone, poi oh se consideri tale rapporto una oggettificazione buon per te

    3° Tu vivi in una società occidentale basata sul diritto, ma non tutte le società adottano lo stesso schema. In Italia puoi effettuare scavi archeologici in un cimitero etrusco, in Israele sarebbe molto più difficile farlo per motivi religiosi. In Italia una donna può pretendere il divorzio a causa delle violenze del marito, presentasse la stessa pretesa in Arabia Saudita verrebbe lapidata o quasi. In Italia non puoi vendere tuo figlio al proprietario di una fabbrica di tappeti, di palloni o di scarpe, in India o in Pakistan è usanza comune. Non pensare che le regole alle quali sei abituato siano comuni a tutta l'umanità, rimarresti deluso. Mi hai fatto venire in mente un piccolo ma significativo particolare. Quando ci trovavamo in territori sotto sovranità israeliana il nostro capo gruppo ci raccomandava di dare sempre la precedenza, anche quando l'avevamo noi, di lasciare sempre passare le altre automobili, anche se passavano con il rosso, e così via, perché in caso di incidente con un israeliano la nostra testimonianza avrebbe avuto valore solo se avallata da un altro cittadino israeliano altrimenti la versione di un israeliano, anche se causante l'incidente, sarebbe stata sempre istituzionalmente più affidabile della nostra. Regole diverse dalle nostre che però venivano egualmente applicate, e non potevamo certo contestarle affermando che dalle nostre parti si usa diversamente.
    non mi pare di aver parlato che tutto il mondo ha tutte le stesse identiche leggi, continui a scambiare mele per pere

    4° Si chiamava "Troyecto de guerra", una legge del 1837 che istituiva una taglia per ogni scalpo apache, 100 pesos per lo scalpo di un guerriero, 50 pesos per lo scalpo di una donna, 25 pesos per quello di un bambino. APACHE.
    Nell'America pre guerra civile le condizioni degli schiavi negri erano pessime, caratterizzate da episodi di brutalità, degradazione, disumanità, frustate, stupri ed esecuzioni sommarie erano all'ordine del giorno, sia l'istruzione che la partecipazione a funzioni religiose erano loro negate, e tutto questo a livello istituzionale. https://it.wikipedia.org/wiki/Condiz...ti_d%27America.
    si, ma qui stai parlando di condizioni dove degli uomini non sono considerati tanto uomini come chi padroneggiava, non è un esempio calzante

    5° Ma tu hai subito affermato che la tua scelta (e sottolineo tua scelta, non scelta comune) sarebbe stata quella di separarti perché evidentemente non era la compagna di vita giusta per te. Affermando, con tale atteggiamento, che tu eri la parte che decide quali caratteristiche deve possedere la tua compagna di vita, escludendo a priori qualsiasi modifica alle tue caratteristiche atta a venire incontro alle esigenze dello stesso partner. In pratica la funzione di quest'ultimo si limita a soddisfare le tue esigenze, le sue invece non meritano alcuno sforzo, adesione o comprensione da parte tua. Oppure ricordo male? Potrebbe anche essere. Che dici, diamo una occhiata in archivio?
    no è che ci sono condizioni di gusti sessuali che sono contrastanti, se entrambi hanno gusti sessuali dove l'altro non è soddisfatto/a non è che può avvalorare il gusto di una persona non riconoscendo l'altro allora si che sarebbe un errore, mentre per te la soddisfazione di un etero è meno importante di un bisessuale eguagliando quello che tu critichi su chi direbbe ( non io) che il bisessuale dovrebbe sottostare all'etero ( quando ripeto sono pippe tue)

    6° Vi sono scritte delle regole anche nell'Iliade, nel martello delle streghe e nel Ramayama. Tu le segui?
    cosa c'entra con quanto ho detto prima resta un mistero
    non riesci proprio a seguire un discorso vero? l'ho già detto che trolli male?

    7° Un diritto esiste solo quando questo viene riconosciuto istituzionalmente. In Italia un bambino nato con un arto leggermente deforme possiede il diritto alla vita ed alle cure mediche, lo stesso non accadeva nella Sparta ellenica, dove lo stesso bambino sarebbe stato soppresso per evidenti incapacità belliche. Nell'Italia attuale il figlio di un manovale o di un facchino possiede lo stesso diritto all'istruzione del figlio di un ingegnere o di un notaio, ma così non era nella stessa Italia pre unitaria. Oggi tu hai il diritto di leggere la bibbia in italiano (o, se preferisci, in spagnolo, inglese o polacco), nell'Europa cristiana pre luterana sarebbe stato un concetto eretico ed istituzionalmente condannabile. Come vedi i diritti non sono innati, assoluti e definiti a livello genetico o naturale, si tratta solo di convenzioni umane. Quante volte devo ripeterlo? E quanti esempi dovrò ancora esporre per rendere chiaro tale semplice concetto?
    non ci siamo ti ho parlato di esempi ben specifici, non di evoluzioni particolari a seconda del tempo e della civiltà, riesci a seguire il discorso o devo dire che hai difficoltà perché sai di essere ormai entrato palesemente in contraddizione?

