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  1. #11
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Le accuse di tradimento mosse da certa stampa sono del tutto infondate

    La verità è che questa destra di oggi
    non deve ringraziare proprio nessuno


    di Filippo Rossi


    C'era d'aspettarselo. Coerentemente con la strategia politico-mediatica che si è messa in moto già da diverso tempo, oggi due fronti diversi ("Il Giornale" e "Libero") muovono la stessa accusa nei confronti di Gianfranco Fini: alto tradimento e mancanza di riconoscenza nei confronti di chi lo ha sdoganato. Silvio Berlusconi, ovviamente. Pietrangelo Buttafuoco, su Libero di oggi, ci racconta chi siamo, da dove veniamo e chi dobbiamo ringraziare per essere arrivati fin qui. È tutto un fiorire di camerati, proletari e fascisti, di croci celtiche, di aneddoti dei tempi che furono. E alla base di tutto c'è la riconoscenza nei confronti di Silvio Berlusconi, l'uomo che, secondo Buttafuoco, ci tirò fuori dalle fogne. «Se non ci fosse stato Berlusconi», continua Pietrangelo, «la destra sarebbe diventata oscena, una di quelle pagliaccesche parodie come se ne possono trovare nel mondo: xenofobia, isteria sociale, razzismo, islamofobia». Vittorio Feltri, invece, affronta la questione a modo suo: Fini ha pugnalato i suoi elettori, ha tradito il passato e ha disconosciuto Berlusconi, l'uomo che l'ha tirato fuori dalle putride e puzzose fogne del neofascimo. Come se non bastasse, poi, il presidente della Camera starebbe interpretando alla perfezione il ruolo di utile idiota della sinistra, inebriato dai riconoscimenti arrivati in questi mesi da un'area culturale e politica che fino a pochi anni fa lo schifava.

    No, non siamo d'accordo. Gli eredi di quella destra di cui parla Buttafuoco, non devono ringraziare proprio nessuno. Innanzitutto perché lo “sdoganamento” – se così si può chiamare – della destra inizia negli anni Ottanta, quando Berlusconi ancora pensava solo ai palazzi e alla tv, mentre la destra italiana intraprendeva un percorso difficile ma coraggioso. E poi, nel 1993, quando il Cavaliere dichiarò pubblicamente la sua preferenza per Gianfranco Fini nel ballottaggio per il comune di Roma, gli elettori avevano già scelto un'altra strada, mandando il leader dell'allora Msi al secondo turno. Era la strada che l'avrebbe portata alla fine della Prima Repubblica e all'inizio di questa tormentatissima Seconda. Paradossalmente poi, se sdoganamento c'è stato, non è merito di Berlusconi ma di Michele Santoro, almeno mediaticamente. Era il giornalista campano che in quei mesi convulsi invitava Fini a Samarcanda, come esponente finalmente riconosciuto della destra politica italiana. Ma forse la verità vera è un'altra: la destra italiana si è sdoganata da sola, con le sue battaglie, i suoi ideali e le sue passioni, e chi non lo crede forse ha scarsa considerazione di sé. E della sua storia.

    E comunque, ammettiamolo, il Berlusconi del 2010 non è quello del 1994, il visionario che voleva rompere gli schemi tradizionali di quell'Italia imbolsita e tremendamente agée. Con il tempo il Cavaliere è cambiato molto, troppo. E il tempo, si sa, in politica è una variabile essenziale. E poi siamo sicuri che i missini, esponenti di un partito politico, anzi ultrapolitico, siano stati sdoganati proprio dall'imprenditore prestato alla politica, che ha instillato nel panorama italiano la totale mancanza di senso politico come un pregio, un valore su cui fondare la nuova Repubblica?

    Buttafuoco, da fine penna quale è, utilizza sempre la mozione degli affetti. Ma l'esperienza dei finiani, è bene ricordarlo ancora una volta, non è l'esperienza del Movimento sociale. Lo dimostrano innanzitutto i tanti giovani che stanno seguendo con interesse ed entusiasmo l'evoluzione politica del presidente della Camera, che il Movimento sociale italiano nemmeno sanno cos'è stato. E poi, altra dimostrazione della differenza rispetto al passato è la presenza tra le file finiane di personaggi come Benedetto Della Vedova e Chiara Moroni, sicuramente non riconducibili, per storia personale e politica, all'esperienza missina.

