C'è un particolare che dovrebbe far riflettere.
La maggior parte dei no Euro gongolano quando aumenta il numero di coloro che condividono le loro tesi (fissazioni) sottolineando che il peggioramento delle condizioni economiche di costoro li ha convinti a passare tra le loro schiere.
Questo corrisponde ad un aperto collegamento direttamente proporzionale tra aumento della povertà ed aumento dei no Euro.
Questi ultimi non contestavano la valuta unica quando le loro condizioni economiche erano prospere o almeno accettabili.
E non l'avrebbero contestata se tale situazione si fosse mantenuta stabile.
Da ciò ne deriva che più si ha da perdere meno si è anti Euro.
In conclusione anche gli anti Euro riconoscono il grosso rischio che l'Italia corre nell'abbandonare la moneta unica, e sono disposti a correrlo (ed a farlo correre anche agli altri) solo quando non hanno più nulla da perdere.
P.S.: E' facile trovare volontari per una missione suicida tra un gruppo di malati terminali senza possibilità di cura.





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