

«che giova ne la fata dar di cozzo?»
“Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”
Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti


marcia indietro rispetto all'abolizione dell'obbligatorietà, non s'ha da fare perché nel mondo reale non possiamo dare alle mele marce la possibilità di farla franca (che è quello che succede rendendo legale l'evasione ora illegale: altro non vuol dire abolire l'obbligatorietà)
avevi solo da precisare che l'abolizione dell'obbligatorietà sarebbe da attuarsi in un futuro diverso da questo presente dove tutti gli Stati del mondo costringono coercitivamente i contribuenti a contribuire (e anche così devono comunque assistere a fughe di capitali e paradisi fiscali)
dato che io non credo nel progresso morale ho immaginato che col mutamento dei fattori materiali (e la disponibilità di tecniche contro cui l'umanità ordinaria si fa sempre più inerme) anche la necessità di tenere buone le masse e manipolarle venga meno; non ho fatto altro che ribaltare la vecchia idea per cui l'avanzamento materiale porterà la pace fra tutti gli uomini


ci rendiamo conto che la montagna della discussione ha partorito il topo per cui "sì, si potrebbe fare a meno di imposizioni in un contesto dove tutti gli uomini fossero buoni, ma dato che ci sono le mele marce dobbiamo tenere su tutto l'apparato coercitivo di polizie e galere"?




Una interpretazione di comodo, niente di più. Siamo passati dal "fiume creato dalla mano umana" al "ma fin dall'inizio c'è quello con la clava che lo imponeva".
Mica è una marcia indietro: è solo una ipotesi di scuola che nel concreto si potrebbe realizzare a determinate condizioni.
Non essendo tutti buoni...
Ci avevo pensato al futuro, ma mi aspettavo una tua risatina ironica dopo qualche riferimento al glorioso futuro che i rivoluzionari russi si aspettavano nel 1917 a cui è seguito il regime staliniano.avevi solo da precisare che l'abolizione dell'obbligatorietà sarebbe da attuarsi in un futuro diverso da questo presente dove tutti gli Stati del mondo costringono coercitivamente i contribuenti a contribuire (e anche così devono comunque assistere a fughe di capitali e paradisi fiscali)
dato che io non credo nel progresso morale ho immaginato che col mutamento dei fattori materiali (e la disponibilità di tecniche contro cui l'umanità ordinaria si fa sempre più inerme) anche la necessità di tenere buone le masse e manipolarle venga meno; non ho fatto altro che ribaltare la vecchia idea per cui l'avanzamento materiale porterà la pace fra tutti gli uomini
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Io direi che si tratta invece di un concorso di cause. L'acqua si può canalizzare perchè obbedisce alla gravita. Il contribuente si può costringere perchè è un animale sociale e per quanto recalcitrante è razionalmente cosciente che senza tasse non ci sarebbe vita associata come oggi è organizzata. Se il sistema non fosse stabile si spargerebbe la voce che pagare le tasse è di principio ingiusto. Quindi settori sempre più ampi nella popolazione smetterebbero di pagarle in aperta ribellione allo stato fino al momento in cui l'impunità diverrebbe per forza di cose generale. Vuoi un esempio ? Il canone rai.
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !




ma io non sto negando che gli uomini siano naturalmente predisposti alla subordnazione al potere, che dopotutto per sussistere necessita di tutto l' ambaradan coercitivo e punitivo
sono gli anarchici che pensano che l' uomo sia in gradi auto determinarsi capendo spontaneamente la necessità di privarsi del 30 o 40 o 50% del prprio reddito per devolverlo a vantaggio di tutti, pure della mela marcia che non paga affatto
«che giova ne la fata dar di cozzo?»
“Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”
Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti


fosse come dici le tasse sarebbero state volontarie mentre i gruppi di potere che le riscuotevano per incamerare il prodotto del lavoro delle classi produttrici l'hanno invece estratto coercitivamente apposta perché non si fidavano (dato che le persone tendono a essere curiosamente attaccate al prodotto del proprio lavoro)


«che giova ne la fata dar di cozzo?»
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Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti