
Originariamente Scritto da
Florian
Bossi: Fini lasci per evitare voto. Urso: Sì a lodo e processo breve
Nuovo no di Casini a un governo contro chi ha vinto le elezioni
Da una parte le dimissioni di Fini, auspicate da Bossi, dall'altra il premier Berlusconi continua a confidare nel senso di responsabilità dei "finiani moderati", che sarebbero più inclini a garantire il proprio leale sostegno al governo fino al termine della legislatura, e quindi a non "tradire" gli elettori del Pdl, pur rimanendo leali anche al presidente della Camera. Ma quella tra finiani moderati e non è una distinzione che "non esiste", avverte il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino, anticipando che "voteremo sempre con il governo, su tutti e quattro i punti preannunciati dal premier nel suo documento", e spiegando che è solo Berlusconi, espellendo Fini dal partito, ad aver "tradito" il mandato degli elettori, che sulla scheda hanno votato l'accoppiata Berlusconi-Fini come capilista. Nel frattempo non cambia, anzi ieri è stata ribadita e rafforzata a dispetto delle critiche dell'opposizione, la linea del centrodestra in caso di crisi: nessun "ultimatum" e rispetto per le prerogative del capo dello Stato, ma non c'è nulla di "eversivo", spiega il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto replicando alle accuse del Pd, nel sostenere "o Berlusconi o il voto", una "normale posizione politica e istituzionale" che si basa sul rispetto della "sovranità popolare".
Una linea sostenuta ieri mattina, dalle colonne del Corriere della Sera, anche dall'ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, secondo cui un "governo tecnico" sarebbe anche ipotizzabile, ma mai senza Berlusconi alla sua guida e Pdl-Lega come perno, perché sarebbe palesemente contrario alla "Costituzione materiale", con cui bisogna pur "fare i conti", dal momento che il nome del premier era sulla scheda elettorale e ha vinto le elezioni. Per una maggioranza alternativa non ci sono i numeri al Senato, fa notare, e in ogni caso il presidente Napolitano "dovrebbe riflettere bene prima di intraprendere quella strada", non potendo non tenere conto dell'evoluzione in senso bipolare del nostro sistema. Ma una maggioranza alternativa in Parlamento, ha assicurato Umberto Bossi, il presidente Napolitano non la troverebbe. Perché, ha spiegato anticipando la posizione che esprimerebbe al Quirinale nel corso di eventuali consultazioni, "se Berlusconi e io diciamo di no, i voti non ci sono" e "non c'è nessuno così pirla da fare un governo senza i voti". E "se non ci sono i numeri - ha quindi riflettuto il leader del Carroccio - fatalmente si andrà al voto", anche se Fini e la sinistra hanno "troppa paura", una "paura boia" del voto, secondo il leader leghista, e quindi "fanno di tutto per mettersi di traverso". Chi sembra invece non abbia intenzione di mettersi di traverso è il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Stamattina, in occasione della presentazione del nuovo soggetto politico, "il Partito della Nazione", ha sì ricordato che "il capo dello Stato, se questo governo si dimettesse, ha il dovere di cercare se c'è una nuova maggioranza in Parlamento", ma "noi - ha aggiunto - dobbiamo fare valutazioni politiche e il Partito della Nazione difficilmente darebbe vita ad un governo contro qualcuno, magari contro chi ha vinto le elezioni, perché questo significherebbe non riunificare il Paese ma spaccarlo ulteriormente, lacerarlo, dar vita ad un governo che difficilmente potrebbe fare le cose che gli italiani si aspettano".
(Federico Punzi) 19 ago 2010 12:24
il VELINO - Bossi: Fini lasci per evitare voto. Urso: Sì a lodo e processo breve - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale