Mussolini non ha mai condiviso certo razzismo biologico e materialistico, molto in voga nella Germania dell'epoca. Infatti, al razzismo italiano cercò di dare tutt'altra impostazione. Non c'è da vedere alcuna contraddizione con quanto avvenuto successivamente. Infatti, le leggi razziali italiane del 1938 prevedevano che certe categorie di cittadini italiani di razza ebraica potessero fare richiesta di venire esentati dall'applicazione di alcune norme delle stesse leggi nei seguenti casi: componenti di famiglie dei caduti nelle guerre libica, mondiale, etiopica e spagnola e dei caduti per la causa fascista; mutilati, invalidi, feriti, volontari di guerra o decorati al valore nelle guerre libica, mondiale, etiopica, spagnola; combattenti nelle guerre libica, mondiale, etiopica, spagnola, che abbiano almeno la croce al merito di guerra; mutilati, invalidi, feriti della causa fascista; iscritti al Partito Nazionale Fascista negli anni 1919-20-21-22 e nel secondo semestre del 1924; legionari fiumani e uomini con speciali benemerenze.





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