





La mia domanda rimane valida.
Io cito questi passi.
Per quanto riguarda la morale, essa viene bene descritta qui
752 Di fronte all'oggetto, l'intenzione si pone dalla parte del soggetto che agisce. Per il fatto che sta alla sorgente volontaria dell'azione e la determina attraverso il fine, l'intenzione è un elemento essenziale per la qualificazione morale dell'azione. Il fine è il termine primo dell'intenzione e designa lo scopo perseguito nell'azione. L'intenzione è un movimento della volontà verso il fine; riguarda il termine dell'agire. È l'orientamento al bene che ci si aspetta dall'azione intrapresa. Non si limita ad indirizzare le nostre singole azioni, ma può ordinare molteplici azioni verso un medesimo scopo; può orientare l'intera vita verso il fine ultimo. Per esempio, un servizio reso ha come scopo di aiutare il prossimo, ma, al tempo stesso, può essere ispirato dall'amore di Dio come fine ultimo di tutte le nostre azioni. Una medesima azione può anche essere ispirata da diverse intenzioni; così, per esempio, si può rendere un servizio per procurarsi un favore o per trarne motivo di vanto.
quindi alla luce di quanto scritto sopra questo passaggio del catechismo
2522 Il pudore custodisce il mistero delle persone e del loro amore. Suggerisce la pazienza e la moderazione nella relazione amorosa; richiede che siano rispettate le condizioni del dono e dell'impegno definitivo dell'uomo e della donna tra loro. Il pudore è modestia. Ispira la scelta dell'abbigliamento. Conserva il silenzio o il riserbo là dove traspare il rischio di una curiosità morbosa. Diventa discrezione.
Si trasforma in altro.
Se una donna indossa una minigonna perchè ha caldo, o semplicemente perchè le piace
come le stà addosso, non v'è problema.
Ovvio che se l'indossa una prostituta, che lo fa esplicitamente per provocare,
la cosa è ben diversa.
Quindi mi ripeto.
Dov'è il peccato?
Ultima modifica di ulell; 10-08-10 alle 17:53
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“Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco
Niente affatto. Quel che tu non comprendi invece è che il "degrado" non è una questione di moda/abbigliamento o di senso del pudore, che stabilisce di volta in volta che cosa è decente indossare e cosa non lo è.
La castità è un fatto da intendere soprattutto come purezza morale e sentimentale; il problema non sono la donna o la minigonna. Per chi aspira alla santità o al Paradiso o come lo si vuol chiamare, il problema è la mente.
Ecco perchè al fedele il corpo femminile fa paura in generale: se una donna bellissima si avvicina a un "santo" vedrai come inizierà ad agitarsi... Anche chi si impone il celibato alla vista della foto di una donna nuda o poco coperta non potrà fare a meno di eccitarsi... Eppure è solo una fotografia! Ogni cosa diventa la proiezione delle proprie angoscie e paure...
Ultima modifica di donerdarko; 10-08-10 alle 19:25


è vero che i tuoi due esempi sono diversi ma anche il primo caso che hai descritto è una sconcezza.
ragioniano con calma: quindi se tu vedi una donna con la minigonna, due belle cosce questa cosa ti eccita solo se questa donna ti provoca espressamente o se fa la prostituta? che hai una specie di interruttore nella mente che puoi scegliere quando una nudità femminile ti eccita oppure no? :mmm:
scusa eh, ma io sono attratto carnalmente da qualsiasi bella donna in minigonna, anche se questa cammina per strada senza alcuna intenzione di provocarmi. E' l'esposizione delle sue parti intime che provoca, non la sua intenzione di provocare o no.
secondo te Ulell quel pezzo dell'articolo n.2522 che hai citato, in cui si dice espressamente: "Ispira la scelta dell'abbigliamento", che vuol dire? che senso ha quella frase se tanto qualsiasi vestito che scopre il corpo è peccato solo secondo l'intenzione?
da come dici tu, allora, una donna potrebbe girare per strada anche nuda, l'importante è che lo faccia perché ha caldo e sinceramente non vuole provocare...
il peccato sta nel fatto che esponendo parti intime come le cosce, facilitando la visione degli slip, si induce in maniera più forte il maschio a pensieri sessuali. Se una scopre solo dal ginocchio in giu è gia diverso, perché è più coperta, mostra poco delle sue gambe. Chiaramente se alla donna piace abbigliarsi mezza svestita in privato, come tra marito e moglie, è normale. Se avviene in pubblico no: facilita tradimenti coniugali, fornicazioni, stupri, masturbazione; e causa tensione psichica.
vogliamo dire che è un peccato di entità secondaria, rispetto a peccati più gravi? ok, su questo posso essere d'accordo. Però non si dica che non è immorale perché è una cavolata.
a tale scopo suggerisco di leggere questi link:
- MODE IMMORALI: Pio XII e la crociata contro le mode indecenti
FONTE: MODE IMMORALI: Pio XII e la crociata contro le mode indecenti
- MODE INDECENTI, di don Vincenzo Cuomo
- La Modestia nel vestire, di S.E. Monsignor Mark A. Pivarunas, CMRI
- Pio XII ad una folta delegazione della gioventù femminile dell’Azione Cattolica, tratto da da Pio XII “Discorsi e radiomessaggi” vol. 3° pp.86 ss
- Pensieri di Padre Pio sulla moda
- La vergogna dello svestirsi, di Monsignor Milivoj Bolobanic
FONTE: MODE INDECENTI
Queste sono tutte fonti di preti, vescovi e del Papa che criticano i modi sconci di vestire, con esplicito riferimento a cose come grosse scollature e minigonne.
Chi è cattolico segue la Chiesa, roma locuta causa finita, come solitamente dice Giò.
Ciò non toglie che anche tra persone non-cattoliche ce ne siano tante che rispettano un sobrio modo di abbigliarsi.
i cristiani, 2 millenni orsono, compresero che i modi indecenti di vestire inducono al peccato, anche osservando i costumi delle società pagane. Ora dopo 2 millenni, torniamo indietro e torniamo ai costumi indecenti??
Ultima modifica di QUINTO; 10-08-10 alle 19:47
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!


