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Discussione: Eugenio Benetazzo

  1. #51
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

    Molto interessante questo forum. Ringrazio Ottobrenero per avermelo detto.
    iaociao:

  2. #52
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

    Citazione Originariamente Scritto da brunilde Visualizza Messaggio
    Molto interessante questo forum. Ringrazio Ottobrenero per avermelo detto.
    iaociao:

    Sei la benvenuta.
    Se vuoi, presentati in questo 3d:

    http://forum.politicainrete.net/soci...entazioni.html

    Saluti
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  3. #53
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

    Porocan
    di Eugenio Benetazzo



    Il Sig. Francesco è un pensionato di Vicenza che ha visto crollare del 30% il valore dell’appartamento residenziale che aveva acquistato con la liquidazione mettendolo tosto in affitto al fine di integrare la sua modesta pensione. Investire la liquidazione in obbligazioni o in titoli di stato ? Dopo Argentina e Parmalat, meglio un decoroso appartamento residenziale in Viale S. Lazzaro in prossimità del centro storico della città del Palladio, almeno affitto e controvalore dell’investimento sono sicuri e garantiti. I suoi sogni di serenità finanziaria sono ben presto svaniti dopo la trasformazione che ha subito il quartiere in pochi anni diventando un ghetto multietnico di nigeriani, marocchini, rumeni e cinesi, senza dimenticare una serie di servizi accessori (prima inesistenti) che arricchiscono notevolmente l’appeal del quartiere: prostituzione e spaccio di droga lungo ed in largo le strade e gli appartamenti. Risultato ? Gli italiani hanno iniziato a svendere uno con l’altro le abitazioni con una gara al ribasso degna di un crollo di borsa. Adesso il Sig. Francesco si trova con un immobile deprezzato e non ci pensa proprio ad affittare ad extracomunitari (viste oltretutte le problematiche di riscossione in caso di inquilini morosi nel pagamento dei canoni). Destino beffardo ! Proprio lui che per decenni ha votato prima la sinistra e dopo il centro sinistra, appoggiando con etica cristiana i processi di integrazione a favore di etnie extracomunitarie. Porocan (in dialetto veneto significa poveretto) ! Pensare che ora è il primo nella fila a denigrare quelle scellerate e libertine politiche immigratorie senza alcun vincolo meritocratico.
    In questi giorni i media nazionali continuano a concentrasi sugli sbarchi dei clandestini (e non migranti, non capisco perché in pochi giorni è stata cambiata anche la loro definizione) e su cosa deve o dovrebbe fare l’Unione Europea per aiutarci a risolvere questa situazione di emergenza. Nessuno tuttavia si è mai soffermato a raccontarci i fenomenali benefici economici che abbiamo ottenuto dall’immigrazione extracomunitaria. Sicuramente qualcuno che legge mi darà ora del razzista o del leghista, non me ne preoccupo il suo lamento rappresenta una voce statisticamente poco rilevante, infatti dagli ultimi sondaggi ormai oltre l’80% degli italiani è unanime nel pensiero: basta con gli extracomunitari !
    Ce ne accorgiamo tutti a distanza di tempo: ci avevano promesso che sarebbero entrati tecnici specializzati, architetti, docenti, ricercatori e professionisti qualificati, invece ci troviamo con manovali generici, camerieri che parlano a mala pena l’italiano, badanti, prostitute e spacciatori. Persino il primo ministro inglese, David Cameron (forse il migliore primo ministro del pianeta al momento) ha sentenziato di recente la fine ed il fallimento del multiculturalismo. Questo non è razzismo, ma semplicemente buon senso, quello che avremmo dovuto avere tempo addietro clonando le politiche di immigrazione più severe al mondo come quella svizzera ed australiana.
    Gli extracomunitari sono responsabili di rimesse verso l’estero dal nostro paese per miliardi e miliardi di euro (stima ufficiale tra i sei e sette miliardi ogni anno), hanno provocato ed indotto un abbassamento dei livelli medi salariali delle maestranze operaie italiane, hanno prodotto fenomeni di microcriminalità ove prima non vi era, hanno causato la decadenza e rallentamento dei programmi scolastici nelle scuole dell’obbligo (a causa della presenza di bambini e ragazzi che non sanno parlare e scrivere perfettamente la lingua italiana), hanno portato alla ghettizzazione dei quartieri residenziali: ovunque nel mondo ci si rende conto di questo, persino nei paesi scandinavi (con la Svezia in pole position) in cui la popolazione si è sempre dimostrata molto disponibile al diverso.
    Tuttavia fin tanto che avremo ancora una minoranza della popolazione costituita da finti perbenisti (o dai loro figli che girano in Porsche, con vestiti firmati tipo Prada e Jeckerson) che rinnegano scioccamente quanto sopra, i prossimi “porocan” saranno tutti gli altri italiani, i quali a distanza di una dozzina d'anni si chiederanno di come sia stato possibile lasciar degradare il paese verso il basso senza opporre alcuna sensata resistenza. A quel punto aspettatevi anche un peggioramento del quadro macroeconomico per l’intero paese, ricordo ancora per chi non lo sapesse che la causa del collasso dei mutui subprime in USA è stata una scellerata politica di immigrazione affiancata da una fuorviante politica di assistenza finanziaria con sussidi di stato alle classe sociali più deboli (fatalità proprio quelle immigrate). Chi è causa del suo male, pianga se stesso.


