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Discussione: Bravo Berlusconi

  1. #51
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio


    Come ho sempre detto, l'immagine dei resistenti di Berlino rimarrà sempre impressa nelle menti di chiunque. Fu l'epilogo 'nibelungico' di una lotta impari che la Germania di fatto combatté da sola, dopo il tracollo italiano - no, chiamiamolo col suo nome: il tradimento italiano - dell'8 Settembre 1943.
    A Berlino non si combatté solo per il nazionalsocialismo e la Germania, ma per un qualcosa di molto più grande: l'Europa intera!
    Detto questo, penso che in realtà uno dei pregi dei Fascismi europei fosse il loro essere 'anti-ideologici'.....idea, non ideologia. L'ideologia, in fondo, è 'roba giacobina'.
    A dire il vero, devo ammettere che in effetti il NS assunse tratti non solo dogmatici ma ideologici in senso proprio (per ideologico, intendo il voler piegare la realtà alle proprie convinzioni, fare della parte, della fazione, il tutto....di fatto è la prospettiva del partigiano ben descritta da Carl Schmitt). Aspetti che secondo me non sono i migliori del NS.

    Sulla battaglia di Berlino dopo ti posto qualcosa ....

    Sugli aspetti "ideologici" del Nazionalsocialismo che posso dirti? Che sono proprio quelli che ne fanno un'Idea-Forza unica e irripetibile.

    Anzi...se permetti...una Fede cieca! :gluglu:




    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio



    Essendo 'lefebvriano', con me sfondi una porta aperta in merito.
    L'ecumenismo attualmente portato avanti dalle gerarchie vaticane non porta assolutamente a nulla, perchè di fatto non porta alla conversione dei cuori e delle menti, ma solo a meri rapporti diplomatici fra confessioni religiose diverse con i quali puoi prenderti tanti thé coi pasticcini in stile Gran Muftì di Gerusalemme con Hitler ma non garantisci la salvezza di alcuna anima.
    E - dal loro punto di vista, chiaramente, non in assoluto - gli ortodossi fanno benissimo ad andarci molto cauti con l'attuale gerarchia ecclesiastica cattolica perchè imbevuta di modernismo giudaizzante anti-cattolico!
    Del resto, le liturgie ortodosse conservano ancora molta della bellezza primordiale dell'antico rito orientale cattolico....perché mai dovrebbero associarsi con gli strimpellatori e i chitarristi di parrocchia dell'Occidente pseudo-cattolico protestantizzato?
    La speranza è data solo dal cristico: "Inferi non prevalebunt!"

    Beh, in teoria la Russia 'nasce' germanica (Variaghi).
    hefico:

    Niente da eccepire.... e' una tua legittima visione del mondo e della vita (oltre ad una fede che come tale ritengo insindacabile) :giagia:

  2. #52
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Berlino 1945: nel nome della razza

    Maurizio Lattanzio



    «Sparagli Piero / sparagli ora
    e dopo un colpo / sparagli ancora
    fino a che tu non lo vedrai esangue
    cadere in terra / coprire il suo sangue»
    Fabrizio De Andrè


    Maurizio Lattanzio aveva coscientemente eluso l'evocazione razziale e la rappresentazione politico‑scrittoria della battaglia di Berlino (“Per chi?" è una gradevole canzone dei Gens ...), poichè ciò avrebbe configurato, nello sgangherato ambiente antropologico del neofascismo di servizio, il velleitario tentativo di allenare per il gran premio di galoppo «j'asene de Bazzoffie, che teneve novantanove piaghe i' la coda fraciche» (l'asino di Bazzoffie ‑personaggio vissuto in quel di Popoli, provincia di Pescara-, il quale aveva novantanove piaghe e la coda fradicia). Oggi lo abbiamo fatto perchè siamo certi dell’inesistenza di plausibili destinatari... dunque, non si verificheranno incomprensioni... perchè, con i contemporanei, non ci intenderemmo nemmeno se esprimessimo giudizi estetici riferiti alla signora Alba Parietti... infatti, essi noterebbero sicuramente soltanto i qualitativi difetti (mah!) della medesima... mentre noi a contrariis, affermiamo che, in una femmina o, nel caso di specie, in un’immagine femminile, ognuno vede ciò che ha dentro, in quanto la femmina è l'informe bestialità ricettiva che assume la forma del mondo interiore promanante dallo sguardo dell'uomo che sa imprigionarne la demoniaca animalità... se è un uomo e se ha voglia di ammirarla... saremmo d'accordo, invece, circa la spiccata conformità della dr.ssa Maria Latella nei confronti dell'archetipo femminile, soprattutto con riferimento alla marmorea sensualità irradiata dalla tondeggiante levigatezza carnale che accarezza la tornita perfezione volumetrica del suo collo...

    Maurizio Lattanzio ha esploso un colpo di pistola contro la nuca pelata e lardosa del neofascismo atlantico di servizio, determinando la fine di una parodia politica funzionalmente complementare al Sistema giudaico‑mondialista. Ciò è avvenuto allo scopo di propiziare le condizioni necessarie, anche se non sufficienti, per l'affermazione dell'essenza rivoluzionaria del nazionalsocialismo tedesco, la quale, nel terzo millennio, si incarnerà nella forma razziale del soldato politico nichilista (ci vengono in mente i khmer rossi di Pol Pot... per intenderci...), conforme e coerente precipitato antropologico della verticale manifestazione guerriera che culminerà vittoriosamente nella leggendaria apoteosi combattente della battaglia di Berlino. In questo secondo dopoguerra, il neofascismo di servizio ha costantemente sottolineato la valenza ultimativa della più gran battaglia totale della storia, erigendola ad alibistica nobilitazione di un habitat antropologico malsanamente predisposto alla masochistica coltivazione e al patologico compiacimento della sconfitta, intesa quale premessa di deresponsabilizzazione politica e quale evento preclusivo per l’elaborazione di ogni successiva prassi politico‑progettuale antisistemica.

    Per la malafede di costoro, avendo la battaglia di Berlino sancito la fine definitiva del Nazionalsocialismo e, più ampiamente, del Fascismo europeo ‑ogni realistica prospettazione di una dinamica politico‑rivoluzionaria di lotta al Sistema per l'annientamento del Sistema, sarebbe caratterizzata da velleitarismo, perchè, tanto, la partita decisiva era stata giocata nel 1945. Essi, tutt'al più, hanno intravisto l'effetto militare di quella battaglia e di quel conflitto, mentre, evidentemente, è sfuggito alla loro asfittica capacità di comprensione e alla loro complessiva sub‑dotazione razziale, manovrata dagli apparati di servizio statunitensi, il valore simbolico, spirituale e politico‑razziale del totalkampf di Berlino, oggi trasposto nella battaglia politica condotta dalla Comunità Politica di Avanguardia, consapevolmente schierata al fianco dell'Islam tradizionale e rivoluzionario esemplarmente incarnato dalla Repubblica Islamica dell'Iran.

    La battaglia di Berlino costituisce l'epifania storica di un significato metastorico, ovvero della lotta cosmica ‑il Kòsmos, inteso quale ordine divino che si imprime sul disordine demoniaco assimilabile alla nozione di Kàos‑ fra il principio olimpico‑solare della Tradizione; incarnato dal Terzo Reich nazionalsocialista, e le forze tellurico‑lunari della Sovversione, incarnate dalle bande mercenarie sioniste asservite al bolscevismo ebraico e alle giudeo‑democrazie occidentali: «Da una parte ‑scrive Julius Evola- stava il principio olimpico della luce, la realtà uranica e solare; dall'altra, la violenza bruta, l'elemento titanico‑tellurico, barbarico in senso classico, feminile‑demonico. II tema di questa lotta metafisica ritorna in mille modi di apparizione in tutte le tradizioni di origine aria. Ogni lotta in senso materiale veniva sempre vissuta con la maggiore o minore consapevolezza che essa altro non era che un episodio di quell’antitesi...»; infatti «... l'arianità considerava se stessa quale milizia del principio olimpico (...). Nell'immagine del mondo tradizionale ogni realtà diveniva simbolo. Ciò vale per la guerra anche dal punto di vista soggettivo e interiore. Così potevano essere fuse in una sola e medesima entità guerra e via del divino. (...) il Walhalla è la sede dell'immortalità celeste, riservata principalmente agli eroi caduti sul campo di battaglia. II signore di questi luoghi, Odhino‑Wothan, viene presentato nella Ynghingasaga come colui che con il suo simbolico sacrificio all'Albero cosmico Ygdrasil ha indicato la via ai guerrieri, via che conduce alla sede divina, ove fiorisce la vita immortale. (...) nessun sacrificio o culto è gradito al dio supremo, nessuno ottiene più ricchi frutti ultraterreni di quel sacrificio che si offre mentre si muore combattendo sul campo di battaglia. (...) attraverso i guerrieri che, cadendo, offrono un sacrificio a Odhino, si ingrossa la schiera di coloro di cui questo dio ha bisogno per l'ultima battaglia contro il ragna‑rókkr, cioè contro il fatale “oscuramento del divino”, che, da tempi lontani, incombe minaccioso sul mondo». (1)

    La battaglia di Berlino, dunque, anche sul piano simbolico‑tradizionale, lungi dal configurarsi quale ultima battaglia, è la prefigurazione storico‑simbolica della battaglia decisiva che, nel corso del terzo millennio (entro il primo quinquennio? O anche più tardi, considerando che l'ebreo Edward Luttwak, autorevole portavoce mondialista, in un'intervista rilasciata a "II Messaggero" del 25 marzo 1997, al giornalista Luigi Vaccari che gli chiedeva: «Che parte assegna, in questo scenario, al fondamentalismo islamico?», così rispondeva: «Comparato a questi grandi cambiamenti, è un problema da quattro soldi: veramente insignificante. La maggior parte dei Paesi mussulmani lo sta combattendo vigorosamente. Gli stessi fondamentalisti sono così deboli che neanche in Israele, dove vivono accanto al nemico, riescono a fare niente: uccidono tre persone lì, quattro persone là. Sono una banda di incapaci. La crisi di fine Secolo è il ritorno della povertà che si esprime con i bassi salari e con la disoccupazione non più temporanea ma cronica». Insomma, come dire: «non è cosa ...», ovvero, la volpe che parla dell'uva... lasciamo perdere l'Islam tradizionale e rivoluzionario sia perchè le sanzioni economiche, decretate unilateralmente dagli USA contro la Repubblica Islamica dell'Iran, sono ricadute (nel 1996) fragorosamente sulla testa vuota di Clinton, sia perchè c'è il rischio di farsi male ... sia perchè la strategia e la prassi mondialiste suscitano squilibri socio‑economici che, per gli oligarchi ebrei, risultano assai più pericolosi che non le avanguardie combattenti mussulmane... a tale proposito leggete il libro di Lester C. Thurow, "II futuro del capitalismo", Mondadori, ‘97... e anche perchè, una squadra dedita alle autoreti, così procedendo, trasmette una grande fiducia nella compagine avversaria... quindi, caro Luttwak, gli incapaci siete voi. Del resto, per voi, l'onda di riflusso iniziata nel gennaio 1991, continua... avreste dovuto giocare allora, e quando cazzo la chiudete più? Più incapaci di così... perchè il mondo si divide in due categorie: quelli che non chiudono le partite e quelli che rimontano: voi non sapete chiudere le partite ...), sarà combattuta, con esito vittorioso, dai militanti totali dell'Ordine della Tradizione contro il disordine sovversivo rappresentato dal Sistema giudaico‑mondialista, riflettendo, sul piano delle forme storiche, il simbolo metastorico della lotta spirituale fra la Tradizione e la Sovversione.

    Sul piano spirituale, l'etica guerriera che alimenterà la superiore capacità di combattimento dei soldati politici SS, nonché dei soldati della Wermacht, costituisce la manifestazione storica dei valori interni ad ogni forma tradizionale, la quale abbia conosciuto esperienze spirituali di iniziazione guerriera: «... tale azione spirituale ‑scrive Julius Evola‑ consisteva nel trasformare l'io individuale dalla normale coscienza umana, che è circoscritta e individuata, in una forza profonda, superindividuale (...) che è al di là di nascita e morte.» Ciò determina «... una crisi distruttiva; così come un fulmine, in séguito a una tensione troppo alta di potenziale nel circuito umano. (...) in tal caso, si produrrebbe una specie di esperienza attiva della morte (...). Nella tradizione nordica, il guerriero vede la propria walkiria per l'appunto nell'istante della morte o del pericolo mortale. (...) All'apice del pericolo del combattimento eroico si riconobbe la possibilità di tale esperienza supernormale. (...) Le Furie e la Morte, che il guerriero ha materialmente affrontate sul campo di battaglia, lo contrastano anche interiormente sul piano spirituale, sotto forma di un minaccioso erompere delle forze primordiali del suo essere. Nella misura in cui egli trionfi su di esse, la vittoria è sua». (2)

    Queste valenze formatrici simbolico‑guerriere hanno sicuramente plasmato la forma antropologica e ispirato le condotte esemplari di coloro che, consapevolmente, hanno vissuto la battaglia di Berlino quale atto assoluto che, irrompendo sul piano della contingenza storica, invera, al di là di ogni utilitaristica quantificazione delle occasioni, la dimensione divina del valore archetipico‑guerriero. Esso devasterà l'orizzonte storico della vacillante umanità adusa a misurare la convenienza politica correlata con l'esito militare di una vicenda bellica ormai estranea a qualsivoglia valutazione di opportunità, sia pure meramente tattica. Nel 1945, a Berlino, non si pensa più in termini umani: l'aristocrazia politica nazionalsocialista sarà l'esemplificazione razziale di uno stile comportamentale sottratto al dominio contingente delle esagitazioni attivistiche in cui gli umani (?) consumano le loro insignificanti esistenze. II Führer, infatti, conosce lo spessore cosmico sotteso allo scontro militare che lo oppone alle forze alleate, braccio armato del capitalismo ebraico internazionale. La guerra, dunque, si sarebbe sicuramente conclusa con la vittoria totale o con l'annientamento totale: «Già nel 1923 ‑scrive Serge Hutin‑, dieci anni prima della sua ascesa al potere, Hitler diceva, nel suo caratteristico stile profetico: "Ciò che oggi si prepara sarà molto più grande della Grande Guerra. Lo scontro avverrà sul suolo tedesco in nome del mondo intero! Non vi sono che due possibilità: o noi saremo gli agnelli sacrificali o noi saremo i vincitori"». (1) Parimenti, Berger e Pauwels scrivono: «(...) Fu una guerra manichea o, come dice la Scrittura, "una lotta di dèi". Non si tratta, beninteso, di una lotta tra Fascismo e democrazia (...). Questo è l'aspetto esteriore della lotta. C'è un esoterismo. Questa lotta di dei che si è svolta dietro gli avvenimenti appariscenti non è terminata sul pianeta ...». (4) È il 6 febbraio 1945, quando il Führer, nel suo Quartier Generale, pronuncia le seguenti parole: «Da una lotta disperata si irradia sempre un eterno valore esemplare». (5)

    Sul piano politico‑razziale, noi affermiamo che, nell'apocalisse di Berlino, la forma politica nazionalsocialista scolpirà la connotazione razziale di una figura nuova, il soldato politico nichilista, il quale proietterà la sua disincarnata immagine oltre l'epilogo del secondo millennio. I soldati politici SS non combatteranno per una ratio strategico‑militare ormai inesistente; non combatteranno per Dio, latitante tra le macerie di Berlino; non combatteranno per la Patria (con la «P» maiuscola...), ormai integralmente occupata dalle bande mercenarie sioniste sovietico‑statunitensi; non combatteranno per le femmine e per i bambini, ormai preda di guerra per i calmucchi ubriachi; non combatteranno per sopravvivere: altrimenti si sarebbero arresi ... i soldati politici SS combatteranno nel nome della razza, ovvero nel nome della fedeltà alla propria razza, nella quale vive la superiore essenza del sangue arioeuropeo, fatalmente abbacinato da un destino di morte. Sono le visionarie prefigurazioni nichilistiche del superuomo di Friedrich Nietzsche e, successivamente, dell'autarca delineato da Julius Evola nella glaciale scultura scrittoria di "Cavalcare la tigre". Tra le rovine di Berlino, sorge l’uomo nuovo che affermerà i valori spirituali, aristocratici, gerarchici e guerrieri del Terzo Reich nazionalsocialista nell'epoca della contemporaneità nichilistica. È l'«atto del transito», che, muovendo dalla figura del soldato politico SS, approderà alla Iniziazione del Nulla, stabilendo un continuum antropologico con la futura forma razziale dell'aristocrazia politica composta dai soldati politici nichilisti del terzo millennio. Essi saranno gli iniziati del Nulla, ai quali, interiormente, non appartiene nessuna delle «buone e venerate cose» che corredano la porcilaia borghese, anche perchè, simmetricamente, a nulla essi appartengono. Il rogo di Berlino è la metafora storica del nichilistico rogo esistenziale della propria vita, condotta gradualmente a combustione dentro se stessi, mediante la gelida recisione delle aderenze naturalistiche che subordinano i comportamenti del singolo alla sfera vegetativa individuale, condizionata dalla bestiale dittatura della pulsione sentimentale e dell'istinto di conservazione. Per i combattenti di Berlino non esiste la paura, poichè chi non è schiavo della paura ha superato la vita; dunque, egli è il dominatore della morte. Chi non appartiene a nulla è capace di tutto (anche di venire a prelevarvi in braccio alle troie delle vostre mogli, a casa vostra...). Egli, dunque, risulta razzialmente idoneo a fini di arruolamento nell'aristocrazia politica rivoluzionaria che guiderà la guerra totale di annientamento contro il Sistema giudaico‑mondialista. Solo allora il teschio argenteo impresso sulle mostrine dell'uniforme indossata dai soldati politici SS non sarà impotente vagheggiamento nostalgico nè inerte compiacimento letterario. Questo sigillo simbolico identificherà dunque l'aristocrazia rivoluzionaria dei soldati politici nichilisti trasmutati dalla Iniziazione del Nulla, ovvero dalla «prova del Fuoco», così dis-velata da Julius Evola: «Saper gittare via tutto (...) ‑ questa (...) è la prima condizione per una tale via. È l'esperienza precedente la Grande Solitudine, il deserto senza luce in mezzo a cui l'io deve consistere, mediante una forza che egli deve 'assolutamente creare dal nulla. Di là da ciò la prova del Fuoco. (...) ... generare in sè la potenza di darsi una vita superiore mediante l'incendio e la catastrofe di tutta la propria stessa vita; confermare la propria autonomia consistendo quando ogni terreno sfugge da sotto i piedi, quando non si tocca più il fondo e tutto ciò su cui prima riposava la persuasione perde ogni fermezza e si dissolve in un caos incoercibile questo è il nuovo compito. Esso investirà (...) ogni categoria della persona; può trasmutare dunque dall'ironia per ogni espressione estetica e dalla dissoluzione di ogni religiosità, sino ad una pazzia cosciente e ragionata; da un'implacabile e onnipervadente scetticismo corrodente ogni certezza filosofica e scientifica, sino alla violazione deliberata di ogni legge morale e sociale; dalla riaffermazione di là da ogni valore riconosciuto e da ogni autorità, fino alla negazione di ogni fede, ideale o entusiasmo e al disprezzo di ogni sentimento di umanità, di amore o rispetto. Infine, dalla severità di una disciplina di ascesi e di mortificazione avente in se stessa, nel suo momento semplicemente negativo, il proprio fine e la propria gioia, sino a uno scatenato orgiasmo che, nello spingerle all'estrema intensità, arda in se stessa ogni passione. Di là da tutto: saper portare all'apice tutto ciò da cui il terrore originario è esasperato, tutto ciò che il nostro essere naturale e istintivo disperatamente non vuole, saper rompere il limite e scavare sempre più profondamente, dovunque, il senso dell'abisso vertiginoso, e consistere nel trapasso, sussistere là dove gli altri sarebbero travolti. Nulla deve più esistere, a questo punto, che possa venire rispettato, nulla che si senta di non essere capaci di fare. (...) una dipendenzá non è migliore di un'altra e lo scopo non è di cambiare padroni (legge del bene, dello spirito, della libertà, ecc.), sibbene di riaffermare l'io sopra ad ogni correlazione, qualunque essa sia ‑ di farne qualcosa di agile, di duro, di freddo, di inafferrabile, di pronto, qualcosa che è libero in questo suo vivere pericolosamente come potenza negatrice di ogni determinazione e di ogni appoggio». (6)