Ragazzo, ma DAVVERO a te basta guardare un paio di cosce per eccitarti?
Ma ti rendi conto di che parli?
Se guardare un paio di cosce di fuori fa crescere la tua libidine, è un problema tuo, non di chi porta la minigonna.
Sarebbe come voler giustificare i violentatori perchè la violentata portava la minigonna e non i pantaloni!
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“Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco


giustificare no, però sicuramente la minigonna (o il modo di vestire indecente) con la sua forte provocazione sessuale contribuisce anche agli stupri, come gia esponenti della Chiesa hanno indicato da sempre (cito un link ateista magari lo condividi): Dio non è nella Chiesa Cattolica , orrendi attacchi ai gay, alle donne, agli ebrei | radicalweb.org
e anche nei link cattolici che ti ho fornito nel mio messaggio precedente, ma che a te non interessano affatto, visto che hai risposto cosi presto.
no, non è un problema mio, è una caratteristica (non un problema visto che Dio ci ha fatto cosi) dei maschi. se tu non ti ecciti e non vieni indotto in pensieri sessuali nel vedere donne svestite è una particolarità tua, si vede che hai qualche carenza di testosterone oppure non sai capire quello che accade nel tuo organismo. Per la quasi totalità dei maschi invece è cosi ed è cosi da sempre, per questo la dottrina cattolica ha sempre indicato (e indica) modi sobri di vestire.
La Chiesa invita tutti i cattolici ad essere di esempio contro l'indecenza nella moda, sempre come indicato dai link sopra, per evitare la proliferazione del peccato.
Ora: non lo capisci? fai come ti pare, io non so più in che altro modo spiegarlo e che altre fonti citare.
Ultima modifica di QUINTO; 10-08-10 alle 20:31
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!
Ma il divieto di esporre pubblicamente le proprie nudità è un tabù sociale, che varia comunque moltissimo a seconda delle condizioni ambientali, economiche e religiose delle diverse società. Prendere l'abbronzatura in topless è accettabile per te o è "peccato" perchè esponendo parti intime del corpo sul bagnasciuga si "offende il comune senso del pudore"?
Ultima modifica di donerdarko; 10-08-10 alle 20:39


innanzitutto qui non si parla di quello che piace a me ma di quello che stabilisce il cattolicesimo.
a un cattolico non gliene deve fregare una mazza del comune senso del pudore, visto che il comune senso del pudore è una astrazione che cambia continuamente nel tempo, in base alla maggiore/minore stupidità e ignoranza sociale, in base al condizionamento sociale. Il comune senso del pudore è una forma di conformismo alle mode, è qualcosa che per un cattolico non vale nulla.
Cristo non ci ha detto di conformarci alle mode e giudicare cosa è giusto e sbagliato in base alla moda, ma di giudicare in base alla verità sancita dalla Scrittura e interpretata dalla Chiesa.
un cattolico deve pensare a difendere il concetto del pudore insegnato dalla Chiesa. Una donna che si comporta da cattolica non mostra in pubblico ne cosce, ne sedere, ne seno, e oltre a questo non assume qualsiasi altro atteggiamento di esplicita pubblica provocazione sessuale, perché sa che questo è disdicevole per lei stessa perché si presta a divenire un elemento di proliferazione della lussuria, contribuendo a facilitare i peccati come "desiderare la donna d'altri", oppure la masturbazione, lo stupro, il tradimento coniugale, la fornicazione.
al mare donne e uomini cattolici dovrebbero vestirsi con calzoncini corti non aderenti e le donne con un reggiseno che copre adeguatamente il seno. In questo modo si evitano abbigliamenti indecenti che scoprono troppo le parti intime: le stesse regole ovviamente che valgono nella città, non avrebbe senso stabilire regole che valgono al mare e non da altre parti, visto che il ragionamento di cui sopra vale sempre.
poi ripeto, di quello che fanno gli stolti, ovvero del "comune senso del pudore", ai cattolici non deve interessare.
Ultima modifica di QUINTO; 10-08-10 alle 21:04
Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