    Porocan, Eugenio Benetazzo
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  4. #54
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

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  5. #55
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

    SO THINGS THEY ARE

    Il libero mercato semplicemente non esiste: chi pensa che tutto quello che sta accadendo attorno a lui sia il frutto della casualità e del processo evolutivo umano, è meglio che continui a vivere nella la sua beata ignoranza. Pur tuttavia esiste una mano invisibile, ma non intesa come meccanismo economico che regola l'economia in modo tale da condurre la società al più ampio benessere in virtù della ricerca della massima soddisfazione a carico di ogni singolo individuo. La mano invisibile è in realtà l'ingerenza nella vita di tutti i giorni di una potente establishment di lobby planetarie che ha ben presente che cosa dovrà accadere nel prossimo futuro.

    L'idea di base è facilmente comprensibile: creare una società di individui isolati privi di autocoscienza, senza ideali e punti di riferimento. Il raggiungimento di questo processo di metamorfosi è stato conseguito grazie ad una meticolosa pianificazione: nulla è stato lasciato al caso, globalizzazione compresa. Tutto è iniziato con il ridimensionamento del settore primario (agricoltura) in cui la moltitudine della popolazione mondiale era assorbita ed impegnata. Con una propaganda consumistica ingannevole hanno convinto milioni di persone nel mondo occidentale (adesso stanno facendo lo stesso con quello orientale) ad abbandonare la coltivazione della terra per proiettarsi in un finto mondo, migliore solo in superficie, spingendoci a vivere dentro nidi di scarafaggi, ognuno per conto suo, tutti contro tutti.

    Abbiamo abbandonato la vita sana e gratificante all'aria aperta per fare l'interinale che fa il pendolare tra l'ufficio e un monolocale in cemento a Baranzate di Bollate oppure lo sportellista sfigato e depresso della grande banca d'affari che vende prodotti porcheria a pensionati e coppie neosposate. Sono stati grandi, non vi è dubbio: ci hanno spinto a fare lavori che non ci piacevano per comprare beni e servizi di cui non abbiamo bisogno. Il passo successivo è stato quello di mettere a redditto l'infelicità, soprattutto quella di coppia: la strada intrapresa è stata diabolica ovvero portare l'emancipazione della donna sino al fanatismo per polverizzare la famiglia tradizionale basata sui valori cristiani sostituita da famiglie mononucleari ispirate agli ideali di vita promossi da Maria De Filippi.

    La colonna portante della società è venuta destituita lentamente e progressivamente producendo un riverbero mondiale al volano dei consumi: adesso tutti hanno un appartamento, un frigorifero, una televisione, un'automobile, un telefono cellulare. Tutto doppio. L'infelicità rende parecchio all'establishment: una persona infelice e sola infatti tende a cercare gratificazioni personali attraverso il consumo sfrenato di beni e sevizi (superflui o inutili) che arricchiscono virtualmente la sua vita e colmano il vuoto degli affetti personali. Invece il multiculturalismo è stato lo strumento inventato e propagandato per distruggere i popoli e creare una melma senza identità, un gregge di soggetti facili da governare e sfruttare, senza grandi capacità di reazione.

    Il penultimo passo del processo devolutivo studiato a tavolino è di recente introduzione: creare delle reti virtuali di relazioni sociali con lo scopo di schedare e profilare gratuitamente ogni individuo al fine di conoscere con approfondimento i suoi gusti, le sue amicizie, i suoi desideri, le sue paure, lo stile di vita ed i gusti sessuali. Se vi avessero chiesto di fornire queste informazioni dedicate con un provvedimento di legge ci sarebbe stata una sommossa popolare ovunque invece l'avete fatto gratis da soli invitando anche altri vostri conoscenti a farlo.

