giornali spagnoli scrivono che Puigdemont e gli ex ministri sono andati in Belgio perché sapevano che oggi sarebbe arrivata la denuncia da parte del procuratore generale spagnolo, e che sarebbe stata probabilmente seguita da un mandato d’arresto nei loro confronti. In Belgio infatti, ha spiegato El Diario, c’è uno dei sistemi giudiziari più garantisti d’Europa, che prevede che una persona interessata da un mandato d’arresto emesso da un paese dell’Unione Europea possa fare appello a un tribunale locale perché valuti il merito della richiesta d’arresto. Inoltre, Puigdemont secondo El Diario avrebbe scelto il Belgio anche per ragioni politiche: uno dei partiti di governo è l’Alleanza neo-fiamminga, che chiede l’indipendenza delle Fiandre ed è solidale con la causa catalana. Theo Francken, un membro del partito e sottosegretario del governo, nei giorni scorsi aveva chiesto che il Belgio garantisse asilo politico a Puigdemont. Altri osservatori spagnoli scrivono che quello di Puigdemont potrebbe essere un tentativo di rendere di portata internazionale la crisi catalana, una strategia che il governo destituito sta provando a portare avanti da giorni.
Carles Puigdemont è andato in Belgio - Il Post




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