    Per gli uomini di questa razza, il termine «resa» sarà un incomprensibile suono composto da quattro fonemi... per costoro, nell'ambito di uno specifico quadro di riferimento militare, il combattimento sarà concepito esclusivamente quale prassi tattico‑strategica offensiva, sempre e comunque diretta all'annientamento del nemico, pronta a fare peggio contro chiunque voglia farti male... essi saranno sempre decisi ad elevare il coefficiente di intensità del conflitto contro chi, in una notte ‑per altro, afosa... ‑ di mezza estate, ha sognato di fare loro paura... buh! ... sempre consapevoli del fatto che si risponde con moltiplicata efficacia di contrasto ad ogni attacco nemico... sempre capaci di lasciare segni indelebili sul viso e sulla vita di coloro che, non importa se con esito vincente o perdente, li hanno aggrediti... sempre determinati all'offensiva, anche sulle strade di Berlino, anche a poche centinaia di metri dal Führerbunker... Noi abbiamo così evocato, dalle scaturigini del Nulla, la razza dei combattenti capace di rendere probabile l'impossibile...

    La battaglia del saliente di Kursk e la controffensiva delle Ardenne, preceduta dall'invasione alleata della Normandia, costituiscono gli eventi bellici che consentiranno alle bande mercenarie dell'ebraismo internazionale plutocratico‑bolscevico di inquadrare strategicamente l'obiettivo militare rappresentato dalla capitale del Terzo Reich.

    Nell'estate del 1943, il Führer decide la ripresa dell'iniziativa strategica sul fronte orientale, avviando una terza offensiva. Ciò anche in relazione al fatto che l'industria bellica nazionalsocialista si appresta a conseguire i massimi livelli produttivi. È l'operazione "Cittadella". Si tratta di accerchiare e di annientare un milione di soldati sovietici, il 40% delle forze di cui dispone l'Armata Rossa, serrandoli con una manovra a tenaglia nel saliente di Kursk. Le divisioni corazzate della Wermacht si aprirebbero così di nuovo la strada verso Mosca, capitale del bolscevismo ebraico: «La vittoria di Kursk ‑il Führer ne è sicuro‑ sarà un faro che illuminerà il mondo». Ma l'azione spionistica della "Orchestra Rossa" consentirà ai sovietici di conoscere in anticipo i piani. nazionalsocialisti e di apprestare un solido sbarramento difensivo, grazie anche e soprattutto agli aiuti militari giudaico‑statunitensi. Basti solo pensare, ad esempio, ai

    500.000 autocarri veloci che permetteranno ai sovietici di spostare, rapidamente e tempestivamente, soldati e mezzi lungo tutto l'arco del vastissimo fronte.

    Alla fine della più grande battaglia di carri della storia, i combattenti nazionalsocialisti avranno perso mezzo milione di uomini, le migliori forze corazzate, nonchè, per sempre, l'iniziativa strategica sul fronte orientale.

    «Quando sbarcheranno ‑sono parole di Erwin Rommel‑ li dobbiamo ributtare in mare il giorno stesso. Quello, per la Germania, sarà il giorno più lungo». E il giorno più lungo, sul fronte occidentale, verrà il 6 giugno 1944, quando i mercenari anglo statunitensi, braccio armato del capitalismo ebraico internazionale, inizieranno il processo imperialistico di occupazione dell'Eurasia, sbarcando in Normandia: «... 6480 navi da trasporto, con circa 4000 mezzi da sbarco, scortate da 6 navi da battaglia, 23 incrociatori, 122 cacciatorpediniere, 360 torpediniere e alcune centinaia di navi attrezzi» (7), vomiteranno contro le difese del Vallo Atlantico una marea di soldati e di armi. Nel cielo, 13.000 aerei, ai quale la Luftwaffe potrà opporne solo 319, sganceranno sugli eroici soldati del Terzo Reich 12.000 tonnellate di bombe. Da questo momento, grazie a un’immane supremazia materiale, le bande sioniste avranno aperto una ferita mortale nel fianco occidentale dell'Eurasia. Esse punteranno verso Berlino, fronteggiate, per altro, dal supremo orgoglio, dalla superiore volontà e dalla incomparabile capaci di combattimento dei soldati del Terzo Reich, simboleggiata dalla leggendaria controffensiva delle Ardenne del dicembre 1944: la "battaglia dei giganti", come sarà definita dagli stessi statunitensi: «Obiettivo Anversa, il grande porto belga ‑scrive Romualdi‑ senza il quale gli americani non potrebbero alimentare l'offensiva contro la Germania. È la estrema, geniale mossa di Hitler, che tenta di ripetere la manovra del 1940, la frattura del fronte nemico e l'insaccamento di una parte di esso». (8)

    Tra i boschi delle Ardenne, i generali delle Waffen‑SS Sepp Dietrich e Jochen Peiper, i generali della Wermacht Hasso Von Manteuffel e Walter Model, saranno i protagonisti della magistrale controffensiva delle armate nazionalsocialiste. II 6° Panzerkorps di Dietrich sfonderà a Malmedy per puntare su Anversa; Von Manteuffel e Model punteranno su Bruxelles attraverso Bastogne e la Mosa; a sud, Peiper, al comando di un'altra leggenda (una delle tante...), ovvero la 1ª divisione corazzata "Leibstandarte SS Adolf Hitler", proteggerà il fianco meridionale: 28 divisioni, 200.000 uomini e 1000 carri si avventano contro le difese alleate. Gli anglo‑statunitensi, inizialmente travolti, vacillano. Sembra l'ennesimo miracolo bellico propiziato dall’insuperata genialità strategica del Führer. Ma, alla distanza, la mancanza di carburante, l'impossibilità di disporre dell'ausilio della Luftwaffe, favoriranno le armate asservite all'ebraismo internazionale.

    Anche sul fronte occidentale, l'iniziativa strategica si è definitivamente esaurita.

    Nel gennaio 1945, già prima della caduta di Budapest e di Varsavia, i rapporti di forza sono irreversibilmente saltati: lungo la linea compresa tra la Prussia orientale e i Carpazi, l'Armata Rossa schiera complessivamente 3.900.000 soldati contro 1.000.000; 50.000 cannoni contro 12.000; 9.800 carri contro 1836; 14.800 aerei contro 1570. II 12 gennaio 1945, guidata dal maresciallo Koniev, inizia l'offensiva sovietica in direzione di Berlino: «In tal modo ‑scrive Joachim C. Fest‑, l'intero schieramento tra il Mar Baltico e i Carpazi si mise in movimento, e si trattava, da parte sovietica, di una enorme macchina bellica, la cui superiorità era di undici a uno rispetto ai tedeschi per quanto riguardava la fanteria, di sette a uno per quanto atteneva alle forze corazzate, e di ben venti a uno quanto ad artiglieria». (9)

    II 16 gennaio 1945, il Führer, lasciata la Wolfschanze di Rastenburg, nella Prussia orientale, rientrerà a Berlino per aspettare il nemico di razza e per fare della battaglia di Berlino la sua battaglia, ovvero l'apocalittica arsione della Civiltà arioeuropea: «Hitler aveva deciso di rimanere a Berlino per ua'ino la `rerà a Berlino per `assumere personalmente la difesa della città (...). I presenti cercarono di persuaderlo a lasciare la capitale perchè era ormai impossibile controllarne la situazione; ma Hitler rispose (...) che sarebbe rimasto e per sottolineare là sua decisione annunciò che avrebbe comunicato la sua presenza nella capitale». (10) Sono parole del Führer: «Se giunge la fine, allora voglio che mi trovi qui, nella Cancelleria del Reich. Per me non esistono compromessi. Nè tanto meno cadrò nelle mani del nemico. lo rimango a Berlino». (11) Le macerie della capitale del Reich saranno tappezzate ‑accanto alle preesistenti scritte: «WIR KAPITULIEREN NIE» (Noi non capitoleremo mai)‑ da manifesti recanti il seguente proclama: «II Führer è a Berlino. II Führer resterà a Berlino. II Führer difenderà Berlino fino all'ultimo respiro». A tale volontà porgerà eco il dr. Goebbels: «Parlando di questi giorni, la storia non potrà mai dire che il popolo abbia abbandonato il suo capo o il capo abbia abbandonato il suo popolo. E questa è la vittoria!» (12)

    Intanto, 6200 carri sovietici T 34, sostenuti da migliaia di aerei, dilagano nelle pianure polacche. II ReichsFührer SS Heinrich Himmler, nominato comandante del Gruppo Armate Vistola, tenta l'impossibile sul fronte di Pomerania. Soldati politici SS e militi della Wermacht, volontari europei inquadrati nelle Waffen‑SS, si dissanguano per arginare le orde slavo‑mongole del bolscevismo ebraico. A marzo, però, l'impossibile diventa probabile: il fronte sarà fissato sull'Oder: Berlino è ormai città di prima linea e Joseph Goebbels, Gauleiter della capitale e Reichskommissar per la guerra totale, ne organizza la difesa. Proclamata la mobilitazione totale, tutti gli uomini validi dai 15 ai 60 anni, armati di Panzerfaust, vengono inquadrati nel Volksturm e nella Hitlerjugend; essi saranno l'esercito de popolo che contribuirà all'estrema difesa della capitale del Terzo Reich e dell'Eurasia.