    Pensate che oggi ci sono persone che vivono con un alter ego rappresentato dal loro iPhone considerandolo ormai come una estensione artificiale del proprio corpo. La fase finale coinciderà con il controllo globale di tutte le interazioni sociali ed economiche di ogni individuo, probabilmente attraverso l'introduzione di un transponder di identificazione a onde radio che servirà per effettuare da prima pagamenti istantanei con moneta elettronica e successivamente servirà per identificare e localizzare le persone e monitorare tutti i loro movimenti e fenomeni di consumo. Tutto questo non sarà imposto dall'alto con la forza o con una legge, ma sarà proprio il singolo individuo a richiederlo a gran voce. So things they are. Così stanno le cose.



    Eugenio Benetazzo .:::. Il Tyler Durden dei Mercati Finanziari
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  6. #56
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  7. #57
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  8. #58
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  9. #59
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    Predefinito Rif: Eugenio Benetazzo

    Non uno di meno
    di Eugenio Benetazzo



    Molti lettori mi scrivono chiedendomi un mio pensiero sul tal partito politico, sul tal esponente politico o sulla tal proposta di riforma legislativa avanzata da questa o quella fazione politica. Perdono tempo, da anni ormai ho smesso di dedicare le mie energie alla critica o contestazione della politica italiana, tanto non serve a niente. Vi sono già abbastanza contenitori mediatici televisivi che dedicano interi palinsesti a questo tipo di intrattenimento: parlare o sparlare del personaggio politico cult del momento. Chi invece ha smesso di andare a votare perchè ormai è disgustato dalla solita propaganda politica riscaldata (tanto a destra quanto a sinistra), sbaglia.

    Chi si sente tradito dall'attuale legge elettorale che non consente più di specificare ed indicare nominativamente il candidato da cui ci vogliamo far rappresentare e per questo rinuncia alla lotta politica di resistenza e si lascia abbandonare a quel che sarà, anche lui sbaglia. Non sono più di tanto la nostra classe politica (che rappresenta lo specchio della popolazione) o l'attuale legge elettorale i veri problemi dell'Italia. Il nostro Paese (al pari di altri in Occidente) si trova in profonda difficoltà economica e sociale, in conseguenza del periodo di turbolenza finanziaria iniziata ormai quasi tre anni, eppure a livello politico abbiamo ascoltato sempre i soliti proclami senza mai aver visto proposte di rilancio realmente efficaci per l'economia.

    La risposta a questo immobilismo politico non è conseguenza del grado di incompetenza e affarismo della nostra classe politica, né tanto meno conseguenza della eterna faida dialettica tra destra e sinistra (tanto entrambe sono le ali dello stesso avvoltoio). Il parlamento italiano è inefficace nella sua veste di organo legislativo a fronte della sua stessa composizione. Da oltre vent'anni Camera e Senato sono composti per circa i 2/3 da liberi professionisti (soprattutto avvocati e medici). Che parte del Paese allora sono in grado di rappresentare ? Per caso ci sono nella fila di deputati e senatori anche altre figure professionali come insegnanti di scuola media, elettricisti, agricoltori, poliziotti, falegnami, interinali, autotrasportatori, macchinisti, tabaccai, ricercatori universitari, impiegati di banca, guardie forestali e aggiungete voi chi più vi sta a cuore.

    Il nostro Paese non funziona proprio per questo motivo in quanto privo di una rappresentanza popolare delle professioni, dei mestieri e delle tipologie di lavoro che sono presenti massicciamente nel nostro territorio e che non sono in grado di essere assistite in quanto non vi è nessuno che può farsi portavoce delle loro problematiche in quanto chi siede in Parlamento è soggetto estraneo a quel mondo lavorativo. Non cambierà molto per l'Italia se venissero abolite le Province, accorpati amministrativamente i Comuni, congelate i vitalizi alla classe parlamentare o diminuito il numero dei deputati. Sicuramente ne beneficerà la spesa pubblica, ma il Paese non muterà il suo outlook.

    Ho provato recentemente a farlo presente all'interno di una nota trasmissione televisiva, ma sono stato tosto fermato: quanto sopra rappresenta la vera chiave di svolta per un cambio epocale di governance politica ovvero l'istituzione delle Quote Professioni. Dopo aggiungiamoci tutto il resto, sovranità monetaria nazionale, abolizione di tutti i privilegi politici, tassazione della prostituzione, detassazione degli utili reinvestiti, e tanto altro ancora (per accontentare molti sostenitori in passato scrissi il Manifesto Economico che ricevette anche notevole consenso), tuttavia senza Quote Professioni continueremmo ad avere un parlamento (magari meno costo al contribuente), ma non per questo efficiente ed eclettico, atto a soddisfare le esigenze di crescita e rilancio di un paese, come il nostro, ormai in via di sottosviluppo.



    Non uno di meno, Eugenio Benetazzo
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  10. #60
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