Fare le cose alla carlona
Raffaello Sanzio e aiuti, Incoronazione di Carlo Magno, 1516-1517 - Particolare
Affresco nei Musei Vaticani, Stanza dell'Incendio di Borgo
Questo detto, usato soprattutto in Lombardia, indica l'affrontare le cose in modo superficiale, trasandato, grossolano.
La sua origine risale ai tempi del regno di Carlo Magno (742-814), chiamato - giustappunto - Carlone e rappresentato in vari poemi cavallereschi come un uomo goffo, semplice e malaccorto nelle sue azioni, che amava indossare abiti tutt'altro che adatti al suo rango, di foggia "plebea", realizzati con stoffe grezze.
Narra la leggenda che una volta l'imperatore si presentò ad una battuta di caccia con abiti assai dimessi, da contadino. Di fronte allo stupore dei suoi nobili accompagnatori, tutti vestiti sfarzosamente, Carlo Magno disse che quell'abbigliamento non era casuale, ma adatto alla bisogna. Infatti, di lì a poco si scatenò un violento temporale e Carlo Magno fu l'unico a passare indenne sotto la tempesta. Gli eleganti cacciatori si inzupparono da capo a piedi, rovinando irrimediabilmente le loro preziose vesti.
Da quel giorno si cominciò ad usare il motto "vestirsi alla carlona", che col tempo venne esteso anche al comportamento delle persone.



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