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Discussione: è morto Cossiga

  1. #321
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    mi viene in mente la storiella del bimbo che visita il cimitero con il nonno

    sulle lapidi legge

    "uomo onestissimo"
    "padre esemplare"
    "marito fedele"

    alla fine sbotta
    "nonno dove sono sepolti i puzzoni?"

    non per altro si usa dire falso come una lapide
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  2. #322
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    "nonno dove sono sepolti i puzzoni?"

    non per altro si usa dire falso come una lapide
    Appena pronta riportate qui la lapide di Cossiga por favor
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  3. #323
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    Citazione Originariamente Scritto da Libertas Visualizza Messaggio
    eccolo qua, a 40 secondi


    Giorgiana Masi non fu l'unica vittima di Kossiga ministro degli Interni...
    Ultima modifica di stefaboy; 18-08-10 alle 10:02
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  4. #324
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    Citazione Originariamente Scritto da Libertas Visualizza Messaggio
    C'erano manifestazioni violente all'epoca, però la violenza non si capiva bene da dove veniva.

    Invece la manifestazione dove morì la Masi era del partito radicale, partito notoriamente pacifista, semplicemente Cossiga aveva vietato TUTTE le manifestazioni, anche quelle di partiti estranei alla violenza.

    Anche per i poliziotti morti spesso restava ignota l'origine delle pallottole assassine,
    di solito morivano quando faceva comodo a qualcuno.
    Dici che non si capiva bene?
    A me pare che queste foto siano abbastanza chiare per comprendere:

    fotogallery - ilGiornale.it

    Questi non erano poliziotti.

  5. #325
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    Predefinito Sarò onesto, Cossiga non mi mancherà

    Certo non si porterà nell'aldilà solo i segreti veri di questa Repubblica. Si porterà anche i segreti da lui inventati, le trame inesistenti fatte intravedere, le panzane spacciate per misteri

    Sarò onesto: non mi mancherà. Guai se la pietà per la morte offuscasse la memoria e il giudizio che la memoria (viva, ben viva) porta con sé. Non esisterebbe più la storia. E dunque, parlando di Francesco Cossiga, rifiuterò il metodo che gli fu alla fine più congeniale: quello di ricordare i morti diffamandoli, dicendo di loro cose dalle quali non potevano difendersi. Fidando nel fatto che i familiari una cosa sapevano con certezza: che se avessero osato replicargli lui avrebbe inventato altri episodi sconvenienti ancora e poi li avrebbe dileggiati, forte della sua passata carica istituzionale e della compiaciuta docilità con cui la stampa ospitava ogni sua calunnia. Fece così con Moro, con Berlinguer, con il generale dalla Chiesa. Fece così con altri. Era nato d’altronde un autentico genere giornalistico, l’intervista a Cossiga, che consisteva nel mettergli davanti un microfono o un taccuino e ospitare senza fiatare le sue allusioni, le sue bugie.



    Da trasformare in rivelazioni storiche, provenienti dal loro unico e inesauribile depositario. Mi atterrò dunque ai fatti che tutti possono pubblicamente controllare. Perché ai tempi fui tra parlamentari che ne chiesero l’impeachement, anzitutto. Perché io il sistema politico di allora, quello che chiamavo il regime della corruzione, lo volevo cambiare per davvero. Ma per renderlo conforme alla Costituzione e a un decente senso delle istituzioni. Perciò mi scandalizzavo nel vedere un capo dello Stato giocare soddisfatto al picconatore, conducendo una massiccia attività di diseducazione civica. Quando poi Cossiga si mise alla testa della lotta contro i giudici, minacciando, lui presidente del Csm, di farlo presidiare militarmente dai carabinieri avvalendosi delle sue prerogative di Capo supremo delle Forze armate, pensai che la misura era colma. Che l’uomo esprimeva una cultura golpista e che era nella posizione istituzionale per tradurla in realtà politica.

    Le chiavi di casa e i giudici ragazzini

    Perché titolai la storia di Rosario Livatino “Il giudice ragazzino”. Esattamente in polemica con lui, che delegittimava i giovani magistrati che in Sicilia sfidavano la mafia. A questi giudici ragazzini non affiderei neanche le chiavi di una casa di campagna, aveva detto. E Livatino, morto a trentotto anni, aveva compiuto le sue prime coraggiosissime inchieste quando di anni ne aveva ventotto. Avevo imparato dai racconti di mio padre che quando si ha a che fare con la mafia chi ha un grado superiore protegge chi sta sul posto, ci passeggia insieme in piazza perché tutti capiscano. Che non è solo, che ha dietro lo Stato. Lui, capo dei magistrati, aveva invece umiliato sprezzantemente proprio i giudici più esposti negli anni della mattanza. Perché mi astenni, unico nel centrosinistra, sulla fiducia al primo governo D’Alema. Non per oltranzismo ulivista, ma perché non ero certo entrato in parlamento per fare un governo con Cossiga e con ciò che lui rappresentava nella vita del paese e nella mia vita personale. Il testo dell’intervento pronunciato in quell’occasione è agli atti. Allora mi valse richieste di interruzione da sinistra e qualche stretta di mano (tra cui quella di Gianfranco Fini). Perché l’ho spesso citato – ma non quanto avrei voluto – nei libri, negli articoli o negli interventi che avevano per oggetto la vicenda di mio padre.


    Veleni attorno a un sacrificio
    Perché ho sempre trovato maramaldo quello spargergli veleno intorno dopo il suo sacrificio. Non ho mai capito se fosse il seguito dell’isolamento che il sistema aveva inflitto al prefetto dopo l’ annuncio che sarebbe andato in Sicilia per combattere la mafia per davvero. Ricordo però con certezza che Cossiga iniziò a colpirne l’immagine in vista del maxiprocesso presentandolo con naturalezza come iscritto alla P2. I giudici che avevano indagato a Castiglion Fibocchi, Gherardo Colombo e Giuliano Turone, mi garantirono che loro nella lista quel nome non l’avevano trovato. Lui insisté contro ogni atto giudiziario e parlamentare (della storia ho reso i particolari su “In nome del popolo italiano”, biografia postuma di mio padre, nel 1997). Finché anni dopo ancora raccontò la sua pazzesca verità: per proteggere mio padre Colombo e Turone, giudici felloni, avevano strappato un foglio dall’elenco. Non smise mai di raccontarlo. Così come, per sminuire il lavoro di Giancarlo Caselli e di mio padre contro il terrorismo, sostenne un giorno, poco dopo l’avviso di garanzia per Andreotti a Palermo, che il vero merito del pentimento di Patrizio Peci fosse di un maresciallo delle guardie carcerarie di Cuneo. Costui venne da lì lanciato pubblicamente in orbita giornalistica e televisiva per seminare nuove e inverosimili calunnie su mio padre, alcune delle quali si sono ormai purtroppo depositate negli atti giudiziari (tra i quali rimane però anche, a Palermo, il testo della controaudizione da me richiesta).

    Altro verrebbe da dire, dalla memoria di Giorgiana Masi uccisa in quella famigerata manifestazione del ‘77 zeppa di infiltrati in armi, al contrasto avuto con lui in Senato, dai banchi della Margherita, sui fatti della Diaz, che lui, sedicente garantista, avallò senza scrupoli. Come e più che con Giovanni Leone, che non ebbe comunque le sue colpe, avremo probabilmente un mieloso coro di elogi. Poiché l’uomo ha incarnato alla perfezione la qualità media della nostra politica questo è assolutamente naturale. Certo non si porterà nell’aldilà solo i segreti veri di questa Repubblica. Si porterà anche i segreti da lui inventati, le trame inesistenti fatte intravedere, le panzane spacciate per misteri. Riposi in pace, e che nessuno faccia a lui i torti che lui fece alle vittime della Repubblica.

    Nando Dalla Chiesa
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010...anchera/50999/
    Ultima modifica di stefaboy; 18-08-10 alle 11:28
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  6. #326
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    Predefinito Rif: Sarò onesto, Cossiga non mi mancherà

    Non credo che Cossiga avesse grandi segreti da rivelare, a parte quei pochi di cui probabilmente si vergognava.

    Comunque non mancherà nemmeno a me.

  7. #327
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Non ho elementi per giudicare Cossiga in quanto sono troppo giovane, e non seguivo la politica allora.

    Ma non credo che le BR fossero un avversario cosi tremendo, anzi erano ininfluenti.

    Cio che invece pesava era il buon tenore di vita della popolazione in quegli anni, 70-80 che permeteva una vita sicura allo stato.

    Oggi si che si corre il rischio.
    Non credi che le BR fossero un avversario così tremendo, anzi erano ininfluenti?
    Ti allego un elenco di persone che hanno provato sulla loro pelle quanto "non fossero così tremende":

    TUTTE LE VITTIME DELLE BR

    Idalgo Macchiarini, dirigente Siemens, sequestrato, marzo 72
    Bruno Labate, segretario provinciale CISNAL Torino, aggredito e percosso, febbraio 73
    Mario Rossi, pubblico ministero Genova, sequestrato, aprile 74
    Giuseppe Mazzola, militante MSI Padova, assassinato, giugno 74
    Graziano Giralucci, militante MSI Padova, assassinato, giugno 74
    Felice Maritano, carabiniere Milano, assassinato, ottobre 74
    Massimo De Carolis, consigliere comunale DC Milano, ferito, giugno 75
    Antonio Niedda, agente di polizia Padova, assassinato, settembre 75
    Francesco Coco, procuratore della Repubblica Genova, assassinato, giugno 76
    Giovanni Saponara, carabiniere Genova, assassinato, giugno 76
    Antioco Dejana, carabiniere Genova, assassinato, giugno 76
    Francesco Cusano, vice questore Biella, assassinato, settembre 76
    Vittorio Padovani, vice questore Milano, assassinato, dicembre 76
    Sergio Bezzega, maresciallo dei carabinieri Milano, assassinato, dicembre 76
    Lino Ghedini, brigadiere della polizia Milano, assassinato, febbraio 77
    Fulvio Croce, presidente Ordine degli avvocati Torino, assassinato, aprile 77
    Vittorio Bruno, vicedirettore "Secolo XIX" Genova, ferito, giugno 77
    Indro Montanelli, direttore "Giornale nuovo" Milano, ferito, giugno 77
    Emilio Rossi, direttore TG1, ferito, giugno 77
    Remo Cacciafesta, preside della facoltà di Economia Roma, ferito, giugno 77
    Maurizio Puddu, consigliere provinciale DC Torino, ferito, luglio 77
    Carlo Casalegno, vicedirettore "La Stampa" Torino, assassinato, novembre 77
    Carlo Castellano, direttore Ansaldo, ferito, novembre 77
    Riccardo Palma, consigliere di Cassazione Roma, assassinato, gennaio 78
    Filippo Peschiera, dirigente regionale DC Genova, ferito, gennaio 78
    Rosario Berardi, maresciallo di polizia Torino, assassinato, marzo 78
    Aldo Moro, presidente DC, sequestrato e poi assassinato, marzo 78
    Oreste Leonardi, agente di polizia Roma, assassinato, marzo 78
    Domenico Ricci, agente di polizia Roma, assassinato, marzo 78
    Francesco Zizzi, agente di polizia Roma, assassinato, marzo 78
    Raffaele Iozzino, agente di polizia Roma, assassinato, marzo 78
    Giuliano Rivera, agente di polizia Roma, assassinato, marzo 78
    Giovanni Picco, ex vice sindaco DC Torino, ferito, marzo 78
    Lorenzo Cutugno, agente di custodia Torino, assassinato, aprile 78
    Francesco De Cataldo, maresciallo carcere San Vittore Milano, assassinato, aprile 78
    Antonio Esposito, squadra antiterrorismo questura Genova, assassinato, maggio 78
    Antonio Santoro, maresciallo guardie carcerarie Udine, assassinato, giugno 78
    Pietro Coggiola, caporeparto Lancia Torino, assassinato, settembre 78
    Gerolamo Tartaglione, dirigente Ministero Grazia e Giustizia, assassinato, ottobre 78
    Salvatore Lanza, agente di polizia Torino, assassinato, dicembre 78
    Salvatore Porceddu, agente di polizia Torino, assassinato, dicembre 78