    II 16 aprile 1945, alle ore 4 del mattino, 22.000 cannoni, 13 armate, alla quale si oppone l'unica armata del Generale Heinrici, scatenano l'attacco finale a Berlino. Si combatterà casa per casa, nelle strade, nelle piazze, guidati dall'indomabile volontà del Führer, primo soldato politico dell'Ordine Nuovo, il quale sarà presente al suo posto di comando nel "Führerbunker" della Cancelleria del Reich, per combattere, fino al tragico esito finale, la sua battaglia, la battaglia .di Berlino. Quindi, si dissolverà nel sudario di sangue e di fuoco nel quale saranno composte le spoglie mortali della capitale del Terzo Reich.

    Mentre sulla Alexanderplatz il Kampfkommandant Barefànqer risponde a chi gli obietta la scarsità di munizioni: «Allora combatteremo all'arma bianca. Noi difendiamo un'idea»; mentre sulla Friedrichstrasse, sulla Potsdamerplatz e sulla Wilhelmstrasse, le Waffen‑SS e la Hitlerjugend di Axmann, attingendo a vertici di sovrumano eroismo, riescono ancora a contenere l'assalto finale del branco slavo‑mongolo; mentre il 29 aprile 1945, i soldati politici della "SS Charlemagne" e della "SS Nordland" sferreranno una leggendaria controffensiva sulla Belle Alliance Platz, distruggendo sette carri sovietici; e, ancora, mentre il 30 aprile 1945, i difensori della Cancelleria del Terzo Reich ‑superstiti della "SS Charlemagne" e della "SS Nordland", del "15° Fucilieri SS Lettoni", e soldati della Wermacht‑ saranno annientati affrontando i sovietici all'arma bianca sulle scalinate e fin dentro i sotterranei del Reichstag, un annuncio radiofonico essenziale, scarno, spartano nella sua maestosa laconicità, testimonierà l'esemplare epilogo di una vita virilmente composta nella forma eroica della milizia totale: «II Quartier Generale comunica che, oggi pomeriggio, il nostro FüHrer Adolf Hitler è caduto per la Germania, al suo posto di comando nella Can*celleria del Reich, com*battendo il bolscevismo fino all'ultimo respiro. II 30 aprile il Führer ha nominato suo succes*sore il Grande Ammira*glio Doenitz».

    «Altissime, poi vibranti e spezzate, poi ancora alte, cupe e solennemente fune*bri, erano risuonate le note della marcia funebre di Sigfrido dal "Crepuscolo degli Dèi"». (13)

    Nel nome della razza.



    NOTE:

    1) Julius Evola, "La dottrina aria di lotta e vittoria", Ed. di Ar, s.d.;

    2) Julius Evola, op. cit.;

    3) Serge Hutin, "Governi occulti e società segrete", Ed. Mediterranee, Roma ‘73;

    4) Berger e Pauwels, "II mattino dei maghi", Mondadori, Milano ‘63;

    5) Adolf Hitler, "Ultimi discorsi", Edizioni di Ar, Padova ‘88;

    6) Julius Evola, "Fenomenologia dell'Individuo Assoluto", Ed. Mediterranee, Roma ‘76;

    7) A. Romualdi, "Le ultime ore dell'Europa", Ciarrapico Editore, Roma ‘76;

    8) A. Romualdi, op. cit.;

    9) Joachim C. Fest, "Hitler", Rizzoli Editore, Milano ‘74;

    10) M. L. Gennaro, "La battaglia di Berlino", De Vecchi Editore, Milano ‘74;

    11) R. D. Múller ‑ G. R. Ueberschar, "La fine del Terzo Reich", Il Mulino, Bologna ‘95;

    12) P. J. Goebbels, discorso del 20 aprile ‘45;

    13) A. Romualdi, (pref. a) Adolf Hitler, "La battaglia di Berlino", Ed. di Ar, Padova ‘77

  3. #53
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    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da Avamposto Visualizza Messaggio
    In effetti...:sofico:

    Aggiungici che il tipo e' del P.D. e immaginati che seratina.... iango:

    ( ...ovviamente non si parla di politica....senno' je meno... )


    Ma il tipo conosce i tuoi ideali politici???


    Eh anch'io ho passato una serata noiosa con sinistroidi beoti (amici di amici)...

  4. #54
    Avamposto
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    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Ma il tipo conosce i tuoi ideali politici???

    Ovvio.... E' per questo che non parliamo ....lui soprattutto....di politica! :sofico:

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Eh anch'io ho passato una serata noiosa con sinistroidi beoti (amici di amici)...

    Vabbe' posto che vai beoti che trovi.... capita!

  5. #55
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    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    I Fascismi europei e l'Impero nipponico purtroppo hanno perso la seconda guerra mondiale. La loro sconfitta ha significato - 'metafisicamente' - una sorta di 'crepuscolo degli dei', che ha chiuso quella 'estate di San Martino nel lungo inverno della modernità' (cit. Freda) inziata agli albori del primo dopoguerra.

    Vedi, la sconfitta dei "fascismi" mondiali (ci metto anche i nipponici), non ha significato solo la caduta del mondo spirituale (che non è la cosa più grave avvenuta), ma lo scontro tra due mondi totalmente diversi.
    L'ideale socialista nazionale dei fascismi mondiali, voleva distruggere l'usura, il denaro e, con esso, l'individualismo viscido frutto del liberal capitalismo, istaurare uno stato organico, garantire il lavoro non come piaga per i cittadini (vivere per lavorare), ma come forma d'arte (lavorare per vivere) in cui venivano intesi l'artigianato e l'agricoltura come forma d'arte da tramandare ai propri figli (se volevano continuare l'opera del proprio genitore invece di cimentarsi negli studi).
    Il sangue contro l'oro, questa fu la dfferenza tra chi diede il prorio sangue per il popolo e chi per i banchieri.
    Questo lo dico perchè conoscendo il tuo pensiero, capisco che tu metta al primo posto la vittoria del materialismo su Dio, ma questa è solo una conseguenza della vittoria del denaro su tutto il resto.



    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ha prevalso la visione del mondo materialista nella sua doppia versione liberal-capitalista democratica e bolscevica.
    Non sono due versioni differenti, ma un unico ideale di pensiero, creato dalle stesse menti, per ridurre l'umanità ad un qualcosa di simile alle scimmie negli zoo.





