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  1. #1
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    Predefinito Perchè Maroni ha sciolto un comune virtuoso?



    Roma. 3 Agosto 2010

    Con tanto di firme del prefetto, ministro dell'interno e presidente della repubblica, alla faccia di chi si sciacqua la bocca con le pseudo teorie della responsabilizzazione e del virtuosismo. Sciolto un comune virtuoso, invece Fondi non viene commissariato nonostante le ripetute richieste in tal senso del prefetto

    _______________________________________________

    Rifiuti, sindaco virtuoso Il governo lo punisce

    Supponiamo che un giovane sindaco, per sua sventura laureato in Ingegneria ambientale, decida di mettere le mani nella monnezza portando il suo paesello a una raccolta differenziata da record: 65%. Ipotizziamo che l'operazione vada a regime in soli quattro anni mantenendo invariate le tasse per i cittadini. Volendo esagerare, inventiamoci pure che il paese in questione si trovi nel cuore del territorio ambientalmente più devastato d'Italia, la provincia di Caserta.

    Ebbene, in questa folle ipotesi, che farà mai il governo italiano nella persona del prefetto? Minaccerà ripetutamente di commissariare e sciogliere il comune troppo virtuoso. La storia, naturalmente, è vera. Il sindaco si chiama Vincenzo Cenname, ha 37 anni e una “capatosta” da far paura. Tutta Camigliano è con lui, 2.000 eversivi che hanno deciso di comportarsi da cittadini normali: pretendono di essere ben amministrati offrendo in cambio un’adeguata dose di responsabilità individuale. Lui annuisce serio: “Questo era il patto quando mi sono candidato. E tutto filava per il meglio, ma adesso la mia fascia è a disposizione. Me la tolgo piuttosto di far tornare nel fango questa città”.

    Il problema è che la legge 26/2010 sulla ‘fine dell’emergenza rifiuti’ prevede la creazione di consorzi provinciali per la raccolta e lo smaltimento, cui i comuni devono delegare la funzione. “Neanche per sogno - ribatte l’ingegnere -. I consorzi sono stati la rovina della Campania, noi ne siamo usciti organizzando un sistema comunale che ha dato ottimi risultati. Adesso vogliono ributtarci nel calderone e mi intimano di consegnare gli elenchi dei nominativi per fare la bollettazione. Non glieli darò mai. Il prefetto Ezio Monaco me l’ha detto: se insisti devo procedere con il commissariamento, un sindaco non può disobbedire allo Stato”. Ma perché il nuovo consorzio, il Gisec, dovrebbe fallire? “Se lo stesso soggetto fa raccolta e smaltimento non ha alcun interesse a differenziare, cioè a migliorare - spiega Cenname -. Inoltre i consorzi riassorbiranno lo stesso personale di prima, secondo logiche di assistenzialismo e favoritismi: addio efficienza. Infine il Gisec farà le tariffe che vuole, e il cittadino non potrà più premiare o punire col voto. Che democrazia è?”.

    In effetti l’amministratore del Gisec non è eleggibile. L’ha appena scelto il presidente della Provincia, Domenico Zinzi: si tratta di Felice Di Persia, ex magistrato di lungo corso (pm nel caso Tortora, membro del Csm, impegnato nell’Antimafia a Napoli). Nonché vivace presidente del Consorzio Rinascita, un nucleo di privati - tra cui la potentissima famiglia Coppola - impegnati nel rilancio della costa Domiziana in sinergia con gli enti locali. E adesso, l’incarico sui rifiuti. Che ne pensa sindaco? “Il famoso rilancio ha significato solo tanto cemento, io ho altri interessi. Non che l’unica questione civile sia l’immondizia, ma incide su denaro pubblico, salute, ambiente. Quando Zinzi dice che per prima cosa chiederà soldi all’Ue per costruire un nuovo inceneritore mi vengono i brividi”.

    Gaetano Pecorella, presidente della Commissione bicamerale sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, è appena rientrato da una missione sul territorio, e non usa mezzi termini: “Nei giorni di permanenza a Caserta abbiamo avuto la conferma di una situazione che è da considerare da disastro ambientale. L’unica discarica in funzione va verso l’esaurimento, non sono stati avviati i lavori del termovalorizzatore, la situazione peggiora e non è ancora ben chiaro come sarà possibile recuperare il tempo perduto”. Detto da uno storico amico (e avvocato) del premier Berlusconi, fa effetto. Cenname ammicca: “Diciamo che la visita è capitata al momento giusto. Speriamo bene”.

