





con autoritario intendevo ad esempio che l'umanità che preme ai confini della parte di mondo che vede il proprio privilegio minacciato dalla globalizzazione viene rimessa al suo posto con misure poco liberali
un esito della crisi di segno abbastanza diverso dal comunismo mondiale come sbocco delle contraddizioni della globalizzazione


No: sta arrivando ai ceti più elevati delle parti più povere del pianeta. Che il cinese comune sia diventato operaio dopo essere stato contadino...le sue condizioni di vita non sono poi variate molto povero era e povero è rimasto. La ricchezza va concentrandosi nelle mani di pochi (ora questi pochi non sono più solo europei o americani). Che si stia distribuendo a livello planetario (secondo me) è una illusione statistica.
Prima la società era meno divisa ed il differenziale di benessere era più piccolo. C'era anche quel che scrivi tu, ma grazie al keynesianesimo c'era anche un benessere diffuso. Ora è venuto meno quel minimo di redistribuzione ed è rimasto solo l'aspetto più oligarchico del mercato e delle sue ferree leggi.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".






C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


ciò vuol dire che operazioni del genere hanno dei costi non indifferenti che solo uno stato che faccia cassa può realizzare in un modo o nell'altro
Anche il privato che accumula capitali grandi quanto i pil di uno stato può trovarsi tutto requisito autoritariamente parlando


se fosse rimasta una società di schiavi e morti di fame, il consumo e dunque l'accumulo per qualcuno, sarebbe stato in negativo
Attualmente anche l'aborigeno può permettersi l'iphone così come l'ottentotto può comprarsi un drone. Dove sarebbe quindi la contraddizione?

