







però quando un ricco cafone va nella merda, il popolino non solo gode e festeggia, ma a volte partecipa con sofferenza.
del resto i pezzenti si abbeverano sui media che trattano esclusivamente vicende della categoria "ricchi e famosi", e certe viceaiutoparrucchiere sanno tutto sulle fidanzate dei calciatori o sulle imprese di Lapo.
ci sono persone che si indebitano a morte per passare due settimane in sardegna per respirare la stessa aria di briatore, che però deve anche stare guardingo, meglio questa gente che quella che invece pensa che sia lui il colpevole della propria miseria e crede di riparare i torti con altri mezzi rispetto al voto politico.


No, figurati... Ero fuori con amici e non ho più guardato le notifiche.
Per farla breve, devo almeno arrivare ai 20 anni di contributi (credo nel 2018, ma dovrei andare all'INPS a controllare di nuovo). Successivamente, continuerò a localizzare finché la testa e il corpo me lo permetteranno. I danni ormai ci sono già stati e, sì, fare un lavoro che detesti è molto brutto, ma di qualcosa bisogna pure campare.
Posso comunque ritenermi fortunata perché, nonostante la crisi, il lavoro non è mai mancato e poco non è.
Comincio ad avere impulsi assassini ogni volta che sento il plin-plon di una nuova mail di lavoro, ma ho imparato a ignorare quelle indirizzate agli "Undisclosed recepients", quindi non specificatamente a me, e già va un po' meglio.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Quando ero studente universitario uscivo con un'operaia metalmeccanica.
Che usciva quasi sempre in tuta, perché voleva sbandierare la propria appartenenza.
Mi parlava con entusiasmo del suo lavoro. Dopo molti mesi che ci eravamo lasciati mi telefonò per comunicarmi che era passata al reparto testate, che era il clou del suo lavoro. Orgogliosa al punto di dimenticare i nostri attriti.
Anche con me, squattrinato e solo, mi ricordava: "ho una busta paga, io!". Mi metteva in imbarazzo.


“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Non so dove vivi tu, ma i requisiti delle case di riposo (pubbliche) variano da regione a regione.
Ad esempio, in Liguria, se non ti basta la pensione, i parenti di primo grado devono integrare. Qui nelle Marche, devono integrare anche i parenti fino al secondo grado. Perlomeno, questo era fino a qualche anno fa.
Dato che io avrò una pensione da fame, ho escogitato con le amiche una sorta di auto-aiuto. Chi ha la casa più grande accoglie gli amici vecchietti, che in cambio contribuiscono con l'affitto delle proprie case.
Nel caso più sfigato in assoluto, ovvero rimanere da sola senza aiuti di nessun tipo, si attua il piano B: farsi suora per avere vitto e alloggio (sempre che sia possibile e credibile che si possa avere la folgorazione da anziana).
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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