



i quarantamila erano pur sempre quella classe media che sperava di restare tale in eterno @Troll








C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Milza non aggiunge nulla di nuovo: ripete cose già dette (e smentite). Il fatto che prenda ancora in considerazione la testimonianza di Birzer come del tutto attendibile, nonostante le sue contraddizioni, è emblematico in tal senso. L'idea che Mussolini cercasse di rifugiarsi in Svizzera, dopo aver ripetutamente negato l'opzione di fronte ai suoi fedelissimi, tra cui alcuni che invece caldeggiavano questa possibilità apertamente, tentando di scappare dai tedeschi, è talmente inverosimile da risultare grottesca. Il tentativo di Tarchi e Buffarini Guidi era noto, ma Mussolini non era con loro. Il Duce era recalcitrante a seguire i tedeschi in ritirata verso Merano, come da tutti testimoniato in modo unanime (nonostante contraddizioni varie su altri aspetti della vicenda), figuriamoci quanto poco potesse essere disponibile ad una fuga in aereo in Baviera (dopo aver decisamente rifiutato la possibilità di fuga nella più tranquilla Spagna franchista). Non c'è, di fatto, alcun elemento che possa davvero corroborare l'ipotesi della fuga svizzera. L'unica possibilità che Mussolini avrebbe avuto per entrare in Svizzera sarebbe stata l'ipotesi di una trattativa in campo neutrale tra i superstiti del governo fascista repubblicano e gli Alleati anglo-americani e/o i partigiani antifascisti disposti a trattare.
Tiengo disse al Duce che volevano ucciderlo addirittura in serata gli antifascisti, ma comunque, come vedi, il Duce non dà risposta a Schuster mica perché vuole chissà quale cupio dissolvi bensì perché molto concretamente non si fida più dei suoi interlocutori. Tutto qui.
Del cesarismo mussoliniano già parlava Spengler ne "Gli anni della decisione" nel 1933 e sappiamo quanto questa considerazione all'epoca fosse stata apprezzata da Mussolini. Non c'era di certo bisogno della vittoria nella guerra italo-abissina per indurre il Duce ad una svolta in questo senso. Il punto è che lo storico reatino ha voluto mettere in evidenza come, dopo la guerra d'Etiopia, Mussolini iniziò a porsi degli obiettivi sempre più ambiziosi, ma a lungo termine, e che nella sua decisione di procedere nella costruzione di un legame politico, col tempo sempre più saldo, con la Germania nazionalsocialista influì molto la sua visione delle democrazie plutocratiche ed occidentali come ormai gravemente ed irrimediabilmente in crisi (tanto da non prender mai seriamente in considerazione - all'inizio - la possibilità di un fronte compatto tra Francia, Inghilterra e USA volto ad annientare i due totalitarismi di destra emergenti, cosa che Monaco sembrava avergli confermato). Ciò che aumentò fu anche la partecipazione emotiva di Mussolini agli eventi. Da qui a parlare di "delirio di onnipotenza", come tu hai fatto, mettendo sul medesimo piano Hitler e Mussolini, ce ne passa eccome. Porsi obiettivi grandiosi non è automaticamente indice di delirio di onnipotenza, di messianesimo radicale o di chissà che cos'altro.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Questa frase è indice della tua dissociazione dalla realtà concreta: un dovere umanitario (meglio sarebbe dire un atto di carità) è prestare soccorso a persone che stanno affogando in mare o dare rifugio a persone ingiustamente perseguitate nella misura del possibile, non far arrivare nella nostra terra, già densamente popolata, quasi un milione di richiedenti asilo (che puntualmente si rivelano essere per l'80-90% clandestini) provenienti da paesi distantissimi da noi per razza, cultura, religione, nazionalità e storia, avendo già in casa sei milioni di immigrati regolari residenti, di cui la metà circa di provenienza extraeuropea. E tutto ciò in un momento di grave crisi economica ed occupazionale della nostra nazione.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Non mi pare che si "faccia arrivare" nessuno. Quelli arrivano e noi, volenti o nolenti, li si accoglie, perché un'alternativa non c'è. Siamo destinati a mischiarci, a fonderci, perché è la nostra cultura che ce lo richiede. L'Italia o l'Europa, come le vorresti tu, non esistono e non esisteranno mai. Fai pure resistenza, ma è un esercizio sterile.


"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens