
Originariamente Scritto da
Condorcet
No taxation without representation.
Dialogo tra il cattofascista (o il comunista) e il liberale di matrice varia (ma potrebbe starci pure il libertario).
Se tu, cattoclericale fascista, vuoi i miei soldi per finanziare il tuo Stato (a cui vuoi che io conceda la mia lealtà) o i tuoi preti (indirettamente) non mi tratti da suddito ma mi dai la stessa dignità che daresti a te stesso, né più né meno.
Io, italiano non clericale, valgo come persona esattamente quanto un cattolico fascista. Se non c'è reciprocità da parte tua (quello che poi chiedete ai laicisti o ai musulmani per le minoranze cristiane), non c'è rispetto da parte mia.
Io rispetto il tuo diritto di pregare, credere nei miti egizio-solari spacciandoli per storia, andare in chiesa, digiunare, usare il cilicio, ecc. tu rispetta il mio diritto di essere me stesso.
Altrimenti salta tutto, e che vinca il migliore (senza esclusione di colpi, se si rompe il patto legale - calpestando i diritti altrui - allora l'illegalità diviene lecita, e non ci si lamenta dei piazzali loreto o delle ghigliottine...).
Se cade il principio di non aggressione, allora c'è il primato della forza, dove - come ricorda @
fiume sand creek continuamente - tutto è lecito. Non avendo la remora morale del comandamento, il laico è ancora più pericoloso in guerra del credente.
Temo che prima o poi si giungerà alla guerra civile, se si continua così per anni.