



Ma infatti è proprio così: il realista vero e proprio alla fine non eccede nella violenza perché sa che la cosa potrebbe ritorcersi contro anche ad un livello molto terra terra, mentre invece l'ideologizzato, proprio a causa del suo fanatismo deteriore, è disposto a tutto perché lo fa in nome dell'umanità (o dell'ideale totalmente astratto che decide di sostenere) e chi gli si oppone è integralmente percepito come hors-la-loi.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


per inciso ho discusso con Fusaro sul suo profilo fb incalzandolo sulla sua ultima direzione gentiliana (Gramsci è una derivazione per tenere insieme il comunismo) che divergeva da Preve
gli ho chiesto "ma se è il soggetto che fichtianamente pone il mondo [il suo grande tormentone] e non gli tocca conformarsi a un oggetto a lui esterno, perché deve porre proprio quello che vorrebbero i comunisti? o forse deve comunque inchinarsi a una Verità previana a lui esterna?" e lui sfuggiva, mi rispondeva che Fichte aveva una concezione di verità (ma io voglio capire perché dovrei porre quello che ha in mente lui, insomma il solito scacco dell'immanentismo che fa a meno di Dio castigatore)






quello che adoro degli anarchici che vedo su fb è che si illudono che la propria presunta conformità alla morale e alla giustizia (alla "human decency") li rende perfettamente ciechi sui rapporti di forza terreni e li spinge a estraniarsi con il proprio estremismo (che loro non vivono come estremismo ma come ineludibile dovere umano) coloro che con un appena un poco di astuzia potrebbero maneggiare come utili idioti


Tu confondi realismo con cinismo. Non è che un realista non può aver sentimenti o sposare una causa umanitaria, eh... Vedi la Merkel, additata a maestra della realpolitik, pragmatica doc, diventare di colpo "idealista" e "umanitaria" sui rifugiati. Non c'è contraddizione, per la semplice ragione che anche un pragmatico può decidere di fare una cosa che reputa giusta anche contro convenienza.




il punto era che Fusaro non fa che parlare di coscienza infelice, se non fossi prevenuto saresti entusiasta del suo linguaggio svenevole (ma hai sentito sul piano pratico è contrario all'immigrazione e alla celebrazione dell'omosessualità e lo hai classificato come un nemico)


voialtri che leggete i pipponi di Fusaro sul "plusgodimento cinico" sapete che non esiste un solo "intellettuale" vivente più florianesco di Fusaro, ma sappiamo anche quali prese di posizione pratiche glielo rendano inviso