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Discussione: L'enigma Rudolf Hess

  1. #1
    Avamposto
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    Predefinito L'enigma Rudolf Hess

    Rudolf Hess - Un uomo, tre misteri.


    Chiunque abbia passione per la storia e in particolare per la storia del '900 non può non conoscere l' incredibile vicenda di Rudolf Hess, amico personale e devoto seguace di Adolf Hitler, che cercherò di riassumere al meglio in queste righe.
    Come detto, Hess fu uno dei pochi amici del Führer nazista nonché uno dei suoi primi seguaci. Tra tutti i gerarchi nazisti Hess era, con Goebbels, il più fanaticamente fedele al suo capo ma, a differenza del piccolo ministro della propaganda, era anche uno dei meno dotati di intelligenza tanto da diventare oggetto di derisione da parte degli altri dirigenti nazisti. Hess era stato anche colui che aveva diviso la prigionia con Hitler dopo il fallito putsch nazista della birreria a Monaco del '23; in quei mesi di carcere aveva scritto, sotto dettatura di Hitler, il 'Mein kampf' del futuro dittatore della Germania. Proprio per la sua dedizione e il suo cieco fanatismo Hitler gli aveva affidato incarichi prestigiosi nel Terzo Reich, nominandolo anche suo successore dopo Goering e tenendolo sempre al suo fianco nei congressi del partito a Norimberga. Tuttavia, vista la sua scarsa intelligenza che traspariva dal suo vacuo sguardo, il Führer nazista non gli aveva mai delegato alcun reale potere, facendo di Hess una figura nominalmente importante ma in realtà di seconda linea.
    Detto questo ora arriviamo al punto interessante: i nazisti, nella Seconda guerra mondiale, conobbero solo trionfi in tutta Europa fino al 1941 quando Hitler si imbarcò nell' impresa più fatalmente pericolosa della sua vita: il 22 giugno attaccò l' Unione sovietica su un immenso fronte che andava dal nord Europa ai Balcani. Quello sarebbe stato l' inizio della fine per il Terzo Reich. Hess, pur nella sua stupidità, aveva intuito come altri il pericolo di una guerra su due fronti e poco dopo partì da solo in volo su un aereo della Luftwaffe per la Gran Bretagna al fine di contrattare una pace separata tra la Germania e l' Impero britannico per far sì che i tedeschi potessero riversare tutti i loro sforzi bellici contro la Russia sovietica. E qui sta il primo mistero della vicenda che stiamo ripercorrendo: Hitler sapeva del viaggio del suo fedele seguace e nutriva una qualche speranza di riuscita o ne era totalmente all' oscuro? La folle missione di Hess fu un' idea del gerarca o un piano assurdo ma del tutto programmato? Non si saprà mai ma i comunicati ufficiali nazisti dell' epoca avvalorarono la seconda ipotesi sostenendo che Hess agiva di propria iniziativa perché mentalmente disturbato. Fatto sta che Hess, incredibilmente, non fu intercettato né abbattuto per tutto il viaggio e riuscì ad arrivare in Scozia dove il suo aereo precipitò ma dove lui riuscì a salvarsi catapultandovisi fuori. In Gran Bretagna il gerarca nazista sperava di godere dei contatti che pensava di avere con membri della famiglia reale inglese vicini al nazismo, su tutti il Duca di Kent. Tuttavia essi si rivelarono presto insignificanti e fu fatto prigioniero e abbandonato da tutti; gli inglesi lo nascosero, per misteriose ragioni, prima in Galles e poi in Scozia mentre i nazisti lo 'scomunicarono' e arrestarono la sua famiglia. Di lui non si ebbero incredibilmente più tracce fino alla fine della guerra in quanto gli inglesi stranamente non ne pubblicizzarono la cattura.
    Al processo di Norimberga Hess riapparve come secondo nazista più importante tra quelli ancora in vita e nelle mani dei vincitori (subito dopo Goering). Per tutto il processo blaterò cose insensate, prima fingendo un' amnesia, poi smentendosi volutamente e farfugliando teorie assurde su complotti ebraici e su presunte capacità degli ebrei di ipnotizzare le persone. Fatto sta che fu condannato all' ergastolo e non alla forca perché, a differenza di Goering, Ribbentrop e di molti altri imputati non era imputabile per la soluzione finale, ovvero per lo sterminio degli ebrei, essendo già prigioniero degli Alleati quando questa fu messa in atto. Fu trasferito nel carcere di Spandau dove scontò la sua lunghissima pena, prima con altri condannati e poi tristemente solo, fino alla morte, avvenuta nel 1987 a un 'età avanzatissima. Tuttavia proprio la sua morte costituisce il secondo dei misteri della sua incredibile storia: Hess morì di morte violenta. Secondo la versione ufficiale si impiccò in una cella ma, in realtà, ciò è falso: i segni sul collo, tipici dello strangolamento e non dell' impiccagione e la bassa altezza del suo cappio escludono questa ipotesi, evidentemente formulata in malafede e smentita da tutti i legali pagati dalla famiglia di Hess. Per questo Hess è tuttora ricordato come un martire dai neo-nazisti tedeschi. Chi si peritò di uccidere un uomo inoffensivo anche se pazzo come Hess, un anziano detenuto che non dava alcun problema? E perché si preferì non indagare?
    Ed eccoci arrivati al terzo mistero: secondo molti il detenuto numero sette di Spandau, colui che la storia conobbe come Rudolf Hess, non era l' amico e seguace fedele di Adolf Hitler, ma un suo sosia. Le prove a supporto di questa tesi non mancano: innanzitutto il detenuto dichiarò molte volte nei suoi lunghissimi anni di prigionia di non essere Rudolf Hess; tuttavia questa ipotesi potrebbe essere ascrivibile alla sua nota pazzia. Ma un' altra prova avvalora la tesi del sosia: un medico americano che visitò "Hess" a Spandau non trovò alcuna traccia della ferita ai polmoni che il gerarca del Reich si procurò nella Prima guerra mondiale e dovette concludere che quell' uomo non era Rudolf Hess; egli espresse anche questa tesi in un libro nel quale teorizzò la morte del vero Hess: egli sarebbe defunto a seguito di un incidente aereo in Gran Bretagna in cui era morto anche il già citato Duca di Kent. Secondo questa teoria il velivolo di Kent sarebbe stato abbattuto dai britannici per eliminare il filo-nazista componente della famiglia reale e, soprattutto, per mettere a tacere per sempre uno dei suoi passeggeri, l' unico che non fu identificato: il fuggiasco Rudolf Hess. Le prove stanno nel fatto che appunto un passeggero non fu identificato tra quelli partiti, si ipotizza da Loch More, tenuta di Kent. Inoltre il resoconto ufficiale, che parla di schianto accidentale su una montagna, non sta in piedi poiché il pilota dell' aereo era espertissimo e la giornata dell' incidente era limpida. E allora il mistero resta: il detenuto numero sette del carcere di Spandau era davvero Rudolf Hess o era un povero sosia innocente, ucciso perché si era deciso a rivelare tutta la verità? E, soprattutto, perché ci sono ancora così tanti punti bui sulla vicenda? Solo tra dieci anni, nel 2017, si apriranno i sigilli sul caso Hess.