    E oggi, ci sia permesso dirlo, ci si può sentire più vicini molto più vicini a Della Vedova e alla Moroni che a molti missini di allora. Che male c'è? E poi sbaglia anche chi utilizza in loop, come un mantra nostalgico, il termine “camerati” per parlare ai finiani. Si tratta da decenni di termine ormai privo di senso, e a riprova di ciò basterebbe ricordare che già negli anni Settanta, all'interno di quel Movimento sociale, si discuteva animatamente sull'opportunità o meno di continuare a usare quella parola così abusata. È un'espressione per niente in linea con quella che è l'avventura finiana di oggi, un percorso che supera il passato e punta a costruire un'idea di politica completamente staccata dal tempo che fu. Insomma, ribadiamolo una volta per tutte: noi, consci del passato, del presente e soprattutto del futuro, non dobbiamo ringraziare nessuno. Ma proprio nessuno.

    6 agosto 2010

    Ffwebmagazine - La verità è che questa destra di oggi non deve ringraziare proprio nessuno A-C/bandierean_int.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Il Corsivo&Codi_Cate_Arti=44
    SADNESS IS REBELLION

  2. #12
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    La destra italiana non si è mai sdoganata. I liberali devono sempre farsi eleggere con i democristiani e sperare che lascino un minimo di spazio per realizzare il programma. La destra sociale non è neanche destra e comunque fino all'ultimo non è entrata nel Ppe. Poi trovo ridicolo che si accusino le altre forze politiche di isteria sociale quando non si accettano le differenze dei popoli: comodo volere gli stranieri per poi assimilarli distruggendo la loro cultura, però è lasciandoli in pace con i loro usi costumi che si dimostra rispetto. I finiani (non intendo Fini, ma i suoi luogotenenti che gli portano voti) non hanno neppure rispetto delle minoranze che sono in Italia da secoli, figuriamoci come tratterebbero le nuove minoranze.

    Citazione Originariamente Scritto da famedoro Visualizza Messaggio
    E invece è stata continuata e raccolta una identità politica laica è liberale che era confusa da anni con forza italia e che non era apertamente dominante in AN...

    Leggasi le istanze politiche portate avanti da anni da Della Vedova che non hanno mai effettivamente avuto un partito di riferimento... chissà che non ci sia un guadagno in termini di elettori...

    ...di sicuro Fini con le sue mosse ha raccolto un consenso trasversale da cui non vanno esclusi i delusi della politica...
    Della Vedova è sempre più uno specchio per le allodole. Nel Pdl non ha ottenuto nulla se non il fatto che il Pli ha preso meno di Forza Nuova perchè "tanto c'era già il Pdl come partito liberale e libertario". Fini è un politico e quindi dovrà dare retta ai suoi serbatoi di voti: non c'è spazio per il pensiero di Della Vedova.

  3. #13
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Dovresti argomentare meglio, perchè così facendo l'acqua al tuo mulito è veramente poca.

    Innanzitutto, non è che Repubblica per il solo fatto di essere di sinistra dica solo cazzate.

    Secondo, Marco tarchi c'ha il dente avvelenato con tutti i postfascisti: prima era Marcello Veneziani, ora è Alessandro Campi, il quale ha cercato una via politica a quella che era ed è rimasta "metapolitica".

    Terzo, non vedo perchè non si possa da parte di alcuni finiani rifarsi alla figura di Beppe Niccolai.

    Quarto, ti consiglierei una maggiore frequentazione dei periodici culturali finiani prima di sparare ad alzozero. Soprattutto se, lo ripeto per l'ennesima volta, questo disprezzo legittima dall'altra parte il nulla condito col niente.
    Spiacente, ma il problema è tutto tuo e infatti lo dimostra la tua non risposta.

    1) anche un cretino capisce l'interesse nella questione di Repubblica

    2) il punto non è il dente avvelenato di Tarchi ma quali sono in concreto i punti di aggancio tra la ND e stì ridicoli, che è poi il punto su cui insiste sempre Tarchi, giustamente. Indicameli e ne discutiamo. Così vediamo se e in che misura stì ridicoli possono rivendicare l'eredità neodestra

    3) anche qui mi dovresti spiegare in cosa ci si richiama all'eredità di Niccolai. Giusto per scoprire l'ennesimo bluff.

    4) vedo che hai sorvolato sul resto. Capisco le tue difficoltà...

  4. #14
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Sgamatissimo, ma necessario vista la povertà culturale dell'operazione, il gioco delle tre carte.

    Ovvero, la Perina insiste sul MSI, Rossi sulle new entry e sulla rottura totale col passato.

    Che ridicoli...

  5. #15
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Citazione Originariamente Scritto da Marco d'Antiochia Visualizza Messaggio
    Sgamatissimo, ma necessario vista la povertà culturale dell'operazione, il gioco delle tre carte.

    Ovvero, la Perina insiste sul MSI, Rossi sulle new entry e sulla rottura totale col passato.

    Che ridicoli...
    Se continui su questo registro non è che abbia molta voglia di risponderti.

    In breve:

    1) Non è vero (come dicono Buttafuoco e altri) che il Cavaliere abbia sdoganato la destra. Questa infatti aveva ottenuto degli ottimi risultati elettorali prima della famosa indicazione di voto pro-Fini di B. La quale (questo non l'ha detto ancora nessuno di Fli, ma lo dico io) fu abilmente ricattatoria, in quanto verteva su un presunto "liberismo" dell'allora segretario del Msi, cosa nient'ffatto veritiera dato che la destra neofascista era statalista quanto e forse addirittura più la sinistra riformista. In quell'indicazione di Fini "liberista" c'era forse in nuce la volontà di assoggettare l'allora Msi ad un futuro di "destra occidentale" e in questo senso di servirsene per i propri scopi.

    2) Non è accettabile l'acrimonia, il fango quotidiano che viene riversato nei confronti dei finiani da ex aennini ed ex neofascisti sui quotidiani di proprietà di Berlusconi. Un'acrimonia che si presta anche all'uso del linguaggio della peggior sinistra (vedi ad es. le "fogne") nel ricordare i tempi di quando la destra era fuori dell'arco costituzionale.

    3) Marco Tarchi nega ogni rapporto tra la "sua" Nuova Destra e la Destra Nuova dei finiani. Ora, a parte che l'intellettuale di riferimento di Fini, Alessandro Campi, stava nella Nuova Destra con Tarchi, e con lui anche altre personalità di FareFuturo, è innegabile che vi sia un travaso di idee: superamento delle categorie politiche ottocentesche, gramscismo culturale, rifiuto del razzismo e della xenofobia, relativismo culturale... sono tutti temi già elaborati da Alain De Benoist. Accanto ad altri, ove obiettivamente c'è una discontinuità. Non a caso Campi si rifà oggi alla figura dell'intellettuale liberal-conservatore Raymond Aron, del quale ha curato l'importante saggio "Sulla destra" (Guida Editore) con tanto di postfazione che chiarisce, sulla base delle riflessioni dell'Autore francese, il tipo di "conservatorismo" non ideologico e liberale quale modello innovativo per la destra italiana.

    4) L'eredità di Beppe Niccolai è particolarmente sentita da quella frangia "eretica" che dalle pagine del Secolo propugna una via di "socialismo libertario", sviluppando tematiche che già furono del neofascismo e riallacciandole al gusto democratico contemporaneo. Quest'operazione "borderline" può essere in parte o in toto criticabile, ma è comunque un sintomo di vitalità a cui, sul fronte berlusconiano, fa riscontro solo l'ancoraggio dei teocons a certe (nemmeno tutte) posizioni delle gerarchie vaticane in un'ottica "tradizionalista cattolica" molto minoritaria anche tra gli elettori del Pdl. Per il resto, qualche seduzione neoconservatrice (Quagliariello), il solito refrain liberista (Brunetta), un timido approccio di destra sociale (Tremonti) e il vecchio arnese liberalsocialista (Cicchitto). Soggette però ad una politica di governo principalmente interessata a sottrarre Berlusconi dalle indagini della magistratura!

    5) Che titolo hanno i Feltri e i Belpietro di ergersi a difensori di una "destra-destra", loro che non hanno mai fatto parte di alcuna destra e che difendono unicamente gli interessi del loro datore di lavoro?

    Vediamo se mi dici qualcosa di interessante, ora... hefico:
    Ultima modifica di Florian; 07-08-10 alle 17:54
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  6. #16
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Citazione Originariamente Scritto da vota dc Visualizza Messaggio
    La destra italiana non si è mai sdoganata. I liberali devono sempre farsi eleggere con i democristiani e sperare che lascino un minimo di spazio per realizzare il programma. La destra sociale non è neanche destra e comunque fino all'ultimo non è entrata nel Ppe. Poi trovo ridicolo che si accusino le altre forze politiche di isteria sociale quando non si accettano le differenze dei popoli: comodo volere gli stranieri per poi assimilarli distruggendo la loro cultura, però è lasciandoli in pace con i loro usi costumi che si dimostra rispetto. I finiani (non intendo Fini, ma i suoi luogotenenti che gli portano voti) non hanno neppure rispetto delle minoranze che sono in Italia da secoli, figuriamoci come tratterebbero le nuove minoranze.



