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Discussione: La sinistra oggi

  1. #1331
    Il Re del Nord
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Zeit,
    premetto che devo dare per scontato il fatto che lei conosca la differenza tra struttura e sovrastruttura,e che abbia assimilato dall'economia classica e marxiana i concetti espressi nella teoria del valore.
    Il capitalismo di stato, sul quale si fondava il " socialismo reale" pseudonimo che continua ad ingannare gli ingenui, e rappresentava il blocco dei paesi e dei satelliti dell' ex URSS, sviluppava rapporti di produzione i quali si fondavano tutti sul capitalismo industriale e di conseguenza i programmi per lo sviluppo, su una ferrea pianificazione della produzione, metodo che è collassato contro una variante economica del capitalismo liberale impostato sulla finanza, il marginalismo.
    Il ruolo di Gorbaciov fu quello che in tutti i sistemi economici capitalisti svolge un " liquidatore", dopo aver verificato l'impossibilità di perseguire lo scopo per il quale la società è stata creata a suo tempo dai soci, ha liquidato i risultati della precedente attività sociale.
    Non sono d'accordo. La trasformazione lenta del socialismo in capitalismo di stato è iniziata con Krusciov, ha subito un leggero rallentamento con Breznev ed è esplosa brutalmente con Andropov e Gorbaciov, anche se secondo me Andropov avrebbe gestito molto meglio la cosa.


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    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

  2. #1332
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    L'eurocomunismo non è altro che la risposta del PCI al lento declino dell'Unione Sovietica e al passaggio di campo del PCI nella NATO. E la conclusione coerente di questo processo è la trasformazione del PD in partito di destra liberale filo-americano ed europeista.
    ...
    Negli anni 70 e 80 era il capitalismo ad attraversare una fase di declino.
    La crisi petrolifera del 1973 s'era innestata su una crisi strutturale già in atto che metteva in pericolo le conquiste appena realizzate nello stato sociale.
    Al di là di quello, erano ancora massive le spinte propulsive del 68 studentesco e del 69 operaio.
    Spinte che esigevano risposte libere, progressiste e democratiche.

    In quel contesto, l’Eurocomunismo ha sviluppato la più valida strategia di risposta.
    Ha concepito una politica autonoma di superamento del capitalismo, a partire dalle strutture dello Stato Liberale e dai cambiamenti in atto nelle sottostrutture economiche e sociali.
    In sostanza ha adeguato i proprii concetti politici.
    E per prima cosa ha posto la democrazia al centro della propria politica.
    Democrazia come mezzo e democrazia come fine.
    Democrazia come discriminante tra Eurocomunismo e comunismo sovietico.

  3. #1333
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    Non sono d'accordo. La trasformazione lenta del socialismo in capitalismo di stato è iniziata con Krusciov, ha subito un leggero rallentamento con Breznev ed è esplosa brutalmente con Andropov e Gorbaciov, anche se secondo me Andropov avrebbe gestito molto meglio la cosa.


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    Lord,
    io concordo con l'analisi di Bordiga che nel suo saggio: Struttura economica e sociale della Russia d'oggi, individua dopo la NEP che va dal 21 al 25, una prima fase intermedia pre capitalista dal 26 al 29, fase che lui definisce industrialismo di stato, un periodo che degenererà in una crescita imponente del capitalismo di stato nell'industria e del semicapitalismo statale-coperativo in agricoltura tra il 35 e il 38. La fase che tu dici iniziata con Krusciov, sempre lui la definisce già di emulazione economica dell'Occidente.