    FONTI:
    -William L. Shirer, "Storia del Terzo Reich", Fabbri Editori, Milano, 1978;
    -www.romacivica.net.

  2. #2
    Avamposto
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  3. #3
    Avamposto
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    Predefinito Rif: L'enigma Rudolf Hess

    La Scomparsa di Hess



    Il 10 Maggio 1941, Rudolf Hess, il segretario della NSDAP, partiva dall’aereoporto di Augusta pilotando un Messerschmitt 110, erano le 17,45.

    Hess raggiunge la Scozia con l’intento di trovare un accordo di pace con l’Impero Britannico, che mai Hitler ebbe intenzioni di distruggere, ragioni magiche, archetipiche, razziali (per noi Hitleristi questi tre elementi non possono scindersi) determinavano anche questa scelta, la non-scelta, il non poter andare avanti con la stessa forza distruttiva contro l’Occidente allo stesso modo che con l’Oriente.

    A Dankerque lasciano ripartire più di 300.000 soldati inglesi, sarebbe bastato un semplice ordine: “non devono neanche bagnarsi i piedi tentando di fuggire” invece di “fermatevi e lasciateli andare” e sul piatto della bilancia Hitler avrebbe avuto quasi mezzo milione di prigionieri di fronte ai quali Londra avrebbe avuto poche scelte. Ma non fu così. Forse qualcuno operò contro gli interessi del Reich dall’interno? Forse qualcuno fece credere a Hitler ed Hess che si poteva arrivare a una pace senza catastrofe con l’Inghilterra?

    Chi era il tramite tra Hess e il Duca di Hamilton? Era Albrecht Hausofer, figlio di Karl Hausofer, sposato con una donna ebrea. Quindi Albrecht era per il giudaismo un ebreo a tutti gli effetti. Certo, dalle sue lettere passate ai documenti della storia emerge la figura di un buon tedesco, un sincero patriota, “sono i massoni e i giudei che impediscono un accordo tra la Germania e l’Inghilterra” (si veda il libro “Rudolf Hess” di Eugen Byrd), amico di Hess, che porrà la sua garanzia di fronte alla Ge.Sta.Po. sulla “germanicità morale” della famiglia Hausofer. Ebbene noi sappiamo come andò a finire: Hess fu arrestato, nessuno lo volle incontrare, e Albrecht….sarà tra i cospiratori del 20 Luglio 1944.

    Ma chi era l’Hess fatto prigioniero in Scozia? Era lo stesso che vediamo nei congressi di Norimberga? Ed era lo stesso assassinato nella sua cella il 17 Agosto 1987?

    Rudolf Von Sebottendorf in “La Pratica Operatica dell’Antica Massoneria Turca” dice che tutti i fenomeni di sosia e bilocazione dell’epoca erano riconducibile al raggiungimento di quell’alto grado iniziatico proprio alla Realizzazione Alchemica che anche l’Ordine di Thule perseguiva. Tralasciando l’improbabile ruolo di Sebottendorf come iniziatore di Hitler, possiamo però affermare con più sicurezza che questo ebbe un ruolo chiave nell’Iniziazione di Rudolf Hess, con cui condivideva la vicinanza a pratiche alchemiche sufi e che di certo furono per lui alla base di tutta la sua vita esoterica, se pur maturate e arricchite all’interno di un sistema ariosofico, di Kabbala Ariana, Runica.

    Tutti i gerarchi nazionalsocialisti portavano in sè qualcosa di “umano troppo umano”, lo stesso Himmler alla fine non si dimostrerà all’altezza del suo ruolo, almeno secondo la storia ufficiale. Così fu superato da Goebbels nella sua ascetica fedeltà, che trasfigurò ogni realtà portandolo a stare oggi al fianco del Führer insieme ad Hess.

    Ciononostante in Hess sono sempre presenti, dai primi mesi di segretario di Hitler, dai primi scontri alla Hofbrauhaus, fino alla Prigionia di Landsberg durata 9 mesi, e fino alla sua stessa morte nel 1987 quegli elementi che non a torto hanno portato molti a definirlo “il Gran Sacerdote del Partito”. Fedele, fanatico, rigido con sè nella propria educazione iniziatica, custode della fedeltà al Führer nel Partito.

    Non chiese mai nulla in cambio, la sua fu una vita di lotta, modestia, e Magia. Il medico di Spandau Hugh Thomas visitò Hess negli anni settanta e non trovò segni di ferita d’arma da fuoco sul suo corpo, eppure nella Prima Guerra Mondiale un proiettile traforò il polmone sinistro di Hess: nessuna traccia di questa cicatrice, nè sulla sua pelle nè risultava dalle radiografie toraciche. Quando il medico glielo fece notare Hess reagì col panico.

    Così, il medico, nonchè ex agente segreto, autore anche di un libro in merito a questa vicenda “The Murder of Rudolf Hess” (1979) ci racconta come anche dagli archivi del Processo di Norimberga risulti che già gli Alleati nel 1946 si erano accorti di questo e lo comunicarono a Churchill, che insistette per far ripetere le radiografie, chiaramente con lo stesso esito.

    E’ così che il “Prigioniero numero 7″ per molto tempo negherà di essere Rudolf Hess, la stessa moglie avrà dei dubbi sulla sua identità. Thomas ci parla anche di carte radar di quel 10 Maggio 1941 (il giorno della missione in scozia di “Hess”, per trovare la pace con l’Inghilterra): queste segnalano come il Messerschmit partito da Augusta non si sia mai diretto verso l’isola britannica, bensì giunge all’altezza della Danimarca e scompare dai radar. Successivamente ne riappare un altro che parte da Stoccolma e raggiunge, questo si, la Scozia con a bordo quell’uomo che al contadino scozzese dirà di chiamarsi “Alfred Horn”.

    Sono state diverse le ipotesi in merito a questi particolari: Goering avrebbe ordinato a un esperto pilota tedesco di abbattere l’aereo partito da Augusta col vero Hess, cosa che però pressupone che Goering fosse a conoscenza da tempo dei suoi piani, e avesse così avuto anche la possibilità di trovarne un sosia disposta a rischiare per lui. Cosa oltrettutto improbabile visto che “ufficialmente” anche Hitler ne era all’oscuro, e soprattutto, perchè boicottare un progetto di pace con la Gran Bretagna? Gelosia? Paura che Hess riuscisse nell’impresa così da portarlo alla ribalta come ruolo nel Terzo Reich?

    E allora perchè mandarci un sosia che sarebbe comunque potuto riuscire? No, è una tesi completamente fuori luogo. In ogni caso è impossibile che Hitler non fosse d’accordo con Hess, vista l’estrema fedeltà di questo, vista l’altrettanta volontà di pace con gli Inglesi da parte di Hitler, e visto che il 4 Maggio si incontrano a Berlino a porte chiuse, senza testimoni.

