
Originariamente Scritto da
cireno
Pur essendo, tu ed io, su posizioni quasi uguali, nei riguardi di questo mondo dove sembra che solo il denaro e non i sentimenti, i valori, le tradizioni, la Storia abbiano significato, anzi viviamo in un mondo dove un Dio, i denaro, ha soppiantato anche il Dio delle diverse religioni (si salva solo l'Islamismo), ecco, pur essendo tu ed io su posizioni similari nei confronti di questo mondo deteriorato dentro, siamo molto diversi sulle strade da seguire. Io sono un marxista, convinto che solo attraverso riforme sostanziali nella costruzione societaria si possa arrivare a una societā pių giusta, tu sei un soreliano classico perchč vorresti arrivare alla stessa costruzione attraverso un altro percorso.
Dovresti leggerlo, George Sorel, magari quel "Riflessioni sulla violenza" che č un libro molto vecchio, penso di prima della Prima Guerra mondiale. In buona sostanza che dice Sorel?(ecco la nostra differenza)
Sorel opera una distinzione tra mito ed utopia. L'utopia č una costruzione intellettuale che descrive uno stato ottimale e che prepara gli spiriti a riforme aventi il fine di cambiare la condizione sociale presente. Il mito, invece, č una visione organica ed unitaria che esercita realmente un'autentica azione rivoluzionaria e radicalmente distruttrice. Il mito consiste, infatti, nell'evocare un insieme di immagini in maniera dinamica che esercitano nella massa una serie di sentimenti che animano la guerra contro la societā moderna. Il mito, pertanto, prima di ogni tipo di analisi, ha una valenza intuizionistica che accende la massa. L'utopia, quella che il nostro vuole sia un'utopia, č il sistema per raggiungere una giusta societā che non puō esistere perchč l'uomo ha dentro di se difetti tali che gli impediscono di avere una visione solidale cosė come la vorrebbe Marx.