
Originariamente Scritto da
CPisacane
Carlo,
se le scrivo di fare un punto e ripartire con i suoi ragionamenti è proprio perchè lei di marxismo, a dispetto di quello che crede, non sa niente.
Intanto mi definisce un idealista senza considerare che io in quanto marxista sono materialista.
Lei opera questo rovesciamento in buona fede, cosa della quale non sono certo per cireno, siccome per lei il marxismo si pone in antitesi al suo senso comune, pesa che il marxismo, che lei non conosce, sia finzione... e lo scrive.
Per lei, il vero idealista tra noi due, la realtà è fenomenica, è cioè quello che le appare, non la realtà in sé.
Così io marxista e materialista le appaio idealista.
Per il marxismo e per Marx punto di partenza dell'analisi è la struttura di una società, quella economico-sociale, rispetto alla quale gli elementi ideali ( religione, filosofia, politica, ecc...) rappresentantano solo sovrastrutture e sono ricomprese in quella.
Ogni coscienza quindi dipende direttamente dagli elementi materiali e non viceversa.
Dunque:
...nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L'insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza. A un dato punto del loro sviluppo, le forze produttive materiali della società entrano in contraddizione con i rapporti di produzione esistenti, cioè con i rapporti di proprietà (che ne sono soltanto l'espressione giuridica) dentro i quali tali forze per l'innanzi s'erano mosse. Questi rapporti, da forme di sviluppo delle forze produttive, si convertono in loro catene. E allora subentra un'epoca di rivoluzione sociale. Con il cambiamento della base economica si sconvolge più o meno rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura.