









Come diceva un tormentone di radio dj anni fa:"ma se resto fermo alle 2 di notte in autostrada te mi vieni a prendere?"
Secondo me è un ottimo benchmark che tra l'altro ha sperimentato pure mia cugina: gli amici cui aveva chiesto aiuto non si sono presentati e per lei quelli hanno cessato di esserlo![]()
"la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)
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Non frequento nessuno Sono una solitaria.
Amicizie...un paio di persone forse, ma che contatto così di rado che in pratica è come se non ci fossero. Non voglio frequentare nessuno, amo stare sola. Non voglio obblighi, la mia libertà prima di tutto.
Ciononostante se qualcuno ha bisogno di me non mi nego mai, siano amici oppure no. Se posso essere utile a qualcuno mi prodigo sempre. Ma tendo ad evitare i rapporti coinvolgenti, che mi fanno sentire imprigionata.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Io ho molti passatempi solitari, perciò mi annoio di rado. Però io penso tantissimo, rifletto su quello che vedo, leggo, sento. Anche sulle cose che non conosco.
A volte non riesco a venire a capo della questione e mi piacerebbe condividere i miei pensieri con qualcuno che ne sa più di me, poter discutere, ricevere pure le critiche, avere uno scambio di visione. E' poi trovo che sia bello passare del tempo solo a chiacchierare del più o del meno, prendere un caffè insieme, preparare una torta, o fare una passeggiata nel parco, lo trovo rilassante. E' bello fare delle cose insieme.
Poi mi piacerebbe anche essere utile per qualcuno, poter aiutare a un amico in difficoltà e sapere che neppure io sono sola in questo mondo, se mi servisse, avrò anch'io una spalla per piangere o una mano protesa.
Non riesco a vedere un'amicizia come un obbligo.
Se non hai amici, credo che sia molto difficile che qualcuno chieda l'aiuto a te, forse si rivolgerebbero ai loro amici.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”




Io si.
Ho trascorso tutta la vita ad essere qualcosa e qualcuno per gli altri: famiglia stretta. famiglia allargata. persino vicini di casa....oggi ho raggiunto la saturazione totale. Non sopporto più regole, impegni, obblighi, doveri....segnatamente quelli che ancora ho con i familiari più stretti. Ho delle vere e proprie crisi di rigetto, ormai non tollero più di dedicarmi a qualcuno, desidero e voglio solo libertà, da tutto e tutti.
Se un obbligo ci dev'essere lo dovrò scegliere liberamente solo io.
Inutile dire che tutto questo non è minimamente compreso da chi mi sta vicino. Mi guardano come fossi una marziana egoista. Invece sono solo stufa marcia di loro. Freddamente. Cinicamente. Indifferentemente.
Io li prevengo sempre. So chi ha bisogno e mi propongo sinceramente. Per puro spirito di servizio. Perchè intimamente so che è giusto.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Se sei arrivata alla saturazione totale, vuol dire che hai già dato tanto, nel senso che ti abbiano sfruttata a lungo, in un certo senso. Non ne puoi più. Ma non per tutti è così.
Credo che sia normale voler occuparsi di qualcuno e sperare che qualcuno si occupi di te.
Allora va bene.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”