    8° Cos'è il male? E cos'è il bene? Sapresti indicarmi una azione totalmente buona o totalmente cattiva? Sapresti indicarmi un esempio di evento totalmente giusto o totalmente sbagliato? Grazie.
    di totalmente bene è il rispetto delle proprio cose e di quella pubblica e il rispetto dell'inviolabilità umana, il totalmente male è andare contro queste
    prova a replicare questo, ma occhio a quanto dirai
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  5. #285
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    Predefinito Re: Domanda sul credere

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Al corso di storia del secondo anno ho avuto l'onore ed il piacere di conoscere un docente che ci invitava a riflettere più che ad imparare senza capire.
    Una sua affermazione mi ha colpito profondamente.
    In ogni evento, e le convinzioni sono eventi, non serve conoscere il cosa ed il quando, quelli importanti sono i come ed i perché.
    Come fa un ultras della curva sud a diventare un tifoso di calcio?
    E perché lo diventa?
    Ci si potrebbe porre la stessa domanda a proposito di un fanatico del fascismo, dell'islam più intransigente, dii un qualsiasi sport o del sesso più perverso.
    Le risposte possono essere molteplici, ma come regola si basano sull'ambiente che circonda il soggetto e sulla debolezza del suo carattere.
    Un individuo "X" che abita in un quartiere di Siena dove vi sono tre club dedicati al Milan ha molte più probabilità di diventare milanista che tifoso del Mens Sana Siena e appassionato di pallacanestro. Eppure proprio quest'ultima squadra ha dato a Siena più di un titolo nazionale.
    si, ma stai parlando d'altro rispetto a quanto hai affermato prima, che il luogo possa influenzare non c'è dubbio, che queste cose possono essere una identità, una propria passione ecc e non una fuga anche
    e tu hai affermato che è solo per una cosa, ergo hai esposto una certezza, quando prima avevi affermato di non averne, dimostrando ignoranza e pregiudizio su cosa delle persone possano credere o meno
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  6. #286
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    Predefinito Re: Domanda sul credere

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Poni una domanda molto complessa alla quale posso dare una risposta esclusivamente soggettiva e personale.
    Questo perché, come in tutte le fedi, ogni osservante la segue a modo suo.

    Partiamo da due principi fondamentali:

    1° Non ho personalmente una fede cieca ed incrollabile nel mio credo religioso. Cioè ci credo, ma non posso escludere a priori la possibilità di sbagliarmi. Sono un essere umano, e da tale la cosa che so fare meglio è sbagliare. Se la mia fede è compatibile con i miei bisogni, la cura di ciò che mi è caro ed un rapporto armonioso col mondo che mi circonda seguirò i suoi dogmi, se questi ultimi sono incompatibili con le esigenze di cui sopra dovrò fare una scelta. Ma sarà una scelta mia personale, dettata dalla mia volontà e della quale sarò responsabile, non cieca obbedienza a regole altrui. Se tale scelta dovesse rivelarsi sbagliata mi auguro di poter contare sulla comprensione del mio Dio e sulla sua coscienza di avermi creato imperfetto, altrimenti sono fregato.

    2° Tutte le fedi sono compatibili con la realtà fin quando questa è a sua volta compatibile con la fede. Quando accade un evento o si presenta una situazione nella quale bisogna scegliere è sempre l'individuo a compiere tale scelta. Da islamico fondamentalista che sceglie di farsi saltare in aria dentro una stazione affollata di gente posso auto giustificarmi convincendomi che sto facendo il volere del mio Dio. Da tifoso sfegatato che fa finta di niente ad un fallo di un giocatore della mia squadra ma va in escandescenza per il cartellino giallo dell'arbitro al decimo fallo sto facendo gli interessi della mia squadra, non dello sport, in pratica sto volontariamente sottomettendo la mia onestà al bisogno di sentirmi parte di un gruppo coeso (che non mi perdonerebbe mai l'equità di visione).
    Una fede costituisce una fuga dalla realtà quando ad essa si sacrificano i valori più irrinunciabili, l'onestà, la giustizia, la sincerità o il rispetto verso il prossimo.

    N.B.: Come già esposto in apertura si tratta di considerazioni prettamente personali e quindi possibilmente errate, non dogmatiche ed assolute.
    però hai dato per scontato che per certe categorie è solo una fuga non una fede quando hai affermato di non avere certezze
    ergo si eccetto la tua le altre( o almeno alcune) sono fughe
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

 

 
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