    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    E' un dato incontrovertibile su cui non possiamo fare nulla.
    Oggi il mondo è l'esatto opposto di quello che volevano i Fascismi europei. Anche su questo non possiamo fare molto.
    Ci sono la globalizzazione, il mondialismo, l'umanitarismo, il libero mercato come dogma, ecc. ecc.
    Questo è il contesto storico nel quale ci troviamo a vivere non solo noi 'europei', ma addirittura il mondo intero.
    Pensare di potersi affrancare totalmente da esso è una chimera utopica, a mio sommesso avviso.

    Non è vero, questo è il sistema in cui si trovano a "vivere" gli occidentali.
    Di popoli e nazioni che lottano ancora contro i "mercanti" ce ne sono tanti (Palestinesi, libanesi, siriani, iraniani, venezuelani, ecc...).
    Il mondo non può ridursi al solo occidente, in particolar modo a questa Europa malata e morente, distrutta dalla mercificazione umana e dall'usura.
    Il guaio è che tu sei sordo a queste realtà, forse per una sorta di puzza sotto il naso, un razzismo da stadio, che ti porta a confondere l'appoggio verso queste nazioni e questi popoli come una forma di immigrazionismo e meticciato oppure perchè di una religione diversa dalla tua, non capendo che l'appoggio a questi è importante se si condividono certi temi.



    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Nemmeno l'Iran che, da quanto ho capito, trova la tua simpatia politica è estraneo ad esso. Se si crede che la Repubblica Islamica Iraniana sia un baluardo ideologico anti-mondialista incorruttibile e del tutto estraneo agli 'affari' di questo 'sporco mondo' si è in errore. La vicenda Iran-Contras insegna, così come insegna la stessa rivoluzione iraniana voluta, favorita e fomentata dai già citati ambienti di cui fa parte il 'giudeo-polacco-frankista-marrano' Brzezinski.
    Beh, c'era una guerra (Iran-Iraq), ovvio che gli iraniani comprassero armi dagli americani (figurati che io sono molto più filo-iraqueno che iraniano, quindi, in questo caso, non di parte).
    L'iran è, attualmente, il nemico numero 1 dell'entità sionista, questo mi basta per capire dove sia la ragione.
    I Soros e Brzezinski (e i loro simili) finanziano tutte le parti, in questo modo vincono sempre, ma come diceva un vecchio detto (vado a memoria) "Nutriti del cibo del tuo nemico per avere sufficiente forza per batterti contro di lui".


    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Pertanto, so bene che la Russia è una nazione capitalista, ma capitaliste lo sono tutte le nazioni del pianeta! Semplicemente, la Russia non aderisce al dogma del liberal-capitalismo, ma ad una forma di nazional-capitalismo di Stato che fa gli interessi della Federazione Russa e non solamente gli interessi di qualche plutocrate corrotto e asservito agli stranieri.
    Nei settori fondamentali la Russia è sovrana come Stato e come nazione.

    Non è vero, la Russia aderiva a questo dogma. E' stato Putin a far arrestare o fuggire molti oligarchi, a ridare al proprio popolo la sovranità energetica nazionalizzando le industrie di gas e, in parte, di petrolio.
    Prima di Putin, in Russia, vi era il buio più totale, per questo, da quando non è più presidente, quei poteri occulti ed addormentati si stanno risvegliando. Se non sono riusciti a fagocitare nuovamente quel paese è grazie ancora ai suoi sforzi, di certo Medvedev non si è dimostrato all'altezza.
    Bisogna auspicare che Putin torni al più presto a capo di quella nazione, servono altri 10 anni della sua presidenza, non solo per quel popolo ma anche per noi Europei e per molti stati arabi e asiatici.



    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Essere anti-russi per 'obbedienza' - diciamo così - al pregiudizio anti-slavo (tra l'altro erroneo e superato, nella prassi, dalle SS - Waffen soprattutto - di Himmler) dello Zio Adolf, nel contesto attuale soprattutto, mi sembra castante. Relativamente alla Russia, preferisco quello che disse Leon Degrelle ne "La Nostra Europa", in appendice a 'Militia' edito dalle edizioni AR.
    La Russia ha troppi parassiti e corrotti tra le proprie fila, una burocrazia assurda, un apparato strutturale e tecnologico ancora colmo della ruggine sovietica, il lavoro da fare per vederla ai massimi livelli è ancora lungo e nessuno si è dimostrato all'altezza di questo compito se non Putin.
    Per questo (e rispondo in questo modo ad un tuo post precedente in cui mi davi del filo russo), spero che torni nelle mani di Putin, io non supporto la Russia nella sua interezza ma, semplicemente, supporto quell'uomo e questo perchè esso si è dimostrato vicino al proprio popolo e ad altri popoli.
    La nostra, non deve essere una vicinanza alla Russia solo perchè storicamente rivale degli americani, ma solo vicinanza agli uomini giusti di quel paese che, ovviamente, non sono (ancora) totalmente liberi dato il loro avere le mani legate dai poteri forti, ma (si spera) vogliosi di liberarsi da essi...
    Ultima modifica di Majorana; 23-08-10 alle 06:32

  6. #56
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    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Non dico che si debba aderire alla dittatura del pensiero unico politicamente corretto. Credo però che chiudersi in una 'torre d'avorio' sia controproducente ed impolitico, mentre invece alles leben ist kampf.

    Giusto e lo condivido. Ovviamente allearsi con Putin, Hamas, Libano, Siria, Venezuela, ecc... cioè con i paesi e con gli uomini sinceramente anti-capitalisti ed anti-sionisti (sperando che la futura presidenza Putin lo sia in modo più sincero e meno vincolato dai soliti poteri...).


    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ma infatti io non muovo 'rilievi' all'Iran per via della sua realpolitik, più che legittima. Faccio solamente notare come - oggi - non esistano 'puri' da nessuna parte e che fare le pulci a tutti i costi in una situazione come quella attuale sia un approccio ideologico e quindi, in definitiva, sbagliato.


