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  1. #211
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
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    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
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  2. #212
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    Non le masse. Qualche minoranza di elettorato ideologizzato. Loro puntano a quello. Tipo Tancredi.

    Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
    Esatto. Il ceto medio semi-colto.
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

  3. #213
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    sollevazione: UTILI IDIOTI di Carlo Formenti

    UTILI IDIOTI
    di Carlo Formenti
    [ 12 dicembre 2018 ]


    In un lungo articolo (The Left Case against Open Borders) apparso sulla rivista American Affairs, Angela Nagle (giornalista, saggista e collaboratrice di Jacobin) riflette sull’amnesia che ha colpito le sinistre radicali angloamericane (ma il discorso vale anche per le nostre) in merito alle posizioni storiche del movimento operaio sul fenomeno delle migrazioni. Qui di seguito ne traduco liberamente alcuni stralci, aggiungendo alcune considerazioni finali.
    Carlo Formenti


    * * *

    A proposito del Muro di Berlino Ronald Reagan affermava che qualsiasi ostacolo alla mobilità delle persone è una minaccia per l’intera umanità. Da allora le barriere alla circolazione dei capitali e della forza lavoro sono crollate in tutto il mondo, si è annunciata la fine della storia, e decenni di globalizzazione egemonizzata dagli Stati Uniti si sono susseguiti.

    Reagan e i suoi eredi di destra e sinistra hanno usato la stessa retorica trionfalista per scavare la fossa ai sindacati, deregolamentare la finanza, promuovere l’outsourcing e affrancare i mercati dal peso degli interessi nazionali.

    Da sinistra hanno lottato contro questa visione movimenti come i No global e Occupy Wall Street ma, non disponendo di potere contrattuale, non hanno ottenuto alcunché. Oggi i movimenti più visibili contro la globalizzazione sono quelli che assumono la retorica anti migranti, come Trump e altri populismi. La sinistra, dal canto suo, non sa fare altro che reagire a tutto ciò che Trump dice e fa.

    Il discorso no border, un tempo appannaggio esclusivo di liberisti e anarcocapitalisti, è divenuto mainstream, dal momento che nessun partito di sinistra è capace di fare proposte concrete per una società senza confini, limitandosi a copiare gli argomenti liberisti, senza chiedersi quali sono le conseguenze di flussi migratori illimitati su sanità pubblica, educazione, posti di lavoro. ecc.

    Durante le primarie democratiche del 2016, a un giornalista che gli chiedeva se fosse a favore della politica no border, Bernie Sanders replicò di ritenerla appannaggio della destra liberista, il che gli procurò l’accusa di avere le stesse idee di Trump (accusa che si è beccato anche Corbyn, a conferma che la madre degli idioti è sempre incinta, nota mia).

    L’adozione della politica no border da parte della sinistra è una novità assoluta, dato che a sostenerla era sempre stata la destra, per le stesse ragioni per cui si oppone alla limitazione dei movimenti di capitale.

    In assenza di un potente movimento operaio, la sinistra è rimasta “radicale” nella sfera della cultura e delle libertà individuali, ma non sa offrire di meglio che impotenti lagnanze in tema di diritti sociali.
    Così i benpensanti di sinistra divengono utili idioti al servizio del big business.

    La globalizzazione genera un circolo vizioso: le politiche liberiste distruggono l’economia di intere regioni del mondo da cui provengono le migrazioni di massa, ciò che, da un lato, impoverisce ulteriormente il potenziale dei Paesi di origine, dall’altro deprime i salari dei lavoratori dei Paesi di destinazione (…)

    La prima causa delle migrazioni dal Messico agli Usa sono stati gli effetti dell’accordo NAFTA di libero scambio il quale obbligava i contadini messicani a competere con l’agricoltura americana (…) il Messico ha perso migliaia di allevamenti suini e coltivazioni di granoturco e, quando il prezzo del caffè è sceso sotto il costo di produzione, il NAFTA ha impedito interventi statali per salvare i coltivatori. Dal 2002 i salari messicani hanno perso il 22% malgrado la produttività del lavoro sia aumentata del 45%.

    Oggi il Messico è uno dei maggiori esportatori di lavoratori altamente qualificati per cui la sua economia soffre anche di un persistente deficit di lavoro qualificato. Analogamente ci sono più medici etiopi che lavorano a Chicago che in tutta l’Etiopia (un Paese di 80 milioni di persone).

    Per tacere del fatto che l’Occidente incassa dall’Africa molti più soldi in interessi sul debito di quelli che invia in “aiuti” in quel continente…

    Gli argomenti della Nagle non abbisognano di ulteriori commenti, mi limito ad aggiungere poche parole sul perché giudico l’accusa di utili idioti che la giornalista rivolge alle sinistre fin troppo tenera. Dietro il “buonismo” (roba da Dame di San Vincenzo più che da militanti politici) su cui si fonda la visione no border, si nasconde la totale incapacità di riconoscere e combattere le cause di quell’immondo, ulteriore saccheggio che l’Occidente imperialista commette a danno dei popoli periferici e semiperiferici, espropriandoli delle migliori risorse umane.

    Perché non si parla della necessità di estinguere il debito di quei Paesi e di trasferire loro (gratuitamente e non a interessi da strozzinaggio!) capitali, tecnologie e infrastrutture, piuttosto che di accoglierne indiscriminatamente le masse in fuga dalla miseria, aggravando ulteriormente le condizioni delle classi popolari occidentali colpite dalla crisi e alimentando guerre fra poveri?

    Non sarà perché: 1) chi esalta il no border appartiene a strati di classe che non ne pagano il prezzo sulla propria pelle; 2) quegli stessi strati di classe non accetterebbero mai di vedersi ridurre reddito, status e privilegi come conseguenza degli effetti collaterali di massicci trasferimenti di risorse al Sud.
    Insomma: non solo utili idioti, anche piccolo medio borghesi che preferiscono assistere cristianamente i singoli migranti, piuttosto che allargare i cordoni della borsa per sostenerne i Paesi di provenienza.

    * Fonte: RINASCITA!
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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  4. #214
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    A proposito del Muro di Berlino Ronald Reagan affermava che qualsiasi ostacolo alla mobilità delle persone è una minaccia per l’intera umanità.
    Tutti assieme al compagno Raygun contro ai bobulismi!!!!11!!!
    Hitler or Hell.

  5. #215
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    PORTOGALLO: IL GOVERNO È DI SINISTRA, LA RIVOLTA È POPOLARE
    [ 15 dicembre 2018 ]

    Com'è noto in Portogallo c'è un governo..."di sinistra" presieduto dal socialista Antonio Costa. Il governo è sostenuto dall'esterno anche dal Partito comunista portoghese e dalla "sinistra radicale" raggruppata nel Bloco de Esquerda.

    Ebbene il governo portoghese viene considerato dalle sinistre radicali europee come un bell'esempio di come si possa restare nell'Unione europea senza applicare l'austerità. Al contempo il governo portoghese ha raccolto l'encomio di Bruxelles e degli euro-liberisti d'ogni risma. Un esempio? L'Espresso che mesi addietro titolava "Portogallo, così governa una buona sinistra. Cinque anni fa era quasi al default. Oggi cresce a ritmi record. Con un esecutivo socialista e comunista. Liberale 
in economia, ma con una politica sociale".
    Un miracolo o una bufala?
    La seconda che hai detto!
    Non si spiegherebbe altrimenti come mai, malgrado il governo in sella dal 2015 abbia beneficiato della generale ripresa economica, da mesi il paese è attraversato da forti movimenti di sciopero dei lavoratori e da numerose proteste popolari.
    Insegnanti, ferrovieri, infermieri, giudici, vigili del fuoco o guardie carcerarie chiedono aumenti salariali, diritti, la fine di quella che potremmo chiamare "austerità a bassa intensità". Gli infermieri, ad esempio, sono in sciopero intermittente da nove mesi e han fatto dodici giorni di stop completo dall'inizio del 2018.
    In pratica i lavoratori non si accontentano delle poche briciole del governo, mentre la "crescita" ha favorito, oltre alle multinazionali straniere, una piccola minoranza di già ricchi.

    In questo clima sta nascendo in questi giorni in Portogallo un movimento simile a quello dei Gilet Gialli francesi: VAMOS PARAR PORTUGAL EM FORMA DE PROTESTO, anch'esso nato su Facebook da un gruppo di cittadini.



    Anche in questo caso si chiede lo stop all'aumento dei combustibili, delle tasse (IVA compresa), della fine dei privilegi per le grandi imprese e la difesa delle più piccole. [vedi immagine a destra]

    Vedremo nei prossimi giorni se questa protesta, che da voce anzitutto alla piccola e media borghesia, prenderà il largo e se si unirà al movimento di scioperi dei lavoratori salariati.

    Ad ogni modo una cosa si può dire con certezza: il cosiddetto "miracolo portoghese" della "buona sinistra" si va sgonfiando velocemente.

    sollevazione: PORTOGALLO: IL GOVERNO È DI SINISTRA, LA RIVOLTA È POPOLARE
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  6. #216
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    se lespresso gli fa i complimenti sai che è una balla
    Hitler or Hell.

  7. #217
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    se lespresso gli fa i complimenti sai che è una balla
    Che poi se sei un "esecutivo socialista e comunista" ma "liberale 
in economia", sei socialista e comunista solo di nome, tanto per gabbare i gonzi.
    E se c'hai le "politiche sociali" ( che con l'economia liberale estremizzata come oggi - e non scialdemocratica, che è un'altra cosa- col cazzo che si possono attuare ), difficilmente poi c'hai le rivolte popolari.
    A meno che non te le organizza Soros, come in Venezuela o in Nicaragua, ma quello è tutto un altro discorso.
    Ultima modifica di Kavalerists; 18-12-18 alle 07:56
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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  8. #218
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    PORTOGALLO: IL GOVERNO È DI SINISTRA, LA RIVOLTA È POPOLARE
    Sì come quella mezza sega di Sanchez in Spagna. E' talmente un successo "di sinistra!" il suo governo che Vox e Ciudadanos, che sono due partiti destroidi ed europeisti di merda, hanno hanno preso votoni in Andalusia, regione storicamente socilista (e Sanchez e Podemos hanno perso voti).
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

  9. #219
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    De Magistris scende in campo, ma il programma è quello della Bonino




    di Fabrizio Verde

    Nell’annunciare la sua candidatura alle prossime elezioni europee nel passato mese di ottobre, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, aveva spiegato di volerlo fare anche perché «oggi spira forte il vento di destra che vede uniti Orban, l’Austria, Salvini e Le Pen».



    Un vento, vorremmo sommessamente far notare a de Magistris, alimentato dalle politiche neoliberiste che l’Unione Europea impone ai vari paesi. La recessione economica, la deflazione salariale, il peggioramento delle già precarie condizioni di vita delle masse europee, non sono infatti i frutti amari di un destino cinico e baro, ma il prodotto di un lucido disegno economico portato avanti dalle èlite europee. Un progetto che vede i popoli europei imprigionati nella cosiddetta eurozona.



    L’euro non è una moneta, ma un sistema di governo fortemente antidemocratico. Non vederlo è sintomo di miopia o ancora peggio di malafede politica. La riforma di questa Unione Europea neoliberista fino al midollo e congegnata per portare i popoli europei proprio dove ci troviamo adesso, è poco più di una pia illusione.



    Il movimento dei gilet gialli, in Francia, sostenuto senza riserve da Jean-Luc Melenchon e La France Insoumise, lo ha compreso bene. La piattaforma rivendicativa del movimento è difatti difficilmente realizzabile senza rompere la gabbia europea che tiene legato il popolo francese all’austerità imposta da Bruxelles.



    Ci si aspetterebbe a questo punto, da un sindaco che si autodefinisce rivoluzionario ed ha provato sulla propria pelle gli effetti dell’austerità neoliberista, una netta virata verso posizioni di rottura della gabbia europea.



    Invece, in occasione di un convegno tenuto a Napoli, Luigi de Magistris ha dichiarato: «Io credo in un’ Europa dei diritti, dei popoli, della giustizia sociale, dell’uguaglianza dei territori.


    Io credo in un’Europa umana, che abbia un volto umano, capace di combattere la violenza e l’aggressività con l’unione, la coesione, la giustizia sociale, la solidarietà», fin qui tutti d’accordo. Ma questa Europa auspicata come la costruiamo?


    Il sindaco di Napoli non si spinge su questo terreno, ma si lancia in dichiarazioni che potrebbero benissimo arrivare da un esponente di +Europa, affermando: «Io non riesco ad immaginare un’Europa che continua a mettere confini, anche interni, che escluda l’altro, il diverso. C’è, quindi, tanto lavoro da fare per combattere e rafforzare i suoi aspetti più deboli. L’ Europa è la nostra casa, dal punto di vista geografico, ma anche politico, ed è importante che riesca a distruggere l’idea per cui la felicità dipenda dall'apparenza e non dall'essere. Quando l’ Europa ha messo al centro la persona nella sua individualità, nei suoi ideali, nella sua dignità, quando è capace di tendere la mano verso i più deboli, di distruggere il messaggio mediatico che sembra spopolare di questi tempi per cui l’infelicità dipenda dagli oppressi e non dagli oppressori, allora l’Europa ha una vera mission da seguire».



    Ripetiamo quanto affermato in precedenza: la mission di questa Europa è proprio quella perseguita in questo momento. Cancellare il patto sociale sancito dopo la seconda guerra mondiale e le successive conquiste derivanti dalle lotte operaie e popolari, anche grazie alla forza oltre che al prestigio di una forte Unione Sovietica.

    Insomma, la mission dell’Unione Europea è ben chiara: tutto il potere al capitalismo finanziario. Con buona pace di chi ancora ciancia di riformare questo reich finanziario con sede a Bruxelles.

    Notizia del: 17/12/2018

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...nino/11_26469/
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  10. #220
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    Predefinito Re: La Sinistra c'è o ci fa?

    Boldrini lancia «Futura» e Possibile si smarca da Leu


    https://ilmanifesto.it/boldrini-lanc...smarca-da-leu/

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