



Sono d'accordo, però qui ci dimentichiamo che la questione catalana se ne sta portando dietro un'altra che era stata apparentemente risolta: la situazione dei paesi Baschi.
E lì sappiamo che fino a poco tempo fa era operativo un gruppo armato .
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Alle nove di questa sera Puidgemont risponderà in diretta alla decisione di Rajoy di applicare l'articolo 155.
Annunciata anche la sua presenza alla marcia Indipendentista di oggi pomeriggio a Barcellona.
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Come detto, i Baschi non sembrano molto contenti delle mosse di Madrid
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Ma come la catalogna non doveva esser i indipendente in un paio di giorni secondo gli espertoni qui dentro?




Stasera Puidgemond! lo vedremo cosi'
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Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


Corriere della Sera
È durata due ore la riunione straordinaria del governo spagnolo convocata dal premier Mariano Rajoy per adottare le misure che saranno applicate contro la Catalogna nel quadro dell'attivazione dell'art.155. Le decisioni del consiglio dei ministri sono state annunciate dallo stesso Rajoy in una conferenza stampa. «Questo è stato un processo totalmente unilaterale e contrario alla legge per imporre al governo spagnolo di accettare il referendum sull'indipendenza» ha spiegato il premier. «Per tutti questi motivi - ha detto - il governo ha dovuto applicare l'articolo 155 della Costituzione, non era il nostro desiderio e non era la nostra volontà. Non era mai successo prima ». Quattro gli obiettivi che l'esecutivo si è posto: ritornare alla normalità, ripristinare la legalità, continuare con il recupero economico, indire subito nuove elezioni. Secondo il capo del governo spagnolo «gli ultimi dati sull'economia sono molto preoccupanti, più di mille aziende hanno traslocato. C'è stato un disincentivo degli investimenti e un crollo del turismo». Ed ecco le misure che saranno chieste al Senato: lo scioglimento del Parlamento Catalano e la convocazione di nuove elezioni entro sei mesi, la rimozione del President Carles Puigdemont, del suo vice Oriol Junqueras e dei suoi 12 consiglieri. Con queste iniziative, ha precisato il premier, «non si sospende l'autonomia né l'autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge». Rajoy ha assicurato che si andrà a votare «il prima possibile. Non appena sarà recuperata la normalità istituzionale».
Le rassicurazioni
Severo con il governo della Catalogna, il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha mandato un messaggio tranquillizzante alla popolazione catalana, parlando di un momento «difficile» e «complicato», che però «tutti insieme» riusciremo a superare: «Tutto si aggiusterà, senza maggiori danni per nessuno». Il premier ha anche invitato le imprese a non lasciare la regione e a non ritirare i fondi dalle banche.
Le reazioni
Da Barcellona la prima reazione è del deputato del Pdecat, il partito del presidente Carles Puigdemont, Josep Lluis Clerieshh, che parla di «un colpo di Stato contro il popolo della Catalogna». «È l'attacco del secolo al popolo catalano» ha scritto su Twitter la coordinatrice del PdeCAT Marta Pascal . Mentre Podemos parla di «sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna». In molti comuni della Catalogna la gente si è messa a battere le pentole in segno di protesta mentre le televisioni diffondevano la conferenza stampa del premier spagnolo. Il President Puigdemont ha annunciato una dichiarazione istituzionale questa sera.
L'iter
Dopo l'annuncio di Rajoy la presidenza del Senato si riunirà per inoltrare il pacchetto di provvedimenti all’esame di una commissione che inviterà Puigdemont a difendersi. Quindi il voto finale, previsto per il 27 ottobre, sarà poco più di una formalità visto che al Senato il Pp ha la maggioranza. Ma per l’entrata in vigore del famoso articolo 155 della Costituzione ci vorranno una decina di giorni.


La Spagna è oggettivamente un paese ANTIDEMOCRATICO, Madrid sa perfettamente che il problema non è la Catalogna ma quello che succederà quando la Catalogna arriverà ad ottenere l'indipendenza ( e ci arriverà in quanto gli stati nazionali ottocenteschi sono destinati a sparire), il premier spagnolo sa che dopo la Catalogna arriverà il Paese Basco, poi la Galizia ecc.
Analogo è il comportamento europeo , l'europa è fatta di stati nazionali, molti dei quali hanno al loro interno forti pulsioni secessioniste (UK, Francia, Belgio, la stessa Italia) e vedono come il fumo negli occhi l'inizio di un processo che porterebbe in breve alla creazione di piccole patrie vicine ai bisogni dei popoli, e questo i potentati non lo vogliono.
Come spiegare sennò prese di posizione dei governi europei che non tengono in alcun conto il desiderio di libertà di un popolo?