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    Predefinito Urso: Sì a lodo e processo breve

    Bossi: Fini lasci per evitare voto. Urso: Sì a lodo e processo breve
    Nuovo no di Casini a un governo contro chi ha vinto le elezioni


    Roma, 19 ago (Il Velino) - Il leader della Lega Umberto Bossi ha chiara in mente la ricetta per la soluzione della crisi politica in atto nella maggioranza: le dimissioni di Fini da presidente della Camera. Se fosse al suo posto, aveva confidato ieri, si sarebbe già dimesso ("se vieni eletto e la maggioranza che ti elegge non ti vuole più, che fai? Ti dimetti"), ma nella notte, dopo aver partecipato alla cena di compleanno del ministro Tremonti, il leader del Carroccio ha spiegato ai cronisti che le dimissioni di Fini sono l'unico modo per "disinnescare" la corsa alle elezioni. "Se resta - è il ragionamento di Bossi - le elezioni sono più probabili, mentre dimettendosi toglierebbe argomenti a Berlusconi e a me, avremmo più difficoltà a chiedere le elezioni", e inoltre "si rifarebbe la faccia davanti alla gente". Un "nuovo patto" per ricucire lo strappo e completare la legislatura sembra essere invece la ricetta dei "finiani", illustrata stamattina ai microfoni di Radio Radicale dal viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso: "Noi siamo nel Pdl. Abbiamo realizzato gruppi parlamentari alla Camera e al Senato come reazione difensiva", dopo l'espulsione di Fini dal partito, ma "pensiamo che il Pdl sia un soggetto fondamentale della vita politica italiana, vogliamo riunificare il nostro percorso, se possibile nello stesso partito, o altrimenti nella stessa maggioranza". Ma per questo, conclude, "serve un nuovo patto per ricucire quello strappo e consacrare il bisogno di completare il percorso della legislatura". "Noi - assicura Urso - non forniremo alcun motivo per una crisi, e non riteniamo che ci sia alcun motivo per una crisi". Sulla giustizia, uno dei punti qualificanti della verifica di metà settembre per tentare di ricompattare la maggioranza dopo lo strappo dei "finiani", da Urso arriva un'apertura al premier. "Non solo potrebbe, ma dovrebbe esserci la giustizia". Per l'esponente finiano è "assolutamente importante, anche per gli investimenti esteri nel nostro Paese, una riforma sui tempi dei processi", ma all'interno di una riforma complessiva della giustizia "certamente può esserci uno scudo costituzionale che tuteli le più alte cariche dello Stato. Siamo favorevoli ad un lodo per il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio. Non pensiamo invece sia necessario per i ministri", spiega Urso.

    Da una parte le dimissioni di Fini, auspicate da Bossi, dall'altra il premier Berlusconi continua a confidare nel senso di responsabilità dei "finiani moderati", che sarebbero più inclini a garantire il proprio leale sostegno al governo fino al termine della legislatura, e quindi a non "tradire" gli elettori del Pdl, pur rimanendo leali anche al presidente della Camera. Ma quella tra finiani moderati e non è una distinzione che "non esiste", avverte il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino, anticipando che "voteremo sempre con il governo, su tutti e quattro i punti preannunciati dal premier nel suo documento", e spiegando che è solo Berlusconi, espellendo Fini dal partito, ad aver "tradito" il mandato degli elettori, che sulla scheda hanno votato l'accoppiata Berlusconi-Fini come capilista. Nel frattempo non cambia, anzi ieri è stata ribadita e rafforzata a dispetto delle critiche dell'opposizione, la linea del centrodestra in caso di crisi: nessun "ultimatum" e rispetto per le prerogative del capo dello Stato, ma non c'è nulla di "eversivo", spiega il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto replicando alle accuse del Pd, nel sostenere "o Berlusconi o il voto", una "normale posizione politica e istituzionale" che si basa sul rispetto della "sovranità popolare".

    Una linea sostenuta ieri mattina, dalle colonne del Corriere della Sera, anche dall'ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, secondo cui un "governo tecnico" sarebbe anche ipotizzabile, ma mai senza Berlusconi alla sua guida e Pdl-Lega come perno, perché sarebbe palesemente contrario alla "Costituzione materiale", con cui bisogna pur "fare i conti", dal momento che il nome del premier era sulla scheda elettorale e ha vinto le elezioni. Per una maggioranza alternativa non ci sono i numeri al Senato, fa notare, e in ogni caso il presidente Napolitano "dovrebbe riflettere bene prima di intraprendere quella strada", non potendo non tenere conto dell'evoluzione in senso bipolare del nostro sistema. Ma una maggioranza alternativa in Parlamento, ha assicurato Umberto Bossi, il presidente Napolitano non la troverebbe. Perché, ha spiegato anticipando la posizione che esprimerebbe al Quirinale nel corso di eventuali consultazioni, "se Berlusconi e io diciamo di no, i voti non ci sono" e "non c'è nessuno così pirla da fare un governo senza i voti". E "se non ci sono i numeri - ha quindi riflettuto il leader del Carroccio - fatalmente si andrà al voto", anche se Fini e la sinistra hanno "troppa paura", una "paura boia" del voto, secondo il leader leghista, e quindi "fanno di tutto per mettersi di traverso". Chi sembra invece non abbia intenzione di mettersi di traverso è il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Stamattina, in occasione della presentazione del nuovo soggetto politico, "il Partito della Nazione", ha sì ricordato che "il capo dello Stato, se questo governo si dimettesse, ha il dovere di cercare se c'è una nuova maggioranza in Parlamento", ma "noi - ha aggiunto - dobbiamo fare valutazioni politiche e il Partito della Nazione difficilmente darebbe vita ad un governo contro qualcuno, magari contro chi ha vinto le elezioni, perché questo significherebbe non riunificare il Paese ma spaccarlo ulteriormente, lacerarlo, dar vita ad un governo che difficilmente potrebbe fare le cose che gli italiani si aspettano".


    (Federico Punzi) 19 ago 2010 12:24


    il VELINO - Bossi: Fini lasci per evitare voto. Urso: Sì a lodo e processo breve - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
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  2. #2
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    Mi astengo da qualunque commento.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    tradotto in italiano: Fini promette a Berlusconi che se lo lascia diventare capo del PDL gli dà tutto quello che vuole.

    Se domani Il Giornale e Libero non aprono con Fini significa che il messaggio è stato recepito e ci stanno pensando sopra.
    Ultima modifica di brunik; 19-08-10 alle 13:35
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    tradotto in italiano: Fini promette a Berlusconi che se lo lascia diventare capo del PDL gli dà tutto quello che vuole.

    Se domani Il Giornale e Libero non aprono con Fini significa che il messaggio è stato recepito e ci stanno pensando sopra.
    Se è così è una vigliaccata...

    Tra l'altro non voterei mai Fini capo del Pdl... io non voterò mai più il Pdl!
    Ultima modifica di Florian; 19-08-10 alle 13:38
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Se è così è una vigliaccata...
    beh anche Storace, la Santanchè e la Mussolini hanno avuto vil loro periodo di antiberlusconismo, Fini non sarebbe il primo che torna a cuccia dopo aver ottenuto un ossicino..

    Comunque non disperiamo, potrebbe essere una dichiarazione tattica per prendere tempo.
    Ultima modifica di brunik; 19-08-10 alle 13:41
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    12 giorni fa, Urso dixit...


    Crede che ci sia ancora uno spazio per il dialogo?
    «Assolutamente sì. È positivo che ci sia una pausa di riflessione nel corso della quale si torni a parlare di politica, e dunque di programma, per trovare insieme le soluzioni. Vanno definite le riforme contenute nel programma che insieme - Berlusconi e Fini innanzi tutto - abbiamo sottoscritto e consacrato con gli elettori: alcune non sono state affrontate, altre solo in parte...».

    (...)

