Re: Facciamo il gioco del perché
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TheMeroving
C'è di ingiusto che questa divisione dei ruoli è dettata dalle convenzioni
In parte, non del tutto. È anche dettata da differenze biologiche. La madre allatta, il che ovviamente rende molto più conveniente che del bambino si occupi lei; ed ha un legame più forte col bambino (probabilmente per ragioni ormonali), cosa che rende più difficile allontanarsi.
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e di fatto priva la donna della possibilità di scegliere insieme al marito quale ruolo impersonare.
Le convenzioni non limitano la libertà di scelta. Non c'è niente che impedisca ad una coppia di decidere di far lavorare lei e restare a casa lui, semplicemente la maggior parte delle coppie non trova la cosa desiderabile. Ovviamente qualsiasi scelta deve avere delle cause, quindi non ha senso considerare una scelta come "non libera" solo perchè se ne è identificata la causa.
E se le convenzioni bastano a limitare la libertà, ne segue che nessuno è libero, in nessuna società. Tutte le società hanno scale di valore convenzionali, e tutti gli esseri umani le usano come base per molte delle proprie scelte.
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Una società in cui una determinata categoria di cittadini non è libera di compiere determinate scelte è una società disarmonica.
Al contrario, le società più egualitarie sono più conflittuali, l'armonia si ottiene attraverso una chiara divisione dei ruoli.
Re: Facciamo il gioco del perché
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TheMeroving
Non tutte le donne allattano.
Ma parliamo delle donne in aggregato, no della singola donna (che dopotutto può guadagnare più della maggior parte degli uomini).
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Inoltre quella che descrivi è la situazione in tutto il mondo. Questo non significa che la situazione risponda a criteri di giustizia sociale.
Non esistono criteri oggettivi di giustizia sociale. E anzi, la giustizia sociale è un concetto totalitario che molti nemmeno condividono (vedi Hayek).
Questa è una falsa equivalenza. Non nego che i padri siano legati ai figli (cosa che richiede ossitocina), nego che il legame sia di uguale intensità.
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Questo tipo di approccio però fa a pugni con l'idea di uomo "testosteronico" e "macho" che è imperante nelle nostre società.
Ma l'uomo letteralmente ha molto più testosterone (attenti alla soia! :D ) ed è macho (più aggressivo, competitivo, stoico).
Re: Facciamo il gioco del perché
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alfa-beta
Infatti ormai abbiamo donne che ricoprono gli stessi ruoli dell'uomo (piloti, comandanti, astronauti ecc)
E' chiaro che parliamo di un processo lungo, che richiederà molto tempo, ma inesorabile
Questa si chiama storia Whig, ed è pseudoscienza. Ricorda che anche Marx era convinto dell'inevitabilità del comunismo (eheh).
Re: Facciamo il gioco del perché
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TheMeroving
Sei proprio così sicura che si tratti di impulso naturale e non culturale? Come distingui i due impulsi?
Se varia da società a società, è culturale. Se è universale, è biologico.
Re: Facciamo il gioco del perché
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standing bull
La volontà popolare sarebbe quella espressa dai sondaggi?
Hai idee migliori per rilevarla?
Re: Facciamo il gioco del perché
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Hermes
In parte, non del tutto. È anche dettata da differenze biologiche. La madre allatta, il che ovviamente rende molto più conveniente che del bambino si occupi lei; ed ha un legame più forte col bambino (probabilmente per ragioni ormonali), cosa che rende più difficile allontanarsi.
Le convenzioni non limitano la libertà di scelta. Non c'è niente che impedisca ad una coppia di decidere di far lavorare lei e restare a casa lui, semplicemente la maggior parte delle coppie non trova la cosa desiderabile. Ovviamente qualsiasi scelta deve avere delle cause, quindi non ha senso considerare una scelta come "non libera" solo perchè se ne è identificata la causa.
E se le convenzioni bastano a limitare la libertà, ne segue che nessuno è libero, in nessuna società. Tutte le società hanno scale di valore convenzionali, e tutti gli esseri umani le usano come base per molte delle proprie scelte.
Al contrario, le società più egualitarie sono più conflittuali, l'armonia si ottiene attraverso una chiara divisione dei ruoli.