    Guido Rossa, operaio Italsider, assassinato, gennaio 79
    Attilio Dutto, imprenditore Cuneo, assassinato, marzo 79
    Italo Schettini, consigliere provinciale DC Roma, assassinato, marzo 79
    Antonio Mea, agente di polizia Roma, assassinato, maggio 79
    Pietro Ollanu, agente di polizia Roma, assassinato, maggio 79
    Andrea Campagna, agente Digos Milano, assassinato, maggio 79
    Antonio Varisco, tenente colonnello CC Roma, assassinato, luglio 79
    Michele Granato, agente di polizia Roma, assassinato, novembre 79
    Vittorio Battaglin, carabiniere Genova, assassinato, novembre 79
    Mario Tusa, carabiniere Genova, assassinato, novembre 79
    Domenico Taverna, maresciallo della polizia Roma, assassinato, novembre 79
    Rocco Santoro, carabiniere Milano, assassinato, gennaio 80
    Antonio Cestari, carabiniere Milano, assassinato, gennaio 80
    Michele Tatulli, carabiniere Milano, assassinato, gennaio 80
    Silvio Gori, vicedirettore Petrolchimico Marghera, assassinato, gennaio 80
    Carlo Ala, sorvegliante Framtek Torino, assassinato, gennaio 80
    Vittorio Bachelet, vice presidente CSM, assassinato, febbraio 80
    Nicola Giacumbi, procuratore capo Salerno, assassinato, marzo 80
    Alfredo Albanesi, dirigente Digos Mestre, assassinato, maggio 80
    Pino Amato, consigliere regionale DC Napoli, assassinato, maggio 80
    Pasquale Viale, detenuto comune carcere di Torino, assassinato, giugno 80
    Biagio Inquinto, detenuto comune carcere di Nuoro, assassinato, ottobre 80
    Francesco Zarrillo, detenuto comune carcere di Nuoro, assassinato, ottobre 80
    Renato Briano, direttore Magneti Marelli Milano, assassinato, novembre 80
    Manfredo Mazzanti, direttore tecnico Falck Milano, assassinato, novembre 80
    Giuseppe Furci, direttore sanitario carcere Regina Coeli, assassinato, dicembre 80
    Enrico Galvaligi, generale dei carabinieri Roma, assassinato, dicembre 80
    Giovanni D'Urso, direzione istituti di pena Ministero Giustizia, sequestrato, dicembre 80
    Luigi Maccacani, direttore sanitario Policlinico Milano, assassinato, febbraio 81
    Raffaele Cinotti, agente di custodia carcere di Rebibbia, assassinato, aprile 81
    Ciro Cirillo, consigliere regionale DC Napoli, sequestrato, aprile 81,
    autista e agente di polizia di scorta, assassinati, aprile 81
    Giuseppe Taliercio, dirigente Montefibre Marghera, sequestrato e poi assassinato, maggio 81
    Renato Sandrucci, dirigente Alfa Romeo Milano, sequestrato, giugno 81
    Umberto Siola, assessore PCI Napoli, ferito, giugno 81
    Roberto Peci, fratello di un BR pentito, sequestrato e poi assassinato, giugno 81
    Sebastiano Vinci, vice questore Roma, assassinato, giugno 81
    Antonio De Vita, avvocato, ferito, giugno 81
    James Lee Dozier, generale NATO, sequestrato, dicembre 81
    Nicola Simone, funzionario Digos, ferito, gennaio 82
    Raffaele Delcogliano, assessore regionale DC Napoli, assassinato, aprile 82
    Aldo Iermano, autista Napoli, assassinato, aprile 82
    Giuseppe Carretta, agente di polizia Roma, assassinato, giugno 82
    Franco Sammarco, agente di polizia Roma, assassinato, giugno 82
    Antonio Ammaturo, capo squadra mobile Napoli, assassinato, luglio 82
    Pasquale Paola, agente di polizia Napoli, assassinato, luglio 82
    Valerio Renzi, maresciallo dei carabinieri Milano, assassinato, luglio 82
    Antonio Bandiera, agente di polizia Salerno, assassinato, agosto 82
    Mario De Marco, agente di polizia Salerno, assassinato, agosto 82,
    Antonio Palumbo, agente di polizia Salerno, assassinato, agosto 82,
    6 agenti di polizia Salerno, feriti, agosto 82
    Sebastiano D'Aleo, guardia giurata Torino, assassinato, ottobre 82
    Antonio Pedio, guardia giurata Torino, assassinato, ottobre 82
    Leamon Hunt, diplomatico USA, assassinato, febbraio 84
    Ottavio Conte, agente dei NOCS Roma, assassinato, gennaio 85
    Lando Conti, ex sindaco PRI Firenze, assassinato, febbraio 86
    2 agenti di polizia Roma, assassinati, febbraio 87
    1 agente di polizia Roma, ferito, febbraio 87
    Roberto Ruffilli, esponente DC Forlì, assassinato, aprile 88

