



Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!


Ho forse parlato di libertà assoluta io? Ho solamente detto che se un popolo vuole distaccarsi da un altro, oppure da una nazione dalla quale non si sente di appartenere, penso sia giusto e doveroso (oltre che democratico), far si che questo popolo possa esprimere in maniera del tutto democratica e civile se continuare a rimanere legati saldamente a quella nazione oppure scegliere di distaccarsi e andare in contro al proprio destino, quale esso sia.
Per quanto riguarda la ""protezione"", se dipendesse da me, io abolirei ogni forze armate, ogni esercito e forze dell'ordine su questo pianeta, ma sappiamo tutti che essendo un mondo dispotico, taluni impieghi risultano essere necessari (basti vedere quello che è accaduto a Las Vegas), anche se potrei fare moltissimi altri esempi.
Per quanto riguarda invece l'assistenza, non penso sia un problema di opportunismo il mio, se si pensa che ogni nazione (piccola o grande che sia) dovrebbe avere per obbligo un sistema sanitario che funzioni e gratuito, cosa che purtroppo non è presente in ogni nazione, per non parlare della malasanità che c'è qui in Italia (da nord a sud). Se è questo che intendevi per "assistenza".
Trovo strano che alcune persone manifestino la propria avversione nei confronti di coloro che vorrebbero l'indipendenza, oppure degli Stati federalisti, quando poi, difronte al marciume che si trova in questa nazione (mafia - criminalità - abusivismo - corruzione - evasione fiscale - malasanità - familismo - parentelismo e dilagante estremismo fascistoide), non si ha la stessa grinta avversiva e si diventa tutti omertosi.
Ho anche dei pareri contrastanti riguardo le comunità germaniche/germanofone che si trovano in Alto Adige, ma quel che è certo è che loro italiani non sono. Io farei uno stato federale a parte e tutelerei la minoranza italica-meridionalista per mezzo di un articolo costituzionale, cosi come avviene per le comunità lombarde che vivono nei cantoni elvetici, e qui tralascio appositamente le questioni storiche che si protraggono da fin troppo tempo.
P.S.
In questo marciume italico c'è anche il nord ovviamente, con le sue aziende che scaricano materiale altamente inquinante nei fiumi (e non solo), le infiltrazioni mafiose all'interno della BREBEMI, imprese del nord che hanno scaricato e sotterrato i loro rifiuti sotto l'autostrada ed ecc ecc ecc..
La borghesia padana che fa nero su nero!!


L'articolo 53 (Esistenza e territorio dei Cantoni) fa parte a sua volta della sezione 4 (Garanzie Federali), parte del Capitolo 1 (Relazione tra Confederazione e Cantoni) del Titolo Terzo (Confederazione, Cantoni e Comuni).
Nel suo insieme recita:
1 La Confederazione protegge l’esistenza e il territorio dei Cantoni.
2 Qualsiasi modifica del numero dei Cantoni richiede il consenso del Popolo e dei Cantoni interessati, nonché quello del Popolo svizzero e dei Cantoni.
3 Le modifiche territoriali tra Cantoni richiedono il consenso del Popolo e dei Cantoni interessati, nonché un decreto d’approvazione dell’Assemblea federale.
4 Le rettifiche di confine possono essere convenute direttamente tra i Cantoni.
Detto in altri termini, si tratta di un articolo che stabilisce la garanzia federale sull'esistenza e sul territorio dei Cantoni, che regola la creazione di nuovi Cantoni (Canton Giura nel 1978, ad esempio) o la fusione di Cantoni esistenti (mai avvenuto, ma i basilesi ci stanno provando) o le modifiche territoriali tra Cantoni (Giura e Berna, poche settimane fa). Questo è il suo scopo.
Non è necessario che in una Costituzione federale sia indicato un divieto perché qualcosa non si possa fare? Una Costituzione federale funziona grossomodo così, in verità; ciò che non è indicato come compito della Federazione (o vietato), appartiene alle competenze degli Stati federati (o non è vietato). Per cui se andiamo sul territorio della secessione, questa non è vietata di principio. Che si possa fare tranquillamente è tutto un altro paio di maniche (e così non è, in effetti).
Edit:
P.s.: se veramente la Costituzione svizzera fosse in vigore in Spagna, alla secessione i catalani probabilmente manco ci penserebbero; avrebbero il pieno controllo delle tasse dirette, una sequela di competenze sovrane (non autonome), il proprio sistema scolastico e quant'altro; e niente di tutto questo potrebbe essere limitato dal governo centrale senza ottenere l'approvazione della popolazione e degli Stati federati. E non potendo limitare le competenze ad un solo Stato federato, dovrebbero farlo con tutti, con ovvi risultati sul consenso verso la misura in questione.
Mi sembra un'idea geniale inviare l'esercito laddove definiscono "forze di occupazione" pure la polizia nazionale.
Forse hanno davvero paura dell'inutile farsa di domenica.
Mah...




