Far girare le palle / Avere le palle girate
Proiettile calibro 65, per fucile Carcano, Mod. 91
Anche l'origine di queste espressioni risale alla Grande guerra, sempre in relazione al munizionamento e - all'epoca - priva di ogni accezione volgare.
Come ricorda il volume di Michele D’Andrea, "Cose curiose della Grande guerra", la pratica di sfilare le pallottole dai bossoli e reinserirle capovolte - per quanto vietata - era comune negli eserciti italiano e austro-ungarico. Si trattava di un metodo sbrigativo - e indicativo dell’umore di alcuni soldati - per rendere più letali i colpi: la pallottola girata, esponendo il fondello di piombo nudo (quindi, non incamiciato dal rame), si espandeva 'a fungo' al momento dell'impatto ed in tal modo determinava ferite estese e difficili da curare. Produceva un effetto paragonabile a quello delle pallottole 'dum dum' inventate verso la fine dell'Ottocento dagli inglesi, presso l'arsenale omonimo di Calcutta e messe poi fuori legge dalla Convenzione dell'Aia del 1889.
Quindi, da un soldato con «le palle girate» era meglio stare alla larga... un po' come da questo topic, quando si copre il ruolo della zanzara fastidiosa.
A parziale discolpa dei soldati italiani che praticavano questa modifica, va ricordato che il calibro 6.5 mm della nostra cartuccia da fucile (foto sopra), essendo troppo piccolo, aveva un basso potere di arresto del nemico, tanto da far parlare addirittura di "pallottola umanitaria".



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