    Non sorprende quindi che il Führer abbia finto di non sapere, essendo quindi costretto poi ad annunciare alla nazione che “il camerata Hess è rimasto vittima di idee folli”. Non dimentichiamo che questo modo tattico di agire di Hitler si verificò anche altre volte. Quando si organizzò la liberazione di Mussolini sul Gran Sasso se Skorzeny avesse fallito si sarebbero dovute fare esattamente le stesse dichiarazioni; questo ce lo dice Erich Priebke nella sua autobiografia “Vae Victis”, che partecipò al piano di liberazione.

    Stoccolma. Città del Nord, legata tuttora a Ordini Iniaziatici operanti, città portuale, base di partenza di U-Boot. Sono molte le ipotesi che si possono fare con questi elementi. Stoccolma fu anche la sede della Edelweiss, una sorta di Thule Gesellschaft Svedese. Alcuni autori hanno parlato di Stoccolma come punto di partenza dei sommergibili tedeschi di Neuschwabenland: forse il Vero Hess ricevette ordine di stabilirsi in quei “rifugi inespugnabili” dell’Antartide?

    Forse il secondo aereo era pilotato, come ci dice Miguel Serrano, dal Doppelgänger di Hess, nato da una suprema Opera Alchemica? Attraverso il quale Rudolf Hess comunicava al mondo? Come quando rivela l’ipnotismo a distanza, la lotta di poteri occulti, e come quando ci assicura che “Esiste un Potere più forte”. O forse si trattava dello stesso vero Hess, che però aveva rigenerato il proprio corpo portando alla scomparsa della famosa cicatrice: esistono maestri tibetani in grado di farlo.

    “Stiamo parlando di cose che sembrano fantascienza, ma noi stiamo vivendo realmente in un mondo di fantascienza“

    In ogni caso Rudolf Hess, il Prigioniero del Mito, resta il più grande esempio da seguire per ogni Viandante dell’Aurora. La sua incrollabile fedeltà echeggia nei nostri cuori e farà da monito ai posteri che seguiranno il Cammino dello Swastika Levogiro. Perchè “Solo quando il tessuto dei nostri stendardi sarà logoro il Nazionalsocialismo sarà compreso nella sua più intima essenza“.

    ***

    Hess è il simbolo del fuoco magico all’interno del Vira, egli Trasvola verso l’Inghilterra, la Terra degli Angli, degli Angeli, l’Occidente, per ricercare l’Alleanza con loro. E’ il Messaggero di Wotan, è Mercurio, la qualità volatile superiore dell’Hitlerismo, attraverso cui Marte viene sublimato in Giove (attraverso cui il Reich può trovare la Pax) , per cui è la figura che apre la Porta alla Terra d’Occidente.

    Hess rappresenta il simbolo della salvezza della Razza Ariana, minacciata dai suoi nemici esterni ed interni, presiede alla difesa della purezza del Sangue contro i contaminatori dell’Età del Ferro.

    L’Hitlerista Esoterico Nomina Hess il 10 Maggio affinchè presenzì alla “Mercurizzazione”, al processo Magico, Trasmutativo, nelle proprie Operazioni e Riti, affinchè si mantenga l’Ispirazione di Wotan.

    Diventa egli stesso Hess così che giungendo nella Terra degli Angeli possa questa volta concluderne l’Alleanza.

    ***

    IL RITO

    Anche con più partecipanti al rito è sempre solo uno l’Officiante, gli altri presenziano in meditazione e rispondono solo ai Saluti.

    Si rivolge il saluto alle insegne dell’altare con il braccio destro teso e la mano sinistra sul Manipura (Hitler, Hess, Wiligut).

    Si sfodera la Daga e la si pone alla sinistra del Mein Kampf.

    L’Officiante di fronte all’altare accende l’incenso, eventuali altri partecipanti in piedi un passo indietro da lui.

    Si Saluta con il Vara Mudra (con mano sinistra su manipura)

    L’Officiante pronuncia la Formula:

    Io so che sto Nominando Te Camerata Rudolf Hess
    Così che mi sia aperta la Porta d’Occidente
    Così che passando la Soglia giunga a stringere il Patto con gli Angli
    Verso il Sole Nero e l’Inesistenza del Raggio Verde.
    In questo giorno che segna il Volo
    nell’approssimarsi di Voi Marte e Mercurio
    Ci siate testimoni e poniate su di noi il vostro Favore.
    Così noi Combattendo per la difesa della Razza Ariana, contro ogni suo nemico
    Vi Onoriamo e compiamo il Rito.

    Heil Hitler! (braccio teso) Sieg Heil! (vara mudra)

    Il Rito è compiuto.

    Dopo qualche secondo di raccoglimento l’Officiante ripone la Daga sul fodero.

    L’incenso viene lasciato bruciare fino a sua consumazione naturale (una quantità non eccessiva).



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  4. #4
    Avamposto
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    Ultima modifica di Avamposto; 17-08-10 alle 07:47

  5. #5
    Avamposto
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    Predefinito Rif: L'enigma Rudolf Hess

    Rudolph Hess





    Il caso Hess: la misteriosa missione in Inghilterra nel 1941


    a cura di Francesco Ranocchi

    "Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita a fianco di uno degli uomini più grandi che il mio popolo abbia mai espresso nel corso della sua storia millenaria. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come tedesco, come nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare, agirei nello stesso modo: anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo.
    Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all'Onnipotente. E' a lui che debbo rendere conto, e so che mi assolverà."
    Rudolph Hess
    Norimberga 31 agosto 1946

    Sabato 10 maggio 1941, un giorno qualunque nel drammatico contesto delle vicende del secondo conflitto mondiale, diviene una data destinata ad entrare nella storia: alle 6 del pomeriggio, un Messerschmitt 110 tedesco decolla dall'aeroporto militare di Augusta; trascorse poche ore lo stesso aereo, attraversa il mare del nord e, dopo aver eluso il controllo della RAF, immergendosi nella nebbia, sorvolando la contea del Lancashire, atterra in Gran Bretagna, presso il villaggio di Heaglesham, posto nelle vicinanze del castello di Dungavel, residenza del duca di Hamilton, lasciando dietro di sé il suo pilota, catapultatosi fuori col paracadute.

    Ai soccorritori, accorsi al suo capezzale, il misterioso aviatore dichiarò di chiamarsi Alfred Horn e di avere un messaggio urgente per il duca di Hamilton.

    Ma quell'uomo non era una persona qualsiasi, né tantomeno quell'Alfred Horn che aveva detto: quell'uomo era infatti Rudolf Hess, il delfino del fuhrer, il camerata della prima ora, l'amico fidato cui Hitler dettò, nel carcere di Landsberg, il mein kampf.

    Veniva così a determinarsi uno dei più grandi misteri della storia, ancora oggi irrisolto e che continua a dividere gli storici circa le sue ragioni.

    Cosa ci faceva il potentissimo Rudolf Hess nella nemica Inghilterra? Hitler era o meno al corrente di quel volo? Quali furono i reali motivi di quel viaggio? In quale maniera ebbe ad incidere nella decisione del vice-fuhrer il misterioso legame ed intreccio del nazional-socialismo con il mondo dell'esoterismo?

    L'unica certezza è che il solo testimone in grado di chiarire la portata di quella decisione, ossia lo stesso Hess, ha lasciato questo mondo il 17 agosto 1987, con la morte avvenuta nel carcere di Spandau, anch'essa circondata da enormi dubbi e da un profondo alone di incertezza; fu morte naturale o suicidio? E perché si sarebbe dovuto eliminare un vecchio di 93 anni ormai totalmente scollegato dalla realtà? Forse per rimuovere per sempre la verità su quel tenebroso viaggio avvenuto ben 46 anni prima?

    Come si vede si può ben parlare di caso Hess e dagli enigmi di un uomo le cui vicende sono state, sono e saranno sempre avvolte dal più profondo mistero, andando ad incrementare i già fitti, macabri vincoli del regime della svastica con componenti esoteriche e con il mondo dell'occulto.

    Per capire qualcosa in merito a questa vicenda, bisognerà pertanto attendere il 2017, anno in cui sarà finalmente possibile accedere al famoso dossier Hess, che, per il momento, congelato negli archivi inglesi, rappresenta soltanto uno spettro in attesa di concretizzarsi, come se dovesse celare un qualcosa di sconvolgente.

    Secondo quanto già indicato in precedenza, varie teorie sono state avanzate su quel viaggio e la più seguita ed accreditata avrebbe voluto un Hess, caduto in disgrazia agli occhi del suo grande amico Hitler, tentare di riabilitarsi, cercando, all'insaputa dello stesso Hitler, di esaudire quello che credeva il desiderio del fuhrer di concludere una pace con l'Inghilterra, per poi attaccare e distruggere il grande nemico bolscevico.

    In più di una occasione Hitler aveva infatti manifestato i suoi propositi di amicizia con gli inglesi, a cominciare dal 24 maggio 1940, quando, dopo la dilagante guerra lampo, in grado di travolgere, nel giro di poche settimane, gli eserciti alleati, diede, a Charleville, l'ordine di non attaccare il corpo di spedizione inglese, schiacciato, senza alcuna possibilità di fuga, nel porto di Dunkerque, in attesa di reimbarcarsi per la madrepatria, insieme ai resti delle truppe francesi.

    Hitler avrebbe ben potuto annientare le forze alleate ed anche attaccare un'Inghilterra pressoché priva di difese, ma non lo fece.

    Probabilmente dietro a quella sorprendente decisione, vi fu la volontà di Hitler di attirarsi la benevolenza di quello che considerava uno stato amico e che era stato costretto a combattere a malincuore.

    Più d'una volta il fuhrer si espresse in termini positivi nei confronti dell'Inghilterra e che facevano ben comprendere il suo proposito di unire in alleanza i due grandi popoli del nord.

    Alcune testimonianze delle convulse fasi della ritirata di Dunkerque riferiscono che "...quando Hitler visitò il quartier generale, ci stupì parlando con ammirazione dell'impero britannico, della necessità della sua esistenza e della civiltà che la Gran Bretagna aveva portato nel mondo. Paragonò l'impero alla chiesa cattolica e disse che erano entrambi elementi essenziali della stabilità del mondo. Asserì inoltre che dalla Gran Bretagna voleva solo il riconoscimento della posizione tedesca nel continente"; "Il Fuhrer è terribilmente nervoso. Spaventato dal successo, non ha il coraggio di sfruttare la situazione e vorrebbe metterci le briglie"; altri raccontano che in una circostanza Hitler, seduto a tavola, esclamò rassegnato " che cosa devo fare per ottenere la loro amicizia"?.

    Hess pertanto avrebbe deciso, sulla base di un presunto tacito consenso del suo grande amico, di prendersi la responsabilità di avviare le trattative con il governo di Sua Maestà al fine di ottenere una pace separata, ma le cose gli andarono male, sia in Gran Bretagna, sia in patria, ove la sua missione sconvolse l'opinione pubblica, i gerarchi e soprattutto lo stesso fuhrer, il quale nell'apprendere la notizia sarebbe scoppiato in lacrime.

    All'indomani di quella clamorosa missione, Hitler, senza alcun rimpianto o remora, sconfessò pesantemente il suo ex delfino, con un comunicato radio ove fu durissimo, parlando di profonde turbe psichiche dalle quali sarebbe stato afflitto il camerata Hess; dopo anni e anni di simbiosi, terminava dunque brutalmente la profonda unione tra i due personaggi, che avevano vissuto, dalle primissime origini, la parabola ascendente del nazismo, a partire dalla misteriosa ed enigmatica setta esoterica Thule, da cui aveva tratto origine il partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi.

    Fin qui la versione più accreditata tra i vari storici, ma ci sono delle correnti minoritarie, tra cui quella autorevole sostenuta dall'architetto Wolf Rudiger Hess, figlio di Rudolf Hess e suffragata dall'illustre storico tedesco, Ulrich Schlie.

    In un articolo scritto per la Welt am Sonntag il figlio del numero due del III reich parte dal suo desiderio di far chiarezza sulla morte del padre, che, in luogo del suicidio, sarebbe stato ucciso, proprio per coprire la verità sui misteri legati alla sua missione del 10 maggio 1941.

    L'architetto Hess sottolinea innanzitutto come le ultime lettere ricevute dal carcere, non evidenziavano alcun riferimento a propositi di suicidio; ma l'elemento determinante per dimostrare l'assassinio del leader nazista verrebbe dalla seconda autopsia che la famiglia affidò a un autorevole medico legale di Monaco, il professor Wolfgang Spann.

    Il dottor Spann, annotò infatti che: "Le risultanze dell'indagine nel caso Hess ci autorizzano a dichiarare che quanto in un primo tempo sostenuto dalle autorità militari britanniche non può essere avvenuto". Le fotografie del cadavere, infatti, "mostrano senza possibilità di dubbio" una grave contraffazione delle prove esibite dagli inglesi: "Il segno lasciato sul collo dalla corda è totalmente orizzontale, mentre nel caso di un suicidio per impiccagione con la corda attaccata alla griglia di una finestra (così fu trovato Rudolf Hess), il segno dovrebbe essere di forma triangolare, e correre dal basso verso l'alto".

    Secondo il figlio di Hess, pertanto, la versione inglese, che parla di un suicidio derivante dall'insofferenza per le molestie riservate dai sorveglianti, non convince ed è difficile in realtà dargli torto:

    l'ultimo gerarca di Hitler era vigilato 24 ore su 24 da un reparto di 54 persone, all'interno di un carcere, quello di Spandau, che poteva contenere 600 prigionieri e ove questi era l'unico detenuto; senza contare che Hess era ormai un vecchio confuso, pressoché incapace di intendere e di volere e, particolare da non trascurare, indebolito e fiaccato nel fisico dai suoi 93 anni.

