Su questo punto non posso che condividere. In italia non possediamo più alcuna struttura politica o sociale che possa sperare di mettere in piazza tanta gente. Ne la gente crede più nel valore di riunirsi in piazza per manifestare la propria voce.
Sul fatto che il nostro paese possa essere ancora salvato, nella forma attuale, francamente, mi fa sorgere parecchie perplessità.
Secondo il mio parere personale, ormai è troppo tardi per il bel paese, almeno senza un bagno di sangue, ma come diceva lei, gli italiani sono storicamente estremamente allergici al fischio delle pallottole e, francamente, neppure più tanto laboriosi come un tempo.
Condivido appieno invece l'opinione di Montanelli quando alla domanda sul futuro dell'italia, prevedeva un fulgido futuro per gli emigranti italiani nel mondo, perché privi di senso nazionale, e nessuno alcuno per lo stato italiano.
Lo vedo chiaramente nei miei figli ed nei giovani. In Italia non esiste nel modo più assoluto la benché minima coscienza nazionale e con la nuova integrazione di genti straniere e all'incancrenirsi della crisi (quella reale non quella alterata da crescita nella propaganda governativa), non potrà che peggiorare ulteriormente.
L'Italia morirà, dentro l'Europa o fuori da essa, non importa ma di certo morirà come la Spagna. Questo è chiaramente indubbio.






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