  8. #328
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    Citazione Originariamente Scritto da Mauri61 Visualizza Messaggio
    Dici che non si capiva bene?
    A me pare che queste foto siano abbastanza chiare per comprendere:

    fotogallery - ilGiornale.it

    Questi non erano poliziotti.
    Mauri 61 lascia stare, loro fanno sempre così, lasciando il caso della Masi, non puoi palare dei brigAtisti che si coprivano la faccia come i delinquenti, per noN farsi riconiOscere, ma Che vuoi che sia la morte di centinaia di poliziotti, nulla contano solo le morti dei brigatisti, e ci fanno vedere gli uomini che li hanno indottrinati che hanno messo loro le armi in mano, i famosi professori, sociologi, le menti del brigatismo, in televiosione, questi SIGNORI DELLA MORTE, sono diventati degli opinionisti,i, vedi Sofri, è vergognoso, pensa ai familiari delle vittime, come sono contenti.Questo è lo schifo della sinistra.SPUTARE IN FACCIA AI POLIZIOTTI E LANCIARGLI LE MONETINE.
    VUOI SAPERE UNA COSA RIDICOLA? SAI PRIMA LA POLIZIA PORTAVA LE STELLETTE, POI FU SMILITARIZZATA, BENE LA SINISTRA DA QUEL MOMENTO ,PER UN PERIODO, LI HA CHIAMATI POVERI OPERAI DELLO STATO, E VOLEVANO CHE SI ISCRIVESSERO AI SINDACATI DI SINISTRA:
    Ma non ce l'hanno fatta a mettergli la stella rossa al braccio, allora sono tornati a diventare fasciti al soldo dello stato, QUESTA E' LA SINISTRA:
    ADA