    Di certo, qualora realmente il vice-fuhrer si fosse tolto la vita, c'è un particolare sorprendente, che denoterebbe un ultimo squarcio di inquietante lucidità, all'interno di una mente ormai assente:

    Hess è infatti deceduto il 17 agosto 1987, nel giorno del settantesimo anniversario dalla fondazione della misteriosa società Thule, da cui tutto si originò.

    Tornando alla versione di Wolf Hess, che avalla, come sopra riportato, quella dall'illustre storico tedesco, Ulrich Schlie, gli alleati avrebbero pertanto volutamente chiuso la bocca al padre, per impedire che venissero a galla i reali retroscena di quel misterioso volo.

    L'architetto sostiene infatti che la missione fu preparata dettagliatamente dal padre e dallo stesso Hitler, i quali avrebbero agito, come ai bei tempi, in perfetta sintonia tra di loro; ciò sarebbe suffragato dal contenuto dell' ultima lettera inviata da Rudolf al suo fuhrer, scritta quando il piano di una pace separata era ormai svanito"Mio Fuhrer, muoio nella convinzione che la mia ultima missione, quand'anche conclusa dalla morte, porterà dei frutti. Probabilmente il mio volo provocherà, nonostante la mia morte o per l'appunto grazie alla mia morte, la comprensione con l'Inghilterra. Heil Hitler, il vostro fedele H.".

    Quale motivo avrebbe dovuto avere Hess per compilare una lettera del genere, diretta ad un uomo profondamente adirato e nella quale non è dato denotare un minimo segnale di pentimento o di scusa?

    Hitler sarebbe pertanto stato perfettamente a conoscenza del piano e la sua reazione soltanto una strategia palesemente volta a salvaguardare l'immagine del regime e la sua intransigenza verso i nemici.

    Non si può inoltre fare a meno di osservare come il viaggio di Hess, sia avvenuto nell'imminenza dell'"Operazione Barbarossa" contro l'Unione Sovietica di Stalin, considerata il vero obbiettivo della guerra, in forza della lotta al comunismo e dell'applicazione della teoria dello spazio vitale ad est, dell'espansione cioè del popolo ariano verso i territori dell'est Europa, in ragione degli insegnamenti di uno dei personaggi che maggiormente influenzarono, nell'immediato dopoguerra, sia lo stesso Hess che Hitler, ossia il professore di geo-politica Karl Haushofer.

    Una pace separata con l'Inghilterra sarebbe stata oro colato per il grande reich, che avrebbe in questo modo avuto l'occasione di attaccare indisturbato il nemico bolscevico, evitando di combattere su due fronti, come avvenne per l'impero di Guglielmo II, durante la prima guerra mondiale

    Si può facilmente supporre che, al fine di attuare questo proposito, Hitler, che non poteva esporsi pubblicamente, avesse bisogno di un uomo cui riservare la più cieca e totale fiducia, di un uomo che non l'avrebbe mai tradito e chi meglio del grande amico e camerata Hess poteva incarnare questa figura? Chi meglio dell'uomo che fin dall'inizio aveva dimostrato ad Hitler, una devozione talmente morbosa da indurlo a seguirlo in prigione rinunciando alla libertà quando, dopo il putsch, riuscì a trovare la fuga? Chi meglio dell'uomo che scrisse di pugno, dietro dettatura, il "mein kampf"?

    Hitler scelse pertanto il suo più fedele seguace per eseguire la delicatissima missione di attuare quanto concertato a tavolino, per un piano i cui dettagli resteranno sempre avvolti nel mistero e che ha dato adito a molte supposizioni, alcune delle quali vanno oltre l'ipotesi di una semplice pace con il governo di Sua Maestà.

    A conferma di ciò lo stesso Wolf Hess ci fornisce ulteriori particolari circa i dettagli di quello che, secondo lui, era il vero piano elaborato, lo si ripete, dal fuhrer e da suo padre; quel volo non doveva portare, come i più suppongono, ad una trattativa con l'esecutivo inglese in carica, in quanto Churchill avrebbe rifiutato ogni apertura, ma avrebbe avuto il fine di fomentare un vero e proprio colpo di stato, favorente il cosiddetto "gruppo della pace", indirizzato alla conclusione dell'auspicato accordo; tale tesi è stata sponsorizzata anche dallo storico esperto di questioni di spionaggio e intelligence, David Stafford, in "Rudolf Hess: the Flight to Scotland".

    Invece lo storico Peter Padfield, autore di "Hess: the Führer's Disciple", pur concordando con la teoria del perfetta sintonia tra Hess e Hitler circa l'esecuzione di quel viaggio, azzarda l'ipotesi che i due siano stati vittima di un diabolico piano elaborato da un'organizzazione segreta di propaganda creata dal governo inglese e dal nome "Political Warfare Executive", pronta a creare, agli occhi degli stessi, la parvenza di un prossimo colpo di stato a favore del sopraccitato "gruppo della pace", di chiare tendenze filo-naziste e dunque prossimo a cessare le ostilità, in vista di un imminente attacco in massa contro l'Unione Sovietica.

    Senza tralasciare le tesi più suggestive, come quella indicata da Stephen Prior, Clare Pcknett e Clive Prince, esposta in una lunga inchiesta a puntate sul quotidiano "Mail on Sunday", in un libro ("Double Standards") ed in un documentario televisivo ("Hitler and Hess"), secondo cui Hess sarebbe morto, nell'agosto 1942, nello stesso incidente in cui perse la vita l'allora Duca di Kent, il fratello più giovane di re Giorgio VI, con cui l'ex camerata della prima ora era da tempo impegnato in colloqui di pace.

    La vicenda avrebbe poi raggiunto livelli grotteschi con la sostituzione di Hess con un sosia, per nascondere la reale dinamica dei fatti, ipotesi sostenuta anche da Hugh Thomas, il medico legale che lavorò a Spandau negli anni Settanta.

    Secondo le convinzioni del dottor Thomas, Hess sarebbe stato abbattuto dalla RAF, durante il suo volo in Inghilterra e sostituito, per l'appunto da una controfigura, eliminata scientemente a Spandau nell'agosto del 1987, per coprire la verità dei fatti, che, se venuta a galla, avrebbe rivelato la volontà del governo di Sua Maestà di scendere a patti con il III reich.

    In questo quadro enigmatico si inserisce pure la componente esoterica che aggiunge pagine di ulteriore mistero alla già misteriosa missione di quel 10 maggio 1941.

    Come noto Hess, come Hitler, nell'immediato dopoguerra, ebbe stretti legami con misteriose società esoteriche ed in particolare con la società Thule, cellula embrionale del partito nazional-socialista.