    Ultimo, ma certamente non per importanza, il punto più delicato: la giustizia. Ora si riparla di processo breve...
    «Serve una riforma che riguardi prioritariamente gli interessi dei cittadini e delle imprese: quindi la giustizia civile e quella amministrativa, troppo lunghe e indaginose, costituiscono uno dei principali elementi che scoraggiano gli investimenti nel nostro Paese. Naturalmente non ci sfugge l'importanza di tutelare le massime autorità dello Stato e di governo, a partire dal presidente del Consiglio».

    Tema caldissimo quest'ultimo, con leggi da molti considerate ad personam proposte, approvate, sottoposte a verifica costituzionale...
    «Penso che la strada maestra sia il lodo costituzionale. Le scorciatoie sono esaurite: si sono dimostrate improduttive e spesso dannose. Come modello, c'è per esempio quello francese: niente processo durante il mandato. Chirac, alla fine del secondo incarico, ha risposto alle indagini».

    Se però su queste materie verrà posta la fiducia, voi di Futuro e libertà come vi comporterete?
    «Noi non intendiamo dare vita a un partito, ma rinnovare il Pdl, che vogliamo in linea con le altre formazioni popolari europee, quindi autenticamente liberale, laico, aperto, partecipativo e capace di confrontarsi e crescere sulle idee. Abbiamo formato gruppi parlamentari alternativi per legittima difesa di fronte all'espulsione illegittima e illiberale del cofondatore del partito. Ma una chiusura al dialogo o, peggio, altri strappi, purtroppo avrebbero come conseguenza una divisione del centrodestra nell'ambito della stessa area politica, tra forze che si contendono lo stesso elettorato. Comunque sarebbe platealmente una rottura su temi politici e non, come si vuol far credere, su questioni personali».

    Pensa a un terzo polo?
    «Assolutamente no. Nel nostro Dna c'è la cultura bipolare e della democrazia dell'alternanza. Comunque vada, noi resteremo nel centrodestra, nella metà campo che ci appartiene. Se altri dovessero rompere il patto preso con gli elettori e si andasse alle elezioni, noi ci presenteremmo agli italiani come forza di destra moderna ed europea. Vogliamo andare avanti, non indietro».

    Eppure il voto di mercoledì scorso sul ritiro delle deleghe al sottosegretario alla Giustizia Caliendo vi ha visti uniti a Udc, Api, Mpa...
    «Una convergenza tattica su un aspetto specifico, e non sul programma di governo. Per quanto riguarda l'Udc, appartiene al nostro stesso gruppo popolare europeo: mi auguro che sia riconducibile nel centrodestra».

    Potrebbe verificarsi una convergenza simile anche su un voto di fiducia al governo?
    «Tecnicamente sì. Però credo che occorrerebbe fare una scelta netta con un voto chiaro».

    Insomma, pronti al confronto, ma anche alle elezioni?
    «Ritengo che ci siano ancora le condizioni per raggiungere davvero un nuovo patto di legislatura. Se si fosse fatto un mese fa, come avevo suggerito, evitando l'atto traumatico dell'allontanamento di Gianfranco Fini dal partito si sarebbe evitato anche lo schiaffo ai milioni di elettori che si riconoscevano in un Pdl garantito anche da Fini e non soltanto da Berlusconi. Comunque riteniamo il dialogo la strada maestra e tenteremo di percorrerla fino all'ultimo secondo. Poi nessuno potrà mai dire che non ci abbiamo provato».