    Da il Fatto Quotidiano del 15 maggio
    Ultima modifica di x_alfo_x; 08-08-10 alle 22:47

  2. #2
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    Predefinito Rif: Che democrazia è? Commissariato il sindaco virtuoso

    Camigliano, Gomorra e la firma di Napolitano
    di Marco Boschini
    Coordinatore associazione comuni virtuosi



    In soli dieci giorni la Prefettura avvia il procedimento di scioglimento del consiglio comunale di Camigliano, comune virtuoso in provincia di Caserta.

    Poi il Ministro Maroni scrive la relazione con cui si motiva il decreto e al decimo giorno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma l’atto.

    La storia di Camigliano (vedi a questo proposito il post “Vergogna di Stato” nel mio blog) si chiude quindi nel peggiore dei modi.

    Viene commissariato un comune, nella terra di Gomorra, perché troppo virtuoso e scomodo, con un sindaco che semplicemente fa una scelta di buonsenso, qualche anno fa, riprendendosi la gestione diretta della raccolta dei rifiuti.

    Scelta vincente e riuscitissima, visti i risultati: 65% di differenziata, tariffe bloccate per i cittadini, progetti per la riduzione della produzione dei rifiuti. L’esatto contrario di quel che accade nel resto della provincia: percentuali ridicole di differenziata, sprechi, clientele, tariffe salatissime…

    Poi il Governo Berlusconi si inventa una legge per superare la finta emergenza rifiuti in Campania in cui si impone a tutti gli enti locali, tra le altre cose, di cedere la gestione dei rifiuti a favore di quei consorzi provinciali da cui Camigliano aveva scelto di uscire.

    Il rifiuto di Vincenzo Cenname, l’ormai ex sindaco del paesino campano di 1.800 abitanti, e’ valso un allontanamento dal ruolo di primo cittadino voluto dai tanti cittadini che lo avevano votato e voluto come amministratore.

    Avevamo scritto a Napolitano chiedendogli di intervenire, interessandosi alla cosa. La risposta, arrivata ad oltre un mese dalla nostra missiva, diceva in buona sostanza che non poteva farci nulla.

    Oggi sappiamo che era una bugia, perché avrebbe potuto rifiutarsi di firmare un atto tanto stupido, miope e volgare, frutto di una politica entrata ormai in cortocircuito con le leggi minime del buon senso: non solo infatti Camigliano non era da commissariare, ma la sua esperienza virtuosa di buona amministrazione sarebbe dovuta diventare il paradigma con cui declinare la gestione degli enti locali in quel territorio.

    La cartolina che mando al Presidente, in ferie in questi giorni ad Ischia, contiene un’unica, amara parola: vergogna!


    Marco Boschini | Il Fatto Quotidiano
    Ultima modifica di x_alfo_x; 07-08-10 alle 13:43

  3. #3
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    Predefinito Rif: Rimosso il sindaco virtuoso, Che democrazia è?

    V E R G O G N A !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Perchè Maroni ha sciolto un comune virtuoso?

    Perchè Maroni ha sciolto un comune virtuoso?

    Guai a sgarrare sui rifiuti nel casertano. Guai a mettersi di traverso nella filiera di gestione stabilita dal governo di cui faceva parte fino a poche settimane fa un sottosegretario, Nicola Cosentino, con richiesta di arresto per presunte collusioni coi clan Casalesi nel business della spazzatura. Lo sa bene Vincenzo Cenname, ingegnere di 37 anni ed ormai ex sindaco di Camigliano, paesino di 1749 abitanti a circa 40 chilometri da Caserta. Cenname si è visto sciogliere l’amministrazione comunale per aver pronunciato un no chiaro e fermo all’ordine di entrare nel consorzio unico provinciale del ciclo dei rifiuti, impartito dal decreto legge con cui Berlusconi ha proclamato la chiusura dell’emergenza immondizia in Campania.

    Per quel no, Camigliano è stata commissariata in appena dieci giorni, una velocità record mai riservata nemmeno per le amministrazioni inquinate da evidenti infiltrazioni mafiose. Dieci giorni tra l’avvio del procedimento prefettizio, la relazione del ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, e la firma sul decreto del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. E tanti saluti all’esperienza positiva di una giunta comunale che rifiutandosi di entrare nel consorzio e gestendo in proprio igiene urbana e raccolta dell’immondizia è stata protagonista di una differenziata al 65% e di progetti di salvaguardia ambientale e di risparmio energetico. Iniziative grazie alle quali Camigliano è entrata nell’elenco dei comuni virtuosi ed è riuscita a mantenere inalterata per quattro anni la Tarsu (Tariffa Rifiuti Solidi Urbani).

    Diverse amministrazioni del casertano, non solo quella di Camigliano, hanno continuato ad autogestirsi, ricevendo al massimo una diffida. Ma Cenname ha fatto di più: ha rifiutato di inviare al Prefetto i dati sulla propria gestione dei rifiuti. Ed in particolare gli archivi sui versamenti della Tarsu e della Tia (Tariffa Igiene Ambientale), la cui riscossione, secondo il decreto legge, viene sottratta ai Comuni per essere assegnata alle Province. Di qui la decisione del governo, che ha trovato nella ‘obiezione di coscienza’ del Comune di Camigliano ragioni sufficienti per sciogliere l’ente.

    In un’intervista di fine aprile a Simone Carusone, Cenname ha spiegato così la sua ‘resistenza passiva’ alla legge che impone, solo in Campania, la provincializzazione del ciclo dei rifiuti: “A Camigliano abbiamo dimostrato che è possibile fare la raccolta differenziata a bassi costi e sopratutto senza accumulare i debiti, a differenza dei comuni gestiti dai consorzi. Poi la legge è inattuabile per tanti motivi: tra l’altro, è incostituzionale, perché vale per la sola regione Campania. Un governo non può legiferare su una tematica soluzioni differenti da regione a regione”. Nel colloquio, il sindaco ha lamentato l’assenza della politica sulla questione: “Nessun parlamentare, nessun politico regionale ha fatto rilevare l’inattuabilità di questa normativa soprattutto considerando che ci sono tanti comuni che hanno una gestione diretta con mezzi e risorse umane proprie”. Sul caso-Camigliano è intervenuto il parlamentare di Idv Francesco ‘Pancho’ Pardi con un’interrogazione. E uno degli avversari più netti alla provincializzazione è il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca: “Costituirebbe – dichiarò nei mesi scorsi – degli enormi carrozzoni clientelari di difficilissima efficacia e gestione con migliaia e migliaia di dipendenti ed un servizio, quello della raccolta dei rifiuti che deve essere in capo ai Comuni che ne conoscono le specificità e le problematicità del territorio”.

    Nel frattempo il consorzio Napoli-Caserta è come una miccia vicino a una polveriera. Che stava per accendersi a marzo, quando Napoli e vaste aree della provincia casertana e napoletana si ritrovarono di nuovo inondate di monnezza, proprio nei giorni dell’annunciato comizio di Silvio Berlusconi a Napoli per sostenere la candidatura a Governatore di Stefano Caldoro. I 1268 dipendenti del Consorzio unico di bacino, addetti alla raccolta della spazzatura in 62 comuni del Casertano e in tre del napoletano, incrociarono le braccia contro il mancato pagamento degli stipendi di febbraio e bloccarono tutta la rete di cdr e discariche. Ci volle un’iniezione di liquidità della Provincia di Napoli, guidata dal Pdl Luigi Cesaro, molto vicino a Cosentino, per risolvere la crisi. E Roberto Saviano commentò la vicenda puntando il dito su Cosentino: “E’ lui l’uomo-chiave dell’emergenza rifiuti, è lui a minacciare con una pistola puntata alla tempia il governo, è lui ad avere il potere di riempire a suo piacimento la Campania di rifiuti o di tenerla pulita”. Un potere che forse esiste, forse no. Un potere che sicuramente farebbe gola a qualcuno. Un potere che verrebbe certamente neutralizzato se tutte le amministrazioni campane raggiungessero gli standard di qualità del commissariato Comune di Camigliano guidato fino a pochi giorni fa da un sindaco di 37 anni che ha osato dire no al governo Berlusconi in nome di un principio.

    Perchè Maroni ha sciolto un comune virtuoso? | Il Fatto Quotidiano

  5. #5
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    Predefinito Rif: Perchè Maroni ha sciolto un comune virtuoso?

    Citazione Originariamente Scritto da x_alfo_x Visualizza Messaggio
    Perchè Maroni ha sciolto un comune virtuoso?

    Guai a sgarrare sui rifiuti nel casertano. Guai a mettersi di traverso nella filiera di gestione stabilita dal governo di cui faceva parte fino a poche settimane fa un sottosegretario, Nicola Cosentino, con richiesta di arresto per presunte collusioni coi clan Casalesi nel business della spazzatura. Lo sa bene Vincenzo Cenname, ingegnere di 37 anni ed ormai ex sindaco di Camigliano, paesino di 1749 abitanti a circa 40 chilometri da Caserta. Cenname si è visto sciogliere l’amministrazione comunale per aver pronunciato un no chiaro e fermo all’ordine di entrare nel consorzio unico provinciale del ciclo dei rifiuti, impartito dal decreto legge con cui Berlusconi ha proclamato la chiusura dell’emergenza immondizia in Campania.