    Tutta la vita di Rudolf Hess è contrassegnata dal suo profondo legame con il mondo dell'occulto, anche dopo l'ascesa al potere del fuhrer, fino alla sua morte, avvenuta nel settantesimo anniversario di quella Thule di cui aveva fatto parte; particolare risalto ha avuto pertanto anche l'ipotesi che Hess fosse in contatto con sette esoteriche inglesi, pronte ad aiutare il nazional-socialismo nei suoi propositi di pace separata; in questo inquietante quadro, spunta la macabra figura di Aleister Crowley, la Grande Bestia dell'Ordo Templi Orientis, che avrebbe fatto parte dei personaggi in stretto rapporto con Rudolf Hess.

    Quella sconvolgente missione sarebbe stata pertanto accompagnata da motivi sommersi, avvolti dal mistero e talmente pregiudizievoli da indurre le autorità alleate ad organizzare l'uccisione del gerarca nazista, avallata da Wolf Hess, Ulrich Schlie, dal dott. Thomas e sulla quale è intervenuto anche l'ex direttore americano del carcere di Spandau Eugene Bird, la cui testimonianza e le cui parole lasciano poco spazio ad eventuali dubbi:

    "Rudolf Hess fu assassinato. Il suo non fu un suicidio. La storiella del suicidio fu assurda. Come poteva un vecchio, ormai incapace persino di allacciarsi le scarpe e di impugnare le posate, appendere una corda vicino al soffitto e passarsela intorno al collo?"

    Secondo lo stesso Bird, il delfino di Hitler sarebbe stato strangolato da un guardiano americano di colore, Anthony Jordan, in una baracca del giardino del carcere, distrutta prontamente due ore dopo il fatto.

    I mandanti dell'omicidio sarebbero da individuare nei servizi segreti britannici i quali non solo temevano che Gorbaciov, in linea con la sua politica riformista e di disgelo, decidesse di liberare il prigioniero ma anche, come sopra indicato, che venissero alla luce i reconditi e celati, reali motivi della sua missione in Inghilterra, in grado di nuocere all'immagine di Churchill e di svelare verità nascoste riguardanti le vicende del secondo conflitto mondiale.

    Queste preoccupazioni avrebbero giustificato l'eccessivo zelo delle autorità alleate in merito alle severissime misure di sicurezza circa la prigionia di un uomo ormai innocuo e pressoché incapace di intendere e di volere:

    oltre a vivere in una cella di m. 2,70 x 2,30, che prendeva luce da un'unica finestra, oltre ad essere sorvegliato a vista da un gruppo di oltre 50 guardie, ad Hess erano solo concessi due minuti al mese di colloquio con la moglie e il figlio alla presenza di un guardiano; evidentemente forte era il timore che qualcosa potesse trapelare, sconvolgendo quelle che erano ritenute e sono ritenute tutt'ora certezze ormai acquisite in merito ai drammatici avvenimenti che per ben 6 lunghi anni, sconvolsero il mondo, fino alla caduta del nazional-socialismo.

    Rudolf Hess, l'enigmatico Hess, l'iniziato nero del III reich, continua dunque a far parlare di sé, come in vita, anche dopo la sua scomparsa:

    quel che è certo è che l'unica ragione della sua esistenza era solo e semplicemente, non tanto il partito nazional-socialista, ma Adolf Hitler stesso, in una contemplazione quasi maniacale, in una devozione assoluta, per la quale immolò la sua stessa libertà, da quel giorno di maggio del 1941, fino alla morte avvenuta nel 1987; in questo quadro di misteri, appare comunque evidente che Hess, anche qualora quell'azione fosse stata concertata con lo stesso Hitler, non tradì mai il suo grande amico, mantenendo fino all'ultimo la consegna del silenzio e non facendo parola con nessuno sugli inquietanti risvolti del suo misterioso viaggio; la sua totale sottomissione all'amato fuhrer rappresenta l'unica certezza di questo macabro quadro così come la sua fedeltà fino alla morte per quanto fatto e compiuto per la gloria dell'aquila nazista.

    In attesa dell'apertura, nel 2017, di quel famoso dossier.




    Rudolph Hess

  6. #6
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    Predefinito Rif: L'enigma Rudolf Hess


  7. #7
    Avamposto
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    Predefinito Rif: L'enigma Rudolf Hess

    Antonio Socci -

    "Quel viaggio inglese del camerata Hess. Nazismo ed esoterismo"

    tratto da: Il Sabato, 13.5.1989, n. 19, p. 54s.



    Un libro illumina gli inquietanti rapporti tra nazismo e esoterismo. Una storia che molti hanno cercato di occultare