    Urso: la riforma della giustizia? Prima le modifiche che toccano la gente - Corriere della Sera
    Ultima modifica di Florian; 19-08-10 alle 13:51
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Bossi: Fini lasci per evitare voto. Urso: Sì a lodo e processo breve
    Nuovo no di Casini a un governo contro chi ha vinto le elezioni


    Da una parte le dimissioni di Fini, auspicate da Bossi, dall'altra il premier Berlusconi continua a confidare nel senso di responsabilità dei "finiani moderati", che sarebbero più inclini a garantire il proprio leale sostegno al governo fino al termine della legislatura, e quindi a non "tradire" gli elettori del Pdl, pur rimanendo leali anche al presidente della Camera. Ma quella tra finiani moderati e non è una distinzione che "non esiste", avverte il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino, anticipando che "voteremo sempre con il governo, su tutti e quattro i punti preannunciati dal premier nel suo documento", e spiegando che è solo Berlusconi, espellendo Fini dal partito, ad aver "tradito" il mandato degli elettori, che sulla scheda hanno votato l'accoppiata Berlusconi-Fini come capilista. Nel frattempo non cambia, anzi ieri è stata ribadita e rafforzata a dispetto delle critiche dell'opposizione, la linea del centrodestra in caso di crisi: nessun "ultimatum" e rispetto per le prerogative del capo dello Stato, ma non c'è nulla di "eversivo", spiega il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto replicando alle accuse del Pd, nel sostenere "o Berlusconi o il voto", una "normale posizione politica e istituzionale" che si basa sul rispetto della "sovranità popolare".

    Una linea sostenuta ieri mattina, dalle colonne del Corriere della Sera, anche dall'ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, secondo cui un "governo tecnico" sarebbe anche ipotizzabile, ma mai senza Berlusconi alla sua guida e Pdl-Lega come perno, perché sarebbe palesemente contrario alla "Costituzione materiale", con cui bisogna pur "fare i conti", dal momento che il nome del premier era sulla scheda elettorale e ha vinto le elezioni. Per una maggioranza alternativa non ci sono i numeri al Senato, fa notare, e in ogni caso il presidente Napolitano "dovrebbe riflettere bene prima di intraprendere quella strada", non potendo non tenere conto dell'evoluzione in senso bipolare del nostro sistema. Ma una maggioranza alternativa in Parlamento, ha assicurato Umberto Bossi, il presidente Napolitano non la troverebbe. Perché, ha spiegato anticipando la posizione che esprimerebbe al Quirinale nel corso di eventuali consultazioni, "se Berlusconi e io diciamo di no, i voti non ci sono" e "non c'è nessuno così pirla da fare un governo senza i voti". E "se non ci sono i numeri - ha quindi riflettuto il leader del Carroccio - fatalmente si andrà al voto", anche se Fini e la sinistra hanno "troppa paura", una "paura boia" del voto, secondo il leader leghista, e quindi "fanno di tutto per mettersi di traverso". Chi sembra invece non abbia intenzione di mettersi di traverso è il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Stamattina, in occasione della presentazione del nuovo soggetto politico, "il Partito della Nazione", ha sì ricordato che "il capo dello Stato, se questo governo si dimettesse, ha il dovere di cercare se c'è una nuova maggioranza in Parlamento", ma "noi - ha aggiunto - dobbiamo fare valutazioni politiche e il Partito della Nazione difficilmente darebbe vita ad un governo contro qualcuno, magari contro chi ha vinto le elezioni, perché questo significherebbe non riunificare il Paese ma spaccarlo ulteriormente, lacerarlo, dar vita ad un governo che difficilmente potrebbe fare le cose che gli italiani si aspettano".


    (Federico Punzi) 19 ago 2010 12:24


    il VELINO - Bossi: Fini lasci per evitare voto. Urso: Sì a lodo e processo breve - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
    Io non mi scandalizzerei per la questione del voto farevole allo scudo per il presidente del consiglio e per il presidente della Repubblica, è roba di buon senso che fa senso perchè a presiedere il Consiglio dei Ministri ci sta un mafioso come Berlusconi. E definendo Berlusconi un mafioso mi rifaccio al famoso oracolo di Cassano Magnago (alias Bossi).

    piuttosto mi fa senso che Cicchito e Dini, su suggerimento di cattivi consiglieri del principe, come i costituzionalisti Niccolo' Zanon (ora al CSM in quota predellino) e Lorenza Violini, facciano riferimento a una costituzione materiale, fondata guarda un po', su leggi ordinarie per contraddire il dato formale e costituzionale chiarissimo che l'Italia è una Repubblica Parlamentare in cui il Capo dello Stato è notaio della volontà del Parlamento in sede di consultazioni per la formazione del Governo. quando la costituzione dice che il Popolo è sovrano ed esercita la sovranità nei limiti e coi modi previsti dalla legge, non intende certo dare a quelle leggi valore superiore ai principi della Carta. non serve essere illustri costituzionalisti per riconoscerlo.

    Il fatto che si sia riconosciuta, se non ricordo male, pure nel vuoto normativo, anche ove espressamente previsto nn cambiarebbe nulla, la possibilità di indicare sulla Scheda il nome del candidato presidente del consiglio, non vuol dire che il parlamento si è espresso per una elezione diretta del presidente del consiglio. Se si voleva l'elezione diretta del presidente del consiglio si faccia una legge apposita.

    Questo modo tipicamente berlusconiano di interpretare le leggi a mo di azzeccagarbugli fa letteralmente schifo, e richiamare la piazza su questa merda di politica è rivoltante.

    Per chi non lo sapesse la costituzione materiale

    primo integra la costituzione formale e non puo' mai contraddirla apertamente

    secondo la costituzione materiale è quell'insieme di consuetudini e interpretazione rese da parte degli organi costituzionali delle pratiche inerenti i loro rapporti


    Anche perchè allora pure a me piacerebbe dire che c'è una costituzione materiale fondata sul dato normativo della costituzione scendo la quale il Parlamento non puo' legiferare in contrario ai principi della libertà, del libero mercato, della massima tutela della proprietà privata, del divieto di costituire enti pubblici economici, della provatizzazione di tutte le risorse che non appartengo al demanio dello Stato....

    Quindi sono autorizzato a dire che la maggioranza parlamentare che approvato la costituzione della Banca del Sud è golpista e tutti i suoi esponenti vanno arrestati quali attentatori della costituzione materiale e conculcatori della Libertà dei cittadini???
    SOCIO FONDATORE ONORARIO DI LIBERTIAMO

    La Bandiera dell'Anarkia perchè l'amaro calice del berlusconismo io non lo bevo e giurai di non votare piuttosto che turarmi il naso. Radicale nostalgico degli anni '90

  8. #8
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    sulla costituzione materiale c'è il piccolo problema giuriidico che deve essere condivisa da tutti nessuno escluso, ma questo per i giuristi bananas è un dettaglio..
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  9. #9
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    Ma dove è scritta questa costituzione materiale? Cosa si intende? Si intendono le (pessime) abitudini che molti italiani hanno? Dunque nella costituzione materiale ci dovrebbe essere scritto che è lecito e concepibile evadere le tasse, truffare i consumatori, corrompere funzionari pubblici?
    La realtà è che Pd e PdL hanno truffato i cittadini mettendo il nome del leader sulla scheda elettorale e dicendo loro che c'era l'elezione diretta del capo del Governo. E ora tentano di dare la colpa di tutto ciò a Napolitano, che invece non farebbe altro che rispettare la Costituzione.
    Detto questo, mi chiedo se sia sensato dare uno scudo giudiziario a persone che vanno a ricoprire altissime cariche DOPO che nei loro confronti si sono aperte indagini o addirittura procedimenti penali. Potrei essere anche d'accordo con uno scudo giudiziario, il quale però dovrebbe durare per uno e un solo mandato e che copra comunque indagini o processi avviati DOPO l'inizio del mandato. Altrimenti non è una legittima protezione delle funzioni di governo, ma un volgare tentativo di fuggire dalle proprie responsabilità.
    E' ora di dirlo: Cosa nostra e Lega Nord non hanno nulla di diverso. Soldi, potere, familismo, demagogia. E morti sulla coscienza. La mentalità leghista è ormai identica a quella mafiosa.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Urso: Sì a lodo e processo breve

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Mi astengo da qualunque commento.
    mi pare li accetti "nell'ambito di una riforma complessiva"
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

 

 
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