  4. #1334
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Ideologia la sua lazzari,
    non basta inserire due link, per altro abbastanza sospetti visto il loro backgroud, e poi sostenere che quello che scrivono è la verità.
    Si, probabilmente la realtà lavorativa di un minatore può essere drammatica, in Africa come da qualsiasi altra parte, in assenza di norme che difendano e proteggano la categoria... quello che accadde a Marcinelle ( Belgio) l'8 agosto 1956, in una miniera di carbone a 1000 mt di profondità, ci illumina su realtà dove profitto e sfruttamento sono le sole regole che contano sul libero mercato.
    Il cobalto acquistato dai cinesi in Congo segue le regole del libero mercato, in un mondo globalizzato che si muove seguendo le indicazioni di una economia capitalista... se non fosse acquistato da loro vedrebbe certamente altri e forse peggiori interlocutori interessarsi della partita, del resto il prezzo del cobalto in borsa è raddoppiato nel giro di un anno senza che gli operatori finanziari del London Metal Exchange abbiano caricato un solo centesimo, stornandolo dai loro profitti, sulla sicurezza dei lavoratori congolesi.
    Cosa dovrebbero fare i cinesi secondo lei lazzari, lasciare il Congo ad inglesi, americani, francesi... la sua è semplice, ma vergognosa, demagogia.
    La strada verso il comunismo è ancora lunga e piena di insidie, come il Congo ed altri siti ci mostrano bene, ma la Cina la tiene aperta, a dispetto di quelli che come lei nell'89, alla caduta del muro di Berlino, plaudivano alla : fine della storia, annunciata dall'economista liberale USA Francis Fukuyama.
    Mi viene da ridere sentire che oggi qualcuno è pronto a giustificare lo schiavismo cinese (di link, quasi tutti concordi in merito ce ne saranno migiaia, s'informi meglio) mentre magari sproloquiava sul colonialismo inglese o magari quello francese piuttosto che italiano, in Libia .

    Sospetto de che ?

    l'africa è passata dal vecchio colonialismo a quello cinese: pechino ha 3030 cantieri nel continente - Politica

    O meglio ancora, sospetto de che?

    http://dspace.unive.it/bitstream/han...pdf?sequence=2

    Quanti link vuoi ancora caro CPisacane ?
    Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
    migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce

  5. #1335
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da leno lazzari Visualizza Messaggio
    Mi viene da ridere sentire che oggi qualcuno è pronto a giustificare lo schiavismo cinese (di link, quasi tutti concordi in merito ce ne saranno migiaia, s'informi meglio) mentre magari sproloquiava sul colonialismo inglese o magari quello francese piuttosto che italiano, in Libia .

    Sospetto de che ?

    l'africa è passata dal vecchio colonialismo a quello cinese: pechino ha 3030 cantieri nel continente - Politica

    O meglio ancora, sospetto de che?

    http://dspace.unive.it/bitstream/han...pdf?sequence=2

    Quanti link vuoi ancora caro CPisacane ?
    Gli investimenti cinesi hanno sviluppato e svilupperanno l'africa
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  6. #1336
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Che poi, a ripensarci su come i cornuti, ideologia ?

    Maddecheeee !? !? !?




    Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
    migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce

  7. #1337
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Gli investimenti cinesi hanno sviluppato e svilupperanno l'africa
    Oppure, a leggere un pò in giro per il web, la rirruanno
    ancora peggio di com'è adesso .

    Chi vivrà vedrà .
    Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
    migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce

  8. #1338
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da leno lazzari Visualizza Messaggio
    Mi viene da ridere sentire che oggi qualcuno è pronto a giustificare lo schiavismo cinese (di link, quasi tutti concordi in merito ce ne saranno migiaia, s'informi meglio) mentre magari sproloquiava sul colonialismo inglese o magari quello francese piuttosto che italiano, in Libia .

    Sospetto de che ?

    l'africa è passata dal vecchio colonialismo a quello cinese: pechino ha 3030 cantieri nel continente - Politica

    O meglio ancora, sospetto de che?

    http://dspace.unive.it/bitstream/han...pdf?sequence=2

    Quanti link vuoi ancora caro CPisacane ?
    "lazzari",
    si, la sua è proprio demagogia, ma legge quello che posta?
    Al Link della tesi di laurea che lei propone, pag. 149:
    D'altro canto, alcuni opinionisti ed intellettuali africani dagli ideali antiimperialisti,
    sono fermamente convinti che i paesi occidentali abbiano solo
    portato aspetti negativi al loro paese nel corso della storia, ritenendo che
    l'approccio cinese, invece, sia stato portatore di positività e progresso nei
    confronti dei popoli africani. Del resto, anche gli stessi Cinesi, hanno conosciuto
    nei secoli della loro storia, la prepotenza degli Occidentali, i quali hanno avuto
    un atteggiamento prepotente e prevaricatore anche nei loro confronti (Venturi,
    2008: 1-10).