    A cent'anni esatti dalla nascita di Adolf Hitler un partito neonazista torna a riscuotere successi elettorali in Assia e in Carinzia. E preoccupante quel 6,6 per cento conquistato dal Npd a Francoforte? Il passato dice di sì, visto che nel 1928 i nazisti prendevano appena 12 seggi (contro 207 di socialisti e comunisti), ma solo due anni dopo passarono di colpo a 107.
    C'erano cause contingenti, come la tremenda umiliazione subita dai tedeschi dalla pace del 1919, l'abisso economico in cui la Germania era precipitata, il vuoto politico di Weimar, il bolscevismo ai confini orientali, il pangermanesimo nella cultura romantica. C'erano gli interessi economici di grandi finanzieri, che a Norimberga non sono mai stati chiamati alla sbarra o l'hanno fatta franca con quattro o cinque anni di galera. Ma c'era pure una galassia di gruppi e società esoteriche che da molti anni prima dell'avvento di Hitler avevano tenuto in incubazione i germi della furia nazista.
    George Mosse nel suo libro "Le origini culturali del Terzo Reich" ne traccia i connotati. È una storia rimossa e censurata da quarant'anni, che sta adesso tornando alla luce, ma con grandi resistenze e inquietanti depistaggi. Lo studioso francese René Allaud, dopo anni di ricerche, pubblicò un ponderoso volume a Parigi nel 1969, "Hitler et les sociétés secrètes", che solo quest'anno è stato tradotto in Italia ("Le origini occulte del nazismo", edizioni Mediterranee).
    Al processo di Norimberga, Alfred Rosemberg, la «mente» propagandista del nazismo, esclamò: «Il Thule? Ma tutto è partito da lì! L'insegnamento segreto che abbiamo potuto attingervi ci è stato più utile, per ottenere il potere, delle divisioni delle SA e delle SS. Gli uomini che avevano fondato questa società erano dei veri maghi».
    La Società Thule è una delle infinite ramificazioni della foresta massonica che prosperava in Europa e negli Usa agli inizi del secolo dove si trova un po' di tutto: la gnosi razzista, lo snobismo delle classi dirigenti europee dedite ai culti esoterici, la presenza dei servizi segreti, di potenti lobby finanziarie, di cialtroni e veri maghi dell'occulto.
    In questa inquietante galassia esoterica, che tanta parte ha avuto nelle vicende storiche nel nostro secolo, è andato ad indagare il più noto politologo italiano, Giorgio Galli, commentatore politico di "Panorama", con il libro "Hitler e il nazismo magico" uscito da Rizzoli.
    «Ho tentato di ricostruire» ci dice Galli «l'influenza profonda che una certa dottrina esoterica esercitò sulla leadership del III Reich, ritenendo superficiale e pericolosa la spiegazione comune del fenomeno nazista con la presunta follia di Hitler». Secondo Galli è proprio questa cultura esoterica che può spiegare le scelte strategiche, rimaste enigmatiche, di Hitler: l'attacco alla Polonia, la guerra su due fronti, il genocidio ebraico che ha il carattere del «sacrificio rituale», il cupo profilo di una «operazione magica».
    Ma c'è un episodio oscuro su cui Galli specialmente si sofferma: il volo di Rudolf Hess, la notte del 10 maggio 1941, in Inghilterra. Hess, delfino designato di Hitler, su ispirazione del suo maestro Kar Haushofer, da anni legato alle altre sfere della Golden dawn, società esoterica d'Oltremanica, tentava così di ricostruire i contatti con influenti personalità inglesi, legate alle società esoteriche, per convincere il governo britannico ad arrivare ad un patto di spartizione del mondo fra le due potenze ariane.
    «È un episodio oscuro» dice Galli «che da cinquant'anni si continua a voler tenere nell'oscurità. Gran parte degli storici prende per buona l'interpretazione ufficiale che allora fu data da tedeschi e inglesi: la pazzia di Hess. Ma è assolutamente incredibile che egli si sia avventurato in una simile impresa senza avere e qualche autorevole sponda in Inghilterra. E d'altra parte come si spiega la prudenza e l'imbarazzo di Churchill? E le voci di una possibile pace separata che circolarono all'ambasciata americana?».
    Perché allora questa censura? «Hess» spiega proprio Galli «si disponeva ad avere colloqui che coinvolgevano persone e circoli di tale rilievo per cui potere politico e storiografia ufficiale hanno concordato di stabilire un cordone sanitario, una censura sui nomi e i fatti. Così quei suoi veri interlocutori sono tuttora ignoti e io dubito che saranno mai svelati».
    Sopra si sono innestati episodi di manipolazione sconcertante. Come l'ultimo, recentissimo, che ha come protagonista un settimanale italiano, "L'Espresso". Sul numero del 30 aprile scorso il settimanale pubblicava un'intervista allo storico tedesco Andreas Hillgruber che, fra l'altro, affermava: «Con la sua morte, ancora circondata di mistero, Hess si è portato il suo segreto nella tomba. A meno che la soluzione non sia nei documenti degli interrogatori che gli inglesi vogliono però tenere segreti fino al 2015». La settimana successiva "L'Espresso" annuncia uno scoop su dieci pagine. Lo studioso Alberto Santoni, che si trova a Londra, dopo aver letto queste parole di Hillgruber, si sarebbe recato al Public record office dove avrebbe scoperto in un attimo che «i verbali degli interrogatori di Hess, lungi dall'essere ancora tenuti in architettata e sospetta quarantena, sono stati resi consultabili al pubblico addirittura nel 1971-1972, cioè all'esatto scadere dei consueti e regolari trent'anni dai fatti». Santoni aggiunge che dunque «non c'è nessuna occultazione, ma piuttosto una frequente incapacità d'indagine dei ricercatori».
    "L'Espresso" naturalmente pubblica questi «documenti inediti» con grande risalto: «Nuovi documenti sul giallo Hess». Ma quegli stessi documenti erano già stati pubblicati da anni. Gli interrogatori fra lord Simon ed Hess erano apparsi nel libro di James Leasor "L'inviato non invitato", pubblicato in Italia da Longanesi nel 1974 (e precisamente alle pagine 182-187). E il «testo inedito» firmato Hess che parla di una possibile pace con l'Inghilterra, così come appare sull'Espresso, era stato già pubblicato nello stesso libro a pagina 262. Se Santoni fosse andato a leggersi questo che è il più importante testo sul caso Hess avrebbero anche saputo che «il dottor Mackenzie» altri non è che Ivone Kirkpatrick del Foreign office.
    "L'Espresso" è caduto in un infortunio giornalistico, ma non è da escludere anche che a Londra si facciano filtrare pezzi e bocconi innocui di quei documenti tuttora segreti per depistare le ricerche di storici troppo curiosi, e «per avallare» dice Galli «la solita vecchia tesi ufficiale che è assolutamente inattendibile». Ma per quanto inattendibile, l'idea della follia di Hess ha il pregio di tenere nell'ombra gli interlocutori inglesi di Hitler.
    Un precedente clamoroso è la vicenda dei falsi diari di Hitler pubblicati con grande clamore da "Stern" nel 1983 e interrotti appena dichiarati falsi. Galli, nel suo libro, sostiene che fu un'operazione architettata per «stendere un'ulteriore cortina fumogena sul caso Hess». Una tesi clamorosa dietro la quale fanno capolino servizi segreti e complicità giornalistiche sconcertanti. «Guarda caso» spiega Galli al "Sabato" «questi documenti affermavano che Hess aveva l'avallo di Hitler, che però a Londra non trovava interlocutori, e che non si sa dove li cercasse. Appena pubblicate queste pagine sul caso Hess, "Stern" riconosce la falsità dei diari». L'effetto ottenuto è eccellente: hanno intorbidito le acque tanto da scoraggiare qualsiasi ricercatore. Quali i punti interrogativi? «Un'infinità. Per esempio la perizia di Trevor Roper, uno dei più grandi storici viventi del nazismo e dei più onesti, che avrebbe accreditato dei falsi grossolani. La vicenda Stern doveva impedire una volta per tutte che qualcuno facesse luce sulle reali trattative di Hess». E l'uscita dell' "Espresso" che senso ha? «Identico». Le ipotesi possibili quali sono? Taufer e Agnoli, nel volume "L'ascesa del nazismo e lo sterminio degli ebrei" (Brescia 1989) affermano che Hess, col consenso di Hitler, andò in Inghilterra per negoziare la riconciliazione con l'alta massoneria che aveva in Gran Bretagna il suo vertice: infatti parte l'Ordine ermetico della Golden dawn, referente della Thule e di Haushofer fu fondato a Londra nel 1888 da appartenenti alla massoneria inglese. Ma anche aldilà dei rapporti fra la massoneria speculativa occidentale e quella antico-prussiana della Thule, per tutti gli anni Trenta la classe dirigente inglese si consumò le scarpe per andare ad omaggiare Hitler a Berlino (andarono Anthony Eden, Lloyd George, il duca di Windsor, lord Beaverbrook) mentre gli gnomi angloamericani facevano affari con il III Reich e il "Times", il "Daily Express", l' "Observer", il "Daily Mail" dei vari lord Astor, cantavano inni entusiasti al dittatore tedesco, visto come argine all'Urss. Questa che applaudì Hitler e lo vezzeggiò fino al 1939 è una classe dirigente che popolava la fitta rete di club occultistici inglesi. Proprio su questa dilagante cultura gnostica si è voluto tenere un ferreo silenzio per quarant'anni.