  9. #329
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    Citazione Originariamente Scritto da Mauri61 Visualizza Messaggio
    Dici che non si capiva bene?
    A me pare che queste foto siano abbastanza chiare per comprendere:

    fotogallery - ilGiornale.it

    Questi non erano poliziotti.
    Mauri 61 lascia stare, loro fanno sempre così, lasciando il caso della Masi, non puoi palare dei brigAtisti che si coprivano la faccia come i delinquenti, per noN farsi riconiOscere, ma Che vuoi che sia la morte di centinaia di poliziotti, nulla contano solo le morti dei brigatisti, e ci fanno vedere gli uomini che li hanno indottrinati che hanno messo loro le armi in mano, i famosi professori, sociologi, le menti del brigatismo, in televiosione, questi SIGNORI DELLA MORTE, sono diventati degli opinionisti,i, vedi Sofri, è vergognoso, pensa ai familiari delle vittime, come sono contenti.Questo è lo schifo della sinistra.SPUTARE IN FACCIA AI POLIZIOTTI E LANCIARGLI LE MONETINE.
    VUOI SAPERE UNA COSA RIDICOLA? SAI PRIMA LA POLIZIA PORTAVA LE STELLETTE, POI FU SMILITARIZZATA, BENE LA SINISTRA DA QUEL MOMENTO ,PER UN PERIODO, LI HA CHIAMATI POVERI OPERAI DELLO STATO, E VOLEVANO CHE SI ISCRIVESSERO AI SINDACATI DI SINISTRA:
    Ma non ce l'hanno fatta a mettergli la stella rossa al braccio, allora sono tornati a diventare fasciti al soldo dello stato, QUESTA E' LA SINISTRA. Forse non sono biettiva perchè mio padre fu ucciso dalle brigate rosse.
    ADA

  10. #330
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    Predefinito Rif: è morto Cossiga

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    Mauri 61 lascia stare, loro fanno sempre così, lasciando il caso della Masi, non puoi palare dei brigAtisti che si coprivano la faccia come i delinquenti, per noN farsi riconiOscere, ma Che vuoi che sia la morte di centinaia di poliziotti, nulla contano solo le morti dei brigatisti, e ci fanno vedere gli uomini che li hanno indottrinati che hanno messo loro le armi in mano, i famosi professori, sociologi, le menti del brigatismo, in televiosione, questi SIGNORI DELLA MORTE, sono diventati degli opinionisti,i, vedi Sofri, è vergognoso, pensa ai familiari delle vittime, come sono contenti.Questo è lo schifo della sinistra.SPUTARE IN FACCIA AI POLIZIOTTI E LANCIARGLI LE MONETINE.
    VUOI SAPERE UNA COSA RIDICOLA? SAI PRIMA LA POLIZIA PORTAVA LE STELLETTE, POI FU SMILITARIZZATA, BENE LA SINISTRA DA QUEL MOMENTO ,PER UN PERIODO, LI HA CHIAMATI POVERI OPERAI DELLO STATO, E VOLEVANO CHE SI ISCRIVESSERO AI SINDACATI DI SINISTRA:
    Ma non ce l'hanno fatta a mettergli la stella rossa al braccio, allora sono tornati a diventare fasciti al soldo dello stato, QUESTA E' LA SINISTRA:
    ADA
    anzitutto quando parli, parla per te e non in nome degli altri. Tu non sei nessuno, chiaro?

    Io da elettore di sinistra, mi dissocio da qualunque forma di terrorismo, presente, passata e futura. Rinnego le brigate rosse come strumento di lotta

    Sofri era un esponente di Lotta continua, come Miccichè attualmente presente nel governo di centrodestra. Sofri ha RINNEGATO quel passato e ha scontato con la galera le sue colpe.
    Non ha mai voluto chiedere la grazia. E' marcito in carcere, a differenza di altri DELINQUENTI che ora invece stanno in parlamento.

    Quindi tu stai parlando del nulla, ti riempi la bocca del nulla, non avendo null'altro da dire.
    Ultima modifica di stefaboy; 18-08-10 alle 12:02
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

 

 
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