





Perché non sai del mio incontro con Sartre, una volta congedatomi con onore dal comando di Pieralvise. In realtà, parlando di Sartre, ero ben più interessato alle sue vestali che al suo maleodorante circolo. Tuttavia da appassionato dilettante di filosofia cercai di spiegargli a lungo che la sua traduzione del Dasein non coglieva il punto. Dovette scriveregli poi Heidegger direttamente perché mi dasse ragione. Nonostante fosse ai miei occhi un comunista con vezzi intellettuali tipici dell'epoca, più che un grande filosofo e scrittore, avevo per lui un certo educato rispetto da italiano; un problema dei Tedeschi, più bravi di noi e dei nostri cugini in filosofia, è che sono meno delicati degli Italiani a colpire di fioretto, Martino ci andò giù duro quella volta: "tu Sartre oltre a esser comunista non capisci proprio una sega".


Io non credo che Heidegger possa aver mai pronunciato una simile idiozia nei riguardi di Sartre, forse potrebbe averlo pensato, agli inizi, quando lui, Martin Heidegger aderì al nazismo mentre Sartre era già immerso nel suo esistenzialismo ateista, a differenza di quello religioso di Kierkegaard che fu l'iniziatore di questa pensiero filosofico, ateista e anche comunista. Ma essendo un personaggio intelligente e colto, Heidegger, ben presto si rese conto che aderire al nazismo era stupida follia e si distolse velocemente da quella infatuazione. Comunque due grandi figure della cultura europea.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky






I riforrmisti, gli opportunisti, i reazionari, come ci spiega bene Karel Kosik con le sue opere, reale interlocutore di Sartre e di Heidegger, immersi nella banalità del loro mondo non possono che offrire ricostruzioni della realtà e riflessioni farsesche... La farsa è il loro ubi consistam etico e politico.


Kosik? Non vorrei ricordre male ma mi sembra che fu proprio Kosik a chiedere aiuto a Sartre in un momento difficile della sua vita quando chi credeva di possedere la verità assoluta, parlo del momento stalinista, lo aveva praticamente allontanato da tutti gli incarichi che ricopriva.
Ecco, proprio lui sarebbe un esempio di come l'essere umano, quando vuole imporre ad altri esseri umani le sue proprie idee nella certezza che siano le uniche giuste, può diventare pericoloso. Era la burocratja stalinista la parte convinta di aver sempre ragione, ovviamente.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Cireno,
si le ho scritto che Kosik è stato un vero interlocutore di Sartre...e per lei naturalmente la "burocratja stalinista" è il comunismo...
nb. Kosik fu vittima della damnatio memoriae ad opera del regime sovietico intervenuto in Cecoslovacchia nel 68 (come certamente lei ben saprà essendo stato probabilmente in quei giorni a Praga... o no?)... ma dopo venne l'89 e Kosik venne reintegrato dai borghesi... Vive la Revolution...peccato che dopo appena due anni i ceki " finalmente democratici" lo ri-allontanarono da qualsiasi " impegno" essendo stato un comunista.