    Ma poi se segue tutto il saggio, che è scritto in una forma poco scientifica e molto ideologica, si rende subito conto che il testo fa solo ipotesi e paventa sostuzioni di sfruttatori e sfruttamento; l'autrice deduce che siccome gli occidentali hanno fatto grandi porcherie in Africa, magari, ora che sono potenza, potranno farlo pure i cinesi... ma quella è solo una sua ipotesi personale, non vi è alcuna prova che i cinesi si comportino o si siano comportati come i francesi, gli inglesi, e il resto degli altri galantuomini Occidentali.
    Lei è un piccolo borghese ideologizzato!

  9. #1339
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    "lazzari",
    si, la sua è proprio demagogia, ma legge quello che posta?
    Al Link della tesi di laurea che lei propone, pag. 149:
    D'altro canto, alcuni opinionisti ed intellettuali africani dagli ideali antiimperialisti,
    sono fermamente convinti che i paesi occidentali abbiano solo
    portato aspetti negativi al loro paese nel corso della storia, ritenendo che
    l'approccio cinese, invece, sia stato portatore di positività e progresso nei
    confronti dei popoli africani. Del resto, anche gli stessi Cinesi, hanno conosciuto
    nei secoli della loro storia, la prepotenza degli Occidentali, i quali hanno avuto
    un atteggiamento prepotente e prevaricatore anche nei loro confronti (Venturi,
    2008: 1-10).

    Ma poi se segue tutto il saggio, che è scritto in una forma poco scientifica e molto ideologica, si rende subito conto che il testo fa solo ipotesi e paventa sostuzioni di sfruttatori e sfruttamento; l'autrice deduce che siccome gli occidentali hanno fatto grandi porcherie in Africa, magari, ora che sono potenza, potranno farlo pure i cinesi... ma quella è solo una sua ipotesi personale, non vi è alcuna prova che i cinesi si comportino o si siano comportati come i francesi, gli inglesi, e il resto degli altri galantuomini Occidentali.
    Lei è un piccolo borghese ideologizzato!
    ....."Piccolo borghese ideologizzato"........ ? Detto da uno che ragiona come il peggior
    trotzkista trinariciuto per me è un complimento . Quasi una medaglia .

    Appunto, caro non caro Pisacane, "alcuni opinionisti" a fronte di non si sa quanti che documentano quanto sta avvenendo . Sai qquale sia la differenza ? Gli opinionisti non potranno mai essere chiamati a giustificare quanto asseriscono. Sono dette opinioni per questo, ti pare ? Discutibili, ma nulla più .

    Gli altri ci mettono faccia e firma........basta andarli a stanare e dimostrare, sempre che se ne si è capaci, che sbagliano .

    https://www.newyorker.com/news/news-...w-imperialists

    http://www.osisa.org/books/regional/...-chinese-firms

    Se poi quattro "opinioinisti" trinariciuti sono più affidabili............

    Fa un pò te..............
    Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
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  10. #1340
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    L'economia sociale di mercato

    La globalizzazione si configura come una omologazione planetaria dell’economia, della tecnologia e della comunicazione.
    E’ un processo ambivalente.
    Da un lato offre nuove opportunità in termini di benessere e di efficienza, dall’altro comporta rischi anche gravi (in primo luogo lo sfruttamento delle persone e la distruzione dell’ambiente).
    La funzione ordinatrice della politica diventa allora indispensabile, sia per costruire un nuovo sistema internazionale che regoli i mercati finanziari (una nuova Bretton Woods), sia per individuare e applicare una nuova etica mondiale.

    La fine dell’Unione Sovietica ha portato l’economia di mercato alla vittoria definitiva, e oggi tutti gli economisti sono “neoliberisti”.
    Ma dietro questo concetto si sviluppano due concezioni tra loro contrapposte: gli ultraliberisti che hanno trovato nel “tatcherismo” e nella “reaganomics” le loro traduzioni politiche pratiche (nel libero mercato, nell’individualismo e nell’antistatalismo), e l’economia sociale di mercato degli ordoliberali, cioè di quegli economisti che sostengono la necessità di un quadro normativo statale per ordinare l’attività economica.

