Citazione:
perché, anche se fosse costituzionalmente legittimo, non sarebbe, ovviamente, in grado di cambiare la Costituzione.
Se vincono gli unionisti, come molto probabile, la questione si risolve definitivamente. I catalani oggi stanno bene, sono la regione più ricca della Spagna, hanno il Barcellona che vince le partite, sono pieni di turisti, etc; ci penseranno bene prima di votare la secessione con annessa cacciata dall'UE, dall'euro, dalla Nato, etc.
Citazione:
E siccome per rimuovere il principio di indissolubilità, se non sbaglio, occorrono i 2/3 dei membri di ciascuna camera delle Cortes, e poi nuove elezioni, e di nuovo i 2/3 dei membri di ciascuna camera, e poi un referendum confermativo a livello nazionale, è estremamente difficile che quel principio venga rimosso dalla Costituzione. In particolare, il criterio di nuove elezioni, prima della nuova approvazione a maggioranza dei 2/3 dei membri di ciascuna camera, fa sì che potrebbe bastare che 1/3 dei cittadini spagnoli sia contrario alla secessione della Catalogna, per impedire che questa possa avvenire legalmente (anche se la maggioranza degli spagnoli fosse favorevole). E, a quel punto, cosa fai? Hai un referendum, ipotizziamo legale, che indica che, magari, la grande maggioranza dei catalani vuole l'indipendenza, e, dall'altra parte, lo stato spagnolo che non può, nel modo più assoluto, concedergliela, pur avendo concesso la consultazione. Temo sarebbe un pasticcio peggiore di quello attuale.
Saluti.
Midìl
Nel remotissimo caso i catalani voteranno la secessione, allora bisognerà trovare una soluzione più rapida anche se extra-costituzionale. De Gaulle ha cambiato quel cesso di costituzione che si ritrovava senza seguire la procedura (troppo lungo e complicato). Il parlamento della DDR ha votato l'annessione alla Germania Ovest senza rispettare la costituzione comunista. Etc.