    Per quel no, Camigliano è stata commissariata in appena dieci giorni, una velocità record mai riservata nemmeno per le amministrazioni inquinate da evidenti infiltrazioni mafiose. Dieci giorni tra l’avvio del procedimento prefettizio, la relazione del ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, e la firma sul decreto del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. E tanti saluti all’esperienza positiva di una giunta comunale che rifiutandosi di entrare nel consorzio e gestendo in proprio igiene urbana e raccolta dell’immondizia è stata protagonista di una differenziata al 65% e di progetti di salvaguardia ambientale e di risparmio energetico. Iniziative grazie alle quali Camigliano è entrata nell’elenco dei comuni virtuosi ed è riuscita a mantenere inalterata per quattro anni la Tarsu (Tariffa Rifiuti Solidi Urbani).

    Diverse amministrazioni del casertano, non solo quella di Camigliano, hanno continuato ad autogestirsi, ricevendo al massimo una diffida. Ma Cenname ha fatto di più: ha rifiutato di inviare al Prefetto i dati sulla propria gestione dei rifiuti. Ed in particolare gli archivi sui versamenti della Tarsu e della Tia (Tariffa Igiene Ambientale), la cui riscossione, secondo il decreto legge, viene sottratta ai Comuni per essere assegnata alle Province. Di qui la decisione del governo, che ha trovato nella ‘obiezione di coscienza’ del Comune di Camigliano ragioni sufficienti per sciogliere l’ente.

    In un’intervista di fine aprile a Simone Carusone, Cenname ha spiegato così la sua ‘resistenza passiva’ alla legge che impone, solo in Campania, la provincializzazione del ciclo dei rifiuti: “A Camigliano abbiamo dimostrato che è possibile fare la raccolta differenziata a bassi costi e sopratutto senza accumulare i debiti, a differenza dei comuni gestiti dai consorzi. Poi la legge è inattuabile per tanti motivi: tra l’altro, è incostituzionale, perché vale per la sola regione Campania. Un governo non può legiferare su una tematica soluzioni differenti da regione a regione”. Nel colloquio, il sindaco ha lamentato l’assenza della politica sulla questione: “Nessun parlamentare, nessun politico regionale ha fatto rilevare l’inattuabilità di questa normativa soprattutto considerando che ci sono tanti comuni che hanno una gestione diretta con mezzi e risorse umane proprie”. Sul caso-Camigliano è intervenuto il parlamentare di Idv Francesco ‘Pancho’ Pardi con un’interrogazione. E uno degli avversari più netti alla provincializzazione è il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca: “Costituirebbe – dichiarò nei mesi scorsi – degli enormi carrozzoni clientelari di difficilissima efficacia e gestione con migliaia e migliaia di dipendenti ed un servizio, quello della raccolta dei rifiuti che deve essere in capo ai Comuni che ne conoscono le specificità e le problematicità del territorio”.

    Nel frattempo il consorzio Napoli-Caserta è come una miccia vicino a una polveriera. Che stava per accendersi a marzo, quando Napoli e vaste aree della provincia casertana e napoletana si ritrovarono di nuovo inondate di monnezza, proprio nei giorni dell’annunciato comizio di Silvio Berlusconi a Napoli per sostenere la candidatura a Governatore di Stefano Caldoro. I 1268 dipendenti del Consorzio unico di bacino, addetti alla raccolta della spazzatura in 62 comuni del Casertano e in tre del napoletano, incrociarono le braccia contro il mancato pagamento degli stipendi di febbraio e bloccarono tutta la rete di cdr e discariche. Ci volle un’iniezione di liquidità della Provincia di Napoli, guidata dal Pdl Luigi Cesaro, molto vicino a Cosentino, per risolvere la crisi. E Roberto Saviano commentò la vicenda puntando il dito su Cosentino: “E’ lui l’uomo-chiave dell’emergenza rifiuti, è lui a minacciare con una pistola puntata alla tempia il governo, è lui ad avere il potere di riempire a suo piacimento la Campania di rifiuti o di tenerla pulita”. Un potere che forse esiste, forse no. Un potere che sicuramente farebbe gola a qualcuno. Un potere che verrebbe certamente neutralizzato se tutte le amministrazioni campane raggiungessero gli standard di qualità del commissariato Comune di Camigliano guidato fino a pochi giorni fa da un sindaco di 37 anni che ha osato dire no al governo Berlusconi in nome di un principio.

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  6. #6
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    Predefinito Rif: Perchè Maroni ha sciolto un comune virtuoso?

    Finchè l'italia esistera, il sud DEVE rimanere arretrato, una colonia squallida, in modo che il figo nord italia possa fare il "porco pulito" della situazione.

 

 

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