    Della Vedova è sempre più uno specchio per le allodole. Nel Pdl non ha ottenuto nulla se non il fatto che il Pli ha preso meno di Forza Nuova perchè "tanto c'era già il Pdl come partito liberale e libertario". Fini è un politico e quindi dovrà dare retta ai suoi serbatoi di voti: non c'è spazio per il pensiero di Della Vedova.

    Vedremo... è da anni che Fini porta avanti una politica convergente con quella di Della vedova...
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  7. #17
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Citazione Originariamente Scritto da famedoro Visualizza Messaggio
    Vedremo... è da anni che Fini porta avanti una politica convergente con quella di Della vedova...
    Quel Della Vedova iscritto a Generazione Italia, editorialista del Secolo e relatore del primo intervento del gruppo Fli alla Camera...
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  8. #18
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    di Flavia Perina

    Secolo d'Italia, 07/08/2010


    «Se non ci fosse stato Berlusconi la destra sarebbe diventata oscena, una di quelle pagliaccesche parodie come se ne possono trovare nel mondo: xenofobia, isteria sociale, razzismo, islamofobia». Sì, dice proprio così Pietrangelo Buttafuoco su Libero di ieri. E mai avremmo immaginato di trovare in un suo articolo un giudizio così simile a quello che Marcello Veneziani ha riservato alle vecchie sedi missine, «tane puzzolenti di reduci e reietti, petomani e ruttatori». E tantomeno l'eco dell'invettiva di Camillo Langone contro «la genia di umanoidi» missini e la loro vicenda «limacciosa» di traffichini e bombaroli. Se la spartizione dei beni farà litigare, la spartizione della memoria può essere ancor più pericolosa. Perché nessuno di noi può accettare di vedere piegata la sua storia alle necessità contingenti di un teorema riassumibile in due righe: eravate impresentabili finché Berlusconi non vi ha toccato con la sua bacchetta magica. Il correlato inespresso dell'assioma è che il Cavaliere ha il diritto di distruggerci perché è lui che "ci ha fatto", trasformandoci da inerte spazzatura in ministri, sindaci, giornalisti di serie A. Quando Alessandro Sallusti grida «fascista» in televisione a Filippo Rossi non fa che sintetizzare in una parola un'intera galassia di sprezzanti minacce: attenti, perché se uscite fuori dall'orbita del Cavaliere tornate brutti, sporchi e cattivi, tornate ad essere i paria della politica italiana, tornate quel che eravate, «fascisti» appunto, cioè niente.

    Il paradosso è che mentre gli intellettuali di destra si sbracciano per demolire la storia della destra politica italiana riducendola a un falansterio di nostalgie e rozzezza, tutti gli altri danno atto ai finiani di aver messo insieme una squadra magari eterogenea, magari bizzarra per gli accostamenti post-ideologici che propone, ma di sicuro con una sua solida dignità nata dalla rielaborazione del meglio della tradizione politica della destra. La xenofobia, l'isteria sociale, il razzismo, l'islamofobia - tanto per citare le categorie evocate da Buttafuoco - sono rimaste, semmai, nell'area dei fedelissimi del Cavaliere, in quella frangia che al Nord pensa di fare politica inseguendo la Lega e le sue battaglie per le ronde, contro le moschee, contro i diritti dei non-italiani o addirittura dei non-lombardi o dei non-veneti. Sul Venerdì di Repubblica, ieri, il profilo del gruppo di Futuro e Libertà era raccontato da Emanuele Lauria dipanando il fil rouge delle biografie dei suoi aderenti e collegando le battaglie di Granata contro l'abusivismo nella Valle dei Templi alle campagne dei vecchi Gre, il garantismo di Benedetto Della Vedova a quello di Beppe Niccolai, le proposte bipartisan sulla cittadinanza al trasversalismo del dialogo avviato dalla Nuova Destra di Tarchi, Nanni e Centanni con Massimo Cacciari, il pragmatismo di Italo Bocchino alla scuola di Pinuccio Tatarella, le sperimentazioni siciliane di oggi a quelle degli anni '80, che videro il Msi di Almirante varare addirittura una giunta col Pci a Furci Siculo, guidata da Carmelo Briguglio. Tutta gente che le sedi del Msi le ha frequentate, ha votato nei congressi e poi è andata avanti portando con sé le suggestioni di una formazione che nulla ha mai avuto a che fare con la grottesca caricatura dei ruttatori nostalgici e petomani raccontati da Veneziani.

