



poesia gozzaniana-treno-ultima fermata-metafora della vita...non ricordo neanche un verso, accidenti!
Ah, forse c'era una valigia...
uff!
.
A fool and his money can throw one hell of a party.






Mmm...è questa per caso?
Chi avrebbe mai pensato, allora,
di doverla incontrare
un'alba (così sola
e debole, e senza l'appoggio d'una parola)
seduta in quella stazione,
la mano sul tavolino
freddo, ad aspettare
l'ultima coincidenza
per l'ultima destinazione?
dimmi di sì ti prego! :-)


Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii'!
Grazie!
Ormai sono a destinazione.
Ora che più forte sento
Stridere il freno
Vi lascio
Davvero, amici. Addio.
Di questo sono certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.
Scendo. Buon proseguimento.
:gluglu::giagia:
iango:
![]()
.
A fool and his money can throw one hell of a party.




Va bene anche la musica?
DOWNBOUND TRAIN
I had a job, I had a girl
I had something going mister in this world
I got laid off down at the lumber yard
Our love went bad, times got hard
Now I work down at the carwash
Where all it ever does is rain
Don't you feel like you're a rider on a downbound train
She just said "Joe I gotta go
We had it once we ain't got it any more"
She packed her bags left me behind
She bought a ticket on the Central Line
Nights as I sleep, I hear that whistle whining
I feel her kiss in the misty rain
And I feel like I'm a rider on a downbound train
Last night I heard your voice
You were crying, crying,
You were so alone
You said your love had never died
You were waiting for me at home
Put on my jacket, I ran through the woods
I ran till I thought my chest would explode
There in the clearing, beyond the highway
In the moonlight, our wedding house shone
I rushed through the yard, I burst through the front door
My head pounding hard, up the stairs I climbed
The room was dark, our bed was empty
Then I heard that long whistle whine
And I dropped to my knees, hung my head and cried
Now I swing a sledge hammer on a railroad gang
Knocking down them cross ties, working in the rain
Now don't it feel like you're a rider on a downbound train
(Bruce Springsteen)


...non mi piacciono le cose a metà.....
Congedo del viaggiatore cerimonioso
Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l’ora
d’arrivo, e neppure
conosca quali stazioni
precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m’è giunto all’orecchio
di questi luoghi, ch’io
vi dovrò presto lasciare.
Vogliatemi perdonare
quel po’ di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
dalla partenza, e molto
vi sono grato, credetemi,
per l’ottima compagnia.
Ancora vorrei conversare
a lungo con voi. ma sia.
Il luogo del trasferimento
lo ignoro. Sento
però che vi dovrò ricordare
spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
umido del nebbione
che ci avvolge, rosso
il disco della mia stazione.
Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell’inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette,
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio) confidare.
(Scusate. È una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch’io mi domando perché
l’ho recata, e quale
aiuto mi potrà dare
poi, quando l’avrò con me.
Ma pur la debbo portare,
non fosse che per seguire l’uso.
Lasciatemi, vi prego, passare.
Ecco. Ora ch’essa è
nel corridoio, mi sento
più sciolto. Vogliate scusare).
Dicevo, ch’era bello stare
insieme. chiacchierare.
Abbiamo avuto qualche
diverbio, è naturale.
Ci siamo – ed è normale
anche questo – odiati
su più d’un punto, e frenati
soltanto per cortesia.
Ma, cos’importa. Sia
come sia, torno
a dirvi, e di cuore, grazie
per l’ottima compagnia
Congedo a lei, dottore,
e alla sua faconda dottrina.
Congedo a te, ragazzina
smilza, e al tuo lieve afrore
di ricreatorio e di prato
sul volto, la cui tinta
mite è sì lieve spinta.
Congedo, o militare
(o marinaio! In terra
come in cielo ed in mare)
alla pace e alla guerra.
Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m’ha chiesto s’io
(scherzava!) ho avuto in dote
di credere al vero Dio.
Congedo alla sapienza
e congedo all’amore.
congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.
Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, sono certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.
Scendo. Buon proseguimento.
Giorgio Caproni


Grazie !![]()
A me questa poesia e' sempre piaciuta, forse perche' sono un inguaribile patetico piagnone.iango:
A te piace?![]()
.
A fool and his money can throw one hell of a party.