Quando alcuni anni fa lessi il libro di Huxley, pensai la stessa cosa da te riportata a riscontro. Poi, quando un giorno ascoltai un'intervista al fu prof. Veronesi (oncologo), il quale profondamente convinto affermava che il concepimento non doveva essere necessariamente il frutto di un atto sessuale, mi resi conto che quanto "profetizzato" da Huxley nel suo libro era solamente una questione di tempo, ma non impossibile a divenire realtà.
Una subdola programmazione dell'individuo è già in corso, non ancora con la tecnica del riflesso condizionato di Pavlov, ma agendo psicologicamente sui sentimenti e le emozioni individuali.
Siamo sulla linea di confine verso il totale condizionamento mentale nella plebe da parte della fascia alta della scala sociale (sono riusciti a farci accettare Monti, pensa un po'). La denatalità nei paesi avanzati ne è una dimostrazione, e se il fenomeno del calo demografico sarà in continua discesa (in alcuni paesi occidentali) non è escluso, in un non lontano futuro, il ricorso alla fecondazione in provetta, con la possibilità -in tal caso- di "programmare" la futura scala sociale.





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