
Originariamente Scritto da
don Peppe
il problema è che molto pochi si sono resi conto di quello che è successo in Jugolsavia, che prima della sua scomparsa era un paese sano, socialista sebbene revisionista e con molti sceletri nell'armadio, ma che era indipendente e rispettata da tutti, aveva un fortissimo peso internazionale, era a capo dell'unione degli stati non allineati, dai cui membri comprava petrolio e materie prime a bassissimo prezzo, aveva un proprio apparato produttivo che la rendeva autarchica e permetteva a tutti i cittadini jugoslavi di avere un lavoro con orari umani e stipendi quasi ai livelli occidentali, una casa, assistenza sanitaria gratuita, scuole per i figli, che se meritevoli potevano anche studiare gratis all'università, bassissima criminalità, mentre adesso le republiche delle banane che l'anno sostituita, non contano una mazza a livello internazionale, hanno governi fantocci dei paesi nato, l'economia nelle mani dei capitalisti stranieri, che utilizzano i lavoratori locali, come schiavi sottopagati, regnano la mafia, la violenza, la criminalità e la corruzzione, nel caso di Bosnia e Kosovo sono diventati i principali centri di reclutamento e addestramento di terroristi islamici in territorio europeo, ma la maggior parte degli europei rincoglioniti dalla propaganda nato, continua a credere che la distruzione della Jugoslavia sia stato un evento da festeggiare, or in Spagna si rischia qualcosa di simile