    Ma non è vero, non puoi paragonare l'Iran con un paese occidentale, ciò è profondamente falso. L'Iran è un paese sinceramente anti-sionista, anti-capitalista, che non accetta la mercificazione della donna e del suo corpo (come avviene con le occidentali ridotte, dalla solita propaganda e dai media, a delle inutili put***e), dell'usura bancaria e che vuole la sovranità delle fonti energetche.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Certo, ma ora in Russia quanto meno un minimo di iniziativa privata all'interno del paese c'è e non ci sono più le storture del sistema sovietico. Questo apparente miglioramento ha portato, purtroppo, allo schifo eltsiniano iniziale, ma poi - come ho già avuto modo di dire - Putin ci ha messo una bella 'toppa'.
    Forse sarò influenzato, in quanto cattolico, dalla questione della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria Sempre Vergine, però - sinceramente - sentire un capo di governo - mi riferisco a V. Putin -chiedere pubblicamente alla Chiesa di indire processioni e pregare per la salvezza della Russia dalla crisi in un'epoca in cui la religione e la spiritualità genuina sono state messe sotto i tacchi, per non dire di peggio, mi fa capire che - al di là di economia e geopolitica - in Russia non si sta esattamente cazzeggiando.

    Ecco, questo è il problema, tu valuti una nazione in base alla sua vicinanza alla religione.
    Capisco il tuo essere cattolico, ma, come tale, dovresti preoccuparti principalmente della sovranità politica-economica-energetica (del fatto che il popolo non sia schiavo, arrivi con decenza a fine mese e si senta parte di uno stato che lo tratti come un figlio).
    Non voglio credere che per te conti la semplice preghiera, non voglio credere che sia l'unico volere di Dio. Un vero capo affronta la spiritualità principalmente ridando alla propria gente la dignità persa, distruggendo l'usura. Questo è il senso vero di Cristo, quel Cristo che non si recò al tempio per pregare e per invogliare alla preghiera, ma per scacciare i mercanti, gli usurai.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Perdonami, nella fretta ho dimenticato una 'r'.

    Tu dici che senza una Grande Germania - e io aggiungerei un po' sciovinisticamente una "Grande Italia" - non si potrà fare una Grande Europa. In linea di principio, posso concordare.
    Però che ne pensi del fatto che, cosa del resto che accadde anche sotto A.H., la Germania non possa fare a meno di guardare....ad Est? hefico:

    La "GRANDE ITALIA" è quella in cui i ladri, i capitalisti ed i banchieri non sono al potere. Dove Berlusconi, colui che ha distrutto il tessuto sociale del nostro paese americanizandolo, mercificandolo ed usando il nostro popolo unicamente come acquirente delle sue porcherie, non ne è a capo, ma al bando,ovviamente, assieme ai vari De Benedetti, Caltagirone, sinistroidi vari, ecc...

    Per quanto riguarda l'allargamento ad est è semplice, ogni nazione che non vuol dipendere da altre deve avere degli spazi per l'autarchia alimentare, che è il primo compito ed assieme il problema principale da affrontare per non essere schiavi di fornitori esteri (come le campagne italiane in Africa, mica pensi che sia per "l'Impero", semplicemente occorre spazio per l'agricoltura ed altro, questo per la piena indipendenza e per non essere ricattati da altre nazioni).
    Attualmente, succede la stessa cosa, molti stati stanno acquistando terreni fertili in altre nazioni (se non erro, per fare un esempio, la Corea del sud ha comprato terreni fertili dal Madagascar), comprendendo come il problema principale per il futuro del mondo non sia quello economico, ma quello alimentare.
    Con questo non sto scrivendo che si debbano invadere altre nazioni, ciò sarebbe solo il pretesto usato dai soliti per muovere guerre, l'argomento è molto complicato e rischiamo di andare ot.
    Ultima modifica di Majorana; 23-08-10 alle 06:23

  7. #57
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    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    In parte è vero,però Berlusconi ha fatto collezione
    di scomodi:da Putin a Lukaschenko,mancava solo Chavez
    ed era fatta
    Lungi da me esaltare un uomo che avuto 2 luci e 2000 ombre,ma riconosciamo come per tutti meriti e demeriti.
    Sono d'accordo con te, Berluska è quello che è, inutile esaltarsi, però se fà qualche cosa di bene, bisogna dargliene atto.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da odiopuro Visualizza Messaggio
    Per me Berlusca e csx pari sono! Ovviamente è necessario ,per un governo italiano, dialogare con vicini partner commerciali quali la Libia e l'Iran. L'ha scritto anche Avanguardia: perfino il csx agì in questo modo. Ritengo, in un certo senso, accettabile questa agenda di politica estera...ma non dimentichiamo le lecchinate di Silviuzzo nei confronti del TRIO (usa-uk-israele).

    Per quanto concerne i soliti "contestatori": stendiamo un velo pietoso.
    Ma il berluska lo conosciamo tutti, sappiamo bene che da 65 anni l'Italia è una colonia ed in questi 65 anni è stata in balia dei "padroni". La cosa non è cambiata con Berlusconi e nemmeno poteva cambiare.

    I "contestatori" sono della stessa pasta. Se però, ed insisto, silvietto, per motivi suoi, "abbozza" una minimissima indipendenza dai "padroni", io gliene dò atto, pur sapendo chi è.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  9. #59
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    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Penso che tali rapporti del Cavaliere con Putin o Gheddafi (iniziati da Prodi) stiano bene a gran parte degli strateghi d' oltreoceano, l' amicizia del plutocrate peccatore serve a livello diplomatico per convincere quei capi di stato a non metterse di traverso ai piani imperialistici anglo-sionisti, e per costruire un fronte anti-cinese.

  10. #60
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    Predefinito Rif: Bravo Berlusconi

    Già che parlavamo di meriti e demeriti...
    Riconosco che Avamposto aveva ragione,e io un po meno, altri invece
    coi loro deliri del berlusconi nuovo Mattei e la politica estera russo-giudeo-italia contro l'asse obama-terzomondo avevano torto.
    Del resto mai dare retta ai vaneggiamenti di ex pornoattori e di gente che cambia idea da un giorno all'altro..
    Ultima modifica di Nazionalistaeuropeo; 25-04-11 alle 22:16

 

 
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