    E allora, attenti quando si parla di storia. Nessuno può riscriverla a proprio piacimento. «Camerati, senza Silvio saremmo in una fogna» dice Pietrangelo Buttafuoco, facendo sua la metafora più gettonata dai nostri nemici negli anni '70 e '80 e da tutti noi, sempre, contestata. Non è vero che stavamo in una fogna, così come non è vero che oggi siamo in paradiso. Ieri eravamo in un partito piccolo e molto perseguitato, e anche lì c'erano "quelli bravi", quelli che facevano politica per uscire dal recinto della minoranza assediata e quelli che si attaccavano alla propaganda usa-e-getta accontentandosi di qualche posto in Parlamento. Oggi siamo in uno schieramento di maggioranza assai più comodo, dove alcuni di noi ricoprono posizioni di governo gratificanti, ma ci si concederà che almeno qualcuna è stata conquistata e non ottenuta per regalia.

    Nella strisciante contesa sulla titolarità della "eredità morale" della destra pre-berlusconiana occorre in definitiva decidersi. Non la si può rivendicare, come fa Francesco Storace con la retorica vittimista della persecuzione («noi abbiamo combattuto una guerra, chi viene dal Msi lo sa. Ragazzi sono morti, io ho subito tre attentati»), e contemporaneamente sputarci sopra avallando l'idea che tutto questo sarebbe finito in niente senza il tocco fatato del Cavaliere. Non si può riproporre la cantilena delle sedi affittate col sudore degli iscritti e con i loro contributi e poi tollerare che vengano descritte come fogne puzzolenti ripulite dal deodorante dei ragazzi di Arcore. E non saranno certo le Procure attivate da Roberto Buonasorte e Marco Di Andrea a decidere chi meriti la titolarità politica di quella storia, se gli ex-colonnelli rimasti fedeli a Berlusconi o i finiani cacciati fuori dal premier, anche perché non funziona così: il fiume carsico dei "nostri" libri, dei "nostri" convegni, delle "nostre" memorie, delle "nostre" assolute amicizie è già sparso nei mille rivoli di altri libri, convegni, memorie, amicizie, oltre ogni nostalgismo o rivendicazione notarile.


    Flavia Perina





    Secolo d'Italia - In Edicola
    Certo che dopo aver letto la minimizzazione del ruolo fondamentalissimo di Berlusconi - e prima ancora, indirettamente, del Di Pietro di tangentopoli - nello sdoganamento di Fini e del suo partito, posso dire di aver visto davvero tutto.

    Devo stamparlo, quest'articolo, e farlo leggere a certa gente che ai tempi della militanza mi contestava... Penso che otterrò scuse tardive ma immediate.

    Per il resto io, che nelle sezione missine e aennine ho trascorso anni... che ho conosciuto di persona i vari Fini, Rauti, Gasparri, ecc. per non parlare di Nania e Briguglio, e ci ho discusso a quattr'occhi... che certe cose le ho vissute e non solo lette sui giornali... Beh, posso soltanto sorridere... Non c'è proprio nulla da commentare...
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  9. #19
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Se continui su questo registro non è che abbia molta voglia di risponderti.

    In breve:

    1) Non è vero (come dicono Buttafuoco e altri) che il Cavaliere abbia sdoganato la destra. Questa infatti aveva ottenuto degli ottimi risultati elettorali prima della famosa indicazione di voto pro-Fini di B. La quale (questo non l'ha detto ancora nessuno di Fli, ma lo dico io) fu abilmente ricattatoria, in quanto verteva su un presunto "liberismo" dell'allora segretario del Msi, cosa nient'ffatto veritiera dato che la destra neofascista era statalista quanto e forse addirittura più la sinistra riformista. In quell'indicazione di Fini "liberista" c'era forse in nuce la volontà di assoggettare l'allora Msi ad un futuro di "destra occidentale" e in questo senso di servirsene per i propri scopi.