1) E' su quel "probabilmente" che si gioca la questione. Esiste un legame biologico diverso da quello maschile tale da giustificare una divisione dei ruoli cosi netta?
2) Nel momento in cui in una società non esistono le condizioni affinchè tale libertà di scelta sia effettiva essa di fatto non esiste, Nemmeno esiste se la società vive culturalmente la divisione dei ruoli e soprattutto la staticità nelle assegnazioni di quei ruoli come cogente e quindi vincolante. Ovviamente non vi è nessun problema nei condizionamenti culturali in se. Il problema nasce quando sorgono istanze culturali di segno opposto e quindi è il segno che la cultura in quel senso sta mutando
3) Una chiara divisione dei ruoli non coincide con una rigida assegnazioni dei ruoli.
Re: Facciamo il gioco del perché
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Hermes
Al contrario, le società più egualitarie sono più conflittuali, l'armonia si ottiene attraverso una chiara divisione dei ruoli.
Precisamente. Molti ignorano o fanno finta di ignorare che le convenzioni sono rassicuranti. Le convenzioni (oltre ad essere ineluttabili) sono necessarie affinchè il singolo ed il suo tessuto sociale possano proliferare serenamente. In assenza di convenzioni (del tutto figurativa) vige la depressione più acuta e lo smarrimento più mortifero.
Re: Facciamo il gioco del perché
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Originariamente Scritto da
TheMeroving
Il problema nasce quando sorgono istanze culturali di segno opposto e quindi è il segno che la cultura in quel senso sta mutando
Eccolo il nocciolo del contendersi.
Invito tutti ad interrogarsi seriamente sulla nascita di queste istanze culturali, abbandonando per un attimo il mantra della coscienza collettiva (che è effetto e non causa).
Re: Facciamo il gioco del perché
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Originariamente Scritto da
TheMeroving
Perfetto. La donna è capace di fare tutto quello che fa un uomo e l'uomo è capace di fare tutto quello che fa una donna. Quindi di cosa stiamo parlando?
ti ripeto, che se supera le stese prove fisiche che superano gli uomini per entrare negli eserciti, significa che la femmina ha anche la stessa forza fisica degli uomini.
quindi, sostenere che non può svolgere il lavoro in un'acciaieria perchè ha meno forza fisica degli uomini, come hai fatto tu zerbino, è una balla..
oppure, è vero, e allora significa che se entra negli eserciti deve superare prove fisiche meno difficili rispetto a quelle che devono superare gli uomini, quindi è avvantaggiata.
e se è avvantaggiata, significa che gli uomini sono svantaggiati, quindi subiscono una discriminazione.
non si scappa, lecchino.
Re: Facciamo il gioco del perché
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Originariamente Scritto da
Hermes
Ma parliamo delle donne in aggregato, no della singola donna (che dopotutto può guadagnare più della maggior parte degli uomini).
Non esistono criteri oggettivi di giustizia sociale. E anzi, la giustizia sociale è un concetto totalitario che molti nemmeno condividono (vedi Hayek).
Questa è una falsa equivalenza. Non nego che i padri siano legati ai figli (cosa che richiede ossitocina), nego che il legame sia di uguale intensità.
Ma l'uomo letteralmente ha molto più testosterone (attenti alla soia! :D ) ed è macho (più aggressivo, competitivo, stoico).
1) E' proprio quello il problema. Non esistono "donne in aggregato". Esistono donne con esigenze e scelte diverse le une dalle altre.
2) Non esiste un criterio oggettivo di giustizia sociale così come non esiste un modello sclerotizzato ed immutabile di società. Se esistono istanze contrarie alla tradizione familiare classica è segno che la percezione di "giustizia sociale" è in evoluzione.
3) La donna produce circa il 30% di ossitocina in più dell'uomo, ma i suoi livelli sono molto più instabili di quelli di un uomo. Quale delle due caratteristiche è preferibile nella cura della prole ?
4) Il comportamento "testosteronico" è però quello in virtù del quale tutte le componenti maschili che non discendo dagli effetti del testosterone sono da considerarsi disprezzabili.