













Tieni presente che prima degli anni 50 gli italiani facevano letteralmente la fame.
Mangiavano gatti, topi, pativano il freddo, avevano la casa distrutta dai bombardamenti.
La percezione del senso di benessere degli anni 50-60 è sicuramente amplificata anche della situazione precedente.
Sicuramente era una vita piu' semplice, senza o con poche distrazioni, la sera ( ci si portava la sedia da casa ) ci si riuniva tutti in una casa o in un bar per vedere i primi quiz televisivi con Mike Buongiorno. Alle dieci tutti a dormire o a fare figli.
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."




Negli anni '50 è partita la ricostruzione ma per stare bene si è dovuto aspettare gli anni '60. Per il resto nelle città c'era di sicuro maggiore passione per la bellezza artistica rispetto ad oggi, è anche vero che girava a quel tempo 1/100 delle auto di oggi, non c'erano stranieri ed essendo nella fase di ricostruzione chiunque si cimentasse in un lavoro non poteva che uscirne vincitore ma, molti ancora avevano problemi per comprare anche solo un cappotto.
"La Gloria non la cerco per me stesso ma per la mia Nazione" (22gradi)


Ah,ah,ah! Topi, gatti...Ma dove lo hai visto?
Non diciamo scemenze...io negli anni '50 c'ero. Ero una bimbetta, ma c'ero.
La vita era spartana, semplice. Ma a me non è mai mancato nulla. Nè mancava ai miei vicini di casa e di strada. La mia era una famiglia modestissima, lavorava solo mio padre poichè all'epoca le donne lavoravano solo se davvero ce n'era necessità e il lavoro femminile, a meno che non fosse qualcosa particolarmente "di valore", era ritenuto una iattura e disonore per il marito capofamiglia.
In tavola non mancava nulla. Quando si aveva bisogno di vestiario si andava dalla sarta, con il tessuto già comprato e nei migliori negozi del centro: ricordo benissimo le attese con mia madre e mia sorella in negozi di via Roma e via Martelli, con i commessi che tiravano giù le pezze di stoffa e la noia dell'attesa dalla sarta che faceva le prove. A noi bambini le cose le cucivano le mamme e i golf erano fatti a maglia dalle stesse quando al pomeriggio ci portavano al parco delle Cascine, vicino casa, e si mettevano in cerchio a chiacchierare nel prato con i gomitoli di lana pronti e i ferri da calza. Stavamo ore a divertirci e correre e cercare i pinoli caduti.
C'era solo la radio, che ascoltavamo spesso. La TV venne molto dopo. Ma si andava regolarmente ai cinema vicini a casa per assistere ai film soprattutto americani che uscivano. D'estate ai cinema all'aperto.
Cosa ci mancava? Nulla. Io amavo molto leggere e di libri e di giornaletti ne avevo da buttar via. Ogni Agosto poi stavamo un mese al mare, sull'Adriatico, nella Romagna patria di mio nonno materno che non ho mai conosciuto.
Vita spartana, senza fronzoli, ma assolutamente dignitosa e serena. Nel '58 andai a vivere con i miei zii, che amavo tanto, e che avevano comprato un bell'appartamento nuovo...quello in cui ancor oggi abito.
E per inciso....anche negli anni precedenti ai '50, e di cui non sono testimone, non è mai accaduto nulla di male. In tempo di guerra i miei lasciarono la città per la campagna del Casentino, dove mia zia insegnava e dove aveva casa, e restarono là sino alla fine del conflitto. Niente fame nè tragedie.
Topi e gatti sopravvissero.![]()
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)