    La traduzione in politica pratica delle posizioni teoriche degli ordoliberali è stata attuata in Germania, alla fine della seconda guerra mondiale, in particolare da Ludwig Erhard, che fu ministro dell’economia tedesca dal 1949 fino al 1963 nei governi di Adenauer, e che fu riconosciuto come il padre del miracolo economico tedesco, della ricostruzione e dello sviluppo post-bellico di quel paese, proprio attraverso la realizzazione di una “economia di mercato con obblighi sociali”.

    La Scuola di Friburgo di Wilhelm Ropke e di altri intellettuali tedeschi, sviluppò l’idea di un liberalismo economico di impronta sociale, con uno Stato che non impediva la libera concorrenza e nel contempo era capace di stabilire una politica di quadro che garantisse il corretto svolgimento del processo economico.
    Questa teoria (“teoria dell’ordine”) aveva l’obiettivo di coniugare la libertà di mercato con la perequazione sociale ed ebbe come risultato effettivo uno sviluppo straordinario dell’economia tedesca.
    L’economia sociale di mercato era poi fortemente influenzata dall’etica sociale evangelica, coniugata con la dottrina sociale cattolica (trattata nelle encicliche “Rerum novarum” del 1891 e “Quadragesimo anno” del 1931) e aveva come suoi elementi fondamentali i principii di responsabilità, solidarietà e sussidiarietà.

    L’etica, in particolare, non è un elemento marginale.
    La stessa idea di Comunità Europea, fin dall’inizio si fondava su una dimensione etica.
    Tuttavia, all’atto costitutivo dell’Unione Europea, fu commesso l’errore di non pretendere dai Paesi aderenti un atteggiamento etico nei confronti delle rispettive politiche economiche.

    La stessa speculazione finanziaria è solo una conseguenza del vero problema di fondo, che è la spirale dell’indebitamento dei paesi industriali (Stati Uniti, Giappone, Italia, Francia, Germania e giù giù fino alla Grecia).
    Per esempio, la Federal Reserve statunitense può stampare quantità inverosimili di dollari per pagare le spese militari delle guerre in Iraq e in Afghanistan.
    In questo modo si stabilisce a livello mondiale un sistema arbitrario di moltiplicazione del denaro e di aumento dell’indebitamento.
    La bolla del debito pubblico, quali che siano le sue origini, è la bolla più minacciosa dell’economia finanziaria globale.

    Ne consegue la necessità, e l’urgenza, di un’ampia regolamentazione, nell’ottica di una economia responsabile: misure strutturali come una banca centrale mondiale o la tassa sulle transazioni finanziarie; la riduzione delle dimensioni delle grandi banche e la loro maggiore capitalizzazione; la riforma delle agenzie di rating, ecc.

    Se però le nuove tecnologie hanno creato una nuova economia (nuovi modi di svolgere l’attività economica), nessuna economia nuova è nata invece dal punto di vista dei principi.
    Il risultato è stato che i cicli congiunturali non sono stati eliminati ma, al contrario, si sono create “economie virtuali” e prodotti finanziari dichiaratamente speculativi, con Borse che riflettono sempre meno l’economia reale e sempre più l’umore di investitori che, come giocatori d’azzardo, si muovono in un capitalismo da casinò.
    E nel frattempo i teorici dell’economica sviluppano dei modelli matematici fondati soltanto sull’idea che i mercati siano razionali ed efficienti.

    Ma l’economia è un sottosistema della società, a cui si affiancano altri sottosistemi (il diritto, la politica, la scienza, la cultura e la religione).
    E il rapporto fra questi sottosistemi non è paritario.
    L’uno non vale quanto l’altro.
    L’etica prevale gerarchicamente sulla politica e la politica prevale sull’economia.
    La politica pone le regole e l’economia le deve rispettare.
    L’economia di mercato, per funzionare correttamente, deve quindi essere puntualmente regolamentata e gli attori economici devono avere piena consapevolezza delle loro responsabilità.

    Il concetto di onestà assume quindi il doppio significato di “giusto e conforme alla legge” e “moralmente irreprensibile” e si configura come un atteggiamento interiore che si pone al di sopra della legge, fino a identificarsi con il concetto di etica.

 

 
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