
Originariamente Scritto da
Traiano
Mi è venuto in mente di aprire questo thread leggendo questa notizia in quest'altro thread
https://forum.termometropolitico.it/...-carugate.html dove la notizia è che dei richiedenti asilo (questo dice La Repubblica) sono stati assunti all'Ikea di Carugate.
Però io sapevo che negli altri paesi, nei paesi normali (e l'Italia non è un paese normale) il richiedente asilo non può lavorare, se non per lavori socialmente utili per la PA, e comunque per poche ore la settimana. Com'è che questi sono stati assunti se sono richiedenti asilo e non beneficiari di diritto d'asilo?
Volete sapere come funziona, però nessuno lo dice? I preti di merda, che sono tra i più attivi, riescono in qualche modo a piazzare le "povere vittime che chissà da dove vengono" anche se non si potrebbe. Ovviamente qualcosa a loro gli entra sempre in tasca.
Il fatto è che: e se poi la richiesta d'asilo viene respinta? E qui entra in gioco il piano diabolico di preti e affini: dire " eh, ma ormai si sono integrati, hanno studiato l'italiano, lavorano, che volete buttarli fuori visto che ci arricchiscono?". E così il piano maligno dei preti, delle coop e dei prenditori è realizzato.
Le famose risorse per "integrare" i presunti profughi non si devono spendere per fare corsi di italiano, per piazzarli a lavorare o simili e poi dire "eh, ormai che sono qui", visto che se viene respinta la richiesta d'asilo, se ne devono (ah già, dovrebbero non devono, siamo in Italia) tornare al loro paese in modo coatto. Sti soldi si devono spendere per accelerare il più possibile le procedure per stabilire se si deve concedere l'asilo o no. A quel punto si che chi ottiene asilo può lavorare , e comunque dovrebbe sempre venire dopo(così come gli immigrati "normali") gli italiani.
Ripeto, quando sentite che "dobbiamo integrarli", loro (i preti di merda e affini di cui parlo sopra intendo) hanno già messo in atto il piano diabolico. Non fatevi turlupinare.