    2) Non è accettabile l'acrimonia, il fango quotidiano che viene riversato nei confronti dei finiani da ex aennini ed ex neofascisti sui quotidiani di proprietà di Berlusconi. Un'acrimonia che si presta anche all'uso del linguaggio della peggior sinistra (vedi ad es. le "fogne") nel ricordare i tempi di quando la destra era fuori dell'arco costituzionale.

    3) Marco Tarchi nega ogni rapporto tra la "sua" Nuova Destra e la Destra Nuova dei finiani. Ora, a parte che l'intellettuale di riferimento di Fini, Alessandro Campi, stava nella Nuova Destra con Tarchi, e con lui anche altre personalità di FareFuturo, è innegabile che vi sia un travaso di idee: superamento delle categorie politiche ottocentesche, gramscismo culturale, rifiuto del razzismo e della xenofobia, relativismo culturale... sono tutti temi già elaborati da Alain De Benoist. Accanto ad altri, ove obiettivamente c'è una discontinuità. Non a caso Campi si rifà oggi alla figura dell'intellettuale liberal-conservatore Raymond Aron, del quale ha curato l'importante saggio "Sulla destra" (Guida Editore) con tanto di postfazione che chiarisce, sulla base delle riflessioni dell'Autore francese, il tipo di "conservatorismo" non ideologico e liberale quale modello innovativo per la destra italiana.

    4) L'eredità di Beppe Niccolai è particolarmente sentita da quella frangia "eretica" che dalle pagine del Secolo propugna una via di "socialismo libertario", sviluppando tematiche che già furono del neofascismo e riallacciandole al gusto democratico contemporaneo. Quest'operazione "borderline" può essere in parte o in toto criticabile, ma è comunque un sintomo di vitalità a cui, sul fronte berlusconiano, fa riscontro solo l'ancoraggio dei teocons a certe (nemmeno tutte) posizioni delle gerarchie vaticane in un'ottica "tradizionalista cattolica" molto minoritaria anche tra gli elettori del Pdl. Per il resto, qualche seduzione neoconservatrice (Quagliariello), il solito refrain liberista (Brunetta), un timido approccio di destra sociale (Tremonti) e il vecchio arnese liberalsocialista (Cicchitto). Soggette però ad una politica di governo principalmente interessata a sottrarre Berlusconi dalle indagini della magistratura!

    5) Che titolo hanno i Feltri e i Belpietro di ergersi a difensori di una "destra-destra", loro che non hanno mai fatto parte di alcuna destra e che difendono unicamente gli interessi del loro datore di lavoro?

    Vediamo se mi dici qualcosa di interessante, ora... hefico:
    Sì, certo, Berlusconi non ha sdoganato Fini e il MSI. Vabbé inventare. Ma anche le invenzioni devono essere un minimo credibili...

    Superamento delle categorie ottocentesche già frediano o di esperienze come TP, OLP, nazionalbolscevichi, socialisti nazionali. Insomma, siete i tardissimi epigoni niente di meno che di Freda ecc. Alla faccia del nuovo che avanza...

    Sul rifiuto del razzismo siete le scialbe parodie del tipico ideologismo progressista. Contenti voi. Ovviamente, poi, la ND cala il discorso sul razzismo in una concezione comunitarista, multiculturale e post-liberale lontanissima dalle vostre cazzate.


    Campi. Dimentichi di aggiungere che il discorso su Aron nasce in un contesto ben diverso, genuinamente liberal-conservatore, che è quello di Ideazione. Così come sbadatamente rimuovi tutto il discorso di Campi su Freund, Schmitt e...Miglio.

    Su Niccolai. Bando alle fumosità. Ecco un sito che permette direttamente di capire che c'azzecca il socialismo nazionale di Niccolai con le cazzate finiane

    Beppe Niccolai

    Sulla destra. La Perina scrive "a chi la destra?". Al contempo esce un libro "In alto a destra" dove però Compagno parla di "oltre-destra". Tu parli di superamento delle categorie ottocentesche. Anche qui, prima di tutto, mettetevi d'accordo che per il momento fate solo ride...
    Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 07-08-10 alle 18:51

  10. #20
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    Predefinito Rif: A chi la destra? Non certo a chi ci sputa sopra

    A latere: leggere 'analisi' tipo politica di governo unicamente interessata a salvare Berlusconi dalla magistratura è sconcertante. Ma come si fa a diventare una caricatura dei dipietristi, cioè del peggio del peggio?
    Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 07-08-10 alle 19:09

 

 
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