    Data inserimento: 27/07/2007



    Quel viaggio inglese del camerata Hess. Nazismo ed esoterismo

  8. #8
    Avamposto
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    Predefinito Rif: L'enigma Rudolf Hess


  9. #9
    Avamposto
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    Predefinito Rif: L'enigma Rudolf Hess

    Londra apre gli archivi segreti del Foreign Office con i verbali degli interrogatori:
    il mistero di Hess e' svelato. aveva nascosto a Hitler il suo volo di pace in Scozia -

    Il gerarca nazista aveva tenuto all' oscuro Hitler del suo progetto per negoziare una pace separata con la Gran Bretagna



    Londra apre gli archivi sul gerarca nazista

    TITOLO: Il mistero di Hess e' svelato Aveva nascosto a Hitler il suo volo di pace in Scozia

    LONDRA . Dopo cinquantuno anni il Foreign Office britannico ha aperto i suoi archivi con i verbali degli interrogatori di Rudolf Hess, il delfino di Adolf Hitler volato misteriosamente in Scozia nel maggio del 1941, quando la Germania nazista stava vincendo la guerra su tutti i fronti. Si tratta di un migliaio di pagine contenenti lettere scritte da Hess alla famiglia e al Fuehrer, oltre ai verbali dell' interrogatorio cui il gerarca nazista venne sottoposto per settimane in Scozia. Ora il mistero e' sciolto: il gerarca aveva tenuto completamente all' oscuro Hitler del suo progetto per negoziare una pace separata con la Gran Bretagna da una posizione di forza. Hess era decollato da un campo d' aviazione con un caccia Messerschmitt il 10 maggio del 1941, ma il piano falli' quando fu costretto a paracadutarsi nella tenuta del duca di Hamilton in Scozia dove venne fatto prigioniero. Quando capi' che la sua missione di pace era sfumata, ricorda Lord Simon che fu il primo a interrogarlo, Hess "cadde in un profondo stato di depressione" convinto che i suoi carcerieri britannici lo avrebbero avvelenato o fatto uccidere in prigione facendo passare l' omicidio per un suicidio. "Saro' costretto . scrive Hess in una lettera alla famiglia nel giugno 1941 che e' stata ora resa pubblica . a por fine ai miei giorni perche' il fato ha deciso il fallimento della mia grande idea" di far pace con la Gran Bretagna. Poco dopo tento' veramente di suicidarsi. Dal verbale degli interrogatori che lord Simon invio' a Churchill emerge un Rudolf Hess patetico e disperato per il fallimento della sua missione ma soprattutto per "essersi coperto di ridicolo" con la sua iniziativa unilaterale. Da una prima lettura dei documenti emerge che mentre si trovava prigioniero nella Torre di Londra, Hess aveva il terrore di mangiare, sospettando che il cibo fosse avvelenato. Quando venne trasferito in una caserma nella campagna di Aldershot, nello Hampshire, e gli venne permesso di consumare i pasti con gli ufficiali britannici nella speranza che cio' lo rendesse piu' loquace, scambiava regolarmente il suo piatto con quello di un altro commensale e si rifiutava sistematicamente di bere vino, te e caffe' , dove poteva essere stata sciolta qualche sostanza venefica. Dalla documentazione emerge anche che con i medici che lo avevano in cura si lamentava sempre di immaginari dolori allo stomaco e che scriveva continuamente alle autorita' svizzere, incaricate di garantire la sua prigionia, asserendo che lo stavano avvelenando poco alla volta. Un altro chiodo fisso del gerarca nazista era la continua ricerca di contatti con i leader dell' opposizione britannica. Era convinto, scrive lord Simon nella sua relazione, "di poter negoziare con un possibile nuovo governo". Il commento del nobile britannico e' freddo e sprezzante: con questi tentativi Hess dimostrava "di non capire come funziona il nostro sistema di governo". Alla fine venne giudicato "psichicamente instabile e politicamente ingenuo" in un rapporto presentato a Winston Churchill. Condannato all' ergastolo a Norimberga nel 1945, Hess e' stato trovato morto nel carcere berlinese di Spandau nel 1987 all' eta' di 93 anni. Per anni era rimasto l' ultimo nazista superstite detenuto a Spandau, guardato a vista a rotazione da militari delle potenze vincitrici. E anche la sua fine ha suscitato polemiche. Fu trovato impiccato e qualcuno dubito' che non si fosse trattato di suicidio ma di un delitto ordinato non si sa da chi per chiudere la bocca all' imbarazzante testimone.




    Pagina 11

    (11 giugno 1992) - Corriere della Sera


    il mistero di Hess e' svelato. aveva nascosto a Hitler il suo volo di pace in Scozia
    Ultima modifica di Avamposto; 17-08-10 alle 07:58

  10. #10
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: L'enigma Rudolf Hess

    Il volo di Hess: " Hitler sapeva "

    TITOLO: Il volo di Hess: "Hitler sapeva"

    BERLINO . Il misterioso volo di Rudolf Hess il 10 maggio 1941 in Gran Bretagna sarebbe avvenuto con la piena approvazione di Hitler, secondo quanto emerge da alcune lettere segrete scritte da Hess al "Fuhrer" durante la sua prigionia in Inghilterra e divulgate ieri dal quotidiano di Amburgo "Welt am Sonntag". Due passi dell' ultima lettera, scritta il 14 giugno 1941 da Hess a Hitler, accreditano la tesi che la missione del vice di Hitler in Inghilterra, allo scopo di stringere la pace con Londra per avere mano libera nella guerra contro l' URSS, fosse stata concertata con lo stesso "Fuhrer" e che la versione dell' iniziativa individuale sarebbe stata fatta circolare solo in caso di fallimento. "Muoio . recita un passo decisivo della lettera . nella convinzione che la mia ultima azione, anche se finira' con la morte, sortira' in qualche modo dei frutti". Quando Hess scriveva queste righe, la sua missione era gia' fallita: che ragione "avrebbe avuto Hess . si domanda il giornale . di scrivere al Fuhrer se questi fosse davvero stato all' oscuro della sua missione, sapendo che avrebbe dovuto fare i conti con l' ira di Hitler per il suo gesto solitario?". Inoltre nella lettera di addio di Hess non "c' e' una parola di giustificazione o di scusa" e anche questo lascia intendere che "Hitler era evidentemente a conoscenza della missione". Dopo la prigionia in Inghilterra, Hess fu deferito al tribunale di Norimberga e condannato all' ergastolo. Il 17 agosto 1987 si impicco' nel carcere alleato di Spandau, a Berlino.




    Pagina 7

    (8 gennaio 1996) - Corriere della Sera


    Il volo di Hess: " Hitler sapeva "

 

 
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