Se un popolo che vive nel salotto di casa vuole distaccarsi dal resto della casa e il resto del popolo della casa è affezionato al salotto che è di tutti, ha come unica opzione quella di EMIGRARE dal salotto.
Oppure se ne ha la forza imporre con la forza il suo dominio sul salotto.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !




il Re deve condurre al dialogo mettendo però dei paletti. le rivendicazioni dei catalani smettono di essere legittime nel momento in cui attentano all'unità nazionale.
questo il Re non può non condannarlo. possiamo al limite notare che questo discorso andava fatto tempo prima. ma nella sostanza non ha detto nulla di sbagliato.
semmai quello che ora vorrei vedere dal re è prendere in mano la situazione, andando in giro per il mondo a rinnovare le ragioni dell'Unità della Nazione spagnola presso le cancellerie mondiali ed europee in primis ed intanto trovare il modo di far giungere il messaggio che sia i politici catalani sia Rajoy debbono fare un passo indietro e lasciare che le trattative per la ricomposizione vengano portate avanti da persone meno compromesse




Crisi Catalogna: Izquierda Unida propone la Repubblica Federale - World Affairs - L'AntidiplomaticoLa coalizione di sinistra e il suo coordinatore puntano inoltre ad aprire un processo di dialogo e negoziazione politica che porti a un referendum concordato
Di fronte allo stallo della crisi catalana avanza una proposta molto chiara il coordinatore di Izquierda Unida, Alberto Garzón, che attraverso una missiva indirizzata a tutti i partiti rappresentati al Congresso, proporrà l’istituzione di una Repubblica Federale.
La lettera è stata visionata in anteprima da Cadena SER.
Garzón punta su un cambio del modello statale attraverso la costituzione di una Repubblica Federale per affrontare al meglio la crisi territoriale, oltre a quella economica e sociale che scuote la Spagna.
Una soluzione, quella avanzata da Izquierda Unida, che si colloca tra l’indipendeza unilaterale propugnata da settori catalani e l’immobilismo del governo Rajoy. Al momento la situazione è bloccata visto che il popolo catalano vuole decidere il suo rapporto con la Spagna attraverso un referendum, ma questa figura non è prevista nella Costituzione spagnola del 1978.
La coalizione di sinistra e il suo coordinatore puntano inoltre ad aprire un processo di dialogo e negoziazione politica che porti a un referendum concordato, anche se Garzón considera questo solo un primo passo. Una soluzione strutturale delle tensioni territoriali e sociali può giungere solo attraverso un nuovo modello politico, sotto la formula di una Repubblica Federale, che «rispetti la plurinazionalità del paese, e che sia garante della sicurezza, la pace e la convivenza pacifica, soddisfando le necessità più urgenti delle classi popolari e risolvendo le aspirazioni dei diversi popoli in un progetto comune».